Non ho mai pensato, se non per un brevissimo periodo, che l'idea femminista si sarebbe diffusa a tutte, ma ero certa (e lo sono ancora, ma colloco tutto in un futuro molto lontano) che la gran parte delle donne si sarebbe accorta che ...l'uomo era nudo.
Invece...
Invece leggo in continuazione donne che si fanno schiacciare dagli uomini.
Lo leggo nelle cronache di donne stuprate, uccise, massacrate, ma anche in storie di donne che usano il sesso e si fanno usare nella speranza, illusione per la maggioranza, realtà per una minoranza, di poter ottenere quello che desiderano attraverso il sesso.
Vedo donne che cercano di usare l'unico capitale "spendibile" che ritengono di avere giovinezza, bellezza e sesso. E l'intelligenza e il resto? Il resto è al servizio del mezzo, per studiare la strategia più vincente.
Lo leggo in questa serie di povere amanti, sposate o no, che si umiliano al desiderio maschile.
E questo desiderio maschile non è desiderio sessuale, ma proprio desiderio di potere e di umiliazione.
E quante donne sono disposte a farsi umiliare e a divenire kapò a fianco dell'uomo di turno compiaciute della sua laida approvazione quando scherniscono altre donne, persino nel virtuale?! Tante.
Perché tante donne si prostituiscono gratuitamente?
Non è prostituzione piegarsi a questo desiderio maschile?
Una messalina con i suoi racconti fantastici (mica ci ha creduto qualcuno?) e provocatori sadomaso non sta comunque dando un'immagine di donna pronta a tutto e che, come ultimo sberleffo a se stessa e alla figura femminile, afferma di provare piacere dall'umiliazione?
Ma una donna che fa proprio un modello maschile sia nel ruolo dell'umiliata, sia nel fasullo ruolo della vamp mangiatrice di uomini (quello che interpreta Chiara, temo, almeno parzialmente, anche nella realtà) è davvero convinta di trionfare? Trionfare su cosa? Trionfare su chi? Quale vita sta vivendo? Crede davvero di essere libera? A me pare schiava dello sguardo maschile.
Perché il repellente modello maschile di uomo che afferma la sua filosofia di vita del disprezzo delle donne viene accettato con indifferenza? Questo personaggio, appoggiato da pochi (qui per fortuna, ma da troppi nella realtà) riduce la donna a tre tipologie. La prima è quella della donna che vuole ridotta a moglie con cui condividere le spese, che lui ha tirato fuori dalla miseria, dalla fabbrica e dall'incultura, utile per un appoggio nel quotidiano e che descrive anche lasciata a casa con una malattia grave, contenta perché lui si sfoga. Questo modello di donna che tiene insieme la famiglia, impermeabiile a qualsiasi umiliazione, la definisce quella capace d'amare.
La seconda tipologia di donna è quella che lui vede come amichetta con cui condividere sesso e con cui sfogarsi lui, disponibile ad ogni fantasia (che poi, essendo le possibilità del sesso quelle che sono, le fantasie non possono che diventare umilianti per poter essere fuori dalla routine) senza mettere mai in pericolo le sue sicurezze, perché non suscita un aperto disgusto?
La terza tipologia per lui è di quelle che non sono disponibili ad abbracciare lui e la sua filosofia, e così quelle indisponibili a farsi umiliare, quelle che o lo ignorano qui o lo contrastano non sa affrontarle in altro modo che con il dileggio. Naturalmente la sua filosofia non gli fa trovare altro modo di dileggiare che descrivendo chi gli si oppone come sgradevole, acida, arida (ridicolo vero? che uno che vuol essere esempio di quel tipo di vita e di relazioni parli di aridità altrui, no?), non gratificata dal sesso maschile. Uguale al caro silvio che fa ministro quelle compiacenti e definisce brutte e stupide quelle che lo contrastano.
Perché le cose che questo utente scrive della figlia non provocano un'aperta rivolta?
Io ho creduto a lungo che fosse un personaggio, in parte lo è, ma la filosofia di cui è portatore è reale.
E' la filosofia di chi ci governa, e non mi riferisco solo al silvio.
Perché le donne qui presenti non si ribellano?
Forse perché, come si diceva in tempi passati e che non sono sorpassati, non hanno ancora preso coscienza.
Perché non ce la fanno nel virtuale, così come nel reale, a prescindere dall'approvazione di un maschio? Chiunque sia.
Non mi frega nulla della risposta di chi si riconosce nella descrizione dell'utente-uomo-personaggio. Del resto è talmente prevedibile.
Io mi rivolgo alle donne che non reagiscono, in nessun modo e che dialogano con l'amabile cazzone come se fosse un bambinetto un po' impertinente che racconta barzellette di pierino. Io non le lascio passare neanche al bambinetto certe porcherie.
Perché non provate ripugnanza e ribellione qui?
So che c'è chi ha fatto la scelta di ignorare. Io ci ho provato, ma non ce la faccio. Non ce la faccio perché di lui non mi frega nulla, ma non riesco a sopportare questa gusto dell'umiliazione elevata a etica!!!
Come reagite nel reale di fronte a chi è portatore di quella cultura?