E' andata così...

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Old matilde

Guest
Mi rendo conto che lui sta cercando di rigirare la situazione; ora è tutto una faccia da pianto, un insistere che secondo lui io non lo amo e che non ho intenzione di riprovare davvero. Ieri mi ha detto che sta soffrendo più lui in questi giorni di quanto io non abbia mai sofferto in dieci anni...naturalmente...non c'era alcun dubbio che alla fine sarebbe stato così: lui, lui ed ancora lui. Cerca di far leva sul senso di colpa, dice che lui ci sta provando ma io no, che io sono distante...io sono vuota, un automa...


sta cercando di riconquistare la posizione che aveva prima, facendo leva sulla tua debolezza, sui tuoi dubbi ed il tuo dolore. Ora è invece il momento di chiedere quello che vuoi, ancora e ancora, perchè se fà così l'hai messo in debolezza finalmente, non regalargli il piedistallo nuovamente.
 
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Old squonk

Guest
Mi rendo conto che lui sta cercando di rigirare la situazione; ora è tutto una faccia da pianto, un insistere che secondo lui io non lo amo e che non ho intenzione di riprovare davvero. Ieri mi ha detto che sta soffrendo più lui in questi giorni di quanto io non abbia mai sofferto in dieci anni...naturalmente...non c'era alcun dubbio che alla fine sarebbe stato così: lui, lui ed ancora lui. Cerca di far leva sul senso di colpa, dice che lui ci sta provando ma io no, che io sono distante...io sono vuota, un automa...


sta cercando di riconquistare la posizione che aveva prima, facendo leva sulla tua debolezza, sui tuoi dubbi ed il tuo dolore. Ora è invece il momento di chiedere quello che vuoi, ancora e ancora, perchè se fà così l'hai messo in debolezza finalmente, non regalargli il piedistallo nuovamente.

Mi permetto di intervenire quotando e straquotando. E' un tentativo di manipolazione da manuale. A mio avviso (parlo con cognizione di causa in quanto ex manipolatore feroce) la situazione è molto difficile da risolvere ma non è del tutto impossibile. Sicuramente, cedere ora sarebbe ricominciare tutto come prima, senza alcuna speranza. L'unica via di uscita è svincolarsi del tutto dal meccanismo manipolatorio e renderlo inoffensivo. Non cedendo ai pianti e alle lacrime ma mettendo sul piatto tutta la chiarezza possibile. Offrendola e pretendendola.
Un rapporto di questo genere va assolutamente azzerato perché possa risanarsi e, se si ritiene il caso, andrebbe ripreso soltanto dopo un'operazione di "riformattazione completa a basso livello"... Questo rapporto è una malattia, una dipendenza dalle proprie abitudini patologiche.
Prenditi tutto il tempo necessario per questa operazione. Stacca. Soltanto dopo che si saranno compresi ed interrotti gli automatismi malati senza fine, potrete eventualmente scrivere nuovi percorsi, nuove strade non autodistruttive. Certo, il rischio di cascarci sarà sempre in agguato, come la sigaretta per l'ex tabagista, la dose per l'ex eroinomane o il bicchiere per l'ex alcolizzato. Ma almeno la terapia di "disintossicazione" sarà stata portata fino in fondo...
cari saluti
squonk
 
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Old Vulvia

Guest
Mi permetto di intervenire quotando e straquotando. E' un tentativo di manipolazione da manuale. A mio avviso (parlo con cognizione di causa in quanto ex manipolatore feroce) la situazione è molto difficile da risolvere ma non è del tutto impossibile. Sicuramente, cedere ora sarebbe ricominciare tutto come prima, senza alcuna speranza. L'unica via di uscita è svincolarsi del tutto dal meccanismo manipolatorio e renderlo inoffensivo. Non cedendo ai pianti e alle lacrime ma mettendo sul piatto tutta la chiarezza possibile. Offrendola e pretendendola.
Un rapporto di questo genere va assolutamente azzerato perché possa risanarsi e, se si ritiene il caso, andrebbe ripreso soltanto dopo un'operazione di "riformattazione completa a basso livello"... Questo rapporto è una malattia, una dipendenza dalle proprie abitudini patologiche.
Prenditi tutto il tempo necessario per questa operazione. Stacca. Soltanto dopo che si saranno compresi ed interrotti gli automatismi malati senza fine, potrete eventualmente scrivere nuovi percorsi, nuove strade non autodistruttive. Certo, il rischio di cascarci sarà sempre in agguato, come la sigaretta per l'ex tabagista, la dose per l'ex eroinomane o il bicchiere per l'ex alcolizzato. Ma almeno la terapia di "disintossicazione" sarà stata portata fino in fondo...
cari saluti
squonk
Sono d'accordo.
Penso però che se non si affideranno a qualcuno che li aiuti rischieranno di disperdere le ultime energie che ormai sono ridotte al lumicino.
 
