O.T. etica

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Brunetta

Utente di lunga data
Penso che l'origine dell'etica stia nel bisogno di sopravvivenza del gruppo e i componenti del gruppo si riconoscono per somiglianza ed empatia e trovino modalità solidaristiche che garantiscono il gruppo e i singoli.
L'etica attuale nasce dal riconoscimento dell'appartenenza di ogni uomo al medesimo gruppo, quello umano.
Io fondo la mia etica su questo. Per tale ragione mi riconosco nella Costituzione e nella Dichiarazione dei diritti, non faccio derivare la mia etica da esse.
 
Ultima modifica:

Irrisoluto

Utente di lunga data
Azz che discussione.
Ho trovato particolarmente interessanti le risposte di Brunetta.
Mi sento di dire solo una piccola cosa: non è vero che è banale considerare transitori (storicamente determinati quindi destinati a perire) i valori etici.
Credo che quando un individuo si trova invischiato - com'è inevitabile - in un sistema di valori, consideri tali valori alla stregua delle leggi scientifiche: certo, tutti sappiamo, se vi rivolgiamo l'attenzione, che è quasi certo che le leggi scientifiche oggi universalmente riconosciute verranno ben presto considerate errate; tale consapevolezza tuttavia non ci impedisce di pensare queste stesse leggi come eternamente e universalmente esatte.
Voglio dire che per "funzionare" fino in fondo un'etica deve essere percepita come universalmente ed eternamente valida. E' un trucchetto che se viene smascherato in modo duraturo porta necessariamente a rifiutare ogni etica che non sia ridotta a semplice accordo diplmatico tra le parti per una più o meno pacifica convinvenza. E tutti gli accordi, diplmatici si sa, sono solo il preludio allo scoppio di una nuova guerra.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Azz che discussione.
Ho trovato particolarmente interessanti le risposte di Brunetta.
Mi sento di dire solo una piccola cosa: non è vero che è banale considerare transitori (storicamente determinati quindi destinati a perire) i valori etici.
Credo che quando un individuo si trova invischiato - com'è inevitabile - in un sistema di valori, consideri tali valori alla stregua delle leggi scientifiche: certo, tutti sappiamo, se vi rivolgiamo l'attenzione, che è quasi certo che le leggi scientifiche oggi universalmente riconosciute verranno ben presto considerate errate; tale consapevolezza tuttavia non ci impedisce di pensare queste stesse leggi come eternamente e universalmente esatte.
Voglio dire che per "funzionare" fino in fondo un'etica deve essere percepita come universalmente ed eternamente valida. E' un trucchetto che se viene smascherato in modo duraturo porta necessariamente a rifiutare ogni etica che non sia ridotta a semplice accordo diplmatico tra le parti per una più o meno pacifica convinvenza. E tutti gli accordi, diplmatici si sa, sono solo il preludio allo scoppio di una nuova guerra.
Direi che l'assolutizzazione di un'etica particolare e il relativismo siano due opposti da evitare.
 

spleen

utente ?
Penso che l'origine dell'etica stia nel bisogno di sopravvivenza del gruppo e i componenti del gruppo si riconoscono per somiglianza ed empatia e trovino modalità solidaristiche che garantiscono il gruppo e i singoli.
L'etica attuale nasce dal riconoscimento dell'appartenenza di ogni uomo al medesimo gruppo, quello umano.
Io fondo la mia etica su questo. Per tale ragione mi riconosco nella Costituzione e nella Dichiarazione dei diritti, non faccio derivare la mia etica da esse.
Penso che vorresti dire "conservazione della specie", il gruppo o compagine sociale è uno strumento a sua volta di difesa e conservazione della specie, questo è assodato.

Sul secondo neretto mi devi aiutare a capire una cosa, l' etica che tu sicuramente riconosci verso i tuoi simili, la applichi anche verso altre specie e verso l'ambiente nel quale viviamo? E se lo fai, lo fai solo pensando che sia utile a sua volta alla conservazione della nostra specie o a prescindere perchè - Lo ritieni una cosa giusta -.

Ho capito che conservare l' ambiente e la natura ha un ritorno in termini di qualità di vita e durabilità delle risorse, (di questo passo ci estingueremo) ma conoscendo bene alcuni naturalisti mi sembra proprio che non lo facciano per motivi utilitaristici, non solo , ma anche e soprattutto perchè - amano - e - rispettano - la natura, la loro etica dunque travalica trasversalmente il concetto di specie, dunque non potrebbe esserci dell' altro?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Penso che vorresti dire "conservazione della specie", il gruppo o compagine sociale è uno strumento a sua volta di difesa e conservazione della specie, questo è assodato.

Sul secondo neretto mi devi aiutare a capire una cosa, l' etica che tu sicuramente riconosci verso i tuoi simili, la applichi anche verso altre specie e verso l'ambiente nel quale viviamo? E se lo fai, lo fai solo pensando che sia utile a sua volta alla conservazione della nostra specie o a prescindere perchè - Lo ritieni una cosa giusta -.

