dererumnatura
Utente di lunga data
beh ma infatti... non mi risulta che gli afgani o gli iracheni siano mai stati immischiati in atti terroristici, tipo 11 settembre.
No era solo un brutto sogno...
beh ma infatti... non mi risulta che gli afgani o gli iracheni siano mai stati immischiati in atti terroristici, tipo 11 settembre.
Dere informati, erano tutti sauditi o egiziani...No era solo un brutto sogno...
Dere informati, erano tutti sauditi o egiziani...
Se sapessi ballarlo, ti inviterei volentieri :up: ma pur amandolo, è amor platonico... mi limito ad ascoltarlo e vederlo...Perchè non mi informi tu ...mentre balliamo un tango? :up:
Se sapessi ballarlo, ti inviterei volentieri :up: ma pur amandolo, è amor platonico... mi limito ad ascoltarlo e vederlo...![]()
vedi che succede a parlar di bombe... :mexican: ok, qualunque cosa di non impegnativo è ok... non sono un gran ballerinoballiamo qualche altra cosa....mi hai fatto venir voglia di ballare con te
![]()
vedi che succede a parlar di bombe... :mexican: ok, qualunque cosa di non impegnativo è ok... non sono un gran ballerino![]()
davvero??? ... immaginavi male... non so proprio ballare, se non cose elementari :condom:pensa che invece ti immaginavo ballerino ...:unhappy:
davvero??? ... immaginavi male... non so proprio ballare, se non cose elementari :condom:
Vediamo chi indovina... :mexican:Ora che ci penso....se mi chiedesso come ti immagini moltimodi....avrei molto da dire!
Apro un thread !!!!![]()
Aggiungo la visione schiettissima di un mio compagno di università, che ha trascorso 1 anno all'estero in missione di "peace-building": praticamente l'unico movente che l'ha portato ad accettare una simile esperienza è stato l'idea del compenso, il notevole (così mi ha detto, io non lo sapevo) ritorno economico che viene garantito a questo tipo di militari.
E' tornato molto dimagrito (era già snello prima), provato, con nessuna voglia di parlare di questa esperienza con noi. Ci ha solo detto - proprio in riferimento al compenso - che nessuna cifra potrà mai essere sufficiente per ripagare l'angoscia di chi vive/lavora in quel particolare contesto, anche se per un limitato periodo. Anche perchè - ha aggiunto - in fondo è un miracolo se è tornato sano e salvo da quell'inferno.
E proprio per questo non intende mai più acconsentire a future proposte di lavoro all'estero in missione di pace, per quanto lucrative possano essere.
Comunque il suo racconto mi ha fatto riflettere e mi fa riflettere ancora oggi, perchè mi ha aperto gli occhi sul reale motivo per cui tanti militari (ma non tutti, chiaro) accettano di misurarsi con quella realtà.
L'eroismo - spesso e purtroppo - non è il primo presupposto che muove questi soldati. Più tristemente, spesso lo è un'errata valutazione delle conseguenze di questa scelta, unita all'allettante prospettiva di un facile guadagno in breve periodo.
ari
Aggiungo la visione schiettissima di un mio compagno di università, che ha trascorso 1 anno all'estero in missione di "peace-building": praticamente l'unico movente che l'ha portato ad accettare una simile esperienza è stato l'idea del compenso, il notevole (così mi ha detto, io non lo sapevo) ritorno economico che viene garantito a questo tipo di militari.
E' tornato molto dimagrito (era già snello prima), provato, con nessuna voglia di parlare di questa esperienza con noi. Ci ha solo detto - proprio in riferimento al compenso - che nessuna cifra potrà mai essere sufficiente per ripagare l'angoscia di chi vive/lavora in quel particolare contesto, anche se per un limitato periodo. Anche perchè - ha aggiunto - in fondo è un miracolo se è tornato sano e salvo da quell'inferno.
E proprio per questo non intende mai più acconsentire a future proposte di lavoro all'estero in missione di pace, per quanto lucrative possano essere.
Comunque il suo racconto mi ha fatto riflettere e mi fa riflettere ancora oggi, perchè mi ha aperto gli occhi sul reale motivo per cui tanti militari (ma non tutti, chiaro) accettano di misurarsi con quella realtà.
L'eroismo - spesso e purtroppo - non è il primo presupposto che muove questi soldati. Più tristemente, spesso lo è un'errata valutazione delle conseguenze di questa scelta, unita all'allettante prospettiva di un facile guadagno in breve periodo.
ari
e ci credo ...e meno male.chi ha la presunzione di sentirsi eroe è il militare ottuso per il quale il nemico è solo un bersaglio da uccidere.Il mio ragazzo è un ex parà della Folgore. E' stato 6 mesi in missione in Somalia quando aveva 18 anni. Lì si è salvato per miracolo durante un attentato ed ha visto con i suoi occhi morte e distruzione. Non ne parla volentieri, in lui è rimasta la paura provata in quei terribili momenti, cosa che lo ha spinto a mollare e a costruirsi un futuro diverso. Forse oggi, data la situazione economica difficile, non avrebbe mollato e sarebbe ancora un militare (e noi non ci saremmo incontrati). Uno dei ragazzi morti è pugliese, di una città non molto lontana dalla mia. Ho visto le immagini in tv, la palazzina in cui viveva, la piccola città che probabilmente non offriva nulla di meglio.... Ciò che mi fa rabbia è rendermi conto che molti scelgono di fare il militare non tanto per passione quanto perchè intorno non c'è altro da fare... Ed infatti sono per lo più meridionali....
Il mio ragazzo è un ex parà della Folgore. E' stato 6 mesi in missione in Somalia quando aveva 18 anni. Lì si è salvato per miracolo durante un attentato ed ha visto con i suoi occhi morte e distruzione. Non ne parla volentieri, in lui è rimasta la paura provata in quei terribili momenti, cosa che lo ha spinto a mollare e a costruirsi un futuro diverso. Forse oggi, data la situazione economica difficile, non avrebbe mollato e sarebbe ancora un militare (e noi non ci saremmo incontrati). Uno dei ragazzi morti è pugliese, di una città non molto lontana dalla mia. Ho visto le immagini in tv, la palazzina in cui viveva, la piccola città che probabilmente non offriva nulla di meglio.... Ciò che mi fa rabbia è rendermi conto che molti scelgono di fare il militare non tanto per passione quanto perchè intorno non c'è altro da fare... Ed infatti sono per lo più meridionali....
Ma infatti l'equivoco è palese... non si parla certo del singolo militare (che avrà mille motivi diversi per andare lì), ma del significato di una data missione. Che ci viene presentata ipocritamente come "di pace". Basterebbe leggersi 1984, e ci si farebbe già una buona idea dei meccanismi del potere e dell'uso ambiguo delle parole.Vale anche per i carabinieri che fanno la scorta.
Ma qui non si parla del militare (il reporter è una vittima e basta poveretto), ma dell'inutilità ( e certe volte non sono solo inutili ma anche oltraggiose),di certe missioni cosiddette di pace.
Ripeto, chiedete ad un militare, che non sia un pazzo esaltato, e ve lo saprà dire...
Sei er mejo, narrativamente parlando.Basterebbe leggersi 1984, e ci si farebbe già una buona idea dei meccanismi del potere e dell'uso ambiguo delle parole.
concordo abbastanza con quello che dite...solo, pensando alle famiglie troverei più consolante dare un senso onorevole alla morte del figlio, marito , padre piuttosto che dire loro che è stato un sacrificio assurdo, inutile
che quasi hanno meritato la loro fine perché non avevano altro da fare e nessuno gli ha dato l'opportunità di scelta