Il tempo non fa il suo dovere ...

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Brady

Utente di lunga data
Si, è giusto perdonare chi non ha ancora riconosciuto i suoi errori.
Il perdono serve a chi lo dà, non a chi lo riceve. Serve a far star meglio chi lo concede.
Se dovessi aspettare che mia moglie si pentisse prima di perdonarla (campa cavallo...), morirei sicuramente di cancro a causa del veleno inutilmente accumulato in tanti anni.
Non hai alcun potere sulle scelte future di tua moglie, lei sarà sempre libera di scegliere quello che vuole. L'adultero soffre già di suo le conseguenze dei suoi atti (chiedi a Verena) e nella giusta proporzione, non serve altro.
Perdonare è un'azione. Se sei triste devi sforzarti di sorridere e come conseguenza anche il tuo stato d'animo migliorerà. Se aspetti di essere felice per ritornare a sorridere allunghi di parecchio i tempi.
Credo che esistano infinite tecniche per perdonare, ti incollo la risposta che ho dato a Margherita che riassume come ho cercato di farlo io.


Il tempo aiuta molto ma se vuoi accelerare il processo e ottenere una cura definitiva senza strascichi e ricadute devi perdonare tuo marito.
Devi ripeterti interiormente un milione di volte la frase “Io ti perdono ...” finché non ti senti pronta a manifestare questo perdono.
Poi devi dichiarare a tuo marito la tua decisione di perdonarlo.
Io ho già fatto tutto questo ma a volte quando rivedo mia moglie divento molto nervoso e sto anche male fisicamente.
Questo succede perché ancora non riesco a desiderare il bene e la felicità di mia moglie.
Per questo alla sera ripeto interiormente questa frase “In cambio del male che mi hai fatto desidero per te tutto il bene e la felicità del mondo”.
Credo che tra qualche tempo sarò guarito del tutto.
Giobbe, grazie del suggerimento, però perdonami (appunto...) se mi rimane qualche dubbio su motivazioni e metodo.
Capisco che il perdono serve a me, ma ciò non toglie il fatto che nel momento in cui lo concedo a lei mi sto relazionando con una altra persona e non solo con me stesso e devo quindi tenere conto anche della sua interpretazione di questo perdono. Se voglio che abbia un valore anche per lei deve prima capire quanto mi costa, ovvero deve sentirsi almeno un po' responsabile.
Sul metodo: se funzionasse il tuo potrei, allo stesso modo convincermi di amare qualcuno o che mi piaciono le zucchine, ma ho il sospetto che si avvicini molto al "mentire a se stessi". Il che non è mai una bella cosa, no?
Comunque sono per il metodo sperimentale quindi proverò anche questa, non si sa mai... ;)
 

Brady

Utente di lunga data
10 a uno che il nascituro non era tuo. Voler ammazzare una creatura perchè non sai se il bambino è di tuo marito o del tuo amante è da belve. Altri (candidati alla regione lazio) dicono che l'aborto è una vittoria di civiltà. Bah.

questa frase è vergognosa e scoppio di rabbia io per te. io l'avrei picchiata. se lo sarebbe meritato.


a conclusione.... secondo me tua moglie è una immatura. Oggi una giudicia anziana mi ha detto che prima di fare figli e di sposarsi, bisogna essere pronti ad amarsi tutta la vita. Se non lo si è, semplicemente non ci si deve sposare, altrimenti si rovina la propria vita, la vita del coniuge e quella dei figli.
ciao IdS,
innanzittutto grazie per la solidarietà. Non volevo però scatenare un dibattito sull'aborto, non credo che questa sia la sede opportuna. (sicuramente esistono forum dedicati all'argomento)
Tra l'altro per quanto riguarda il "picchiare", ricade nella sfera della violenza, che mal si accompagna con antiabortismo e difesa della vita.
Infine quando qualcuno troverà il modo di avere pieno controllo sui sentimenti forse si potrà applicare quanto hai scritto perché per il momento "amarsi tutta la vita" non credo sia qualcosa che si possa pretendere a priori. A meno che tu non intenda che bisogna essere disposti a stare insieme anche quando l'amore finisce, solo per un impegno preso, ma non so quanto giovi alla coppia e soprattutto ai figli. Perlomeno se il nostro scopo primario è essere felici. Io sono figlio di due separati (che quando si sono sposati si amavano) e ti garantisco che sono stato più felice dopo la separazione che prima preso in mezzo nei loro litigi.
 