Ho capito che conservare l' ambiente e la natura ha un ritorno in termini di qualità di vita e durabilità delle risorse, (di questo passo ci estingueremo) ma conoscendo bene alcuni naturalisti mi sembra proprio che non lo facciano per motivi utilitaristici, non solo , ma anche e soprattutto perchè - amano - e - rispettano - la natura, la loro etica dunque travalica trasversalmente il concetto di specie, dunque non potrebbe esserci dell' altro?
No intendo proprio gruppo. Il gruppo inteso come, famiglia, tribù, paese ecc.
Che è simile al branco animale.
Cioè qualcosa di più elaborato culturalmente rispetto alla sopravvivenza della specie che a volte va in conflitto con la sopravvivenza del gruppo quando si creano contrasti per le risorse.
Proprio perché elaborato ha una possibilità di inefficienza rispetto al fine della conservazione della specie.

Rispetto alla natura io mantengo un atteggiamento utilitaristico ma illuminato da una visione in prospettiva.
Sento come fastidioso atteggiamenti che tendono ad attribuire al mondo animale un valore paritario a quello umano. Penso che nasca da un'empatia troppo frequentemente superficiale dettata da una proiezione.
E se l'empatia nasce dalla visione, dalla vicinanza si può essere sensibilissimi verso il gattino vicino (che ovviamente si mangia il topino o il passerotto e potrebbe cavarti gli occhi) restando indifferenti per la disperazione umana lontana o fastidiosa.
Ho sentito troppe persone tenere con i cani che brucerebbero i campi Rom.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Sento come fastidioso atteggiamenti che tendono ad attribuire al mondo animale un valore paritario a quello umano. Penso che nasca da un'empatia troppo frequentemente superficiale dettata da una proiezione.
E se l'empatia nasce dalla visione, dalla vicinanza si può essere sensibilissimi verso il gattino vicino (che ovviamente si mangia il topino o il passerotto e potrebbe cavarti gli occhi) restando indifferenti per la disperazione umana lontana o fastidiosa.
Ho sentito troppe persone tenere con i cani che brucerebbero i campi Rom.
:up::up:
Madonna, dillo a me... Se volessi farmi milioni di nemici, potrei scrivere in FB un messaggio a cui spesso ho pensato:
quello che mi rende sospettosa verso chi ama gli animali è che non sono sicura che un padrone di cane se dovesse scegliere se salvare la mia vita o quella del suo animale sceglierebbe di salvare la mia.

(In realtà sono certa che salverebbe il suo cane o qualsiasi cane, addirittura).
 

Fantastica

Utente di lunga data
Sull'etica

Sull'etica, per restare IT -mi scuso per prima- io credo che la posizione di Kant sia la sola realmente percorribile, ossia "la legge morale dentro di me" (indipendentemente da leggi e costumi sociali).
Sono quindi d'accordo che si tratti di un problema di educazione nei primi anni di vita dell'essere umano, educazione che sarà impartita certo secondo le regole percepite come "naturali" da un gruppo.
Oggi è "naturale" scannarsi per i soldi; un qualsiasi messaggio educativo che a parole contrasta -ma non nei fatti- questo assunto etico legittimato verrà percepito come contraddittorio e non sarà seguito.
Per questo credo che esistano tanti fallimenti genitoriali in giro.
 

spleen

utente ?
No intendo proprio gruppo. Il gruppo inteso come, famiglia, tribù, paese ecc.
Che è simile al branco animale.
Cioè qualcosa di più elaborato culturalmente rispetto alla sopravvivenza della specie che a volte va in conflitto con la sopravvivenza del gruppo quando si creano contrasti per le risorse.
Proprio perché elaborato ha una possibilità di inefficienza rispetto al fine della conservazione della specie.

Rispetto alla natura io mantengo un atteggiamento utilitaristico ma illuminato da una visione in prospettiva.
Sento come fastidioso atteggiamenti che tendono ad attribuire al mondo animale un valore paritario a quello umano. Penso che nasca da un'empatia troppo frequentemente superficiale dettata da una proiezione.
E se l'empatia nasce dalla visione, dalla vicinanza si può essere sensibilissimi verso il gattino vicino (che ovviamente si mangia il topino o il passerotto e potrebbe cavarti gli occhi) restando indifferenti per la disperazione umana lontana o fastidiosa.
Ho sentito troppe persone tenere con i cani che brucerebbero i campi Rom.
Si, persone così, sono distanti anche dal mio modo di vedere le cose, ma ci sono anche altri.
Conosco naturalisti che si sono spesi per la tutela e la conservazione di cose lontanissime dalla nostra quotidianità che le ritiene apparentemente "inutili" e lo facevano solo perchè le amavano, e le amavano perchè le conoscevano, perchè le avevano studiate ed intessuto attorno ad esse una trama che le inseriva "entro il proprio mondo". Diane Fossey, per esempio non credo amasse i gorilla perchè li assimilava agli umani o perchè inconsciamente li includesse nel suo "gruppo", credo li amasse perchè li studiava e li conosceva.
Io credo che noi applichiamo la nostra etica entro il mondo di conoscenze che abbiamo, perciò in una sfera ampia, trasversale.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Ho visto ieri, per interesse di mio figlio, un documentario su un uomo interessato alla salvaguardia degli orsi grizzly che è morto insieme alla sua compagna, divorati da un orso.
Per recuperare i resti per fare almeno una cerimonia funebre, hanno dovuto farlo dall'apparato digerente dell'orso, cosa che certamente lui non avrebbe voluto.
I commenti a questa tragedia spaziavano da plauso per l'orso a inviti a sparare loro a vista a insulti per chi aveva ucciso l'orso.
Si perde il senso delle proporzioni in molti modi.
 

