Io non so se ho capito bene... una donna stuprata non dovrebbe doversi perdonare niente, per questo non so come possa perdonare il suo stupratore... Molte donne stuprate, invece, proprio per questo ragionamento, non riescono a uscirne illese, se lo portano dietro per sempre...
Io non devo capire. Io posso capire, ma potrei anche non volerlo fare, non sono obbligata a farlo. Non mi sento "superiore": siccome capisco cose che tu non capisci, allora ti perdono. No. Mi dispiace. Non sono d'accordo.
Potrei anche aver interpretato male le tue parole...
Hai interpretato male...
Volevo semplicemente dire che in alcuni casi c'è talmente tanta paura e vergogna che ci si blocca e ci si danno delle colpe che non esistono...e il darsi colpe che non esistono è qualcosa di assolutamente sbagliato, è un errore...ed è l'errore che bisognerebbe perdonarsi per riuscire ad andare avanti...
Sono andata a fiume e non mi sono assolutamente spiegata, me ne rendo conto.
Non è questione di superiorità, nel mio caso non mi sono sentita superiore...nè mi sono sentita forte, non in quel momento...proprio per niente. Mi sono resa conto nel tempo che sono stata forte, non più forte di lui (così riprendo anche Ipazia quando parla di "gara a chi è più forte"), mi sono solo sentita in grado di sopportarlo.
Ognuno ha la sua strada da percorrere per elaborare il tutto, la mia strada è stata lastricata di voglia di comprensione.
Non è stata una persona che ho conosciuto una sera in discoteca e ha approfittato di me...è stata una persona molto importante, ha usato uno strumento che tra noi non era nemmeno "importante", conosco la mia storia e conosco quello che è stato il mio rapporto...e ho trovato i miei strumenti per affrontarla. Ci sono cose che mi avrebbero fatto più male.
Credo mi si possa comprendere quando non sto a raccontare nei dettagli tutto quello che è stato il mio rapporto, prima, durante e dopo.
Non ho trovato giustificazioni, ma ne ho cercato i motivi. E l'ho fatto perchè PER ME era importante quello. Mi serviva per mettere un punto.
Ognuno poi avrà i suoi strumenti, che sono quelli più consoni per se stesso.
Ogni storia è a sè, ogni persona vive un'esperienza in maniera differente rispetto a qualcun altro