Nobody
Utente di lunga data
SiLo sai che hai scritto una cosa importante?
SiLo sai che hai scritto una cosa importante?
Direi che l'assolutizzazione di un'etica particolare e il relativismo siano due opposti da evitare.Azz che discussione.
Ho trovato particolarmente interessanti le risposte di Brunetta.
Mi sento di dire solo una piccola cosa: non è vero che è banale considerare transitori (storicamente determinati quindi destinati a perire) i valori etici.
Credo che quando un individuo si trova invischiato - com'è inevitabile - in un sistema di valori, consideri tali valori alla stregua delle leggi scientifiche: certo, tutti sappiamo, se vi rivolgiamo l'attenzione, che è quasi certo che le leggi scientifiche oggi universalmente riconosciute verranno ben presto considerate errate; tale consapevolezza tuttavia non ci impedisce di pensare queste stesse leggi come eternamente e universalmente esatte.
Voglio dire che per "funzionare" fino in fondo un'etica deve essere percepita come universalmente ed eternamente valida. E' un trucchetto che se viene smascherato in modo duraturo porta necessariamente a rifiutare ogni etica che non sia ridotta a semplice accordo diplmatico tra le parti per una più o meno pacifica convinvenza. E tutti gli accordi, diplmatici si sa, sono solo il preludio allo scoppio di una nuova guerra.
Penso che vorresti dire "conservazione della specie", il gruppo o compagine sociale è uno strumento a sua volta di difesa e conservazione della specie, questo è assodato.Penso che l'origine dell'etica stia nel bisogno di sopravvivenza del gruppo e i componenti del gruppo si riconoscono per somiglianza ed empatia e trovino modalità solidaristiche che garantiscono il gruppo e i singoli.
L'etica attuale nasce dal riconoscimento dell'appartenenza di ogni uomo al medesimo gruppo, quello umano.
Io fondo la mia etica su questo. Per tale ragione mi riconosco nella Costituzione e nella Dichiarazione dei diritti, non faccio derivare la mia etica da esse.
No intendo proprio gruppo. Il gruppo inteso come, famiglia, tribù, paese ecc.Penso che vorresti dire "conservazione della specie", il gruppo o compagine sociale è uno strumento a sua volta di difesa e conservazione della specie, questo è assodato.
Sul secondo neretto mi devi aiutare a capire una cosa, l' etica che tu sicuramente riconosci verso i tuoi simili, la applichi anche verso altre specie e verso l'ambiente nel quale viviamo? E se lo fai, lo fai solo pensando che sia utile a sua volta alla conservazione della nostra specie o a prescindere perchè - Lo ritieni una cosa giusta -.
Ho capito che conservare l' ambiente e la natura ha un ritorno in termini di qualità di vita e durabilità delle risorse, (di questo passo ci estingueremo) ma conoscendo bene alcuni naturalisti mi sembra proprio che non lo facciano per motivi utilitaristici, non solo , ma anche e soprattutto perchè - amano - e - rispettano - la natura, la loro etica dunque travalica trasversalmente il concetto di specie, dunque non potrebbe esserci dell' altro?
:up::up:Sento come fastidioso atteggiamenti che tendono ad attribuire al mondo animale un valore paritario a quello umano. Penso che nasca da un'empatia troppo frequentemente superficiale dettata da una proiezione.
E se l'empatia nasce dalla visione, dalla vicinanza si può essere sensibilissimi verso il gattino vicino (che ovviamente si mangia il topino o il passerotto e potrebbe cavarti gli occhi) restando indifferenti per la disperazione umana lontana o fastidiosa.
Ho sentito troppe persone tenere con i cani che brucerebbero i campi Rom.
Si, persone così, sono distanti anche dal mio modo di vedere le cose, ma ci sono anche altri.No intendo proprio gruppo. Il gruppo inteso come, famiglia, tribù, paese ecc.
Che è simile al branco animale.
