Etta
Utente di lunga data
Terza opzione: Si potrebbe eliminare il consorte anche eh.Ma io ho l'amante perché mi mancavano delle cose nel rapporto con mio marito.
Non le risolvo eliminando l'amante.
Terza opzione: Si potrebbe eliminare il consorte anche eh.Ma io ho l'amante perché mi mancavano delle cose nel rapporto con mio marito.
Non le risolvo eliminando l'amante.
Eh ma a me piace, capisco che mi insulteranno tutti ma la realtà è questa.Terza opzione: Si potrebbe eliminare il consorte anche eh.![]()
Sì certo stavo solo mettendo sul piatto un opzione che non era stata citata sopra.Eh ma a me piace, capisco che mi insulteranno tutti ma la realtà è questa.
Ma infatti il processo di "comprensione" mica riguarda l'altro... E' qualcosa che c'entra assolutamente e solo con noi stessi.
Ridefinire i nostri spazi, che non sono mai quelli dell'altro.
Compreso il problema, te ne fai una ragione, e scegli cosa, nelle tue possibilità reali, ti definisce meglio.
L'essere sè stessi è determinante se vuoi stare bene.
Chi si definisce vittima questa consapevolezza non l'ha mai trovata e fa dipendere la propria qualità di vita da qualcun altro.
Continuo a dirlo, ma il tradimento subito per me è qualcosa di molto lontano.
Che però mi ha offerto l'opportunità di sentirmi libero.
Che poi a qualcuno stupisca la cosa, e pensa che io parli da viveur, ovvero come fossi un altro...
Dopo anni mi stupirei del contrario.

Intendevo stare meno male per quello che vivevo in casaIn tutta sincerità, a me ha fatto sentire meglio.
Però nel frattempo sono cambiata, non sono stata lì a non fare nulla, anche sul fronte personale e del matrimonio. Ci ho ragionato molto, un po' di cose le ho costruite per stare meglio in generale.
Preciso che tutto questo vale senza sgamo.
Post sgamo è un altro rapporto e non posso immaginare o fare previsioni.
Boh, io sono abbastanza libero nelle ore serali.In che senso?
Se non avessi scuse per essere dove sono non ci andrei perché sarebbe rischioso.
Se invece vuoi rischiare non ti lamenti se ti beccano
E rischiare e essere beccato ti fa apparire agli occhi dell'altro come uno che non ha avuto minimamente cura. Le famose aggravanti
La moglie di @PrimaVoce ha lasciato tante tracce che avrei voluto essere io l’investigatore privato. Poca fatica.Anche se sono d'accordo, però osservo che il traditore che viene scoperto, viene sempre percepito come sciatto.
Si pensa sempre che, se è stato scoperto, è perché non ha fatto le cose come si deve.
Ma, non so, a me non convince. Non dico per la moglie di @PrimaVoce , ma in generale.
La vita è molto più casuale di quel che si pensa.
Ma tutti siamo liberi ma se esci dici dove vai e se non vuoi essere sgamato devi essere li. Questo se si vive sotto lo stesso tetto e sempre che dall'altra parte siano interessati a sgamarti.Boh, io sono abbastanza libero nelle ore serali.
Per me non sono mai un problema.
Tutti liberi liberi direi proprio di no.Ma tutti siamo liberi ma se esci dici dove vai e se non vuoi essere sgamato devi essere li. Questo se si vive sotto lo stesso tetto e sempre che dall'altra parte siano interessati a sgamarti.
Ma si può anche non stare in allarme, solo non si crede nemmeno che piove, detto dal traditore, pure se si è sotto l’acqua.Si ma non definirei proprio 'egoismo' il non voler vivere in uno stato di perenne vigilanza o col cervello che va in loop a ogni squillo a vuoto, per qualcosa non provocato da me per altro. Non è nemmeno certamente 'essere un eroe', credo sia più realismo relazionale. Se restare significa trasformarsi in un controllore ossessivo, in un detective privato del proprio partner o in una persona che vive nel sospetto, la relazione è già morta, perché è venuta meno la libertà. Una relazione che richiede un monitoraggio costante per sopravvivere è una galera, non un amore. La 'seconda possibilità' di cui parli spesso non è data al partner, ma alla propria paura di cambiare vita. Chiudere non è un atto di egoismo, è un atto di pulizia. È riconoscere, per me, che se il prezzo della 'tenuta' della coppia è la perdita della mia serenità e della mia fiducia strutturale nell'altro, quel prezzo è semplicemente fuori mercato. Oppure, chiamalo pure egoismo se vuoi, ma io lo chiamo preservazione dell'integrità.
