Molto. E io vorrei chiedere a Squonk, che ora è qui a portarci la sua testimonianza di ex manipolatore: cosa ti ha dato la spinta a metterti in discussione e a cambiare?
...è una bella domanda, e ho paura di non riuscire a rispondere come vorrei. Di certo, è stato un concorso di fattori, per lo più esterni, che mi hanno sbalzato dalla comoda nicchia che mi ero scavato pur di non crescere. L'insostenibilità di un rapporto più che decennale nel quale mi ero adagiato, senza che riuscissi a capire se era quello che volevo davvero, mi portava a fuggire sempre in mille impegni, mille attività (e mille altri innamoramenti adolescenziali e rapporti più immaginati che consumati) pur di non vedere la realtà del tempo che mi scivolava di mano. Fuggire ma con il porto sicuro sempre ben in vista, naturalmente.
Arrivare a trentun anni, pur con un buon lavoro ma senza avere alcuna prospettiva di maturazione in prospettiva, d'altra parte, iniziava anche a logorarmi non poco.
Poi un incontro e una storia parallela di quelle che travolgono e fanno perdere completamente quel controllo della situazione che da sempre era stata la mia ossessione. Crisi, profonda, esistenziale, di sensi di colpa per le mie vigliaccherie continue che hanno fatto lentamente esaurire e spegnere la mia fidanzata. Che, in quel periodo, continuavo naturalmente a manipolare, mettendo in pratica, in negativo, quasi ogni riga del celebre "Le vostre zone erronee" di Wayne W. Dyer: chi non conosce questa pietra miliare dovrebbe leggerlo, è davvero molto istruttivo in questo campo.
(Alla fine di ogni energia, molto tempo dopo,è stata lei, devastata, a cedere e a troncare, a prezzo comunque della fine di tutti i suoi sogni.)
Quindi, per tornare al racconto interrotto più sopra, ecco la depressione quasi bipolare. E una terapia comportamentista molto serrata, durata due anni. Che non mi ha certo "guarito" dalla mia tendenza manipolatoria ma ne ha sviscerati tutti gli aspetti senza pietà.
Purtroppo chi nasce tondo non muore quadrato. E certe tendenze sono sempre comodi binari che, anche inconsciamente, sai che possono portare agevolmente alla stazione senza sforzo. Per evitare di ritrovarcisi sopra è necessario porre sempre molta attenzione. E, soprattutto, cosa ancora più importante, avere al fianco una persona che non accetti mai, per nessun motivo, di farsi manipolare e smascheri ogni tuo tentativo, anche inconscio e non consapevole, di farlo. E che - magari essendoci a sua volta passata e guarita - non ti permetta mai comportamenti insani, non accettandoli su di sé. Se mia moglie oggi (è lei, l'ex "donna del rapporto parallelo" che non ho mai tradito né mai tradirò, che amo come il primo giorno e che è divenuta madre di mio figlio) mi permettesse di tornare a vecchi schemi, purtroppo molto probabilmente ci ricascherei ancora. Grazie soprattutto a lei, se sono cambiato.
Ecco, qui sopra c'è condensata la mia esperienza. Non ne sono per nulla fiero, perché le vigliaccherie e il male commesso non si possono certo cancellare con tre pater ave e gloria, così come gli effetti indelebili procurati ad altri. La mia felicità di oggi è sempre condizionata, perché è nata dall'infelicità senza ritorno di un'altra persona a cui ho voluto bene e che mi adorava, ma che ho trattato da perfetto stronzo, vigliacco e immaturo.
Non ho nemmeno la presunzione di immaginare che la mia esperienza possa servire davvero a qualcun altro: l'unica esperienza che conta davvero è quella propria. Spero però che una storia come questa possa fare riflettere almeno su una verità quasi lapalissiana: il manipolatore si può disarmare - e obbligare alla guarigione - soltanto smettendo di stare al suo gioco.
un caro saluto
squonk