scusa tu il mio fiume di parole
se né accorta, se né accorta. In questi anni, in cui le distrazioni quotidiane hanno attenuato sia i miei sintomi che la sua capacità di percepirli, forse no. Ma negli ultimi mesi sicuramente. Anzi è stata lei ad un certo punto a chiedermi cosa avevo. Solo che quando capisce qual'è l'argomento si ritrae su un atteggiamento passivo perché ritiene di non poterci fare niente (e mi piace pensare anche per un minimo di vergogna e senso di colpa, ma forse mi illudo).
Grazie per le belle parole, sono sicuramente un ottimo stimolo. Che avessi bisogni di rivalutarmi lo sapevo ma tu mi hai dato un punto di vista talmente opposto che non l'avevo considerato.
ci rifletterò. Grazie
Brady, perdona se sono troppo brusca.
La descrizione di tua moglie (anche se riduttiva quanto vuoi) mi dà l'idea di una persona che non ci pensa minimamente a guardarsi dentro e a pentirsi davvero. Altro che
crescere grazie a quelle esperienze!
La sensazione che lei sia cresciuta (da sola) grazie a quelle esperienze, mentre io non le ho affatto sfruttate per crescere perché non le ho risolte
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Come tu giustamente premetti, le storie di tradimento hanno spesso tante analogie, un po' si assomigliano.
Ecco, per esempio, io vedo tante analogie tra la tua storia e quella di Nettuno :
http://www.tradimento.net/forum/showthread.php?t=488
Mi spiego:
C'era una volta una coppia che si forma prestissimo (
praticamente eravate poco più che bambini), che cresce insieme negli anni, poi qualcosa si rompe (forse crescendo le esigenze cambiano e non ci si riconosce più in quelli che si era una volta). Forse la coppia ha sempre vissuto in un paese piccolo in cui tutti si conoscono, e in cui la comunità ci tiene a salvaguardare la faccia, le apparenze. Per cui, quando ci si lega, è per una cosa seria...guai a lasciarsi, soprattutto guai per una ragazza ad essere lasciata, altrimenti si è dei poco di buono o giù di lì..
Poco importa se, nel frattempo, ci si stufa e si vuole intraprendere altri percorsi, altre esperienze di vita...i condizionamenti sono troppo forti, meglio farsi i fatti propri di nascosto, magari fuori dal paese, fuori da sguardi conosciuti e pettegoli.
Scusa se parlo così, ma di casi come questo ne ho visti molti, e va detto che io non vivo neanche in un paesino piccolo...ma evidentemente nella città in cui sono cresciuta è rimasto tanto di questo retaggio sociale.
Ma continuiamo. Arriva il giorno che la coppia si sposa, quello in cui i due trovano lavoro...arrivano le prime difficoltà da affrontare da soli. E con esse arriva anche la stanchezza, forse la noia, dopo anni di unione, almeno da parte di lei (1999). E non a caso quest'insofferenza si manifesta in un periodo in cui lei conosce persone nuove, trova un'attività e un ambiente di lavoro stimolante. Incontra - non si sa quanto virtualmente - una persona affascinante (mister mail), con cui si instaura feeling.
Ed ecco che si volta indietro, a riconsiderare quello che lei è stata, il passato che forse, a situazione mutata, vede come dei lacci da cui forse è giusto slegarsi. Ma poi non lo fa.
Qualcosa si deve essere inceppato. Forse l'uomo affascinante non se la sente di imbarcarsi in un cammino serio con lei, affrontando la trafila dell'eventuale divorzio di lei e tutto il resto... forse anche lei non si sente di dare concretezza ai suoi sogni da trentenne e preferisce rimanere in quella costruzione (matrimonio) che ormai non la esalta più, ma che comunque conosce bene, sa come affrontare.
Aggiungiamo che, probabilmente, lei unisce, ad un carattere discretamente egoista (la scelta dell'aborto potrebbe -dico potrebbe - essere una spia di questo), un self-control a prova di bomba e una faccia di bronzo sopra la media (forse l'ambiente sociale in cui è cresciuta l'ha plasmata in questo, lei negli anni ha imparato l'arte dell'insabbiare, del mostrare sempre un'apparenza idilliaca, l'importanza della
bella figura)- cosa che le permette senza troppa difficoltà di riprendersi quella giovinezza che non ha vissuto esattamente come voleva (quello che tu chiami "due tradimenti al prezzo di uno", ma a questo punto potrebbe trattarsi di una cifra numerica più elevata), senza destare sospetti e attirare malelingue su di sè.
Nel frattempo il marito - ancora innamorato, leale, ma non imbecille - la sgama, la smaschera (2001, 2002, e chissà forse anche oggi). E questo ha per lei (forse, ipotizzo) il sapore di un affronto, un insulto al credo da lei sempre praticato: quello del far finta di niente, del saper sopravvivere in un castello di menzogne e ipocrisia (eufemisticamente definito da lei "autosufficienza emotiva"), di non permettere che la sua immagine costruita venga oscurata e messa in discussione. Non a caso, lei, lungi dal pentirsi e dal fare ammenda, si lascia andare a questo genere di risposte: "
decidi tu cosa vuoi fare. Resta o vai, ma decidi. Io la mia scelta l'ho fatta allora e se te ne andrai io mi dispererò e piangerò,
ma è una tua decisione". Insomma, per dirla con te, "Scaricando così su di me tutta la responsabilità della scelta e delle conseguenze".
Questo, naturalmente, non prima di aver girato la frittata, addossandoti tutte le colpe di quello che forse era un fallimento di coppia annunciato.
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Ora, ci sta e poi come che una storia possa andare in crisi, se non proprio finire; anche con figli da crescere.
La differenza però la vedi sul
come si gestisce la crisi, sulla serietà e la maturità e l'onestà d'animo con cui si affrontano le difficoltà.
Lo vedi se c'è da fidarsi nonostante tutto.
Lo vedi se la tua compagna si mette davvero in discussione, si pente di quello che fa.
Te ne accorgi quando si riparte con umiltà.
Ecco: a me pare che le manchi proprio quest'umiltà, la buona fede, tutte queste cose... non credo si possa negare, Brady.
Principalmente, credo le manchi l'amore, sai.
Spiace doverti dire questa mia impressione.
I figli potrebbero anche essere il simbolo più evidente della voglia di insabbiare da parte sua, della voglia di salvare le apparenze in un momento economico favorevole...piuttosto che il frutto della voglia di ricostruire sul serio. Non è da escludere, purtroppo.
Ma - ovvio - la risposta la conosci solo tu.
Io mi sento di concludere così: che non è vero che il tempo non fa il suo dovere.
Forse, mai come nel tuo caso, il tempo ha fatto e come il suo dovere... riportando alla luce le contraddizioni e le incertezze e il vero carattere di una persona che - forse - hai un po' idealizzato senza conoscerla per davvero...
Il tempo saprà mostrarti meglio cosa fare...
ari
PS comunque hai tutta la solidarietà e - per quello che può contare - l'indignazione mia.