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Old Asudem

Guest
Ti adoro anch'io, vi adoro tutti veramente

Mi rendo conto che lui sta cercando di rigirare la situazione; ora è tutto una faccia da pianto, un insistere che secondo lui io non lo amo e che non ho intenzione di riprovare davvero. Ieri mi ha detto che sta soffrendo più lui in questi giorni di quanto io non abbia mai sofferto in dieci anni...naturalmente...non c'era alcun dubbio che alla fine sarebbe stato così: lui, lui ed ancora lui. Cerca di far leva sul senso di colpa, dice che lui ci sta provando ma io no, che io sono distante...io sono vuota, un automa...
a riprova di quanto ho scritto sopra .

C'è lui, il suo dolore, la sua insoddisfazione, la sua infelicità, il suo bigoletto e basta. Il resto viene moltoooooo dopo.

soffre tanto? allora vattente.

E' un po' come quando piangevo per niente e mia madre mi tirava uno scappellotto dicendomi: ecco, adesso piangi per un motivo valido.

Ma mandalo a cagare lale, dammi retta.
 

emmanuelle arsan

Utente di lunga data
a riprova di quanto ho scritto sopra .

C'è lui, il suo dolore, la sua insoddisfazione, la sua infelicità, il suo bigoletto e basta. Il resto viene moltoooooo dopo.

soffre tanto? allora vattente.

E' un po' come quando piangevo per niente e mia madre mi tirava uno scappellotto dicendomi: ecco, adesso piangi per un motivo valido.

Ma mandalo a cagare lale, dammi retta.
anche la mia faceva così
 
O

Old squonk

Guest
Sono d'accordo.
Penso però che se non si affideranno a qualcuno che li aiuti rischieranno di disperdere le ultime energie che ormai sono ridotte al lumicino.

In effetti il problema più importante è proprio questo. Lale ha scritto "marito depresso che non vuole farsi aiutare". Prima condizione indispensabile perché si possa pensare di far guarire la coppia è che entrambi siano disposti a chiedere aiuto a un terapista esperto e che si trovino in un "terreno neutrale" ma ben attrezzato in cui iniziare a fare i conti con ciò che non funziona.
Lale dovrebbe essere categorica: senza questo primo passaggio, non ce ne potrà essere un altro.
Se la parte meno patologica non afferra saldamente la situazione, non c'è soluzione possibile in vista.

Circa il fatto di "mandarlo a cagare" e basta, andrei un po' più cauto. Prima tenterei il tutto e per tutto, partendo però da un paletto inamovibile, cioè quanto mi sono permesso di suggerire qui sopra. Di fronte a una depressione (che è una malattia, che a volte si può intrecciare con situazioni di comodo ma sempre patologia resta), meglio non scherzare troppo.

squonk
 

lale75

Utente di lunga data
In effetti il problema più importante è proprio questo. Lale ha scritto "marito depresso che non vuole farsi aiutare". Prima condizione indispensabile perché si possa pensare di far guarire la coppia è che entrambi siano disposti a chiedere aiuto a un terapista esperto e che si trovino in un "terreno neutrale" ma ben attrezzato in cui iniziare a fare i conti con ciò che non funziona.
Lale dovrebbe essere categorica: senza questo primo passaggio, non ce ne potrà essere un altro.
Se la parte meno patologica non afferra saldamente la situazione, non c'è soluzione possibile in vista.

