Liberta'

Foglia

utente viva e vegeta
Se un dipendente deve arrivare al tribunale con relativi costi per vedersi riconoscere la libertà di non ascoltare musica ad alto volume di notte dal proprio capo ha sì dei diritti, ma necessita comunque sempre dello stato (come ho detto) per poterli godere.Considerato che tanti altri chinano la testa e pur di non perdere il posto o per paura tacciono, direi che non ci allontaniamo troppo da quello che ho scritto.La libertà richiede sempre di lottare per essa.In tal senso la si merita.
Beh. Anche un capo che licenzia il suo dipendente perché si lamenta della musica a palla, in quest'ottica, deve rendere conto delle sue azioni. E lo fa praticamente sempre, a quel punto. I giudici del lavoro non sono mai teneri in questi casi.Come un dipendente che, ascoltando musica a palla, si becca una sanzione disciplinare dal suo capo. Perché nella casistica ci sta pure quella, e di dipendenti che cazzeggiano anziché lavorare sono pieni i fatti di cronaca.Danny.... Hai preso un esempio sbagliato, secondo me :)
 

brenin

Utente
Staff Forum
Dopo una sana e disintossicante pausa estiva rieccomi a voi per affrontare l'autunno e l'inverno...
ogni giorno mi sveglio ed è come rinascere, tutto sempre diverso imperfetto e bellissimo...

detto ciò stamattina riflettevo sulla libertà.

La libertà è fare quel che c...o ti pare quando ti pare (sempre restando nel legale), tutto è lecito per il proprio benessere personale?
O è vero quell'adagio 'la mia libertà finisce dove inizia quella di un altro'?
In tutto questo, dove hanno posto le responsabilità, gli obblighi, le necessità (non sempre nostre) o la libertà comporta solo diritti?
Come si può sposare la libertà o presunta tale con tutto ciò?

saluti a tutti e buonagiornata
Non siamo e non saremo mai " liberi " in senso lato.... a meno che non si decida di dare un taglio netto al vissuto e si cambi decisamente vita (intendo, ad esempio, di andare a vivere in Alaska o nella tundra dove non trovi un essere umano nel raggio di centinaia di km ). penso che il tuo post contenga la risposta.... fermo e restando che il concetto di libertà è talmente soggettivo che bisognerebbe valutare caso per caso....:)
 

spleen

utente ?
Dopo una sana e disintossicante pausa estiva rieccomi a voi per affrontare l'autunno e l'inverno... ogni giorno mi sveglio ed è come rinascere, tutto sempre diverso imperfetto e bellissimo... detto ciò stamattina riflettevo sulla libertà. La libertà è fare quel che c...o ti pare quando ti pare (sempre restando nel legale), tutto è lecito per il proprio benessere personale? O è vero quell'adagio 'la mia libertà finisce dove inizia quella di un altro'? In tutto questo, dove hanno posto le responsabilità, gli obblighi, le necessità (non sempre nostre) o la libertà comporta solo diritti? Come si può sposare la libertà o presunta tale con tutto ciò? saluti a tutti e buonagiornata
La libertà è un concetto del tutto teorico. Nella raltà non esiste, come non esiste la pace, l'amore e via discorrendo. Per essere liberi perciò agire col concetto che abbiamo in mente di assoluta indipendenza dovremmo essere dio, senza influenze, frustrazioni obblighi. La confusione che facciamo poi, cioè vivere il concetto di libertà come di rifiuto verso qualcosa è già un controsenso in termini. Accontentiamoci di definizioni un poco più larghe, come quella del sig. Gaber. - La libertà è partecipazione -.
 