MK

Utente di lunga data
A meno che tu non intenda che bisogna essere disposti a stare insieme anche quando l'amore finisce, solo per un impegno preso, ma non so quanto giovi alla coppia e soprattutto ai figli. Perlomeno se il nostro scopo primario è essere felici. Io sono figlio di due separati (che quando si sono sposati si amavano) e ti garantisco che sono stato più felice dopo la separazione che prima preso in mezzo nei loro litigi.
:up:
 

Lettrice

Utente di lunga data
ciao IdS,
innanzittutto grazie per la solidarietà. Non volevo però scatenare un dibattito sull'aborto, non credo che questa sia la sede opportuna. (sicuramente esistono forum dedicati all'argomento)
Tra l'altro per quanto riguarda il "picchiare", ricade nella sfera della violenza, che mal si accompagna con antiabortismo e difesa della vita.
Infine quando qualcuno troverà il modo di avere pieno controllo sui sentimenti forse si potrà applicare quanto hai scritto perché per il momento "amarsi tutta la vita" non credo sia qualcosa che si possa pretendere a priori. A meno che tu non intenda che bisogna essere disposti a stare insieme anche quando l'amore finisce, solo per un impegno preso, ma non so quanto giovi alla coppia e soprattutto ai figli. Perlomeno se il nostro scopo primario è essere felici. Io sono figlio di due separati (che quando si sono sposati si amavano) e ti garantisco che sono stato più felice dopo la separazione che prima preso in mezzo nei loro litigi.
Vero
 

Brady

Utente di lunga data
Vi aggiorno sui recenti sviluppi. Venerdi sera sono riuscito a parlarle finalmente.
La sua reazione è stata ora, come allora, di preplessità di fronte a quanto fossi sconvolto per qualcosa che per lei è morto e sepolto. Forse perché tende a considerare le sue attuali emozioni per gli altri e per quelle storie che adesso per lei sono (mi piace crederlo) meno significative. Il problema però sta in che cosa ha provato allora e le conseguenze che questo ha avuto su di me. Ho cercato di farglielo capire e credo di essere stato abbastanza bravo da non cadere nella logica del perché e del percome. Ho cercato di non parlare di colpe e responsabilità ma di conseguenze e della necessità di risolverle se vogliamo che il nostro rapporto evolva. E a parte quelche sbandamento qua e là ci sono riuscito. Come ho detto lei ancora non capisce veramente, ma ha capito che io non sto bene e si è detta disponibile a fare tutto ciò che è necessario fare (insieme) perché le cose possano andare a posto.
Questo è solo un piccolo passo, adesso ci vorrà tempo. Ma almeno è un passo nella direzione giusta.
Io però mi sono così concentrato sul fatto di farle sapere del mio disagio che non ho pensato esattamente a cosa fare dopo....
Per ora sto cercando di lavorare per scalzarmi di dosso la figura di semplice marito, buono per dividere la vita (di tutti i giorni) ma non l'anima e le ho chiesto di dedicarci di più al reciproco supporto emotivo. Un po' di sana condivisione dei sentimenti, insomma.
Poi le ho chiesto di chiarirmi quali sono i suoi sentimenti nei confronti del suo ex (il secondo tradimento tanto per capirci) perché delle due è la situazione di cui ho meno responsabilità e quindi non so come prevenire eventuali ricadute. Anche in questo caso non ho chiesto di sapere dettagli o modalità di ciò che è stato, ne voglio entrare in quelli che sono solo loro ricordi. Ho solo bisogno di sapere perché lui è così importante e se lo è ancora, almeno saprò da dove possono arrivare i colpi.
Comunque le ho dato tempo, perché io sulla faccenda ci sto rimuginando da mesi, anni, mentre lei si è vista arrivare la cosa addosso all'improvviso...
L'unica immediata conseguenza è stato del gran sesso, che come le caramelle , non basta, ma aiuta (ma perché il tradimento fa così bene a questo aspetto? Mi fa incavolare sta cosa, ti fa quasi pensare che ne valga la pena...)

