E' andata così...

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lale75

Utente di lunga data
Finalmente vi state aprendo e non nascondete i risentimenti reciproci.
È quello che sente, non c'è nulla di male in esternarlo.
A me sembra un buon inizio.
Ci vuole molta pazienza, abbi fiducia.[/quote]


Questo è ciò che mi dice mia madre, che fino a ieri mi rinfacciava di esseremi annientata in nome di questo rapporto, di non riconoscermi più, di non sopportare l'idea di vedermi sempre arrendevole anche di fronte alle pretese più assurde. Oggi, quando le dico che non posso più andare avanti così, lei mi dice "sopporta"...e, onestamente, Giobbe, non lo trovo giusto.
O meglio, comprendo perchè lei lo dica, comprendo la sua paura all'idea che io possa lasciare mio marito, ma non capisco perchè, dopo avermi ripetuto per anni che era la persona sbagliata, ora mi chieda di restare al mio posto. Lei dice chesapevo fin dall'inizio che era così e me lo sono preso lo stesso e che il matrimonio è fatto di sopportazione....è così? Il matrimonio è sopportazione? Vuol dire che a trent'anni mi devo arrendere al fatto che pagherò la mia scelta sbagliata per tutta la vita continuando ad invidiare tutti quelli che credo più felici di me?
 
O

Old latriglia

Guest
Questo è ciò che mi dice mia madre, che fino a ieri mi rinfacciava di esseremi annientata in nome di questo rapporto, di non riconoscermi più, di non sopportare l'idea di vedermi sempre arrendevole anche di fronte alle pretese più assurde. Oggi, quando le dico che non posso più andare avanti così, lei mi dice "sopporta"...e, onestamente, Giobbe, non lo trovo giusto.
O meglio, comprendo perchè lei lo dica, comprendo la sua paura all'idea che io possa lasciare mio marito, ma non capisco perchè, dopo avermi ripetuto per anni che era la persona sbagliata, ora mi chieda di restare al mio posto. Lei dice chesapevo fin dall'inizio che era così e me lo sono preso lo stesso e che il matrimonio è fatto di sopportazione....è così? Il matrimonio è sopportazione? Vuol dire che a trent'anni mi devo arrendere al fatto che pagherò la mia scelta sbagliata per tutta la vita continuando ad invidiare tutti quelli che credo più felici di me?
non importa cosa sia il matrimonio per gli altri, conta cosa sia per te .. e se per te questo è ancora un matrimonio come tu lo intendi
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Finalmente vi state aprendo e non nascondete i risentimenti reciproci.
È quello che sente, non c'è nulla di male in esternarlo.
A me sembra un buon inizio.
Ci vuole molta pazienza, abbi fiducia.[/quote]


Questo è ciò che mi dice mia madre, che fino a ieri mi rinfacciava di esseremi annientata in nome di questo rapporto, di non riconoscermi più, di non sopportare l'idea di vedermi sempre arrendevole anche di fronte alle pretese più assurde. Oggi, quando le dico che non posso più andare avanti così, lei mi dice "sopporta"...e, onestamente, Giobbe, non lo trovo giusto.
O meglio, comprendo perchè lei lo dica, comprendo la sua paura all'idea che io possa lasciare mio marito, ma non capisco perchè, dopo avermi ripetuto per anni che era la persona sbagliata, ora mi chieda di restare al mio posto. Lei dice chesapevo fin dall'inizio che era così e me lo sono preso lo stesso e che il matrimonio è fatto di sopportazione....è così? Il matrimonio è sopportazione? Vuol dire che a trent'anni mi devo arrendere al fatto che pagherò la mia scelta sbagliata per tutta la vita continuando ad invidiare tutti quelli che credo più felici di me?
Il matrimonio è adattamento e accettazione reciproca, ma voi non vi accettate vicendevolmente.
Non ha senso continuare perdendo altri anni di serenità.
Però non immaginare felicità in altri o che essa possa arrivare automaticamente uscendo da questa relazione ...la felicità quando arriva arriva e ..non sempre arriva.
E' già buona cosa la libertà di essere se stessi.
Tutte le donne che si affannano a tenere in piedi matrimoni che magari i loro partner si sono impegnati a distruggere dovrebbero solo immaginare che serenità può dare la possibilità fare scelte libere e autonome.
 
