L'amore illecito e l'amicizia

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Sole

Escluso
La mia esperienza è questa.
Quando gli altri inciampano io li aiuto a rialzarmi.
Quando sono io ad inciampare nessuno mi ha dato una mano per cui o divento bravo a mettere la mani avanti o sbatto la faccia capisci?

Tu continui a non capire che tu hai un'esperienza di vita.
Io un'altra.

E parlo per la mia:
Tema amici: estrema delusione.

Ma.
Sempre le persone che mi hanno aiutato erano quelle che meno consideravo.

Allora ho imparato a tenermi stretto le mie 4 marie maddalene e a liberarmi dai farisei che dicono ah ma che razza di persone frequenti, non lo sai che sono dei peccatori?

E io rispondo loro...
Voi quando avevo bisogno ve ne siete lavati le mani, loro mi hanno aiutato.

Quindi la mia esperienza sul tema "amici" è molto negativa.

Ma tu fai bene a portare avanti la tua esperienza.
Perchè tu hai una vita e vivi la tua.

Io ho la mia e vivo la mia.
Ogni volta tiri fuori questa frase magica. Tu hai la tua vita e io ho la mia. Grazie tante. Dici un'ovvietá! Se siamo qui è proprio per confrontare le nostre esperienze di vita.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ogni volta tiri fuori questa frase magica. Tu hai la tua vita e io ho la mia. Grazie tante. Dici un'ovvietá! Se siamo qui è proprio per confrontare le nostre esperienze di vita.
Quoto
 
Ogni volta tiri fuori questa frase magica. Tu hai la tua vita e io ho la mia. Grazie tante. Dici un'ovvietá! Se siamo qui è proprio per confrontare le nostre esperienze di vita.
E chi lo dice che tutti siamo qui per confrontare le nostre esperienze di vita?
Io ho sempre ribadito questo concetto.
Io sono qui per disquisire di fenomeni.
E non ho molta sompatia per i noumeni.

Ognuno è qui dentro per i motivi che ritiene opportuni per sè stesso.

Non siamo in un gruppo di spisoterapia dove come si fa con i gruppi di tossici ci si confronta su come si combatte la rota.

Ogni esperienza di vita è unica e non condivisibile, perchè ti piaccia o meno, nessuno ha occhi oggettivi per vedere la realtà.

Ribadisco la mia opinione che ogni qualvolta un umano pensa di aver raggiunto l'oggettività finisce nel tristo cammino dell'ideologia.

La mia scarsa sompatia per i noumeni ( al secondo libro del mondo come volontà e rappresentazione rimando) è facilmente rilevabile dal mio dadaismo...

Oggi la penso in un modo...
Domani alla luce di nuove esperienze la penserò differente.
E mi piace da matti l'idea del caleidoscopio a seconda di come lo giri i cristalli di compongono in forme sempre differenti.

Che molte cose siano date troppo per scontate, mia cara sole, si vede dal mio esordio alla scuola elementare...
Non c'era forza al mondo capace di farmi stare seduto al banco e dicevo alla maestra?
Perchè devo stare fermo seduto?
E' vietato muoversi?
mi mostri la legge che lo dice?
E le dicevo...io imparo meglio a modo mio.

La mia esperienza di vita è unica e non condivisibile e non amo certo confrontarla con gli altri.
Posso solo narrarla per chi ha voglia e pazienza di leggermi o di ascoltarmi.

Tutti boni a insegnare la vita agli altri.
Ma nessuno può sostituirci.
 

Simy

WWF
Ogni volta tiri fuori questa frase magica. Tu hai la tua vita e io ho la mia. Grazie tante. Dici un'ovvietá! Se siamo qui è proprio per confrontare le nostre esperienze di vita.

Quoto!
 

Simy

WWF
E chi lo dice che tutti siamo qui per confrontare le nostre esperienze di vita?
Io ho sempre ribadito questo concetto.
Io sono qui per disquisire di fenomeni.
E non ho molta sompatia per i noumeni.