Circa il fatto di "mandarlo a cagare" e basta, andrei un po' più cauto. Prima tenterei il tutto e per tutto, partendo però da un paletto inamovibile, cioè quanto mi sono permesso di suggerire qui sopra. Di fronte a una depressione (che è una malattia, che a volte si può intrecciare con situazioni di comodo ma sempre patologia resta), meglio non scherzare troppo.

squonk


Ciao Squonk e benvenuto. Della questione del terapista gliene ho parlato riparlato in questi giorni ma lui è irremovibile, la vive come un'offesa, cone se gli stessi dando del pazzo. Idem per un terapista di coppia: non ci verrebbe mai.
Io sono certa del fatto che lui ora stia soffrendo ma credo che una parte della sua sofferenza sia dovuta alla consapevolezza che sta perdendo il controllo della situazione, di me soprattutto. Le regole nel nostro rapporto le ha sempre dettate lui ma non imponendole con la forza, semplicemente stillandole una ad una nel corso degli anni e giustificandole sempre in maniera ineccepibile e questo è valso in ogni singolo aspetto della nostra vita quotidiana, dalle amicizie che frequentavo al oane che compravo per cena che, alla fine, era meglio sempre quello del tal fornaio.
Ora quando io gli rispondo "no" lui si sente spaesato e mi fa notare che sono diventata "cattiva", che gli rispondo indietro, che questo cambiamento non gli piace....e fa la faccia triste, si siede sul divano e resta lì, muto. Io faccio finta di nulla; non ho più fiato da sprecare nè più lacrime da piangere per questa storia. Ora nonstante tutto mi sento più forte di prima; sarà una vendetta da poco ma voglio che lui si renda conto di cosa vuol dire stare vicino a qualcuno dovendo elemosinare amore ed attenzioni.
Alla fine, sai, la sua natura sarà più forte di ogni cosa: non può vivere una relazione in cui non può dettare le regole
 

Old danut

Utente di lunga data
No, non devi chiedergli di andare da uno psicoterapeuta, devi dirgli che tu non ne puoi più di un depresso del cazzo, che una coppia è parlare e non lui che decide tutto e tu che fai, che per tutti questi anni sei stata buona sperando che lui capisse ma che ora deve darsi una mossa.
Digli che se ci tiene a voi come coppia deve inziare a vedere i suoi problemi e non nascondersi come un bambino, se no la fine è già scritta.
Devi essere dura e se piagnucola offendilo pure, ma fallo diventare un uomo!
 

Grande82

Utente di lunga data
Temo che la verità sia semplice: tu sei sempre stata così e hai cambiato la tua natura per amore, assecondandolo.
Ora non ce la fai più.
La tua natura è venuta fuori (per stanchezza, logorio, troppa tristezza delusione e dolore) e il velo è caduto.
Ora vorresti cambiare lui. Sai che non si cambia. L'hai provato sulla pelle. E quell'amore non può tornare perchè nessuno dei due ha fatto un errore/ passo falso, semplicemente siete così nelle vostre nature: incompatibili.
Ti abbraccio lale, e ti dico di fare attenzione che questo 'giochino al massacro' che conduci ora non ti trascini in un vicolo cieco in cui restate insieme per il reciproco ferirvi e trattenervi.
Molla, ora che ci sei e puoi.
Concedigli una chance, ma da fuori casa, se proprio lo senti.
Concedetevi un terapeuta di coppia e del tempo, ma anche lo spazio che serve per vedere con chiarezza. Da troppo vicino l'obiettivo è sfocato.
Un bacio
 