Ma quale sistema corrotto? Dove abiti, ad Asgard?Però non hai seguito il flusso dei messaggi.
Si parte da @Jim Cain, il quale afferma:
Io ho solo aggiunto un'altra possibilità che esula da queste 2, che pure non sono certo impossibili. Dunque nessuna pretesa di pontificare sui massimi sistemi. Non si tratta di western o di reazioni 'virili' contro 'intelligenti'. È la scelta tra chi accetta di vivere in un sistema corrotto e chi ne dichiara il fallimento. Se l'intelligenza consiste nel trovare un modo confortevole per convivere con l'inganno o trasformarsi in aguzzini per non sentirsi zerbini, allora sì, parliamo lingue diverse. Io preferisco la 'narrativa' di chi si alza dal tavolo quando scopre che l'altro bara, piuttosto che continuare a giocare una partita truccata in nome della complessità. Gli altri facciano come pare a loro.
Scusa, ma con tutto il rispetto siamo davanti ad un sofismo, un ragionamento apparente che non giunge ad alcuna conclusione concreta, secondo me.L'errore che tutti fate è continuare a pensare "alla coppia" dopo un tradimento, e che l'evoluzione debba partire esclusivamente da questa.
Nella realtà, ciò che deve determinare una qualsiasi esperienza negativa è l'aumentata consapevolezza di sè.
Se si resta sempre negli stessi limiti precedenti, si continuerà a vivere male.
D' accordo nel senso che se dai una seconda possibilità (anche se ci sono figli) metti in chiaro che non ce ne sarà una terza.Sui sentimenti, non credo che non dare una seconda possibilità sia sempre la scelta corretta.
L'importante è che se chiudi a livello sentimentale lo sai che non è la scelta dell'eroe. Lo stai facendo perché egoisticamente non vuoi più trovarti in uno scenario di vita futura in cui poi ogni volta che il telefono squilla a vuoto, ogni volta che lei torna a casa con 20 minuti di ritardo per un qualunque cazzo, il tuo cervello va automaticamente a pensare a quello scenario lì.
Io spesso. Sia con amiche, sia con altre persone. Sabato sarò a una cena con gente piemontese per direTutti liberi liberi direi proprio di no.
Chiedi anche solo qui quante escono di sera da sole...
SofismA.D' accordo nel senso che se dai una seconda possibilità (anche se ci sono figli) metti in chiaro che non ce ne sarà una terza.
In altri termini se la nuova coppia non funziona non è previsto l' accanimento terapeutico.
Ok, per la teoria sei perfetto. Nella pratica?Scusa, ma con tutto il rispetto siamo davanti ad un sofismo, un ragionamento apparente che non giunge ad alcuna conclusione concreta, secondo me.
Se parti dalla istituzione "matrimonio", accettazione libera tra due autonomi individui di una regolamentazione che protegge una coppia per farla sviluppare in famiglia, con assunzione di obblighi e diritti reciproci (tra i quali c' è,guarda caso, l' esclusività) un tradimento è un evento che segna rottura di quel patto, accordo o contratto (come lo vuoi definire).
A meno di non autonarcotizzarsi, si rompe un equilibrio di diritti e doveri, perché uno dei partners decide di cambiare unilateralmente le regole del gioco. Chi è rimasto fedele e viene a conoscenza della infedeltà del partners deve fare i conti su una variazione subita del progetto di vita, con molte conseguenze (neanche tutte prevedibili) per sé e per i figli.
Personalmente, ritengo che la via di uscita mentale non sia la tanto magnificata riscoperta dell' IO, che suona come una mezza legittimazione della infedeltà (intendo come semplice recupero della celata precedente affermazione dell' IO ad opera di chi ha scelto la infedeltà), quanto la valutazione della fine del NOI (coppia) e delle conseguenze per sé e prole (se c' è).
E ci si trova di fronte ad una questione di turbolenza emotiva, valoriale, ecc. che, comunque vada, va affrontata con realismo in considerazione del proprio carattere (e valori) nonché delle condizioni economiche al momento della scoperta della infedeltà.
Parlare di "restare entro i limiti precedenti" mi sembra irrealistico, come se fossi stato spinto fuori strada con l' auto in una cunetta e pensi di ragionare come se fossi sempre rimasto a percorrere la strada senza incidente. La situazione precedente non esiste più, credo che siamo tutti d'accordo.
Trovo una forma di cosmetica dialettica pensare di uscire fuori dal tradimento attraverso una non meglio "aumentata consapevolezza di sé". Balle, rimani quello che eri prima, forte o debole, innamorato o no, convinto o non dei principi di vita da seguire,ecc. Così come sei affronti il nuovo scenario. Mica si cambia con uno schiocco di dita. Così come il partner infedele non è mica cambiato in un momento, ha attraversato un processo di cambiamento prima del tradito: in questo senso, dovrebbe trovarsi avanti a lui, con consapevolezza della scelta fatta di tradire ed una certa idea su cosa potrebbe succedere se fosse scoperto/a.
Poi, nel confrontarti con le rovine della coppia, allora si che inizi un processo di progressiva e diversa consapevolezza di te. Le scelte che assumi da tradito concorreranno a sviluppare il nuovo IO e abbandonare la tua parte del relitto del NOI.
Magari , indossi (o ti prepari ad indossare più avanti) un paio di stivali chiodati per dare un calcio al fragile simulacro di coppia che il partner traditore cercava di preservare per sé, facendo il proprio comodo alle tue spalle.
Comunque cerchi di capire come muoverti nell' interesse tuo e della prole, non considerando più il partner come un sodale (non potendo più avere fiducia incondizionata in esso/a).
D' accordo nel senso che se dai una seconda possibilità (anche se ci sono figli) metti in chiaro che non ce ne sarà una terza.
In altri termini se la nuova coppia non funziona non è previsto l' accanimento terapeutico.
E una.Io spesso. Sia con amiche, sia con altre persone. Sabato sarò a una cena con gente piemontese per dire
Questo, nella maggior parte dei casi, è esattamente ciò che accade nelle dinamiche di corna. Non sono neanche tanto sicuro che esistano scenari molto diversi, se non in presenza di qualche forma di patologia.No, semplicemente respiri ossigeno in un luogo in cui l’altro non ti conosce e non vuoi ti conosca.
C'è il problema che a me di avere diritto di vita o di morte su qualcuno non frega una beata mazza, al massimo esercito il mio diritto di non partecipazione. Quindi tutto sto pippone, che c'entra?Ma quale sistema corrotto? Dove abiti, ad Asgard?
La coppia non è un sistema astratto che ti cala dall’alto come l’ordinamento giuridico. È fatta da due persone. È l’espressione concreta di quelle due persone. Non è un contratto per l’utenza telefonica che firmi e poi subisci.
Anzi, per la mia esperienza, la madre di molte corna è proprio l’adesione acritica allo “schema di coppia” socialmente proposto. Senza personalizzazione. Senza quella famosa cura di cui parla sempre @ipazia.
Una dinamica disfunzionale, se c’è volontà da entrambe le parti, la sani.
Corna o non corna.
Le corna non corrompono un sistema perfetto.
Sono figlie di un sistema che già scricchiola.
Il tradimento non crea il marcio dal nulla.
Al massimo lo rivela.
Poi è chiaro: se non hai voglia, tempo, fiducia o energie per sanare, oppure dall’altra parte non c’è la minima disponibilità a farlo, o ancora se tu — in scienza e coscienza — non reggi nemmeno l’idea di metterti lì a lavorare su quello che non funziona, sono scelte personalissime.
Ma questa narrazione del cavaliere vendicatore che, siccome ha scoperto le corna, viene investito dall’Arcangelo Gabriele con la spada di fuoco e ottiene il diritto morale di vita e di morte sull’altro… è un po’ melodrammatica.
E soprattutto è poco aderente alla realtà dei rapporti umani.
Non siamo in un’epica medievale.
Siamo in relazioni fatte di fragilità, omissioni, stanchezze e soprattutto mancanze reciproche.
Cambi costantemente argomento.Tutti liberi liberi direi proprio di no.
Chiedi anche solo qui quante escono di sera da sole...
Quelle che frequenti di noi fuori di qui, tutteE una.
Sentiamo le altre.