conte
Per certi versi il tuo ragionamento fila...
La necessità spesso sovrasta la voglia di essere virtuosi.
Io capovolgerei l'assunto: a volte si rimprovera chi non ha il coraggio di fare scelte forti... e per certi versi é giusto, la vita necessita di coraggio in quasi tutte le sue manifestazioni, però farei dei distinguo.
Faccio un esempio a campione: ci troviamo davanti ad una donna ancora giovane, con figli piccoli, rinunciando al lavoro perché si é dedicata alla famiglia come libera scelta, e capita che la coppia vada in crisi.
Se la crisi, al di là delle sue dinamiche, non é recuperabile abbiamo una donna che vorrebbe magari chiudere il rapporto, non può per motivi economici e di responsabilità verso i figli, e pur cercando lavoro non lo trova.
A questo punto possiamo dire che questa persona non ha coraggio? Non sceglie? O dobbiamo dire che le persone si comportano come possono in base alla situazione che vivono e che certe scelte coraggiose spesso sono supportate da una situazione che le rende possibili?
Non voglio fare la punta a nulla, ma proprio qualche mese fa ho avuto occasione di vedere una situazione simile fra le mie conoscenze e, di più, il marito ha sistemato la situazione socio-economica in modo da apparire quasi indigente...
Ecco, questo a significare che nella vita si gioca con le carte che il mazziere ci ha dato, e non sempre vincere o perdere é merito o sfortuna, dipende molto da come procede il gioco e dalle nostre capacità di cambiarlo in corsa, ma se le carte non vengono...
Ho visto persone coraggiosissime quando hanno avuto modo di esserlo, sia pur rischiando, ma se non si hanno basi accettabili... non si combatte la guerra della vita con una spada di cartone o un fuciletto di legno; in certi casi una resistenza, magari passiva, fa parte di un'altra guerra, quella della consapevolezza che ci sono eroismi spiccioli che si consumano quotidianamente in nome di un superiore interesse.
E' la grandezza delle piccole cose, delle piccole scelte, delle privazioni generose.
A chiudere, quando dico che il danaro, non la ricchezza, ma il danaro sufficiente permette la "libertà" di scelta, che é la prima libertà in assoluto, credo di sostenere un concetto indiscutibilmente condivisibile.
Il non scegliere per motivi sentimentali, passionali, nostalgici, pavidi o di diversa natura, é altro...
Bruja