Vi farò sapere.
Grazie ancora a tutti per il vostro supporto e per i consigli.
Brady
 

giobbe

Utente di lunga data
Giobbe, grazie del suggerimento, però perdonami (appunto...) se mi rimane qualche dubbio su motivazioni e metodo.
Capisco che il perdono serve a me, ma ciò non toglie il fatto che nel momento in cui lo concedo a lei mi sto relazionando con una altra persona e non solo con me stesso e devo quindi tenere conto anche della sua interpretazione di questo perdono. Se voglio che abbia un valore anche per lei deve prima capire quanto mi costa, ovvero deve sentirsi almeno un po' responsabile.
Sul metodo: se funzionasse il tuo potrei, allo stesso modo convincermi di amare qualcuno o che mi piaciono le zucchine, ma ho il sospetto che si avvicini molto al "mentire a se stessi". Il che non è mai una bella cosa, no?
Comunque sono per il metodo sperimentale quindi proverò anche questa, non si sa mai... ;)
Sul fatto che il perdono deve essere unilaterale e incondizionato non ho dubbi.
Altrimenti Gesù sulla croce non avrebbe immediatamente perdonato i suoi assassini.
Se così non fosse, il perdono verrebbe concesso dall'alto verso il basso, la persona che perdona si metterebbe un gradino al di sopra del perdonato. Bisogna fare attenzione a non comportarsi come il figliol prodigo (il fratello di quello che va via di casa) ma come il padre che perdona subito e che compra l'anello, il vestito e ingrassa il vitello in attesa del figlio.
Per quel che riguarda il metodo non si tratta di costruire artificialmente un sentimento ma di far emergere qualcosa che è già dentro noi.
L'uomo è “naturalmente” predisposto al perdono ma l'orgoglio ferito è una brutta bestia perché agisce a livello dell'inconscio.
La ripetizione di una frase in uno stato di rilassamento riesce a toccare il nostro inconscio (come il Rosario o il mantra nelle culture orientali).
Il tradimento provoca un trauma interiore che deve essere curato.
Può essere curato anche con la preghiera, con la meditazione, andando da uno psicologo, ascoltando una canzone, leggendo una poesia, urlando e piangendo assieme a tua moglie ecc.
Ci sono un sacco di metodi ma tutti devono toccare corde profonde: la cura non passa attraverso speculazioni razionali.
Io adesso ho deciso di ascoltare tutti i giorni la canzone “A te” di Jovanotti per ricordarmi come vedevo mia moglie quando eravamo fidanzati. È un metodo un po' scemo ma con me funziona bene.:)


Ricordati che se il perdono non è dichiarato non serve a un chez.
 