O

Old Vulvia

Guest
Questo è ciò che mi dice mia madre, che fino a ieri mi rinfacciava di esseremi annientata in nome di questo rapporto, di non riconoscermi più, di non sopportare l'idea di vedermi sempre arrendevole anche di fronte alle pretese più assurde. Oggi, quando le dico che non posso più andare avanti così, lei mi dice "sopporta"...e, onestamente, Giobbe, non lo trovo giusto.
O meglio, comprendo perchè lei lo dica, comprendo la sua paura all'idea che io possa lasciare mio marito, ma non capisco perchè, dopo avermi ripetuto per anni che era la persona sbagliata, ora mi chieda di restare al mio posto. Lei dice chesapevo fin dall'inizio che era così e me lo sono preso lo stesso e che il matrimonio è fatto di sopportazione....è così? Il matrimonio è sopportazione? Vuol dire che a trent'anni mi devo arrendere al fatto che pagherò la mia scelta sbagliata per tutta la vita continuando ad invidiare tutti quelli che credo più felici di me?
lale, mi dispiace tanto.

Penso che tua madre ti esortasse a esprimere te stessa prima che la strada tra te e tuo marito si biforcasse così tanto: ora è più difficile, se non impossibile, una ricongiunzione. Ma lei credo ti stia suggerendo di fare un ultimo tentativo serio prima di mollare tutto.
Sopportare e basta non è una soluzione praticabile però. Secondo me dovete vedere se tutti e due siete disposti a sopportare e magari sacrificare qualcosa di sè nel tempo che servirà a costruire una rinnovata unione, con un più giusto equilibrio tra voi (ma qui non ce la fate da soli, dovete trovare un aiuto esterno). Diversamente, se la sopportazione e il sacrificio di sè deve venire ancora esclusivamente da te, perchè lui ritiene che gli sforzi che fa sono già arrivati ad un limite invalicabile, allora direi che anche tu hai diritto ad avere un tuo limite invalicabile ed hai tutto il diritto di essere felice altrove.
Inoltre penso che tuo marito dovrebbe essere aiutato un po' con il riconoscimento delle emozioni proprie e altrui, perchè arrivare a dire che sei "cattiva" mi sembra un po' un parlare non sapendo cosa si dice.. infatti non credo neanche che tu ti possa essere offesa.. penso che ti abbia sorpreso, più che risuonarti dentro.
 

Grande82

Utente di lunga data
lale, mi spiace, ma non penso che la situazione sia recuperabile.
troppo dolore e troppo rancore, da entrambe le parti.
nessuno dei due perdona all'altro di essere com'è... che posso dirti?
forse è il caso di mantenere il tuo proposito iniziale....
 