danny

Utente di lunga data
Beh. Anche un capo che licenzia il suo dipendente perché si lamenta della musica a palla, in quest'ottica, deve rendere conto delle sue azioni. E lo fa praticamente sempre, a quel punto. I giudici del lavoro non sono mai teneri in questi casi.Come un dipendente che, ascoltando musica a palla, si becca una sanzione disciplinare dal suo capo. Perché nella casistica ci sta pure quella, e di dipendenti che cazzeggiano anziché lavorare sono pieni i fatti di cronaca.Danny.... Hai preso un esempio sbagliato, secondo me :)
Diciamo che stamattina come ogni mattina mi sono alzato alle 5,20 e temo che dovrò comportarmi così per altrettante mattine fino ai 70 anni.
Se fossi libero dormirei un po' di più e a settant'anni col cavolo mi penserei ancora in ufficio a forzarmi di non addormentarmi al computer.
Diciamo che la libertà è anche questa.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Diciamo che stamattina come ogni mattina mi sono alzato alle 5,20 e temo che dovrò comportarmi così per altrettante mattine fino ai 70 anni.
Se fossi libero dormirei un po' di più e a settant'anni col cavolo mi penserei ancora in ufficio a forzarmi di non addormentarmi al computer.
Diciamo che la libertà è anche questa.
Beh. Per uno che lavora per conto proprio libertà e' anche arrivare a fine mese senza uno stipendio.

Danny, non capisco dove vuoi arrivare :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Se tu vai in una zona periferica malfamata di una grande città alle tre di notte puoi rischiare di fare brutti incontri.
In conseguenza di ciò, tu non ci vai.
Ma non è che quella zona è deserta: altre persone con altre intenzioni, che a te possono parere malevole, la frequentano.
Tu non sei più libero di andarci, loro sì.
La paura limita la libertà, per esempio.
Ma la paura è conseguenza dei rapporti impari di forza.
Se vuoi andare "libero" di andare in quella zona tu hai bisogno di qualcuno che supporti la tua debolezza, in pratica necessiti in questi caso di un intervento dello stato che regoli i rapporti di forza.
In pratica la libertà ha bisogno di regole e del rispetto di esse, dell'acquisizione di una parità di fatto tra tutti gli individui, per genere, età, nazionalità, ceto sociale e forza.
Quest'ultima cosa è allo stato attuale utopica. Per averla almeno in parte bisognerebbe mettersi in gioco e lottare, sull'onda però di una consapevolezza e di convinzioni condivisibili.
Mediamente non lo si fa o non ci si riesce e ci si adatta ai consueti rapporti di forza per definire le libertà individuali.
Mi hai fatto pensare che chi crea paure limita la libertà.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La libertà è un concetto del tutto teorico. Nella raltà non esiste, come non esiste la pace, l'amore e via discorrendo. Per essere liberi perciò agire col concetto che abbiamo in mente di assoluta indipendenza dovremmo essere dio, senza influenze, frustrazioni obblighi. La confusione che facciamo poi, cioè vivere il concetto di libertà come di rifiuto verso qualcosa è già un controsenso in termini. Accontentiamoci di definizioni un poco più larghe, come quella del sig. Gaber. - La libertà è partecipazione -.
La libertà è in sé limitata altrimenti ha altri nomi.
La legislazione dovrebbe servire a stabilire il limiti entro cui esprimersi liberamente.
Vale per i bambini, ma vale anche per gli adulti in tutti gli ambiti, perché i limiti tutelano tutti dalla prepotenza di alcuni.
 

arula

Utente di lunga data

arula

Utente di lunga data
"la tua liberta' finisce dove inizia quella degli altri"

e

"lascia un po' il tempo che trova"

sono frasi e che non ho mai capito,ma proprio per nulla. Provate ad estrapolare il significato di queste due frasi se ci riuscite. Che c@xxo vuol dire che la mia liberta' e' finita perche' un altra persona a me vicina ha iniziato ad essere libera ? E quindi io non posso essere piu' libero ? E se no per quale motivo ??? Le solite fregnacce della lingua italiana...:facepalm:
Diciamo che io la intendo che sei realmente libero in un isola deserta con solo te da gestire,
nel momento che ci sono altri e sei in una società ci sono regole, essendoci regole non può esistere la libertà
questo può andare dal scaccolarsi liberamente in pubblico al non scoparti tutti quelli che ti ispirano al arrivare più o meno puntuale in ufficio...
non pensate che ho mescolato pizza e fichi è proprio che avere regole comporta non fare certe cose indipendentemente se siano scritte o meno e la maturità di una persona sta nel porsi i propri limiti (i più duri come diceva qualcuno) per adattarsi non solo alle proprie esigenze ma anche a quelle degli altri.
altrimenti non saremmo animali sociali e ci baseremmo solo sui fabbisogni fisiologici e basta.
 

arula

Utente di lunga data
Anche no eh.