Amarax

Utente di lunga data
Vi aggiorno sui recenti sviluppi. Venerdi sera sono riuscito a parlarle finalmente.
La sua reazione è stata ora, come allora, di preplessità di fronte a quanto fossi sconvolto per qualcosa che per lei è morto e sepolto. Forse perché tende a considerare le sue attuali emozioni per gli altri e per quelle storie che adesso per lei sono (mi piace crederlo) meno significative. Il problema però sta in che cosa ha provato allora e le conseguenze che questo ha avuto su di me. Ho cercato di farglielo capire e credo di essere stato abbastanza bravo da non cadere nella logica del perché e del percome. Ho cercato di non parlare di colpe e responsabilità ma di conseguenze e della necessità di risolverle se vogliamo che il nostro rapporto evolva. E a parte quelche sbandamento qua e là ci sono riuscito. Come ho detto lei ancora non capisce veramente, ma ha capito che io non sto bene e si è detta disponibile a fare tutto ciò che è necessario fare (insieme) perché le cose possano andare a posto.
Questo è solo un piccolo passo, adesso ci vorrà tempo. Ma almeno è un passo nella direzione giusta.
Io però mi sono così concentrato sul fatto di farle sapere del mio disagio che non ho pensato esattamente a cosa fare dopo....
Per ora sto cercando di lavorare per scalzarmi di dosso la figura di semplice marito, buono per dividere la vita (di tutti i giorni) ma non l'anima e le ho chiesto di dedicarci di più al reciproco supporto emotivo. Un po' di sana condivisione dei sentimenti, insomma.
Poi le ho chiesto di chiarirmi quali sono i suoi sentimenti nei confronti del suo ex (il secondo tradimento tanto per capirci) perché delle due è la situazione di cui ho meno responsabilità e quindi non so come prevenire eventuali ricadute. Anche in questo caso non ho chiesto di sapere dettagli o modalità di ciò che è stato, ne voglio entrare in quelli che sono solo loro ricordi. Ho solo bisogno di sapere perché lui è così importante e se lo è ancora, almeno saprò da dove possono arrivare i colpi.
Comunque le ho dato tempo, perché io sulla faccenda ci sto rimuginando da mesi, anni, mentre lei si è vista arrivare la cosa addosso all'improvviso...
L'unica immediata conseguenza è stato del gran sesso, che come le caramelle , non basta, ma aiuta (ma perché il tradimento fa così bene a questo aspetto? Mi fa incavolare sta cosa, ti fa quasi pensare che ne valga la pena...)

Vi farò sapere.
Grazie ancora a tutti per il vostro supporto e per i consigli.
Brady

Ciao.
Ho letto la tua storia.
La mia esperienza da tradita mi ha insegnato che:
le persone che arrivano a tradire sono profondamente egoiste.
Passano sopra ogni cosa, sopra ogni persona.
Sono egoisti.
Se restano lo fanno per loro circuiti mentali viziati da chissà che.
Non conoscono la coerenza.
Le parole sono inutili.
Fa tutto il tradito...ragiona, si dispera, soffre.
L'unica è accettare nel miglior modo possibile per te di avere a che fare con una persona della quale non ti puoi fidare. Non è l'altra metà della mela. E' un'altra mela.
Per presentarmi ti dico che io sto così dal 2005. Molto meno di te...ma...sto qui.
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Concordo con amarax, purtroppo la quasi totalità dei traditori è di natura egoista, incapace di dare amore, ma solo riceverlo (ovviamente ne da finchè ne riceve quanto ne vuole e come lo vuole), sono persone pigre, incapaci di smuoversi un poco e preferiscono spiegazioni semplici e banali che non gli danno poi tropo torto.
Famose scuse:
"si vede che non lo amavo più!"
"Tu non mi consideravi!" (bella forza, magari gli erano morti i genitori!)
"Mi sentivo qualcosa dentro e la vita è una sola!" (che ti venisse un accidente a te e alla tua vita sola)
ecc. ecc. ecc.

Gli unici traditori che considero decentemente sono quelli che caduti in tentazione ma hanno cercato di rimediare, gli altri non valgono una cicca, ovvviamente come persone, magari come genitori sono stupendi, anche se ho visto che il figlio di un traditore seriale lo è diventato anche lui nonostante l'odio per il padre, si vede che ci sono meccanismi sotto diabolici.
 

Bruja

Utente di lunga data
...