Ognuno è qui dentro per i motivi che ritiene opportuni per sè stesso.

Non siamo in un gruppo di spisoterapia dove come si fa con i gruppi di tossici ci si confronta su come si combatte la rota.

Ogni esperienza di vita è unica e non condivisibile, perchè ti piaccia o meno, nessuno ha occhi oggettivi per vedere la realtà.

Ribadisco la mia opinione che ogni qualvolta un umano pensa di aver raggiunto l'oggettività finisce nel tristo cammino dell'ideologia.

La mia scarsa sompatia per i noumeni ( al secondo libro del mondo come volontà e rappresentazione rimando) è facilmente rilevabile dal mio dadaismo...

Oggi la penso in un modo...
Domani alla luce di nuove esperienze la penserò differente.
E mi piace da matti l'idea del caleidoscopio a seconda di come lo giri i cristalli di compongono in forme sempre differenti.

Che molte cose siano date troppo per scontate, mia cara sole, si vede dal mio esordio alla scuola elementare...
Non c'era forza al mondo capace di farmi stare seduto al banco e dicevo alla maestra?
Perchè devo stare fermo seduto?
E' vietato muoversi?
mi mostri la legge che lo dice?
E le dicevo...io imparo meglio a modo mio.

La mia esperienza di vita è unica e non condivisibile e non amo certo confrontarla con gli altri.
Posso solo narrarla per chi ha voglia e pazienza di leggermi o di ascoltarmi.

Tutti boni a insegnare la vita agli altri.
Ma nessuno può sostituirci.
è una battaglia persa cercare di farti capire che quello che stavamo dicendo era altro....
 
è una battaglia persa cercare di farti capire che quello che stavamo dicendo era altro....
Si ne convengo:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
Non capisco tutti questi tentativi...:D:D:D
 

dammi un nome

Utente di lunga data
Sono scelte personali.
Ognuno dà il valore che ritiene opportuno sia all'amore e sia all'amicizia.
Assumere il valore altrui snatura qualsiasi tipo di rapporto a mio avviso.
Non conosco nessuno che mi conosca davvero, ma molte persone che presumono di conoscermi.
Mah...se voglio camminare mi servono due piedi, i miei piedi, e le mie scarpe in cui per fortuna o per disgrazia ci stanno solo i miei piedi.
E così posso andare dove voglio.
Penso piuttosto che quando non siamo in grado di camminare da soli allora abbiamo bisogno di chi ci porta con la carrozzella e lì iniziano le discussioni.
Perchè se tu dici portami lì...di sicuro lui o lei ti dirà ma ascolta è meglio che andiamo per di qua.
Ovvio non viviamo in un'isola....ma resto di questa opinione: nasciamo soli e moriamo soli, ma in mezzo c'è un bel traffico no?

ti sverdo:mrgreen:
 
M

marea

Guest
Non conosco nessuno che mi conosca davvero, ma molte persone che presumono di conoscermi.

abbiamo bisogno di punti di riferimento, strutture solide che ci diano l'illusione della comprensione, del contatto, l'illusione di poter superare il muro invalicabile della solitudine.
abbiamo bisogno di consolarci.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
abbiamo bisogno di punti di riferimento, strutture solide che ci diano l'illusione della comprensione, del contatto, l'illusione di poter superare il muro invalicabile della solitudine.
abbiamo bisogno di consolarci.
Per quel che mi riguarda non é un'illusione.... Che pessimismo..
 

aristocat

Utente iperlogica
abbiamo bisogno di punti di riferimento, strutture solide che ci diano l'illusione della comprensione, del contatto, l'illusione di poter superare il muro invalicabile della solitudine.
abbiamo bisogno di consolarci.
Marea
Secondo me la solitudine fa sempre parte di noi, nel senso che anche i momenti di maggior condivisione con il prossimo non sono eterni. Arriva sempre il momento di dire: "arrivederci" all'amico con cui abbiamo appena passato ore spensierate, oppure: "a presto" al proprio amore, arriva il momento che i nostri figli partono da casa nostra per costruire il loro futuro... Ci sono momenti nella vita in cui è inevitabile essere soli.
Quando si comincia a vedere questi momenti come "muro invalicabile" e non come "dimensione intima" di sé, è giunto il momento di chiedersi perlomeno "perché?".
Secondo me, eh.