O

Old Vulvia

Guest
Ciao Squonk e benvenuto. Della questione del terapista gliene ho parlato riparlato in questi giorni ma lui è irremovibile, la vive come un'offesa, cone se gli stessi dando del pazzo. Idem per un terapista di coppia: non ci verrebbe mai.
Io sono certa del fatto che lui ora stia soffrendo ma credo che una parte della sua sofferenza sia dovuta alla consapevolezza che sta perdendo il controllo della situazione, di me soprattutto. Le regole nel nostro rapporto le ha sempre dettate lui ma non imponendole con la forza, semplicemente stillandole una ad una nel corso degli anni e giustificandole sempre in maniera ineccepibile e questo è valso in ogni singolo aspetto della nostra vita quotidiana, dalle amicizie che frequentavo al oane che compravo per cena che, alla fine, era meglio sempre quello del tal fornaio.
Ora quando io gli rispondo "no" lui si sente spaesato e mi fa notare che sono diventata "cattiva", che gli rispondo indietro, che questo cambiamento non gli piace....e fa la faccia triste, si siede sul divano e resta lì, muto. Io faccio finta di nulla; non ho più fiato da sprecare nè più lacrime da piangere per questa storia. Ora nonstante tutto mi sento più forte di prima; sarà una vendetta da poco ma voglio che lui si renda conto di cosa vuol dire stare vicino a qualcuno dovendo elemosinare amore ed attenzioni.
Alla fine, sai, la sua natura sarà più forte di ogni cosa: non può vivere una relazione in cui non può dettare le regole
Sei giunta al capolinea e comprendo la voglia di dare fondo a tutto l'astio accumulato e represso negli anni. Ma lascia sbollire la rabbia prima di prendere qualsiasi decisione definitiva. Ci vuole mente fredda per le cose importanti.

Un abbraccio
 
O

Old squonk

Guest
Ciao Squonk e benvenuto. Della questione del terapista gliene ho parlato riparlato in questi giorni ma lui è irremovibile, la vive come un'offesa, cone se gli stessi dando del pazzo. Idem per un terapista di coppia: non ci verrebbe mai.
Io sono certa del fatto che lui ora stia soffrendo ma credo che una parte della sua sofferenza sia dovuta alla consapevolezza che sta perdendo il controllo della situazione, di me soprattutto. Le regole nel nostro rapporto le ha sempre dettate lui ma non imponendole con la forza, semplicemente stillandole una ad una nel corso degli anni e giustificandole sempre in maniera ineccepibile e questo è valso in ogni singolo aspetto della nostra vita quotidiana, dalle amicizie che frequentavo al oane che compravo per cena che, alla fine, era meglio sempre quello del tal fornaio.
Ora quando io gli rispondo "no" lui si sente spaesato e mi fa notare che sono diventata "cattiva", che gli rispondo indietro, che questo cambiamento non gli piace....e fa la faccia triste, si siede sul divano e resta lì, muto. Io faccio finta di nulla; non ho più fiato da sprecare nè più lacrime da piangere per questa storia. Ora nonstante tutto mi sento più forte di prima; sarà una vendetta da poco ma voglio che lui si renda conto di cosa vuol dire stare vicino a qualcuno dovendo elemosinare amore ed attenzioni.
Alla fine, sai, la sua natura sarà più forte di ogni cosa: non può vivere una relazione in cui non può dettare le regole
Grazie del benvenuto, Lale. Quello che hai raccontato qui lascia a mio vedere ben poche speranze per una soluzione "concordata", in qualunque senso questa soluzione vada immaginata. Permettimi ancora però un po' di considerazioni.
La prima: è logico che il cambiamento non gli piaccia e lo porti su un terreno sul quale non sappia come muoversi. Lui è abituato "bene" ad avere ciò che vuole, sempre. E finora gli è sempre riuscito di averlo. Lo so bene come si fa e cosa ci si aspetti. Una volta facevo anch'io così: manipolavo chi era con me attraverso musi, ricatti morali, lacrime, denigrazione, crudeltà mentale varia, assortita e ripetuta allo sfinimento. Ma se la controparte di chi si fa "decidere addosso" non ribalta come un calzino la sua attidudine, puoi stare cerca che si va avanti così all'infinito.
D'altra parte, ribellarsi non è un obbligo: conosco coppie patologiche di questo genere che da sempre vanno avanti così. Hanno il loro equilibrio aureo in questo senso e, se stanno bene loro, male non se ne fanno. Altra cosa è se a uno dei due il "gioco di ruolo" non sta più bene e ci sta male: guarire è obbligatorio, dal momento che nessuno può regalarci una vita di ricambio.