O

Old giobbe

Guest
Secondo me i problemi di coppia di Lale sono abbastanza comuni, riguardano praticamente tutte le coppie.
Non sono facili da risolvere, ma sono comuni.
Marito e moglie si amano solo che hanno linguaggi dell'amore differenti (Gary Chapman – I 5 linguaggi dell'amore). Il marito dimostra il suo amore con gesti di servizio (impegnandosi nel lavoro per garantire una tranquillità economica alla famiglia) mentre il linguaggio di Lale è quello delle manifestazioni di affettuosità (baci, abbracci e carezze). Parlano due linguaggi diversi e per questo non si capiscono.
Dovrebbero intraprendere un lungo cammino insieme.
Questo è il momento giusto per cominciarlo perché quando Lale è andata via di casa ha finalmente aperto gli occhi al marito che ha capito la gravità della situazione.
Ci vorranno anni, ma il marito può veramente cambiare e diventare una persona migliore.
Il matrimonio è un cammino di sacrificio: i due rinunciano a loro stessi per un bene maggiore, quello della famiglia. Se ci fossero figli le cose sarebbero più facili da capire.
Capisco anche il marito che dà della “cattiva” a Lale: lui credeva che l'amore di Lale fosse incondizionato, come quello della madre per un figlio ed ha scoperto che non è così. Adesso ha scoperto che Lale può arrivare a mettere in conto una separazione definitiva.
Non credo che una separazione definitiva farebbe bene a Lale: non si scappa dai problemi perché poi si ripresentano. La vita serve per imparare ad accettare gli altri con i loro difetti, per imparare a “vivere insieme”. Credo che gli stessi problemi, con aspetti diversi, si presenteranno anche nella prossima eventuale unione. Tanto vale cercare di “aggiustare” questo matrimonio.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Secondo me i problemi di coppia di Lale sono abbastanza comuni, riguardano praticamente tutte le coppie.
Non sono facili da risolvere, ma sono comuni.
Marito e moglie si amano solo che hanno linguaggi dell'amore differenti (Gary Chapman – I 5 linguaggi dell'amore). Il marito dimostra il suo amore con gesti di servizio (impegnandosi nel lavoro per garantire una tranquillità economica alla famiglia) mentre il linguaggio di Lale è quello delle manifestazioni di affettuosità (baci, abbracci e carezze). Parlano due linguaggi diversi e per questo non si capiscono.
Dovrebbero intraprendere un lungo cammino insieme.
Questo è il momento giusto per cominciarlo perché quando Lale è andata via di casa ha finalmente aperto gli occhi al marito che ha capito la gravità della situazione.
Ci vorranno anni, ma il marito può veramente cambiare e diventare una persona migliore.
Il matrimonio è un cammino di sacrificio: i due rinunciano a loro stessi per un bene maggiore, quello della famiglia. Se ci fossero figli le cose sarebbero più facili da capire.
Capisco anche il marito che dà della “cattiva” a Lale: lui credeva che l'amore di Lale fosse incondizionato, come quello della madre per un figlio ed ha scoperto che non è così. Adesso ha scoperto che Lale può arrivare a mettere in conto una separazione definitiva.
Non credo che una separazione definitiva farebbe bene a Lale: non si scappa dai problemi perché poi si ripresentano. La vita serve per imparare ad accettare gli altri con i loro difetti, per imparare a “vivere insieme”. Credo che gli stessi problemi, con aspetti diversi, si presenteranno anche nella prossima eventuale unione. Tanto vale cercare di “aggiustare” questo matrimonio.
Dissento nel caso di lale su praticamente tutto quello che hai scritto.


Lui è un egoista che, tra l'altro, si crogiola nella propria "depressione" facendosene scudo proprio verso la persona che lotta da anni per tirarlo fuori da essa.
E questo si può chiamare in un unico modo: vigliaccheria, incapacità di aprirsi realmente all'altro, di uscire dal proprio egoistico IO per accogliere l'altro.
Giobbe, in quella frase, in quel sei cattiva, è raccolto tutto il suo sbattersene di quello che Lale ha dovuto passare per allontanarsi da lui e dal loro matrimonio, tutta la sua incapacità o meglio non volontà di capirla e realmente ascoltare le sue esigenze, ma di essere talmente compreso nelle proprie da non poter dar ascolto a nessuno. E tanto meno a Lale, perchè nella sua disponibilità a riavvicinarsi, a riprovarci, continua a vedere solo un sostegno ai suoi problemi.

Lale non è e non deve essere il suo medico, la sua crocerossina, la sua balia!
Se continua a rivestire questi ruoli, come può ricoprire un ruolo adulto e consapevole di moglie? E, soprattutto, quanto potrà privarsi ancora della propria felicità per chi non ricambia neanche con un bacio le sue attenzioni?

No dico: neanche un bacio!
Un gesto che due persone che anche solo se hanno un minimo di attrazione han voglia di scambiarsi, che trovano istintivo fare...due che dovrebbero aver la gioia, si la GIOIA di vivere insieme, di avere un futuro insieme...neanche più riescono a scambiarsi?

Quanto al ritrovarsi gli stessi problemi eventualmente con altri...stai scherzando vero?


E' proprio ritrovandosi, riconsiderando se stessa, amandosi di più, rimettendo se stessa al centro della sua vita, che Lale potrà evitare in futuro di ripetere lo stesso errore, ovvero di annullarsi per qualcuno che non ha la minima idea di ciò e di chi lei realmente è e di cosa lei ha bisogno per non sentirsi sola ed inutile all'interno di una coppia...che è ciò che lei oggi sta vivendo sulla sua pelle e che lui, poverino, sente solo come offesa verso se stesso.
 
