Droga

Stato
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Buscopann

Utente non raggiungibile
ma che caspita è l'ispirazione artistica??
Da Wikipedia:
Con il termine ispirazione si intende una particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento che spinge un individuo a dar vita ad un'opera.
Per quanto riguarda le composizioni artistiche, l'ispirazione si riferisce ad una irrazionale ed incomprensibile esplosione di creatività.

Buscopann
 
Da Wikipedia:
Con il termine ispirazione si intende una particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento che spinge un individuo a dar vita ad un'opera.
Per quanto riguarda le composizioni artistiche, l'ispirazione si riferisce ad una irrazionale ed incomprensibile esplosione di creatività.

Buscopann
hai detto tutto e niente e sicuramente nulla che giustifichi la tua affermazione secondo la quale la droga aiuta l'arte.
oltre a credere, come ho gia detto che gli artisti ne facciano spesso uso in quanto o fragili o sofferentemente "diversi" tengo a dire che dietro l'arte non c'è confusione (a parte alcuni casi) ma studio e tecnica .
 
e aggiungo che penso proprio il contrario di te:
senza droga avremmo goduto di altri capolavori di amedo modigliani..solo per dirne uno
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
E' un po' lungo, ma potrebbe essere interessante dare una breve lettura. Si tratta di un articolo scientifico di Luigi Pulvirenti pubblicato su NEUROSCIENZE.


Droga e creatività artistica:​
verso una biochimica della creatività​

“È il mondo all’interno del tuo
animo che tu cerchi. Solo
all’interno di te esiste la realtà
che cerchi. Io non posso darti
nulla che non sia già all’interno
di te stesso. Io non posso aprirti
nessuna galleria di immagini,
solo il tuo animo. Tutto quel
che posso darti è l’opportunità,
l’impulso, la chiave. Posso
aiutarti a renderti il tuo mondo
visibile. Tutto lì”.​
Herman Hesse,​

La creatività artistica è una delle più
alte manifestazioni delle capacità
cognitive dell’uomo. La relazione fra
sostanze in grado di modificare lo stato
di coscienza, la loro assunzione e
l’espressione della creatività è stata
quindi un argomento di grande
interesse nel corso dei secoli. L’interesse
nel dibattito sulla relazione fra droghe e
creatività artistica si è recentemente
rivitalizzato sulla base delle nuove
conoscenze degli effetti delle droghe su
specifiche strutture del sistema nervoso
centrale e delle relative interazioni a
livello molecolare.
In effetti l’uso di varie sostanze
psicoattive come mezzo per aumentare
la creatività artistica ha una lunga
storia. Alcune sculture ritrovate in
America Centrale fanno ritenere che
già nel​
1500 A.C. l’uso di funghi
allucinogeni da parte dell’artista era
considerato un mezzo per ricevere una
ispirazione divina e molti dei dipinti
rupestri delle prime popolazioni
indiane del Sud-Ovest degli Stati
Uniti sono state attribuite all’uso di
sostanze cosiddette psichedeliche. In
tempi a noi più vicini sono stati i poeti
romantici dell’inizio dell’Ottocento a
narrare per primi le loro esperienze
introspettive sotto l’influenza di varie
droghe e gli orientamenti di varie
correnti artistiche negli anni
’60 e ’70

hanno portato alla ribalta l’uso delle
droghe e la loro influenza sulle
capacità artistiche e creative. Il grande
scrittore Aldous Huxley ha persino
sostenuto che l’arte del ventesimo
secolo sarà ricordata per l’impatto e le
conseguenze che su di essa hanno
avuto i farmaci allucinogeni.
L’interesse per la droghe come mezzo di
facilitazione delle capacità creative
dell’individuo deriva principalmente
dalla pletora di osservazioni da parte di
artisti che hanno percepito un
miglioramento nelle loro capacità
creative a seguito dell’uso di varie
droghe, fra cui la dietilamide dell’acido
lisergico (LSD), i cannabiniodi e varie
sostanze allucinogene di origine
naturale fra cui psilocibina e
mescalina. L’analisi oggettiva di queste
osservazioni soggettive non è però
facile ed è necessaria una attenta
analisi sistematica e controllata per
valutare se e come l’assunzione di
alcune sostanze rappresenti realmente
un mezzo per aumentare la creatività e
l’introspezione estetica e in che modo
questi elementi si riflettono sulla
qualità della produzione artistica.​
Droga e creatività artistica:
un’analisi sistematica​
Cercare di catturare gli sfuggenti
elementi che nel loro insieme
costituiscono un atto creativo è
sicuramente opera ardua. Una serie di
studi ha tuttavia cercato di affrontare il
problema da diverse prospettive
usando i mezzi della neuropsicologia.
Test psicometrici oggettivi di
valutazione fra i quali il test di
Rorschach, il test di creatività di
Purdue, il test di visualizzazione
oggettiva di Miller, il test delle figure
celate di Witkin, il test di associazione
verbale e il test di personalità
multifasico del Minnesota (MMPI)
sono stati adoperati in condizioni
sperimentali controllate su artisti
professionisti, soggetti con capacità
artistiche, e soggetti di controllo.
L’insieme di questi studi, svolto da
diversi gruppi di ricercatori nel corso
deli ultimi decenni, rappresenta un
primo ed importante tentativo di
caratterizzazione degli effetti delle
droghe, soprattutto farmaci con effetti
allucinogeni, su diverse componenti
dimensionali della creatività artistica.
Nonostante gli approcci molto diversi
fra loro una essenziale concordanza di
conclusioni è emersa dai risultati delle
diverse ricerche. Sorprendentemen​