Ho una reale perplessità... ti ho letto e dici che sei al punto di piangere da solo per il malessere che stai vivendo... che cerchi di superare in qualche modo, ma in tutto questo mi ha quasi stordito il fatto che lei non si sia accorta di nulla. Tu stai così da mesi e lei niente? Neppure una vaga sensazione di diversità, o sei tu che fingi così bene?
Lei ti può assicurare fino alla notte dei tempi ma sei tu che devi rassicurarti, e per farlo c'é una sola strada, comunque siano andate le cose devi ritrovare la tua autostima ed il tuo valore che non é venuto meno solo perché lei ha approfittato anni fa di una tentazione e tu hai tenuto duro... anzi, proprio in virtù di quella resistenza devi ammirare la tua statura all'interno della coppia.
Non sto facendo l'apologia al tuo operato, solo sto descrivendoti, da terza, quello che si desume daciò che hai descritto.
Non sei un perdente, hai mantenuto i tuoi princìpi mentre lei ha mangiato la mela... forse devi partire dal fatto che sia lei a doversi meritarsi un uomo come te, e questo ti renda consapevole di quel che sei e vali, qualunque sia la scelta che vorrai fare.
Bruja
 

Brady

Utente di lunga data
Sul fatto che il perdono deve essere unilaterale e incondizionato non ho dubbi.
Altrimenti Gesù sulla croce non avrebbe immediatamente perdonato i suoi assassini.
Se così non fosse, il perdono verrebbe concesso dall'alto verso il basso, la persona che perdona si metterebbe un gradino al di sopra del perdonato. Bisogna fare attenzione a non comportarsi come il figliol prodigo (il fratello di quello che va via di casa) ma come il padre che perdona subito e che compra l'anello, il vestito e ingrassa il vitello in attesa del figlio.
Per quel che riguarda il metodo non si tratta di costruire artificialmente un sentimento ma di far emergere qualcosa che è già dentro noi.
L'uomo è “naturalmente” predisposto al perdono ma l'orgoglio ferito è una brutta bestia perché agisce a livello dell'inconscio.
La ripetizione di una frase in uno stato di rilassamento riesce a toccare il nostro inconscio (come il Rosario o il mantra nelle culture orientali).
Il tradimento provoca un trauma interiore che deve essere curato.
Può essere curato anche con la preghiera, con la meditazione, andando da uno psicologo, ascoltando una canzone, leggendo una poesia, urlando e piangendo assieme a tua moglie ecc.
Ci sono un sacco di metodi ma tutti devono toccare corde profonde: la cura non passa attraverso speculazioni razionali.
Io adesso ho deciso di ascoltare tutti i giorni la canzone “A te” di Jovanotti per ricordarmi come vedevo mia moglie quando eravamo fidanzati. È un metodo un po' scemo ma con me funziona bene.:)


Ricordati che se il perdono non è dichiarato non serve a un chez.
Posso solo ripeterti quanto ho già detto. Lo so che il perdono serve a me, ma come hai giustamente scritto tu, va anche dichiarato. Nel momento in cui lo dichiaro scateno anche una sua reazione di cui non posso non tenere conto.
Comunque sul perdono e la sua funzione ti rimando ad un articolo che ho trovato in rete (http://saveriosasso.blogspot.com/2007/08/il-piacere-della-vendetta.html) Espone una teoria interessante sull'argomento che si può sintetizzare nella frase "La forma sublime del disprezzo è il perdono" ovvero il perdono è la più sottile delle vendette. Giusto per dire che l'argomento è vasto.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Brady ...fai quello che ti fa stare bene.
 