O

Old giobbe

Guest
Dissento nel caso di lale su praticamente tutto quello che hai scritto.


Lui è un egoista che, tra l'altro, si crogiola nella propria "depressione" facendosene scudo proprio verso la persona che lotta da anni per tirarlo fuori da essa.
E questo si può chiamare in un unico modo: vigliaccheria, incapacità di aprirsi realmente all'altro, di uscire dal proprio egoistico IO per accogliere l'altro.
Giobbe, in quella frase, in quel sei cattiva, è raccolto tutto il suo sbattersene di quello che Lale ha dovuto passare per allontanarsi da lui e dal loro matrimonio, tutta la sua incapacità o meglio non volontà di capirla e realmente ascoltare le sue esigenze, ma di essere talmente compreso nelle proprie da non poter dar ascolto a nessuno. E tanto meno a Lale, perchè nella sua disponibilità a riavvicinarsi, a riprovarci, continua a vedere solo un sostegno ai suoi problemi.

Lale non è e non deve essere il suo medico, la sua crocerossina, la sua balia!
Se continua a rivestire questi ruoli, come può ricoprire un ruolo adulto e consapevole di moglie? E, soprattutto, quanto potrà privarsi ancora della propria felicità per chi non ricambia neanche con un bacio le sue attenzioni?

No dico: neanche un bacio!
Un gesto che due persone che anche solo se hanno un minimo di attrazione han voglia di scambiarsi, che trovano istintivo fare...due che dovrebbero aver la gioia, si la GIOIA di vivere insieme, di avere un futuro insieme...neanche più riescono a scambiarsi?

Quanto al ritrovarsi gli stessi problemi eventualmente con altri...stai scherzando vero?


E' proprio ritrovandosi, riconsiderando se stessa, amandosi di più, rimettendo se stessa al centro della sua vita, che Lale potrà evitare in futuro di ripetere lo stesso errore, ovvero di annullarsi per qualcuno che non ha la minima idea di ciò e di chi lei realmente è e di cosa lei ha bisogno per non sentirsi sola ed inutile all'interno di una coppia...che è ciò che lei oggi sta vivendo sulla sua pelle e che lui, poverino, sente solo come offesa verso se stesso.

Io non vedo la situazione tanto brutta come la vedi tu.
Il marito di Lale è un buon uomo: lavoratore, pacifico, fedele, senza vizi gravi.
Ha avuto i suoi traumi, come tutti. Il matrimonio dovrebbe essere un cammino per curare queste ferite.
Il fatto che non si baciano è un sintomo. Forse lui in qualche momento del matrimonio ha perso la stima per Lale. È una cosa triste, ma credo sia molto comune. Non è grave perché è reversibile: ci vuole dialogo, bisogna aprirsi ed esporre i propri sentimenti all'altro.
Noi qui sentiamo solo la versione di Lale, non sappiamo quali difetti della moglie lui ritenga “fastidiosi” (non tanto gravi comunque da giustificare una separazione definitiva).
Più che egoista lui mi sembra “arrogante”. Era convinto di aver assolutamente ragione e continuava per la sua strada, senza dare ascolto alle lamentele di Lale.
Ma credo che adesso, con la separazione, tutta la sua sicurezza abbia preso una “bella botta”. Sicuramente si è dato una calmata.
Non ho mai visto i miei genitori baciarsi (se non quasi per scherzo, agli anniversari di matrimonio). Secondo me non si baciavano molto nemmeno quando erano soli, ma questo non vuol dire che non si volessero bene. Per loro amarsi significava soprattutto aiutarsi reciprocamente.
Io sposandomi ho dovuto lasciare il mio mondo di celibe, ma non è per questo che mi sento annullato. Ho cambiato città, amici, lavoro: tutto. Sinceramente non ero un cazzo, non mi pare di aver perso niente. La vita è così: ti impone dei cambiamenti e cerchi adattarti meglio che puoi.
Non è che voglio portar sfiga dicendo che Lale incontrerà gli stessi problemi in una prossima eventuale unione.
Volevo dire che il matrimonio è una “scuola” dove si impara ad accettare l'altro così com'è, con i suoi difetti. Se lei non impara questa cosa in questo matrimonio, è probabile che i problemi si ripetano in un'altra eventuale unione.
Il prossimo uomo di Lale può darsi che sarà affettuosissimo e che la porterà sul palmo della mano. Ma invece che arrogante e depresso, potrebbe essere per esempio gelosissimo oppure potrebbe essere un alcolizzato. Qualche difetto ce l'avrà sicuramente, nessuno è perfetto. Non è che può provarli e buttarli via tutti perché non sono perfetti. L'ho spiegato male, non so se mi sono capito...