Ripeto: il "giocattolo" di un egoista depresso può rompersi soltanto se chi gli sostiene il gioco vi si sottrae. Vuoi un esempio concreto di come potresti agire? Prenota un colloquio da uno psicologo per tutti e due e mettilo di fronte al fatto compiuto. E all'aut-aut: nuova valigia in mano già bell'e pronta, o uscite tutti e due per andare al colloquio o esci tu da sola e lo pianti in preda a se stesso. Tradotto: l'unica soluzione è cambiare. O cambiate insieme oppure cambi tu per conto tuo. Senza più tornare indietro, questa volta. E non puoi essere che tu a dettare le condizioni. Se accetta, ballate al suono della tua musica, altrimenti balli da sola e ti salvi l'esistenza. E non certo perché sei diventata "cattiva". Al contrario: sei diventata migliore, hai iniziato a rispettare te stessa e, anche se non se ne può accorgere, anche lui. Non lo tratti più come un bambino viziato ma come un uomo, se lo è veramente. E se malgrado tutto dimostra di non volerlo essere, non ci perdi nulla a riprenderti la tua vita lasciandolo in santa pace a meditare sul suo comportamento.

Un ultimo suggerimento (scusa la lunghezza e la presunzione): assolutamente non cedere alla facile lusinga della "vendetta" e della "ripicca". Non scendere assolutamente sul terreno della sua patologia. Parla chiaro, sii chiara e lascia da parte i musi e i contromusi, i giochini malati del "lui fa così e io gli faccio vedere come si sta". Non capirebbe assolutamente niente di "sano" e anche tu inizieresti la discesa in un nuovo gorgo senza più fine e scopo.

Scusa la lunghezza, in bocca al lupo.
squonk
 
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Old Vulvia

Guest
Grazie del benvenuto, Lale. Quello che hai raccontato qui lascia a mio vedere ben poche speranze per una soluzione "concordata", in qualunque senso questa soluzione vada immaginata. Permettimi ancora però un po' di considerazioni.
La prima: è logico che il cambiamento non gli piaccia e lo porti su un terreno sul quale non sappia come muoversi. Lui è abituato "bene" ad avere ciò che vuole, sempre. E finora gli è sempre riuscito di averlo. Lo so bene come si fa e cosa ci si aspetti. Una volta facevo anch'io così: manipolavo chi era con me attraverso musi, ricatti morali, lacrime, denigrazione, crudeltà mentale varia, assortita e ripetuta allo sfinimento. Ma se la controparte di chi si fa "decidere addosso" non ribalta come un calzino la sua attidudine, puoi stare cerca che si va avanti così all'infinito.
D'altra parte, ribellarsi non è un obbligo: conosco coppie patologiche di questo genere che da sempre vanno avanti così. Hanno il loro equilibrio aureo in questo senso e, se stanno bene loro, male non se ne fanno. Altra cosa è se a uno dei due il "gioco di ruolo" non sta più bene e ci sta male: guarire è obbligatorio, dal momento che nessuno può regalarci una vita di ricambio.

Ripeto: il "giocattolo" di un egoista depresso può rompersi soltanto se chi gli sostiene il gioco vi si sottrae. Vuoi un esempio concreto di come potresti agire? Prenota un colloquio da uno psicologo per tutti e due e mettilo di fronte al fatto compiuto. E all'aut-aut: nuova valigia in mano già bell'e pronta, o uscite tutti e due per andare al colloquio o esci tu da sola e lo pianti in preda a se stesso. Tradotto: l'unica soluzione è cambiare. O cambiate insieme oppure cambi tu per conto tuo. Senza più tornare indietro, questa volta. E non puoi essere che tu a dettare le condizioni. Se accetta, ballate al suono della tua musica, altrimenti balli da sola e ti salvi l'esistenza. E non certo perché sei diventata "cattiva". Al contrario: sei diventata migliore, hai iniziato a rispettare te stessa e, anche se non se ne può accorgere, anche lui. Non lo tratti più come un bambino viziato ma come un uomo, se lo è veramente. E se malgrado tutto dimostra di non volerlo essere, non ci perdi nulla a riprenderti la tua vita lasciandolo in santa pace a meditare sul suo comportamento.

