ma infatti non è un discorso da morale borghese, è un discorso da stronzi. questa ENORME differenza è solo di forma, che spesso non è affatto la sostanza. in sostanza l'hai tradita come tu hai tradito lei, ma tu non ti sei fatto scoprire e ciò ti autorizza adesso a fare anche la morale a lei e a sentirti infastidito dalle sue scuse.
Credo d'aver detto che chi tradisce è un pezzo di m***a, e io non faccio eccezione.
Vorrei ti sforzassi di capire che il punto, come già detto, è un altro : e cioè che se ti fai scoprire fai del male.
Quando l'ho scoperta mi ha detto che era finita.
Ma allora, le ho chiesto più volte, perchè questo bisogno di comunicare ancora con lui ?
E perchè, secondo te, dopo aver scoperto, ad ottobre, un innocente carteggio, e dopo che, nei mesi seguenti, più di una volta chiedevo timidamente di lui, la risposta era 'solo chiacchiere e caffè' ?
Come può una persona continuare, perseverare quando c'è il tuo compagno che ogni tanto, e molto molto timidamente, ti chiede conto ?
Come si fa a non capire che è OVVIO, come dice Vincent Vega, che un tradimento di questo tipo non venga poi scoperto ?
Il mio terapeuta m'ha spiegato che quel mio chiedere non significava altro che 'non farmi del male', 'non farmi scoprire quello che non voglio scoprire', così come la sua terapeuta le ha spiegato che è probabile (non certo ma probabile) che lei si sia voluta fare scoprire, che una modalità così goffa come l'andare in bagno a casa di amici per nascondere i messaggi non poteva che portare alla scoperta...
E poi, davvero, il 'problema' - e il quesito che pongo - è un altro.
Capisco che per alcuni qui è il tradimento in sè ad essere meritevole di biasimo, ma è sulla gestione post-tradimento che vorrei delle risposte.
Io credo che incolpare il 'tradito' di tutta una serie di manchevolezze per giustificare il proprio tradimento sia da idioti, e che sia per certi versi peggiore del tradimento stesso (come dice Galimberti, di cui ho in precedenza riportato un passo).
E credo, perchè l'ho visssuto e lo sto vivendo, che una gestione più matura e più intelligente avrebbe risolto - almeno parzialmente - il 'problema'.
Che avrebbe sicuramente evitato urla e scenate davanti al bambino, che è l'unica cosa che davvero mi uccide.
Perchè, quando capita di parlare con amici (uno dei quali recentemente tradito E sfanculato dalla moglie), è per me allucinante che lei estrapoli dal discorso del 'tradito e sfanculato' l'unica frase che le 'conviene' riportare, e cioè che 'anche io avrò sicuramente sbagliato'.
Perchè spetta al tradito, e solo a lui, dire una cosa del genere.
Viceversa suona come la più classica delle autoassoluzioni, e la frase 'ho fatto una gran cazzata' in realtà non è, non esiste.