14​
un mezzo semplice ed aspecifico di
facilitazione della creatività artistica
non ha retto all’attento scrutinio
scientifico.
Il primo elemento di consenso è
costituito dall’osservazione che l’uso di
queste droghe, in genere LSD,
psilocibina, mescalina o cannabinoidi
dopo somministrazione acuta o
subcronica, produce una
intensificazione dei tratti preesistenti
di personalità e della capacità di
esperienza soggettiva estetica,
entrambi misurati dai test psicometrici,
ma ciò non si accompagna
direttamente ed automaticamente ad
un aumento o un miglioramento della
produtività artistica. Infatti nelle
ricerche nelle quali l’opera degli artisti
è stata valutata in maniera oggettiva,
nonostante l’esperienza soggettiva
degli artisti, i critici d’arte di
riferimento hanno in genere
considerato la qualità della produzione
degli artisti simile all’opera svolta in
assenza di droga. Analogamente, gli
studi psicometrici che hanno
analizzato scale specifiche di
valutazione della performance creativa
(test di associazione remota, di
immaginazione, di originalità e di
pensiero divergente) non hanno
riscontrato differenze prima e dopo
esposizione a droga.
In questo senso l’esperienza
farmacologica sembra rimanere un
fenomeno passivo, mentre l’atto creativo
è una esperienza attiva che non sembra
essere direttamente ed automaticamente
influenzata dalla droga.
É molto interessante, invece
l’osservazione degli effetti di farmaci,
come l’LSD, di indurre un’aumentata
capacità di risoluzione creativa di
problemi complessi. Ciò si verifica
tuttavia soltanto in condizioni
fortemente strutturate, cioè a seguito di
una procedura preparatoria
psicodinamica e in un ambiente
psicosociale fortemente orientato verso il
test in questione. Queso è anche in
accordo con prove aneddotiche di
aumento indotto da LSD della capacità
di superare in maniera creativa alcune
specifiche difficoltà tecniche professionali
da parte di architetti, generali o scienziati.
Queste ricerche sembrano quindi avere
identificato gli elementi essenziali che
influenzano gli effetti dell’esposizione a
LSD, psilocibina o mescalina. In
particolare sono il contesto ambientale
e psicodinamico, la preparazione e le
aspettative del soggetto e la
preesistente personalità a
rappresentare le variabili principali che
determinano l’effetto dei questi
farmaci. Quindi nonostante una forte
sensazione oggettiva di creatività
accompagni invariabilmente le
esperienze farmacologiche, questa non
si riflette in un generale effettivo
miglioramento delle capacità artisticocreative
del soggetto.
Tuttavia se questi farmaci vengono
assunti da un soggetto dotato di
preesistenti particolari doti artistiche,
allora lo stato di alterata percezione
della realtà può generare una inusuale
esperienza estetico-introspettiva. Le
esperienze sensoriali dell’artista sotto
l’effetto di LSD o sostanze simili,
infatti, combinate con il preesistente
substrato cognitivo-emotivo sono in
grado di generare insolite immagini
che l’artista e solo l’artista puo’
occasionalmente, quindi non
invariabilmente, trasformare in un
prodotto di notevole valore esteticoartistico.
L’importanza delle ricerche condotte
nel corso degli ultimi decenni è quindi
di avere fornito prove sperimentali
controllate che mettono in dubbio la
potenziale capacità di questi composti
di aumentare direttamente ed
automaticamente la creatività artistica
in maniera aspecifica, vale a dire in
tutti i soggetti e in tutte le condizioni
ambientali e psicodinamiche.
L’alterazione dei meccanismi cognitivi
di elaborazione dell’informazione
prodotta dall’esposizone alla droga,
invece, sembra facilitare
specificamente alcune componenti
della creatività che, occasionalmente,
sia in alcune categorie di soggetti cui è
richiesta una creativa risoluzione di
problemi sia nell’artista può condurre a
migliori performance.​
Droga, cervello e creatività​
Il cammino verso l’analisi scientifica
della creatività pone immediatamente
il quesito dei substrati neuronali della
creatività stessa. In che modo la
conoscenza dei meccanismi molecolari
dell’azione delle droghe può spiegarci
le modalità attraverso cui queste
esercitano i loro effetti sulle capacità
artistiche e creative seppur nei limiti
che le ricerche ci hanno indicato?
La maggior parte delle conoscenze sul
meccanismo d’azione dei farmaci
d’abuso proviene da ricerche
nell’animale da esperimento. Infatti sia
piccoli roditori che specie a noi più​
MTD -​
It J Addict 24 - Settembre 1999