Un ultimo suggerimento (scusa la lunghezza e la presunzione): assolutamente non cedere alla facile lusinga della "vendetta" e della "ripicca". Non scendere assolutamente sul terreno della sua patologia. Parla chiaro, sii chiara e lascia da parte i musi e i contromusi, i giochini malati del "lui fa così e io gli faccio vedere come si sta". Non capirebbe assolutamente niente di "sano" e anche tu inizieresti la discesa in un nuovo gorgo senza più fine e scopo.

Scusa la lunghezza, in bocca al lupo.
squonk
bello questo post
 
O

Old squonk

Guest
Molto. E io vorrei chiedere a Squonk, che ora è qui a portarci la sua testimonianza di ex manipolatore: cosa ti ha dato la spinta a metterti in discussione e a cambiare?
...è una bella domanda, e ho paura di non riuscire a rispondere come vorrei. Di certo, è stato un concorso di fattori, per lo più esterni, che mi hanno sbalzato dalla comoda nicchia che mi ero scavato pur di non crescere. L'insostenibilità di un rapporto più che decennale nel quale mi ero adagiato, senza che riuscissi a capire se era quello che volevo davvero, mi portava a fuggire sempre in mille impegni, mille attività (e mille altri innamoramenti adolescenziali e rapporti più immaginati che consumati) pur di non vedere la realtà del tempo che mi scivolava di mano. Fuggire ma con il porto sicuro sempre ben in vista, naturalmente.
Arrivare a trentun anni, pur con un buon lavoro ma senza avere alcuna prospettiva di maturazione in prospettiva, d'altra parte, iniziava anche a logorarmi non poco.
Poi un incontro e una storia parallela di quelle che travolgono e fanno perdere completamente quel controllo della situazione che da sempre era stata la mia ossessione. Crisi, profonda, esistenziale, di sensi di colpa per le mie vigliaccherie continue che hanno fatto lentamente esaurire e spegnere la mia fidanzata. Che, in quel periodo, continuavo naturalmente a manipolare, mettendo in pratica, in negativo, quasi ogni riga del celebre "Le vostre zone erronee" di Wayne W. Dyer: chi non conosce questa pietra miliare dovrebbe leggerlo, è davvero molto istruttivo in questo campo.
(Alla fine di ogni energia, molto tempo dopo,è stata lei, devastata, a cedere e a troncare, a prezzo comunque della fine di tutti i suoi sogni.)

Quindi, per tornare al racconto interrotto più sopra, ecco la depressione quasi bipolare. E una terapia comportamentista molto serrata, durata due anni. Che non mi ha certo "guarito" dalla mia tendenza manipolatoria ma ne ha sviscerati tutti gli aspetti senza pietà.

Purtroppo chi nasce tondo non muore quadrato. E certe tendenze sono sempre comodi binari che, anche inconsciamente, sai che possono portare agevolmente alla stazione senza sforzo. Per evitare di ritrovarcisi sopra è necessario porre sempre molta attenzione. E, soprattutto, cosa ancora più importante, avere al fianco una persona che non accetti mai, per nessun motivo, di farsi manipolare e smascheri ogni tuo tentativo, anche inconscio e non consapevole, di farlo. E che - magari essendoci a sua volta passata e guarita - non ti permetta mai comportamenti insani, non accettandoli su di sé. Se mia moglie oggi (è lei, l'ex "donna del rapporto parallelo" che non ho mai tradito né mai tradirò, che amo come il primo giorno e che è divenuta madre di mio figlio) mi permettesse di tornare a vecchi schemi, purtroppo molto probabilmente ci ricascherei ancora. Grazie soprattutto a lei, se sono cambiato.

Ecco, qui sopra c'è condensata la mia esperienza. Non ne sono per nulla fiero, perché le vigliaccherie e il male commesso non si possono certo cancellare con tre pater ave e gloria, così come gli effetti indelebili procurati ad altri. La mia felicità di oggi è sempre condizionata, perché è nata dall'infelicità senza ritorno di un'altra persona a cui ho voluto bene e che mi adorava, ma che ho trattato da perfetto stronzo, vigliacco e immaturo.

