E' finita col mio ex ragazzo da ormai un anno. E' finita col mio ex amante da 10mesi, forse qualcosa in più.
Con l'amante praticamente due anni e mezzo di tira e molla(più molla che altro), in cui non ci sentiva per mesi e mesi, dopo che io (sempre io) chiudevo dicendo 'non mi va più, troppo complicato' o simili. Poi al primo momento 'no' tornavo a cercare le sue attenzioni, che non mi faceva mai mancare.
Il complimento, la risata... mi dava piccolissime briciole che mi bastavano (come stampella) perchè dall'altra parte non le avevo più. Dall'altra parte la vita era dovere. Peso e responsabilità. Neppure un barlume di altro. Nè prospettiva.
L'amante era solo leggerezza, insieme non saremmo durati un minuto. Quando ho chiuso con il mio ragazzo non ho detto niente all'amante.
E ho ripreso a vederlo (anche se erano almeno sei mesi che avamo smesso di frequentarci) ma in pochissimi incontri (due o tre) ho capito che non potevo fare la sua stampella senza avere la mia.
Era una relazione assurda che reggeva 'a quattro' ma non 'a tre'.
Dopo un pò ho incontrato il mio attuale compagno.
L'amante lo sento per lavoro, ogni tanto. Capita che non ci si senta per 4 mesi e poi di seguito ogni giorno. Sempre per lavoro.
Lui butta sempre lì la battutina simpatica (ma non esagera, l'ho seriamente redarguito, gli ho anche detto che avevo un nuovo compagno e che stavolta era cambiato tutto e lui è ovviamente caduto dalle nuvole e mi ha domandato 'come mai non mi avevi detto che ti eri lasciata?' e io 'bè, non mi pareva fossero affari tuoi!ora ho trovato la persona giusta, prima evidentemente non lo era, ecco perchè era nata quella cosa fra noi'). Ogni tanto mi chiede se ci vediamo per un caffè e io in genere evito e nicchio, ma quando è capitato non è stato un problema. Ma non ho più piacere a parlare con lui, a sentirmene lusingata, a passare tempo nel bar. In genere dico un paio di frasi formali e scappo.
Questo post è più una riflessione che una richiesta di consigli.
Rifletto su come siamo fragili e complessi.
su come abbiamo continuamente bisogno di stampelle. Emotive, pratiche, emozionali.
Stampelle per il periodo difficile al lavoro o quello impossibile a casa. Stampelle per non pensare o per confidarsi.
Lui è ancora lì e me ne spiace. Ha ancora bisogno di stampelle. Di sentirsi seducente attraverso gli occhi di una ragazza giovane e allegra. Di sentirsi forte a casa mostrandosi debole con l'amante di turno. A volte mi accorgo che non conosce altre modalità relazionali che la seduzione. E mi spiace un pò per lui. Ma gli sorrido, gli voglio bene, in fondo il casino me lo sono cucita addosso e lui davvero c'entra poco.
Ora sto bene e mi sento una persona nuova. Il mio compagno sa del tradimento, sa che quest'uomo a volte lo vedo per lavoro, non ne è felice, ma si fida ed è tranquillo. Non mi chiede nulla. Sa che lo amo. Sente quanto lo amo. Stiamo pensando ad una casa con una stanza in più. E io mi sento libera. Sento di non aver bisogno di stampelle. Nemmeno di quelle che mi facevano sentire bella o apprezzata, come lui faceva.
Non mi serve più...
Con l'amante praticamente due anni e mezzo di tira e molla(più molla che altro), in cui non ci sentiva per mesi e mesi, dopo che io (sempre io) chiudevo dicendo 'non mi va più, troppo complicato' o simili. Poi al primo momento 'no' tornavo a cercare le sue attenzioni, che non mi faceva mai mancare.
Il complimento, la risata... mi dava piccolissime briciole che mi bastavano (come stampella) perchè dall'altra parte non le avevo più. Dall'altra parte la vita era dovere. Peso e responsabilità. Neppure un barlume di altro. Nè prospettiva.
L'amante era solo leggerezza, insieme non saremmo durati un minuto. Quando ho chiuso con il mio ragazzo non ho detto niente all'amante.
E ho ripreso a vederlo (anche se erano almeno sei mesi che avamo smesso di frequentarci) ma in pochissimi incontri (due o tre) ho capito che non potevo fare la sua stampella senza avere la mia.
Era una relazione assurda che reggeva 'a quattro' ma non 'a tre'.
Dopo un pò ho incontrato il mio attuale compagno.
L'amante lo sento per lavoro, ogni tanto. Capita che non ci si senta per 4 mesi e poi di seguito ogni giorno. Sempre per lavoro.
Lui butta sempre lì la battutina simpatica (ma non esagera, l'ho seriamente redarguito, gli ho anche detto che avevo un nuovo compagno e che stavolta era cambiato tutto e lui è ovviamente caduto dalle nuvole e mi ha domandato 'come mai non mi avevi detto che ti eri lasciata?' e io 'bè, non mi pareva fossero affari tuoi!ora ho trovato la persona giusta, prima evidentemente non lo era, ecco perchè era nata quella cosa fra noi'). Ogni tanto mi chiede se ci vediamo per un caffè e io in genere evito e nicchio, ma quando è capitato non è stato un problema. Ma non ho più piacere a parlare con lui, a sentirmene lusingata, a passare tempo nel bar. In genere dico un paio di frasi formali e scappo.
Questo post è più una riflessione che una richiesta di consigli.
Rifletto su come siamo fragili e complessi.
su come abbiamo continuamente bisogno di stampelle. Emotive, pratiche, emozionali.
Stampelle per il periodo difficile al lavoro o quello impossibile a casa. Stampelle per non pensare o per confidarsi.
Lui è ancora lì e me ne spiace. Ha ancora bisogno di stampelle. Di sentirsi seducente attraverso gli occhi di una ragazza giovane e allegra. Di sentirsi forte a casa mostrandosi debole con l'amante di turno. A volte mi accorgo che non conosce altre modalità relazionali che la seduzione. E mi spiace un pò per lui. Ma gli sorrido, gli voglio bene, in fondo il casino me lo sono cucita addosso e lui davvero c'entra poco.
Ora sto bene e mi sento una persona nuova. Il mio compagno sa del tradimento, sa che quest'uomo a volte lo vedo per lavoro, non ne è felice, ma si fida ed è tranquillo. Non mi chiede nulla. Sa che lo amo. Sente quanto lo amo. Stiamo pensando ad una casa con una stanza in più. E io mi sento libera. Sento di non aver bisogno di stampelle. Nemmeno di quelle che mi facevano sentire bella o apprezzata, come lui faceva.
Non mi serve più...