Edvard Munch -​
Il Grido Ernest Hemingway

L. Pulvirenti -​
Droga e creatività artistica

15​
vicine come i primati hanno un
comportamento di ricerca della droga e
un pattern di consumo analoghi a
quello della nostra specie. Ciò indica
che esiste sicuramente un substrato
neuronale che alcune classi
farmacologiche di sostanze, i farmaci
da abuso, sono in grado di modificare e
il cui risultato è la focalizzazione
dell’attività dell’individuo verso la
ricerca della droga, con conseguente
perdita di controllo sull’uso,
manifestazione cardine della
tossicodipendenza. Tuttavia, le aree
cerebrali e le componenti
neurochimiche che portano all’abuso
sono probabilmente distinte dal
substrato anatomo-funzionale
coinvolto nella creatività e sul quale le
droghe sembrano avere un effetto. E
purtroppo in questo senso la ricerca
nell’animale da esperimento non ci è
d’aiuto in quanto le capacità creative
sono proprie della specie umana e non
sono mai state caratterizzate
nell’animale chiare manifestazioni di
comportamenti, anche specie-specifici,
assimilabili alla creatività artistica.
Un aiuto importante ci viene fornito
invece dall’indagine psichiatrica. Esiste
infatti l’ipotesi che vi sia un legame fra
creatività artistica e malattia mentale.
Poiché sono state avanzate alcune
ipotesi sulle basi neurochimiche delle
malattie psichiatriche associate alla
cretività artistica e poiché conosciamo
gli effetti delle droghe sul decorso
clinico di queste patologie, allora è
realistico ritenere che la malattia
mentale possa costituire un mezzo per
fornire indicazioni ed ipotesi di lavoro
sulle modalità attraverso cui le droghe
influenzano la creatività.
Da Aristotele ai nostri tempi passando
attraverso Shakespeare l’idea che l’arte
fosse invariabilmente associata al genio
e alla malattia mentale ha pervaso e
affascinato la credenza popolare.
Sicuramente molti personaggi illustri
della storia dell’arte compresi Van
Gogh, Ciaikovski, Hemingway, V.
Wolf e C. Bronte, ritenuti essere affetti
da gravi malattie psichiatriche, hanno
corroborato questa ipotesi. Sebbene
anche in questo caso una recente
indagine scientifica sistematica ha
portato alla luce che esiste forse solo
una debole associazione fra malattia
psichiatrica e creatività artistica, ciò
nonostante, la conoscenza della natura
di alcune sindromi psichiatriche
associate ad un aumento della
creatività artistica ha fornito
importanti informazioni per successive
indagini.
A questo proposito è eloquente
l’esempio delle sindromi maniacodepressive
o delle sindromi
ipomaniacali, durante il corso delle
quali un aumento della produttività in
alcuni individui è stato chiaramente
dimostrato. Alcune forme di
schizofrenia sono anch’esse state
associate ad una prolifica attività
artistica. Diventa allora rilevante
l’osservazione che specifiche sostanze
d’abuso fra cui LSD, i cannabinoidi,
l’amfetamina ed alcuni derivati (ad
esempio, l’ecstasy), oltre ad aumentare
la creatività artistica in alcuni individui
in particolari condizioni, come abbiamo
discusso, sono anche dei potenti fattori
precipitanti le sindromi psichiatriche
associate alla creatività. È quindi
possibile che un substrato comune possa
legare queste droghe, i loro effetti su
alcune malattie psichiatriche, la
malattia stessa e la creatività artistica.
Quali siano le molecole coinvolte non è
purtroppo possibile affermarlo. Tuttavia
l’osservazione che l’amfetamina sia un
potente stimolatore dei sistemi
noradrenergici e dopaminergici sia a
livello della corteccia cerebrale che a
livello del sistema limbico
dell’affettività, che l’ecstasy possieda
oltre agli effetti stimolanti anche un
effetto neurotossico sui neuroni
serotoninergici e che l’LSD modifichi
significativamente la neurotrasmissione
serotoninergica indica che l’azione di
queste droghe sui sistemi
monoaminergici potrebbe svolgere un
ruolo di rilievo. Questa osservazione è
corroborata dall’ipotesi che disfunzioni
dei sistemi dopaminergici,
serotoninergici e noradrenergici siano
alla base delle complesse manifestazioni
patologiche, comprese le manifestazioni
cognitive, di schizofrenia, mania e
depressione.
In definitiva l’attento scrutinio cui la
comunità scientifica ha sottoposto
recentemente le credenze popolari
dell’influsso delle droghe sulla
creatività artistica e dei rapporti fra
creatività artistica e malattia mentale
ha contribuito a confutare che la
creatività artistica sia invariabilmente
influenzata da droga o da malattia
mentale. Invece è proprio il
restringimento dell’analisi a specifiche,
selettive e limitate interazioni fra
droga e creatività oppure fra malattia
mentale e creatività che potrà forse in
futuro gettare le basi per una analisi
scientifica rigorosa della basi neuronali
e della biochimica della creatività
artistica.​

 

oceansize

Utente di lunga data
Io credo di aver provato tutte le droghe che esistono. Anche l'eroina, anche se non me la sono mai iniettata ma l'ho solo tirata. Ho tirato coca, mi sono fatta di exstasy, trip, acidi, funghi allucinogeni, anfetamine, erba, haschish, oppio...

Sono ancora viva, grazie al cielo. E sono fuori. Pulita da almeno 13 anni.

Ma non lo paragonerei al miglior orgasmo del mondo
potrei averlo scritto io, a parte l'eroina.:eek:
a volte con i miei amici ricordando il passato ci rallegriamo e stupiamo di come siamo ancora vivi, date tutte le stronzate fatte sotto l'effetto di droghe e alcool.
ho vissuto esperienze uniche, molto belle e molto brutte.
sinceramente se tornassi indietro non so se riproverei.

però c'è da dire che sotto l'effetto di alcune droghe ho prodotto cose molto ispirate, che fossero racconti, disegni, musiche.
si entra (almeno per me era così) in uno stato alterato dove tutto è più chiaro.
sembrava esserci un canale diretto tra la mano e il cervello e nel prodotto questo si vedeva.
nn è facile da spiegare, però questo aspetto della droga l'ho provato solo in momenti in cui mi sentivo davvero ispirata. da un'emozione o da un evento o da qualcosa che avevo visto o sentito.
 

MK

Utente di lunga data
si entra (almeno per me era così) in uno stato alterato dove tutto è più chiaro.
sembrava esserci un canale diretto tra la mano e il cervello e nel prodotto questo si vedeva.
nn è facile da spiegare, però questo aspetto della droga l'ho provato solo in momenti in cui mi sentivo davvero ispirata. da un'emozione o da un evento o da qualcosa che avevo visto o sentito.
E' che identifichiamo il sentire con la nostra mente. Mentre è proprio la mente che ci impedisce di accedere al senso di unità.
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
potrei averlo scritto io, a parte l'eroina.:eek:
a volte con i miei amici ricordando il passato ci rallegriamo e stupiamo di come siamo ancora vivi, date tutte le stronzate fatte sotto l'effetto di droghe e alcool.
ho vissuto esperienze uniche, molto belle e molto brutte.
sinceramente se tornassi indietro non so se riproverei.

però c'è da dire che sotto l'effetto di alcune droghe ho prodotto cose molto ispirate, che fossero racconti, disegni, musiche.
si entra (almeno per me era così) in uno stato alterato dove tutto è più chiaro.
sembrava esserci un canale diretto tra la mano e il cervello e nel prodotto questo si vedeva.
nn è facile da spiegare, però questo aspetto della droga l'ho provato solo in momenti in cui mi sentivo davvero ispirata. da un'emozione o da un evento o da qualcosa che avevo visto o sentito.
E' esattamente quello che dice la ricerca che ho postato. Quando l'artista non è particolarmente ispirato le sue produzioni non sembrano essere influenzate dall'uso di sostanze. Quando p'erò l'artista si trovava in un particolare momento di ispirazione le produzioni erano molto diverse a seconda del fatto che usasse o meno qualche sostanza. Sembra che le droghe no0n creino confusione nell'artista, anzi. Amplificano, in maniera più chiara, la sua visione della realtà e le sue emozioni.