Cioè qualcosa di più elaborato culturalmente rispetto alla sopravvivenza della specie che a volte va in conflitto con la sopravvivenza del gruppo quando si creano contrasti per le risorse.
Proprio perché elaborato ha una possibilità di inefficienza rispetto al fine della conservazione della specie.
Rispetto alla natura io mantengo un atteggiamento utilitaristico ma illuminato da una visione in prospettiva.
Sento come fastidioso atteggiamenti che tendono ad attribuire al mondo animale un valore paritario a quello umano. Penso che nasca da un'empatia troppo frequentemente superficiale dettata da una proiezione.
E se l'empatia nasce dalla visione, dalla vicinanza si può essere sensibilissimi verso il gattino vicino (che ovviamente si mangia il topino o il passerotto e potrebbe cavarti gli occhi) restando indifferenti per la disperazione umana lontana o fastidiosa.
Ho sentito troppe persone tenere con i cani che brucerebbero i campi Rom.
Probabilmente quando arrivava l'orso erano già surgelati.Ho letto da qualche parte che anche gli Inuit (sempre loro) quando da vecchi sentivano la morte avvicinarsi uscivano dal loro igloo per "nutrire" gli orsi polari, per ricompensare madre natura di quello che aveva dato loro durante la vita.
Essere sprovveduti puo essere fatale, la natura non perdona, l'errore che spesso si fa' è quello di attribuirle valutazioni morali o etiche, in una sorta di estensione che invece è solo nostra, (anzi direi proprio peculiare)Probabilmente quando arrivava l'orso erano già surgelati.
Quello del documentario e la sua compagna urlavano. Erano soli con la telecamera accesa con il tappo sull'obbiettivo.
Essere sprovveduti puo essere fatale, la natura non perdona, l'errore che spesso si fa' è quello di attribuirle valutazioni morali o etiche, in una sorta di estensione che invece è solo nostra, (anzi direi proprio peculiare)e sembra che proprio non possimo farne a meno.
La Fossey non è stata ammazzata dai gorilla, non era una sprovveduta, in quel senso, ma dai suoi civilissimi simili.
secondo me molto semplicemente un cane o un gatto etc. è membro della famiglia, soprattutto se si è abituati ad averne sin da bambini, ma anche da adulti:up::up:
Madonna, dillo a me... Se volessi farmi milioni di nemici, potrei scrivere in FB un messaggio a cui spesso ho pensato:
quello che mi rende sospettosa verso chi ama gli animali è che non sono sicura che un padrone di cane se dovesse scegliere se salvare la mia vita o quella del suo animale sceglierebbe di salvare la mia.
(In realtà sono certa che salverebbe il suo cane o qualsiasi cane, addirittura).
Ho invece l 'impressione che ce l' abbiano, ma trovano dei motivi per adattarla.Si sa che non tutti hanno un'etica.
Non volevo aprire una discussione polemica sugli animalisti, né apparire relativista,come non sono, ma sono convinta che per i bracconieri quello sia l'unica possibilità di sostentamento o quasi.Ho invece l 'impressione che ce l' abbiano, ma trovano dei motivi per adattarla.![]()
Lo so, è sempre difficile misurare le azioni degli uomini, solo gli stupidi si crogiolano nelle loro certezze.Non volevo aprire una discussione polemica sugli animalisti, né apparire relativista,come non sono, ma sono convinta che per i bracconieri quello sia l'unica possibilità di sostentamento o quasi.
Non volevo aprire una discussione polemica sugli animalisti, né apparire relativista,come non sono, ma sono convinta che per i bracconieri quello sia l'unica possibilità di sostentamento o quasi.
Questo è il 3d delle tentazioniio invece sono convinta che siano degli assassini che non fanno altro che distruggere la natura uccidendo senza nessun critierio specie protette con il solo scopo di fare soldi, tanti soldi.
lo sapevo che non devovo entrare in questo thread :unhappy::unhappy: