Ma infatti è una questione di metodo più che di merito, secondo me. Ma poi se vuole la versione della moglie non gli basta attendere che l'avvocato di lei depositi, come si chiama? la comparsa di costituzione? in risposa al suo ricorso? Lì ci dovrebbe essere tutto, no? Magari da leggere bene davanti al terapeuta
Ma dai, non diciamo cazzate.
Non esiste, in una separazione giudiziale — figurati quando c’è di mezzo un tradimento — l’avvocato oggettivo. Non è proprio nel mestiere.
Hai due possibilità:
o trovi il pennivendolo che prende le cagate che gli racconta il cliente e le traduce in legalese con tre citazioni e due latinismi;
oppure trovi quello sveglio che evita accuratamente tutta la parte emotiva e parla solo di soldi, figli, tempi e condizioni. E fa bene.
In entrambi i casi, la comparsa non è verità. È una versione.
Se ti basta quella per “capire” le ragioni dell’altro, non stai cercando di capire. Stai cercando un documento che ti permetta di archiviare la pratica mentale: buoni da una parte, cattivi dall’altra, pace fatta con te stesso.
Che è legittimo, eh.
Se vuoi andare avanti senza rotture di coglioni, è pure sano.
Ma non chiamarla ricerca di verità, perché non lo è.
Detto questo:
il punto che continuo a fare — e che continua a non passare perché ognuno è incollato alla propria storia — è un altro.
@PrimaVoce ha fatto benissimo ad andare in giudiziale. Serve a fissare tempi, obblighi, scadenze. A mettere paletti.
Ma non è minimamente nelle condizioni di capire le ragioni della moglie, né tantomeno di costruire un futuro con lei, finché resta dentro lo stesso sistema.
Deve alzare i tacchi, uscire di casa, interrompere ogni rapporto non necessario.
Perché finché convivi e dialoghi continuamente, tutto quello che passa è falsato.
Da lei, che comunica dentro una dinamica distorta.
E da te, che continui a sentirti parte di qualcosa che non esiste più.
La famiglia, quella di prima, è finita.
C’è un rapporto padre–figlie, che è tuo.
C’è un rapporto madre–figlie, che non è tuo.
E non lo devi capire, gestire o controllare. Non ti riguarda.
Il tuo ruolo, nella pratica legale, diventa quello di provider economico per le figlie, anche attraverso i soldi e la casa che darai alla signora. E basta.
Il rapporto emotivo con le figlie te lo giocherai a prescindere dalla madre.
E sì, andrà a finire così.
Perché l’alternativa è fare lo stesso, ma vivendo dentro casa con un occhio aperto, senza fiducia, con il tarlo che lavora ogni volta che un telefono squilla o non squilla.
Non esiste strategia che sistemi questa cosa.
E continuare a investire energie sulla madre “per il bene delle figlie” è una cazzata che raccontiamo a noi stessi per non accettare la realtà.
Mo ve l'ho spiegato per la ventordocesima volta, anche basta.