Brady

Utente di lunga data
Ho una reale perplessità... ti ho letto e dici che sei al punto di piangere da solo per il malessere che stai vivendo... che cerchi di superare in qualche modo, ma in tutto questo mi ha quasi stordito il fatto che lei non si sia accorta di nulla. Tu stai così da mesi e lei niente? Neppure una vaga sensazione di diversità, o sei tu che fingi così bene?
[...]
forse devi partire dal fatto che sia lei a doversi meritarsi un uomo come te, e questo ti renda consapevole di quel che sei e vali, qualunque sia la scelta che vorrai fare.
Bruja

se né accorta, se né accorta. In questi anni, in cui le distrazioni quotidiane hanno attenuato sia i miei sintomi che la sua capacità di percepirli, forse no. Ma negli ultimi mesi sicuramente. Anzi è stata lei ad un certo punto a chiedermi cosa avevo. Solo che quando capisce qual'è l'argomento si ritrae su un atteggiamento passivo perché ritiene di non poterci fare niente (e mi piace pensare anche per un minimo di vergogna e senso di colpa, ma forse mi illudo).
Grazie per le belle parole, sono sicuramente un ottimo stimolo. Che avessi bisogni di rivalutarmi lo sapevo ma tu mi hai dato un punto di vista talmente opposto che non l'avevo considerato.
ci rifletterò. Grazie
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
se n'é accorta, se n'é accorta. In questi anni, in cui le distrazioni quotidiane hanno attenuato sia i miei sintomi che la sua capacità di percepirli, forse no. Ma negli ultimi mesi sicuramente. Anzi è stata lei ad un certo punto a chiedermi cosa avevo. Solo che quando capisce qual'è l'argomento si ritrae su un atteggiamento passivo perché ritiene di non poterci fare niente (e mi piace pensare anche per un minimo di vergogna e senso di colpa, ma forse mi illudo).
Grazie per le belle parole, sono sicuramente un ottimo stimolo. Che avessi bisogni di rivalutarmi lo sapevo ma tu mi hai dato un punto di vista talmente opposto che non l'avevo considerato.
ci rifletterò. Grazie
Davvero io non riesco a capire come chi si è comportato con coerenza e responsabilità e amore dovrebbe veder crollare la propria autostima vedendosi tradito.
Vorrebbe dire dare il potere di dare valore a noi a chi ha dimostrato di non meritare il valore che gli avevamo dato.
 

Amarax

Utente di lunga data
Davvero io non riesco a capire come chi si è comportato con coerenza e responsabilità e amore dovrebbe veder crollare la propria autostima vedendosi tradito.
Vorrebbe dire dare il potere di dare valore a noi a chi ha dimostrato di non meritare il valore che gli avevamo dato.
La tua logica è inoppugnabile.
Eppure è un dato di fatto che molti non riescono a capovolgere lo stato d'animo in questo verso.
Attoniti si vedono crollare come persona che valga qualcosa. Perdono la fiducia in sè stessi .Se mi ha tradita è perchè non gli basto...se mi ha tradita è perchè sono meno bella, attraente...giovane.
Un circuito mentale che la logica non smonta.
Si combatte.
Si conclude che...non ne vale la pena.
 

paperoga

Utente
Comunque sul perdono e la sua funzione ti rimando ad un articolo che ho trovato in rete (http://saveriosasso.blogspot.com/2007/08/il-piacere-della-vendetta.html) Espone una teoria interessante sull'argomento che si può sintetizzare nella frase "La forma sublime del disprezzo è il perdono" ovvero il perdono è la più sottile delle vendette. Giusto per dire che l'argomento è vasto.
un punto di vista intrigante.

Siamo sicuri che il perdono non sia altro che un modo incruento di fare vendetta? Se proviamo a vedere la cosa da un altro punto di vista ci accorgiamo che: il perdono viene concesso da chi è stato offeso, indipendentemente se sia stato invocato o meno; il perdono viene concesso nel nome di una ragione superiore di cui l’offeso è tramite diretto. Nel momento in cui il perdono viene concesso si pratica la rinuncia alla vendetta, ovvero la rinuncia ad un diritto, quindi si afferma, praticamente, una sostanziale superiorità dell’offeso, il quale, dall’alto del suo diritto, esercita il suo potere affermando la propria clemenza. Chi è stato perdonato non ha pagato per l’offesa inflitta e sarà per sempre debitore morale, senza alcuna possibilità che i conti saranno mai messi in pari. E siccome il perdono non lo si accetta ma lo si subisce, di fatto, il trionfo dell’offeso sarà inevitabile, così come inevitabile sarà l’abisso nel quale precipiterà colui che ha offeso. Il piacere del perdono è molto più seduttivo del piacere della vendetta poiché implica la manifestazione di una grande forza materiale e spirituale e, per di più, è indissolubilmente correlato ad una morale trascendente che confina con la santità: ogni volta che perdoniamo ci sentiamo un piccolo re, un piccolo imperatore, un piccolo dio. Così il perdono “inflitto” può facilmente trasformarsi in ergastolo della coscienza: “La forma più sublime del disprezzo è il perdono”
 