Buscopann
 
E' esattamente quello che dice la ricerca che ho postato. Quando l'artista non è particolarmente ispirato le sue produzioni non sembrano essere influenzate dall'uso di sostanze. Quando p'erò l'artista si trovava in un particolare momento di ispirazione le produzioni erano molto diverse a seconda del fatto che usasse o meno qualche sostanza. Sembra che le droghe no0n creino confusione nell'artista, anzi. Amplificano, in maniera più chiara, la sua visione della realtà e le sue emozioni.

Buscopann
è a dir poco semplicistico.
di quale arte e quali droghe parliamo...?
l'unica cosa che rimane sicura è che con la droga gli artisti li abbiamo persi .
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
è a dir poco semplicistico.
di quale arte e quali droghe parliamo...?
l'unica cosa che rimane sicura è che con la droga gli artisti li abbiamo persi .
Perché etichetti come "semplicistico" ciò che alcuni seri studi hanno cercato di dimostrare. Si potrebbe forse affermare che non si possono trarre conclusioni definitive dai lavori scientifici svolti fino ad oggi, ma definire semplicistiche le conclusioni delle ricerche scientifiche mi sembra che sia una mancanza di rispetto per il lavoro degli altri (anche perché per esprimersi in tale maniera bisognerebbe avere certe competenze che nè io, nè te abbiamo in tale ambito, ma sappiamo che la superbia non ti fa difetto :cool: ).
In ogni caso, per tua conoscenza, la maggior parte dei lavori scientifici si è sempre focalizzata sull'LSD e i suoi derivati. Per la cronaca, le conclusioni a cui prima mi riferivo sono state ottenute anche in altri ambiti. Ingengneri, architetti o semplici lavoratori in svariati campi, venivano messi in un gruppo di lavoro per cercare di risolvere un problema. Quando non ne venivano a capo, veniva somministrato a tutti i soggetti del gruppo l'LSD. Dopo un po' di tempo, sotto gli effetti allucinogeni dell'acido (tra risate, goliardate e comportamenti al limite dell'assurdo), il gruppo di lavoro riusciva regolarmente a venire a capo del problema.
Questo effetto dell'LSD ha incuriosito molto ricercatori e farmacologici, tanto è vero che spesso si è cercato di cavalcarlo per ovvi motivi. Non è ancora completamente chiaro quali sia l'azione dell'acido lisergico a livello del Sistema Nervoso Centrale, ma pare che sia in grado di stimolare alcune aree cerebrali deputate all'elaborazione e all'integrazione delle informazioni provenienti dall'ambiente esterno. In poche parole: il problema viene preso in considerazione da altri punti di vista e questo ne facilita enormemente la soluzione.
L'LSD quindi crea confusione da un lato (soprattutto per quello che riguardo il controllo del nostro corpo e delle nostre reazioni, oltre a dare allucinazioni), ma permette di vedere molto più chiaramente la realtà dall'altro. Questa azione sarebbe alla base di molte composizione artistiche particolarmente ispirate di soggetti che ne hanno fatto uso.
Ovviamente questa è una conclusione del tutto soggettiva e chiaramente opinabile. Alcune ricerche scientifiche però danno risultati che vanno in questa direzione.

Buscopann
 
Perché etichetti come "semplicistico" ciò che alcuni seri studi hanno cercato di dimostrare. Si potrebbe forse affermare che non si possono trarre conclusioni definitive dai lavori scientifici svolti fino ad oggi, ma definire semplicistiche le conclusioni delle ricerche scientifiche mi sembra che sia una mancanza di rispetto per il lavoro degli altri (anche perché per esprimersi in tale maniera bisognerebbe avere certe competenze che nè io, nè te abbiamo in tale ambito, ma sappiamo che la superbia non ti fa difetto :cool: ).
In ogni caso, per tua conoscenza, la maggior parte dei lavori scientifici si è sempre focalizzata sull'LSD e i suoi derivati. Per la cronaca, le conclusioni a cui prima mi riferivo sono state ottenute anche in altri ambiti. Ingengneri, architetti o semplici lavoratori in svariati campi, venivano messi in un gruppo di lavoro per cercare di risolvere un problema. Quando non ne venivano a capo, veniva somministrato a tutti i soggetti del gruppo l'LSD. Dopo un po' di tempo, sotto gli effetti allucinogeni dell'acido (tra risate, goliardate e comportamenti al limite dell'assurdo), il gruppo di lavoro riusciva regolarmente a venire a capo del problema.
Questo effetto dell'LSD ha incuriosito molto ricercatori e farmacologici, tanto è vero che spesso si è cercato di cavalcarlo per ovvi motivi. Non è ancora completamente chiaro quali sia l'azione dell'acido lisergico a livello del Sistema Nervoso Centrale, ma pare che sia in grado di stimolare alcune aree cerebrali deputate all'elaborazione e all'integrazione delle informazioni provenienti dall'ambiente esterno. In poche parole: il problema viene preso in considerazione da altri punti di vista e questo ne facilita enormemente la soluzione.
L'LSD quindi crea confusione da un lato (soprattutto per quello che riguardo il controllo del nostro corpo e delle nostre reazioni, oltre a dare allucinazioni), ma permette di vedere molto più chiaramente la realtà dall'altro. Questa azione sarebbe alla base di molte composizione artistiche particolarmente ispirate di soggetti che ne hanno fatto uso.
Ovviamente questa è una conclusione del tutto soggettiva e chiaramente opinabile. Alcune ricerche scientifiche però danno risultati che vanno in questa direzione.

Buscopann
continui a riferirti a cose che non c'entrano nulla con l'arte e chiaramente rimaniamo su questi due punti opposti di vedere le cose :
gli artisti , per me, si drogano per sopportare la vita, non per migliorare le loro performances .
d'altronde quale fallimento sarebbe pensare di aver bisogno di stravolgersi per esprimere quella che dovrebbe essere l'espressione di una profonda interiorità?
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
continui a riferirti a cose che non c'entrano nulla con l'arte e chiaramente rimaniamo su questi due punti opposti di vedere le cose :
gli artisti , per me, si drogano per sopportare la vita, non per migliorare le loro performances .
d'altronde quale fallimento sarebbe pensare di aver bisogno di stravolgersi per esprimere quella che dovrebbe essere l'espressione di una profonda interiorità?
Nessun artista sio è mai drogato per migliorare le sue performances. I moptivi che lo spingono a drogarsi sono spesso la diretta conseguenza di quello che hai scritto o semplicemente perché ci prova gusto. Il miglioramento delle sue composizioni è al limite solo una conseguenza.
Non esiste il doping nell'arte. su questo siamo d'accordo

Buscopann
 

aristocat

Utente iperlogica
ma che caspita è l'ispirazione artistica??
Bella domanda. Cos'e il talento, cos'è l'ispirazione artistica?

Potremmo dare infinite definizioni dei due concetti; resta il dato di fatto che nella nostra (ricchissima) lingua italiana, quindi nella nostra cultura, a un certo punto sono state coniate queste due distinte espressioni. Qualcuno ha sentito il bisogno di dare un nome diverso a due realtà che si sentivano differenti. :)

E non per caso. Secondo me.

Detto questo, trovo che il talento sta all'ispirazione artistica come il "potenziale" sta alla "concretizzazione" (del... Sublime artistico, diciamo).

Il come, poi, si arrivi a questa "concretizzazione", è un altro problema, un altro paio di maniche... le vie sono infinite e anche lo stato di esaltazione dei sensi prodotto da droghe (imho) può essere una - ma non l'unica - delle modalità per arrivare a questo "Sublime".

Come definizione è accettabile?:D
ditemi voi...:sonar:
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
Bella domanda. Cos'e il talento, cos'è l'ispirazione artistica?

Potremmo dare infinite definizioni dei due concetti; resta il dato di fatto che nella nostra (ricchissima) lingua italiana, quindi nella nostra cultura, a un certo punto sono state coniate queste due distinte espressioni. Qualcuno ha sentito il bisogno di dare un nome diverso a due realtà che si sentivano differenti. :)

E non per caso. Secondo me.

Detto questo, trovo che il talento sta all'ispirazione artistica come il "potenziale" sta alla "concretizzazione" (del... Sublime artistico, diciamo).

Il come, poi, si arrivi a questa "concretizzazione", è un altro problema, un altro paio di maniche... le vie sono infinite e anche lo stato di esaltazione dei sensi prodotto da droghe (imho) può essere una - ma non l'unica - delle modalità per arrivare a questo "Sublime".

