Leggo. E tutto quanto si scrive ha il suo perchè, le sue ragioni, la sua giustezza, da una parte e dall'altra. È tutto "normale". L'odio, le recriminazioni, il danno reale perpetrato con leggerezza, l'egoismo, la disperazione e la compassione del tradito verso se stesso e quella del traditore scoperto e spiazzato degli effetti devastanti delle sue stesse azioni. Si soffre tutti, si spera nel tempo, si cade e si ricade per rialzarsi ogni volta con un livido in più, nel cammino verso una consapevolezza nuova, tutti e due.
Se perdono significa dimenticare, siglare il game over sull'accaduto, proprio perchè si ama ancora per me non è possibile. Si può capire, non provare più rancore, stare bene, anche meglio di quanto si sia mai stati, ma quella cicatrice è indelebile e appartiene alla coppia, come la forma di un braccio o il colore degli occhi, e perdonarla significa sminuire la sua potenza devastante e riedificante di una vita diversa, da soli o insieme. Il traditore ad un certo punto, esausto, chiude i giochi del dialogo, il tradito non è mai sazio perchè ha voragini da colmare, ma ad un certo punto deve pensarci da sè, l'altro è esaurito, stanco, ha vergogna, e forse proprio perchè non riesce ad autoassolversi, cerca e chiede il perdono dell'amato. Che si fregia delle ritorsioni, soprattutto verbali, di ogni specie per colpire un pochino, ma sembrano i pugnetti di un bimbo contro il petto di un culturista; però si ha bisogno anche di quello, di dare cazzotti e di riceverli, per un certo periodo.
Mi ha fatto tenerezza la moglie di Franco che impasta una torta, e lo dico da tradita. Mi ha ricordato gli occhi di mio marito mentre fa cose che nella vita precedente erano molto più rare, occhi tristi ma speranzosi, spesso velati di lacrime, poche parole da dire, amore che passa attraverso piccole attenzioni, comprensione per me ma muta richiesta di accettazione del suo enorme sbaglio. Non so se sia vero che chi rimane qui lo faccia necessariamente perchè ha dell'irrisolto in corso, può essere, ma anche il contrario ha la sua ragion d'essere: si potrebbe andar via anche perchè il proprio cammino è talmente in alto mare che non si riesce a sostenere neanche da lontano la percezione del dolore altrui, quello che si conosce a menadito.