Poi è chiaro che esistono difetti gravissimi (violenza, tradimento, mancanza di rispetto ecc.) che non possono essere tollerati e che esigono la separazione.
 

emmanuelle arsan

Utente di lunga data
Dissento nel caso di lale su praticamente tutto quello che hai scritto.


Lui è un egoista che, tra l'altro, si crogiola nella propria "depressione" facendosene scudo proprio verso la persona che lotta da anni per tirarlo fuori da essa.
E questo si può chiamare in un unico modo: vigliaccheria, incapacità di aprirsi realmente all'altro, di uscire dal proprio egoistico IO per accogliere l'altro.
Giobbe, in quella frase, in quel sei cattiva, è raccolto tutto il suo sbattersene di quello che Lale ha dovuto passare per allontanarsi da lui e dal loro matrimonio, tutta la sua incapacità o meglio non volontà di capirla e realmente ascoltare le sue esigenze, ma di essere talmente compreso nelle proprie da non poter dar ascolto a nessuno. E tanto meno a Lale, perchè nella sua disponibilità a riavvicinarsi, a riprovarci, continua a vedere solo un sostegno ai suoi problemi.

Lale non è e non deve essere il suo medico, la sua crocerossina, la sua balia!
Se continua a rivestire questi ruoli, come può ricoprire un ruolo adulto e consapevole di moglie? E, soprattutto, quanto potrà privarsi ancora della propria felicità per chi non ricambia neanche con un bacio le sue attenzioni?

No dico: neanche un bacio!
Un gesto che due persone che anche solo se hanno un minimo di attrazione han voglia di scambiarsi, che trovano istintivo fare...due che dovrebbero aver la gioia, si la GIOIA di vivere insieme, di avere un futuro insieme...neanche più riescono a scambiarsi?

Quanto al ritrovarsi gli stessi problemi eventualmente con altri...stai scherzando vero?


E' proprio ritrovandosi, riconsiderando se stessa, amandosi di più, rimettendo se stessa al centro della sua vita, che Lale potrà evitare in futuro di ripetere lo stesso errore, ovvero di annullarsi per qualcuno che non ha la minima idea di ciò e di chi lei realmente è e di cosa lei ha bisogno per non sentirsi sola ed inutile all'interno di una coppia...che è ciò che lei oggi sta vivendo sulla sua pelle e che lui, poverino, sente solo come offesa verso se stesso.
.
 
O

Old amarax

Guest
Io, davvero, non so più cosa rispondergli. Vi sembrerà incredibile ma io sono una che parla sempre, tanto, di tutto e senza problemi, sono una persona molto decisa anche sul lavoro, è difficile che rimanga a corto di parole o che non sappia tenere testa a qualcuno in una discussione...eppure con lui è diverso. Lui è sempre riuscito a mettermi in difficoltà, a tapparmi la bocca, a mettermi nella condizione di dover dare delle spiegazioni che, molto spesso, non avevo. Quando discutiamo riesce sempre a rigirare le cose in modo che, alla fine, poco ci manca che debba perfino chiedergli scusa( ele scuse lui le pretende, non mi dà tregua finchè non dico esattamente "Scusa, ho sbagliato perchè...").
Cosa gli ho detto quando mi ha accusato di essere cattiva? Che ero stata solo sincera, che lui forse avrebbe preferito una pietosa bugia o che facessi finta di nulla, come al solito.
Hai ragione io sono giovane e non ho figli quindi la decisione, per me, dovrebbe essere relativamente semplice. Lo amo ancora? Non lo so, certamente non lo amo più come prima, certamente non sarò mai più la compagna che ha avuto finora e non credo che, alla lunga, questo gli piacerebbe. Il nostro rapporto ha funzionato perchè eravamo così, perchè al centro c'era lui; diversamente non può andare avanti.
Certo in questi giorni lui è più quieto, più disponibile e sorridente, ma quello che ha detto l'altra sera mi ha fatto capire che non cambierà nulla.
Ha ragione Persa, chiedergli di cambiare è una cattiveria e, forse, la cattiveria più grande è che io sapevo che lui non poteva cambiare ma ho deciso di dargli questa possibilità perchè volevo che lo capisse anche lui, voleva che fosse consapevole del perchè le cose fra noi sono destinate a finire...
Nel frattempo l'amica che mi aveva ospitato ha rinnovato la sua disponibilità in qualsiasi momento...