aristocat

Utente iperlogica
scusa tu il mio fiume di parole

se né accorta, se né accorta. In questi anni, in cui le distrazioni quotidiane hanno attenuato sia i miei sintomi che la sua capacità di percepirli, forse no. Ma negli ultimi mesi sicuramente. Anzi è stata lei ad un certo punto a chiedermi cosa avevo. Solo che quando capisce qual'è l'argomento si ritrae su un atteggiamento passivo perché ritiene di non poterci fare niente (e mi piace pensare anche per un minimo di vergogna e senso di colpa, ma forse mi illudo).
Grazie per le belle parole, sono sicuramente un ottimo stimolo. Che avessi bisogni di rivalutarmi lo sapevo ma tu mi hai dato un punto di vista talmente opposto che non l'avevo considerato.
ci rifletterò. Grazie
Brady, perdona se sono troppo brusca.
La descrizione di tua moglie (anche se riduttiva quanto vuoi) mi dà l'idea di una persona che non ci pensa minimamente a guardarsi dentro e a pentirsi davvero. Altro che crescere grazie a quelle esperienze!
La sensazione che lei sia cresciuta (da sola) grazie a quelle esperienze, mentre io non le ho affatto sfruttate per crescere perché non le ho risolte
----------
Come tu giustamente premetti, le storie di tradimento hanno spesso tante analogie, un po' si assomigliano.
Ecco, per esempio, io vedo tante analogie tra la tua storia e quella di Nettuno : http://www.tradimento.net/forum/showthread.php?t=488
Mi spiego:
C'era una volta una coppia che si forma prestissimo (praticamente eravate poco più che bambini), che cresce insieme negli anni, poi qualcosa si rompe (forse crescendo le esigenze cambiano e non ci si riconosce più in quelli che si era una volta). Forse la coppia ha sempre vissuto in un paese piccolo in cui tutti si conoscono, e in cui la comunità ci tiene a salvaguardare la faccia, le apparenze. Per cui, quando ci si lega, è per una cosa seria...guai a lasciarsi, soprattutto guai per una ragazza ad essere lasciata, altrimenti si è dei poco di buono o giù di lì..
Poco importa se, nel frattempo, ci si stufa e si vuole intraprendere altri percorsi, altre esperienze di vita...i condizionamenti sono troppo forti, meglio farsi i fatti propri di nascosto, magari fuori dal paese, fuori da sguardi conosciuti e pettegoli.
Scusa se parlo così, ma di casi come questo ne ho visti molti, e va detto che io non vivo neanche in un paesino piccolo...ma evidentemente nella città in cui sono cresciuta è rimasto tanto di questo retaggio sociale.