Come definizione è accettabile?:D
ditemi voi...:sonar:
Hai detto in 30 parole o poco più quello che io non sono riuscito a dire in 50 post!
Applausi..Anzi...di più..parto con la Ola!
:umile::umile::umile::umile::umile:

Buscopann
 

Sterminator

Utente di lunga data
Parlare di una droga o comunque di una sostanza psicotropa che quindi amplifichi i sensi ed alcuni meccanismi intellettivo/cognitivi che però non abbia effetti collaterali è una contraddizione in termini.
Il cervello, ma non solo, pure la componente emotiva della personalità, sono già normalmente segnate in profondità dalle esperienze di tutti i giorni, quindi sarebbero ulteriormente "ferite" da esperienze estreme quali quelle date dalle droghe. La droga non ha solo un effetto fisico, intendo, ma pure emotivo, quindi provare certe sensazioni, e peggio ancora con la convinzione che esse siano innocue, porterebbero sicuramente degli effetti emotivi di un certo peso.
Ma porca zozza! Ma imparare ad usare il cervello per quello che è no?!?!?!?!?!
Usiamo normalmente una parte irrisoria delle nostre facoltà intellettuali, e potremmo imparare a fare molto di più senza bisogno di porcherie.
Abbiamo un "motore" che gira a regime ridotto a causa della pigrizia e di ostacoli culturali e sociali. Portemmo imparare ad usarci meglio! No, da bravi coglioni andiamo a tentare di far andare di più il nostro motore mettendogli dentro benzine strane, magari col perossido di azoto, e poi ci lamentiamo perchè alla fine si sbiella!
Sempre volere di più, sempre sputare su quello che si ha. Povera umanità, che muore soffocata dal proprio oro.
Contraccambio l'appoggio e lo spingimento pomeridiano...

ale'...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Sterminator

Utente di lunga data
Bella domanda. Cos'e il talento, cos'è l'ispirazione artistica?

Potremmo dare infinite definizioni dei due concetti; resta il dato di fatto che nella nostra (ricchissima) lingua italiana, quindi nella nostra cultura, a un certo punto sono state coniate queste due distinte espressioni. Qualcuno ha sentito il bisogno di dare un nome diverso a due realtà che si sentivano differenti. :)

E non per caso. Secondo me.

Detto questo, trovo che il talento sta all'ispirazione artistica come il "potenziale" sta alla "concretizzazione" (del... Sublime artistico, diciamo).

Il come, poi, si arrivi a questa "concretizzazione", è un altro problema, un altro paio di maniche... le vie sono infinite e anche lo stato di esaltazione dei sensi prodotto da droghe (imho) può essere una - ma non l'unica - delle modalità per arrivare a questo "Sublime".

Come definizione è accettabile?:D
ditemi voi...:sonar:
Minghia ve'.....per me sei sprecata per questo forum...fai paura...che te sei fumata?

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 
Bella domanda. Cos'e il talento, cos'è l'ispirazione artistica?

Potremmo dare infinite definizioni dei due concetti; resta il dato di fatto che nella nostra (ricchissima) lingua italiana, quindi nella nostra cultura, a un certo punto sono state coniate queste due distinte espressioni. Qualcuno ha sentito il bisogno di dare un nome diverso a due realtà che si sentivano differenti. :)

E non per caso. Secondo me.

Detto questo, trovo che il talento sta all'ispirazione artistica come il "potenziale" sta alla "concretizzazione" (del... Sublime artistico, diciamo).

Il come, poi, si arrivi a questa "concretizzazione", è un altro problema, un altro paio di maniche... le vie sono infinite e anche lo stato di esaltazione dei sensi prodotto da droghe (imho) può essere una - ma non l'unica - delle modalità per arrivare a questo "Sublime".

Come definizione è accettabile?:D
ditemi voi...:sonar:
il sublime.
di solito l'ispirazione è chiamata "attimo di genio", "soffio divino" e altre cose di questo tipo;
nella mia personale interpretazione tutto è molto più concreto e razionale e legato alle capacità tecniche talentuose dell'autore dell'opera.
primis c'è lui con il bagaglio cuore-cervello-capacità...dopodiché esso può servirsi di qualsiasi fonte ispirativa effettiva o di "carburante che eccita i suoi sensi , magari ad effetto placebo ...potrebbero pure essere caramelle al miele...
ma l'arte sarà sempre espressione della sua interiorità specifica comunicata attraverso il mezzo: pennello, penna, strumento....
ammettiamo che un pittore assumendo droga veda colori fantastici e cerchi di riprodurli..bene, nel caso riesca a farlo sarà grazie alle sue capacità tecniche e sensibili , la sostanza stupefacente sarà stato solo uno dei tanti momenti del quotidiano che è riuscito ad interpretare.esattamente come quando si troverà davanti ad un mare in tempesta traendone emozioni .
zzzzzzz vi vedo eh?:singleeye:
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Senza star li a farsi tante pippe:

L'arte è prevalentemente la stimolazione dei sensi attraverso immagini e/o forme e/o suoni e/o parole.
La stimolazione dei sensi genera diversi tipi di emotività.
Le droghe stimolano i sensi, ergo mettono alcuni (solo alcuni) nelle condizioni di produrre opere che a loro volta generano particolari emozioni.