spleen

utente ?
Ho letto da qualche parte che anche gli Inuit (sempre loro) quando da vecchi sentivano la morte avvicinarsi uscivano dal loro igloo per "nutrire" gli orsi polari, per ricompensare madre natura di quello che aveva dato loro durante la vita.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho letto da qualche parte che anche gli Inuit (sempre loro) quando da vecchi sentivano la morte avvicinarsi uscivano dal loro igloo per "nutrire" gli orsi polari, per ricompensare madre natura di quello che aveva dato loro durante la vita.
Probabilmente quando arrivava l'orso erano già surgelati.
Quello del documentario e la sua compagna urlavano. Erano soli con la telecamera accesa con il tappo sull'obbiettivo.
 

spleen

utente ?
Probabilmente quando arrivava l'orso erano già surgelati.
Quello del documentario e la sua compagna urlavano. Erano soli con la telecamera accesa con il tappo sull'obbiettivo.
Essere sprovveduti puo essere fatale, la natura non perdona, l'errore che spesso si fa' è quello di attribuirle valutazioni morali o etiche, in una sorta di estensione che invece è solo nostra, (anzi direi proprio peculiare) ;) e sembra che proprio non possimo farne a meno.:rolleyes:
La Fossey non è stata ammazzata dai gorilla, non era una sprovveduta, in quel senso, ma dai suoi civilissimi simili.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Essere sprovveduti puo essere fatale, la natura non perdona, l'errore che spesso si fa' è quello di attribuirle valutazioni morali o etiche, in una sorta di estensione che invece è solo nostra, (anzi direi proprio peculiare) ;) e sembra che proprio non possimo farne a meno.:rolleyes:
La Fossey non è stata ammazzata dai gorilla, non era una sprovveduta, in quel senso, ma dai suoi civilissimi simili.

Si sa che non tutti hanno un'etica.
 

free

Escluso
:up::up:
Madonna, dillo a me... Se volessi farmi milioni di nemici, potrei scrivere in FB un messaggio a cui spesso ho pensato:
quello che mi rende sospettosa verso chi ama gli animali è che non sono sicura che un padrone di cane se dovesse scegliere se salvare la mia vita o quella del suo animale sceglierebbe di salvare la mia.

(In realtà sono certa che salverebbe il suo cane o qualsiasi cane, addirittura).
secondo me molto semplicemente un cane o un gatto etc. è membro della famiglia, soprattutto se si è abituati ad averne sin da bambini, ma anche da adulti
il concetto di padrone ormai è superato, all'animale viene data un'educazione che non è altro che un adattamento delle regole generali che esistono in famiglia
 

spleen

utente ?

Brunetta

Utente di lunga data
Ho invece l 'impressione che ce l' abbiano, ma trovano dei motivi per adattarla. :D
Non volevo aprire una discussione polemica sugli animalisti, né apparire relativista,come non sono, ma sono convinta che per i bracconieri quello sia l'unica possibilità di sostentamento o quasi.
 

spleen

utente ?
Non volevo aprire una discussione polemica sugli animalisti, né apparire relativista,come non sono, ma sono convinta che per i bracconieri quello sia l'unica possibilità di sostentamento o quasi.
Lo so, è sempre difficile misurare le azioni degli uomini, solo gli stupidi si crogiolano nelle loro certezze.
 
Ultima modifica:

Simy

WWF
Non volevo aprire una discussione polemica sugli animalisti, né apparire relativista,come non sono, ma sono convinta che per i bracconieri quello sia l'unica possibilità di sostentamento o quasi.

io invece sono convinta che siano degli assassini che non fanno altro che distruggere la natura uccidendo senza nessun critierio specie protette con il solo scopo di fare soldi, tanti soldi.

lo sapevo che non devovo entrare in questo thread :unhappy::unhappy:
 

spleen

utente ?
io invece sono convinta che siano degli assassini che non fanno altro che distruggere la natura uccidendo senza nessun critierio specie protette con il solo scopo di fare soldi, tanti soldi.

lo sapevo che non devovo entrare in questo thread :unhappy::unhappy:
Questo è il 3d delle tentazioni :D
Quello che intervenendo uno si dice: - Meglio se me ne stavo zitto -
E aspetta, che ancora nessuno si è azzardato a parlare di religione, poi se succede vedrai che casino...... :D
 
Ultima modifica:
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top