Ma continuiamo. Arriva il giorno che la coppia si sposa, quello in cui i due trovano lavoro...arrivano le prime difficoltà da affrontare da soli. E con esse arriva anche la stanchezza, forse la noia, dopo anni di unione, almeno da parte di lei (1999). E non a caso quest'insofferenza si manifesta in un periodo in cui lei conosce persone nuove, trova un'attività e un ambiente di lavoro stimolante. Incontra - non si sa quanto virtualmente - una persona affascinante (mister mail), con cui si instaura feeling.
Ed ecco che si volta indietro, a riconsiderare quello che lei è stata, il passato che forse, a situazione mutata, vede come dei lacci da cui forse è giusto slegarsi. Ma poi non lo fa.
Qualcosa si deve essere inceppato. Forse l'uomo affascinante non se la sente di imbarcarsi in un cammino serio con lei, affrontando la trafila dell'eventuale divorzio di lei e tutto il resto... forse anche lei non si sente di dare concretezza ai suoi sogni da trentenne e preferisce rimanere in quella costruzione (matrimonio) che ormai non la esalta più, ma che comunque conosce bene, sa come affrontare.
Aggiungiamo che, probabilmente, lei unisce, ad un carattere discretamente egoista (la scelta dell'aborto potrebbe -dico potrebbe - essere una spia di questo), un self-control a prova di bomba e una faccia di bronzo sopra la media (forse l'ambiente sociale in cui è cresciuta l'ha plasmata in questo, lei negli anni ha imparato l'arte dell'insabbiare, del mostrare sempre un'apparenza idilliaca, l'importanza della bella figura)- cosa che le permette senza troppa difficoltà di riprendersi quella giovinezza che non ha vissuto esattamente come voleva (quello che tu chiami "due tradimenti al prezzo di uno", ma a questo punto potrebbe trattarsi di una cifra numerica più elevata), senza destare sospetti e attirare malelingue su di sè.
Nel frattempo il marito - ancora innamorato, leale, ma non imbecille - la sgama, la smaschera (2001, 2002, e chissà forse anche oggi). E questo ha per lei (forse, ipotizzo) il sapore di un affronto, un insulto al credo da lei sempre praticato: quello del far finta di niente, del saper sopravvivere in un castello di menzogne e ipocrisia (eufemisticamente definito da lei "autosufficienza emotiva"), di non permettere che la sua immagine costruita venga oscurata e messa in discussione. Non a caso, lei, lungi dal pentirsi e dal fare ammenda, si lascia andare a questo genere di risposte: "decidi tu cosa vuoi fare. Resta o vai, ma decidi. Io la mia scelta l'ho fatta allora e se te ne andrai io mi dispererò e piangerò, ma è una tua decisione". Insomma, per dirla con te, "Scaricando così su di me tutta la responsabilità della scelta e delle conseguenze".
Questo, naturalmente, non prima di aver girato la frittata, addossandoti tutte le colpe di quello che forse era un fallimento di coppia annunciato.
-----------
Ora, ci sta e poi come che una storia possa andare in crisi, se non proprio finire; anche con figli da crescere.
La differenza però la vedi sul come si gestisce la crisi, sulla serietà e la maturità e l'onestà d'animo con cui si affrontano le difficoltà.
Lo vedi se c'è da fidarsi nonostante tutto.
Lo vedi se la tua compagna si mette davvero in discussione, si pente di quello che fa.
Te ne accorgi quando si riparte con umiltà.
Ecco: a me pare che le manchi proprio quest'umiltà, la buona fede, tutte queste cose... non credo si possa negare, Brady.
Principalmente, credo le manchi l'amore, sai.
Spiace doverti dire questa mia impressione.
I figli potrebbero anche essere il simbolo più evidente della voglia di insabbiare da parte sua, della voglia di salvare le apparenze in un momento economico favorevole...piuttosto che il frutto della voglia di ricostruire sul serio. Non è da escludere, purtroppo.
Ma - ovvio - la risposta la conosci solo tu.
Io mi sento di concludere così: che non è vero che il tempo non fa il suo dovere.
Forse, mai come nel tuo caso, il tempo ha fatto e come il suo dovere... riportando alla luce le contraddizioni e le incertezze e il vero carattere di una persona che - forse - hai un po' idealizzato senza conoscerla per davvero...
Il tempo saprà mostrarti meglio cosa fare...

ari

PS comunque hai tutta la solidarietà e - per quello che può contare - l'indignazione mia.
 
Stato
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