Niente di trascendentale (o trasaleuntizio), mistico od in altro modo mirabolante.
Pura meccanica. Ecco perchè alcuni artisti sotto l'effetto di droghe hanno creato opere che hanno segnato emotivamente il pubblico.
Perossido di azoto.
 

Tubarao

Escluso
nn è facile da spiegare, però questo aspetto della droga l'ho provato solo in momenti in cui mi sentivo davvero ispirata. da un'emozione o da un evento o da qualcosa che avevo visto o sentito.
Set e Setting, sono due aspetti fondamentali sui quali si è basata la ricerca di Leary e dei suoi colleghi nello studio dell LSD.

setting (le aspettative di chi si accinge a prendere una droga) e set (l'ambiente e la situazione in cui si trova chi si accinge a prendere una droga).
 

Anna A

Utente di lunga data
il talento è una cosa. L'ispirazione artistica un altro paio di maniche. Il malessere esistenziale, la sofferenza, la vita sregolata sono tutte cose che spesso caratterizzano un grande artista. Allora c'era il vino..oggi le droghe..Senza di quelle i Pink Floyd sarebbero passati alla storia come dei discreti musicisti..Infatti quando hanno smesso di farsi...si sono sciolti.

Buscopann
discreti musicisti?
è ora di sfatare questa idea. i pink sono stati, al pari dei rolling stones, il meglio della musica rock sotto tutti i punti di vista e non credo dipenda dal fatto che assumessero droghe, perché se sei fatto "sbandi" e stop. questo per dire che molto spesso erano leggende create ad arte per creare quell'alone di dannato intorno ai rochettari del periodo.
non che fossero pulitissimi, e si sa, ma nemmeno disintegrati come volevano farci credere...
 
il talento è una cosa. L'ispirazione artistica un altro paio di maniche. Il malessere esistenziale, la sofferenza, la vita sregolata sono tutte cose che spesso caratterizzano un grande artista. Allora c'era il vino..oggi le droghe..Senza di quelle i Pink Floyd sarebbero passati alla storia come dei discreti musicisti..Infatti quando hanno smesso di farsi...si sono sciolti.

Buscopann
Verissimo Buscopann...
Direi forse che certi stadi onirici...aiutino l'ispirazione inconscia a diventar conscia.
Per esempio...uno sregolato era Beethoven, il quale immergeva la testa nell'acqua gelida per farsi passare le sbornie...Max Reger idem.
Ci sono musicisti che hanno avuto un rapporto molto stretto con il loro inconscio, e quello che l'ha avuto più profondo è stato Mahler. Vi è un bellissimo libro scritto dalla moglie edito dal saggiatore, in cui lei spiega quanto fosse difficile vivere accanto ad un uomo del genere, il quale per scherno e sfida andò da Freud a farsi psicanalizzare e ne uscìì ancora più nevrotico e depresso, dilaniato dai suoi atavici sensi di colpa.
Penso che tutta la sua musica, sia la rappresentazione del suo inconscio...adoro questo musicista, perchè la sua musica è un diario intimo.

http://www.youtube.com/watch?v=qZ_hVwsrqvA

"Dopo aver abbozzato il primo tempo, Mahler era sceso dal bosco e aveva detto: "Ho tentato di fissare il tuo carattere in un tema- non so se mi è riuscito. Ma mi devi lasciar fare." E' il grande tema pieno di slancio del primo tempo. Nel terzo tempo descrive i giochi senza ritmo delle bambine che corrono traballando nella rena. E spaventoso: le voci infantili diventano sempre più tragiche, e alla fine non resta che una vocina lamentosa che va spegnendosi. Nell'ultimo tempo descrive se stesso e la sua fine o, come ha detto più tardi, quella del suo eroe. " L'eroe che viene colpito tre volte dal destino, il terzo colpo lo abbatte, come un albero. Nessun'opera gli è sgorgata tanto direttamente dal cuore come questa.

Il passo con il colpo del destino, in cui fece realizzare un martello di legno assieme ai piatti...
http://www.youtube.com/watch?v=6DEdq2WdFnU&feature=related

e questo è l'attacco del finale della sesta...in cui appunto esce dalla profondità qualcosa di così torbido e malato...
http://www.youtube.com/watch?v=t1VORh7IrJA&feature=related
 
Stato
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