Se tu vai in una zona periferica malfamata di una grande città alle tre di notte puoi rischiare di fare brutti incontri.
In conseguenza di ciò, tu non ci vai.
Ma non è che quella zona è deserta: altre persone con altre intenzioni, che a te possono parere malevole, la frequentano.
Tu non sei più libero di andarci, loro sì.
La paura limita la libertà, per esempio.
Ma la paura è conseguenza dei rapporti impari di forza.
Se vuoi andare "libero" di andare in quella zona tu hai bisogno di qualcuno che supporti la tua debolezza, in pratica necessiti in questi caso di un intervento dello stato che regoli i rapporti di forza.
In pratica la libertà ha bisogno di regole e del rispetto di esse, dell'acquisizione di una parità di fatto tra tutti gli individui, per genere, età, nazionalità, ceto sociale e forza.
Quest'ultima cosa è allo stato attuale utopica. Per averla almeno in parte bisognerebbe mettersi in gioco e lottare, sull'onda però di una consapevolezza e di convinzioni condivisibili.
Mediamente non lo si fa o non ci si riesce e ci si adatta ai consueti rapporti di forza per definire le libertà individuali.