Invero se io sono il tuo capo sono anche tenuto a mettere in atto tutti quei comportamenti che tutelano la salute e l'integrità psico fisica del subordinato. I tribunali sono pieni di cause per mobbing et similia.
:up:
 

arula

Utente di lunga data
La libertà è un concetto del tutto teorico. Nella raltà non esiste, come non esiste la pace, l'amore e via discorrendo. Per essere liberi perciò agire col concetto che abbiamo in mente di assoluta indipendenza dovremmo essere dio, senza influenze, frustrazioni obblighi. La confusione che facciamo poi, cioè vivere il concetto di libertà come di rifiuto verso qualcosa è già un controsenso in termini. Accontentiamoci di definizioni un poco più larghe, come quella del sig. Gaber. - La libertà è partecipazione -.
inserisci l'amore fra le utopie?
non esiste il fatto di volere tanto bene ad una persona da anteporre il suo bene al tuo (sempre che condividi questa definizione dell'amore)?
neanche per un figlio?
 

spleen

utente ?
inserisci l'amore fra le utopie? non esiste il fatto di volere tanto bene ad una persona da anteporre il suo bene al tuo (sempre che condividi questa definizione dell'amore)? neanche per un figlio?
Non è utopia, ma è un concetto talmente largo da risultare difficilmente afferrabile o definibile. Penso a quante forme di amore esistono e specialmente dell' uso distorto che se ne fa. Hai mai sentito dei mostri di egoismo definire un atto di amore uccidere qualcuno perchè lo avevano perso o non si adattava all loro idea? Certo i figli sono i figli, ma ritornando al concetto di influenze animalesche e culturali, quanto di questo amore è istinto e quanto "puro sentimento altruista"? Vedi come è difficile afferrare la nostra umanità. Ho sempre pensato che viviamo immersi nel mistero, in un universo di cui sappiamo poco o nulla, non riusciamo nemmeno a definire scientificamente la casualità apparente degli eventi concreti, figuriamoci le complessità dell' nimo umano. Questo non significa che non dobbiamo o possiamo formarci una idea, non so se mi spiego. :-J
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Dopo una sana e disintossicante pausa estiva rieccomi a voi per affrontare l'autunno e l'inverno...
ogni giorno mi sveglio ed è come rinascere, tutto sempre diverso imperfetto e bellissimo...

detto ciò stamattina riflettevo sulla libertà.

La libertà è fare quel che c...o ti pare quando ti pare (sempre restando nel legale), tutto è lecito per il proprio benessere personale?
O è vero quell'adagio 'la mia libertà finisce dove inizia quella di un altro'?
In tutto questo, dove hanno posto le responsabilità, gli obblighi, le necessità (non sempre nostre) o la libertà comporta solo diritti?
Come si può sposare la libertà o presunta tale con tutto ciò?

saluti a tutti e buonagiornata
L'alterazione (voluta) del concetto di libertà nasce dall'affermarsi, nel XIX secolo dell'ideologia più mefitica della storia: il liberalismo.
Prima il concetto di "libertà" nasceva semplicemente in antitesi a quello di "schiavitù" o di "prigionia" (che a volte coincidevano anche): senza nessuna correlazione al regime politico vigente o alle attitudini personali.
Il liberalismo si appropria di questo concetto e lo lega al proprio regime: si è liberi in un regime liberale; in altri regimi non si è schiavi, non si è prigionieri ma non si è nemmeno liberi.
E quale sarebbe questa "libertà" propugnata dal liberalismo? Semplice: la libertà da vincoli ed obblighi sociali e familiari. Una "libertà" spacciata come "progresso" mentre si è trattato di un semplice grimaldello per destrutturare le comunità tradizionali.
Grimaldello che viene premuto sempre più in profondità: si è sempre più "liberi", anche dai normalissimi obblighi di decenza. Mentre le nostre comunità e (con esse) una Civiltà e una Cultura millenaria, rapidamente muoiono.
:)
 
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