Non ho nemmeno la presunzione di immaginare che la mia esperienza possa servire davvero a qualcun altro: l'unica esperienza che conta davvero è quella propria. Spero però che una storia come questa possa fare riflettere almeno su una verità quasi lapalissiana: il manipolatore si può disarmare - e obbligare alla guarigione - soltanto smettendo di stare al suo gioco.
un caro saluto
squonk
 

lale75

Utente di lunga data
In te, quindi, ad un certo punto è scattato qualcosa che ti ha fatto "chiedere aiuto" e che ti ha portato ad una terapia di coppia. Nel caso di mio marito nessun aiuto è possibile, per lui è solo il suo carattere, prendere o lasciare...e poi, ti dirò, non ho più la forza di lottare per noi, sto semplicemente sulla riva del fiume ad aspettare che passi il cadavere della mia storia d'amore. Avrei fatto qualsiasi cosa fino a poco tempo fa per aiutarci; ora voglio solo essere lasciata in pace, mi godo questo momento di apparente quiete in cui la sua paura dell'abbandono è ancora viva, in cui è disponibile e "debole", in cui riesco a dire "no" sostenendo il suo sguardo. Vigliacco, lo so, ma un pò di pace me la sono meritata, anche se più che "pace" questo è proprio un "nessuno che mi rompe le palle".
 
O

Old Zyp

Guest
leggo solo ora Lele, e mi sa tante che ci troviamo nella stessa situazione, dal mio canto posso dire d'aver conosciuto una persona, ed in poco più di 3 giorni le ho donato tutto me stesso senza aver paura di farlo, senza pensieri nsomma

son pensieroso ed imparito, fragile, ma quello che stai facendo tu è quello che sto facendo io, penso che anche non volendo arrivi un punto in cui le cose verranno da se

un abbraccio forte
 

lorelai

Utente di lunga data
Crisi, profonda, esistenziale, di sensi di colpa per le mie vigliaccherie continue che hanno fatto lentamente esaurire e spegnere la mia fidanzata. Che, in quel periodo, continuavo naturalmente a manipolare, mettendo in pratica, in negativo, quasi ogni riga del celebre "Le vostre zone erronee" di Wayne W. Dyer: chi non conosce questa pietra miliare dovrebbe leggerlo, è davvero molto istruttivo in questo campo.
(Alla fine di ogni energia, molto tempo dopo,è stata lei, devastata, a cedere e a troncare, a prezzo comunque della fine di tutti i suoi sogni.)
Bellissimo libro, che a 17 anni mi aiutò non poco nel mio rapporto conflittuale con i miei. Forse dovrei riprenderlo in mano.

avere al fianco una persona che non accetti mai, per nessun motivo, di farsi manipolare e smascheri ogni tuo tentativo, anche inconscio e non consapevole, di farlo. E che - magari essendoci a sua volta passata e guarita - non ti permetta mai comportamenti insani, non accettandoli su di sé.
Spero però che una storia come questa possa fare riflettere almeno su una verità quasi lapalissiana: il manipolatore si può disarmare - e obbligare alla guarigione - soltanto smettendo di stare al suo gioco.
Spero che lale75 non si offenda se uso il suo thread...
Sai cosa mi fa rabbrividire, leggendo le tue parole?
Che, ritrovandomici, in me sia scattato come prima cosa il senso di colpa per non essere stata "abbastanza". Abbastanza forte, abbastanza in grado di aiutarlo a crescere e, in questo modo, di salvarci...
E' folle, lo so...
 

lale75

Utente di lunga data
leggo solo ora Lele, e mi sa tante che ci troviamo nella stessa situazione, dal mio canto posso dire d'aver conosciuto una persona, ed in poco più di 3 giorni le ho donato tutto me stesso senza aver paura di farlo, senza pensieri nsomma

son pensieroso ed imparito, fragile, ma quello che stai facendo tu è quello che sto facendo io, penso che anche non volendo arrivi un punto in cui le cose verranno da se

un abbraccio forte

Io vorrei avere qualcosa da donare a qualcun altro ma sono prosciugata e, onestamente, più cattiva nel senso che ora mi sono stancata di essere disponibile, di capire, di sopportare. Un altro, forse, avrebbe potuto esserci ma l'ho allontanato, un pò per il senso di colpa ed un pò, molto, perchè non sono nella condizione di dare qualcosa a qualcun altro che non sia io.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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