Per te che ami tanto e così profondamente, è un'ammissione indiretta di volergli solo bene. Non lo ami più . Giustamente delusa da lui. Se a lui piacerebbe o meno essere amato così non ti deve interessare. Sei tu quella delusa , quella ferita.
Lascialo perdere.
Rifai la valigia e scappa.
 
O

Old matilde

Guest
mi dispiace


rifai le valige subito, ma lascia aperta la porta del dialogo
 
O

Old matilde

Guest
Dissento nel caso di lale su praticamente tutto quello che hai scritto.


Lui è un egoista che, tra l'altro, si crogiola nella propria "depressione" facendosene scudo proprio verso la persona che lotta da anni per tirarlo fuori da essa.
E questo si può chiamare in un unico modo: vigliaccheria, incapacità di aprirsi realmente all'altro, di uscire dal proprio egoistico IO per accogliere l'altro.
Giobbe, in quella frase, in quel sei cattiva, è raccolto tutto il suo sbattersene di quello che Lale ha dovuto passare per allontanarsi da lui e dal loro matrimonio, tutta la sua incapacità o meglio non volontà di capirla e realmente ascoltare le sue esigenze, ma di essere talmente compreso nelle proprie da non poter dar ascolto a nessuno. E tanto meno a Lale, perchè nella sua disponibilità a riavvicinarsi, a riprovarci, continua a vedere solo un sostegno ai suoi problemi.

Lale non è e non deve essere il suo medico, la sua crocerossina, la sua balia!
Se continua a rivestire questi ruoli, come può ricoprire un ruolo adulto e consapevole di moglie? E, soprattutto, quanto potrà privarsi ancora della propria felicità per chi non ricambia neanche con un bacio le sue attenzioni?

No dico: neanche un bacio!
Un gesto che due persone che anche solo se hanno un minimo di attrazione han voglia di scambiarsi, che trovano istintivo fare...due che dovrebbero aver la gioia, si la GIOIA di vivere insieme, di avere un futuro insieme...neanche più riescono a scambiarsi?

Quanto al ritrovarsi gli stessi problemi eventualmente con altri...stai scherzando vero?


E' proprio ritrovandosi, riconsiderando se stessa, amandosi di più, rimettendo se stessa al centro della sua vita, che Lale potrà evitare in futuro di ripetere lo stesso errore, ovvero di annullarsi per qualcuno che non ha la minima idea di ciò e di chi lei realmente è e di cosa lei ha bisogno per non sentirsi sola ed inutile all'interno di una coppia...che è ciò che lei oggi sta vivendo sulla sua pelle e che lui, poverino, sente solo come offesa verso se stesso.
mi ci faccio un tatuaggio
 

lale75

Utente di lunga data
Sì, avete perfettamente ragione, la verità, triste, ahimè, è che io quest'uomo non lo amo più. Non è stata la crisi passeggera di qualche mese, è stato un lungo logorio compiuto nell'arco di dieci anni che mi ha lasciato sfibrata, senza più nulla da dare, vuota.
Lui pretenderebbe che tutto andasse avanti come prima, io del prima ho paura...
 

lale75

Utente di lunga data
Sì, avete perfettamente ragione, la verità, triste, ahimè, è che io quest'uomo non lo amo più. Non è stata la crisi passeggera di qualche mese, è stato un lungo logorio compiuto nell'arco di dieci anni che mi ha lasciato sfibrata, senza più nulla da dare, vuota.
Lui pretenderebbe che tutto andasse avanti come prima, io del prima ho paura...
 