ari
 

aristocat

Utente iperlogica
è realtà?
chi conosce veramente chi?
Noi non conosciamo mai veramente noi stessi, vero. Possiamo cambiare ed evolverci, ma questo non toglie che si possano vivere momenti di comunanza, condivisione, affinità con altri. Non occorre conoscersi minuziosamente perché scatti una certa intesa con una persona. A volte è questione di chimica, di incastri tra sensibilità differenti ma compatibili per certi aspetti...

ari
 
M

marea

Guest
Marea
Secondo me la solitudine fa sempre parte di noi, nel senso che anche i momenti di maggior condivisione con il prossimo non sono eterni. Arriva sempre il momento di dire: "arrivederci" all'amico con cui abbiamo appena passato ore spensierate, oppure: "a presto" al proprio amore, arriva il momento che i nostri figli partono da casa nostra per costruire il loro futuro... Ci sono momenti nella vita in cui è inevitabile essere soli.
Quando si comincia a vedere questi momenti come "muro invalicabile" e non come "dimensione intima" di sé, è giunto il momento di chiedersi perlomeno "perché?".
Secondo me, eh.

ari

"Voi sbagliate! Siamo molto superficiali, io e voi. Non andiamo ben addentro allo scherzo, che è più profondo e radicale, cari miei. E consiste in questo: che l'essere agisce necessariamente per forme, che sono le apparenze che esso si crea, e a cui noi diamo valore di realtà. Un valore che cangia, naturalmente, secondo l'essere che in quella forma e in quell'atto ci appare. E ci deve sembrare per forza che gli altri hanno sbagliato; che una data forma, un dato atto non è questo e non è così. Ma inevitabilmente, poco dopo, se ci spostiamo d'un punto, ci accorgiamo che abbiamo sbagliato anche noi, e che non è questo e non è così; sicché alla fine siamo costretti a riconoscere che non sarà mai né questo né così in nessun modo stabile e sicuro; ma ora in un modo ora in un altro, che tutti a un certo punto ci parranno sbagliati, o tutti veri, che è lo stesso; perché una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. La facoltà d'illuderci che la realtà d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d'oggi è destinata a scoprircisi illusione di domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita".

(Uno, nessuno e centomila - L. Pirandello)
 

aristocat

Utente iperlogica
"Voi sbagliate! Siamo molto superficiali, io e voi. Non andiamo ben addentro allo scherzo, che è più profondo e radicale, cari miei. E consiste in questo: che l'essere agisce necessariamente per forme, che sono le apparenze che esso si crea, e a cui noi diamo valore di realtà. Un valore che cangia, naturalmente, secondo l'essere che in quella forma e in quell'atto ci appare. E ci deve sembrare per forza che gli altri hanno sbagliato; che una data forma, un dato atto non è questo e non è così. Ma inevitabilmente, poco dopo, se ci spostiamo d'un punto, ci accorgiamo che abbiamo sbagliato anche noi, e che non è questo e non è così; sicché alla fine siamo costretti a riconoscere che non sarà mai né questo né così in nessun modo stabile e sicuro; ma ora in un modo ora in un altro, che tutti a un certo punto ci parranno sbagliati, o tutti veri, che è lo stesso; perché una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. La facoltà d'illuderci che la realtà d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d'oggi è destinata a scoprircisi illusione di domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita".