Grande82

Utente di lunga data
Sì, avete perfettamente ragione, la verità, triste, ahimè, è che io quest'uomo non lo amo più. Non è stata la crisi passeggera di qualche mese, è stato un lungo logorio compiuto nell'arco di dieci anni che mi ha lasciato sfibrata, senza più nulla da dare, vuota.
Lui pretenderebbe che tutto andasse avanti come prima, io del prima ho paura...
non ti sentire in colpa per questo
 

lale75

Utente di lunga data
non ti sentire in colpa per questo

Ma è stata colpa mia! Alla fine sono io che ho mentito a quest'uomo, a lui e a me stessa, perchè nel tentativo di renderlo felice sono stata una persona diversa da quella che sono realmente. Avrei dovuto immaginare che non sarei riuscita a reggere la recita all'infinito che, alla fine, sarei esplosa. Lui avrà certo le sue colpe ma anch'io ho le mie. E' naturale che ora lui si senta disorientato davanti alla mia inquietudine se fino a ieri non ho mai dato nessun segnale, limitandomi ad ingoiare bocconi amari, a piangere, a minacciare ma senza mai fare nulla di concreto per fargli capire che mi stava esasperando...è colpa mia, è anche colpa mia...
 

Grande82

Utente di lunga data
Ma è stata colpa mia! Alla fine sono io che ho mentito a quest'uomo, a lui e a me stessa, perchè nel tentativo di renderlo felice sono stata una persona diversa da quella che sono realmente. Avrei dovuto immaginare che non sarei riuscita a reggere la recita all'infinito che, alla fine, sarei esplosa. Lui avrà certo le sue colpe ma anch'io ho le mie. E' naturale che ora lui si senta disorientato davanti alla mia inquietudine se fino a ieri non ho mai dato nessun segnale, limitandomi ad ingoiare bocconi amari, a piangere, a minacciare ma senza mai fare nulla di concreto per fargli capire che mi stava esasperando...è colpa mia, è anche colpa mia...
ma piangere e chiedere ed essere inquieta non sono segnali?
io non dico di non sentirti in colpa del tutto, perchè c'è sempre corresponsabilità, però non puoi rimanere per questa colpa!!
E' colpa tua, è colpa sua, forse non è colpa di nessuno! Siete solo... incompatibili....
Entrambi ce l'avete messa tutta, io credo, e di certo non potrai eludere dal percorso che viene alla domanda: 'perchè la mia felicità passava per il solo rendere lui felice?'
 

lale75

Utente di lunga data
Da ieri sera continua a chiedermi in continuazione se lo amo ancora, se volgio restare con lui o se lo sto solo prendendo in giro...lo chiede con l'espressione triste, gli occhi lucidi e io tento disperatamente di non cedere. Gli ho detto che ho sofferto troppo senza che lui se ne accorgesse per poter dire, ora, che potremo ricominciare dall'inizio...anche perchè io non lo penso, in realtà. Qualcosa si è rotto fra noi...
Eppure vederlo così, l'idea che ho dedicato gli ultimi dieci anni a renderlo felice ed ora sono la causa della sua sofferenza, mi spezza il cuore...mi sento uno schifo, qualsiasi cosa io faccia sbaglio, qualsiasi decisione io prenda qualcuno sta male...
 

brugola

Utente di lunga data
Da ieri sera continua a chiedermi in continuazione se lo amo ancora, se volgio restare con lui o se lo sto solo prendendo in giro...lo chiede con l'espressione triste, gli occhi lucidi e io tento disperatamente di non cedere. Gli ho detto che ho sofferto troppo senza che lui se ne accorgesse per poter dire, ora, che potremo ricominciare dall'inizio...anche perchè io non lo penso, in realtà. Qualcosa si è rotto fra noi...
Eppure vederlo così, l'idea che ho dedicato gli ultimi dieci anni a renderlo felice ed ora sono la causa della sua sofferenza, mi spezza il cuore...mi sento uno schifo, qualsiasi cosa io faccia sbaglio, qualsiasi decisione io prenda qualcuno sta male...

capisco quanto sia duro lale, ma quando ti vengono i cedimenti pensa a come sei stata infelice e che poco abbia fatto lui per impedirlo
 
Stato
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