(Uno, nessuno e centomila - L. Pirandello)
Sai che io adoro la letteratura di Pirandello? :) La lettura che dò a questo passo è essenzialmente quella già espressa prima: noi evolviamo. Nel bene e nel male, non possiamo illuderci che tutto rimanga immutabile.
Se non lo accettiamo, cadiamo in questo vuoto, senza fine nella misura in cui noi permettiamo che lo sia.

ari
 
abbiamo bisogno di punti di riferimento, strutture solide che ci diano l'illusione della comprensione, del contatto, l'illusione di poter superare il muro invalicabile della solitudine.
abbiamo bisogno di consolarci.
Capisco...mi rendo conto...
 
è realtà?
chi conosce veramente chi?
Ma se sono un mistero perfino a me stesso...ma cazzo quante volte mia moglie mi ha detto...sei nella mia testa?
Sai cosa penso? Sai che cosa provo?

Figuriamoci allora con gli amici compagnoni no?
FInchè fai lo show e tieni su il palco è tutta amicizia...quando ci sono le cose importanti o gravi...vedi bene...
Chi c'è...

Ma la frase più assurda che si possa sentir dire è: quello lo conosco.

Non si finisce mai di conoscere le persone...mai...

E' ne abbiamo una prova tangibile in questo forum, perchè porco cazzo, quanti di noi, di voi...ecc..ecc...loro malgrado si trovano a scoprire lati del loro partner che MAI avrebbero pensato in vita loro di esperire...

Un vero amico è la persona che ti accetta per quello che sei senza giudicarti, senza esprimere consigli non richiesti, il vero amico ascolta e tace, e poi FA.

E fatalità un vero amico lo scopri sempre dopo e mai prima...

Non sempre amare è conoscere.
E attaccare etichette non è conoscere.

Perchè lo vediamo ogni giorno nei rapporti umani: una persona che a me può apparire vuota e superficiale, ad un'altra può apparire l'elemento più interessante della faccia della terra.
 
Marea
Secondo me la solitudine fa sempre parte di noi, nel senso che anche i momenti di maggior condivisione con il prossimo non sono eterni. Arriva sempre il momento di dire: "arrivederci" all'amico con cui abbiamo appena passato ore spensierate, oppure: "a presto" al proprio amore, arriva il momento che i nostri figli partono da casa nostra per costruire il loro futuro... Ci sono momenti nella vita in cui è inevitabile essere soli.
Quando si comincia a vedere questi momenti come "muro invalicabile" e non come "dimensione intima" di sé, è giunto il momento di chiedersi perlomeno "perché?".
Secondo me, eh.

ari
Grande...la dimensione intima di sè...:up::up::up:
Ma credimi Ari per molte persone non è affatto facile: la solitudine dà una strana angoscia.
 
"Voi sbagliate! Siamo molto superficiali, io e voi. Non andiamo ben addentro allo scherzo, che è più profondo e radicale, cari miei. E consiste in questo: che l'essere agisce necessariamente per forme, che sono le apparenze che esso si crea, e a cui noi diamo valore di realtà. Un valore che cangia, naturalmente, secondo l'essere che in quella forma e in quell'atto ci appare. E ci deve sembrare per forza che gli altri hanno sbagliato; che una data forma, un dato atto non è questo e non è così. Ma inevitabilmente, poco dopo, se ci spostiamo d'un punto, ci accorgiamo che abbiamo sbagliato anche noi, e che non è questo e non è così; sicché alla fine siamo costretti a riconoscere che non sarà mai né questo né così in nessun modo stabile e sicuro; ma ora in un modo ora in un altro, che tutti a un certo punto ci parranno sbagliati, o tutti veri, che è lo stesso; perché una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. La facoltà d'illuderci che la realtà d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d'oggi è destinata a scoprircisi illusione di domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita".

(Uno, nessuno e centomila - L. Pirandello)
E dici poco eh?:smile:
 

Leda

utente Olimpi(c)a
OT

Momento lapsus
Guardando il titolo della discussione ho creduto di leggere 'L'amore illecito a oltranza'.

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FINE OT
 
Stato
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