Disperazione

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oro.blu

Never enough
Ele io sono l'ultima che ti può consolare. Ti dico solo che la vita continua. è banale. ma facendoti del male lo fai solo a te stessa, quindi cerca di volerti bene e di sorridere. Lascia perdere quello che è stato. Non struggerti per lui, non vale il tuo dolore.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io invece ho conosciuto persone con diverse forme depressive e si tratta di una malattia che va curata.
Curare una depressione significa fare uscire da una condizione che impedisce di affrontare la realtà del dolore con le capacità proprie di farvi fronte e di vivere il quotidiano.
Questa mia non è una diagnosi.
Ma se un persona zoppica, come è successo a me il maggio scorso, consigliare di andare da un ortopedico non è fare diagnosi.

Ele non puoi stare in questo stato. So tutti i sentimenti che si provano, ma non si può perdere la voglia di vivere.
 

LTD

Utente di lunga data
Ciao ele.
E' stata una brutta giornata anche per me.
Mi spiace tu ti senta così, forse fare qualcosa, qualsiasi cosa puo essere una distrazione dai tuoi guai.
Se non hai un piccolo animale domestico, hai mai pensato a prenderne uno?
Scusa per la stupidità del suggerimento........
Ciao
non è affatto stupido
io adoro i gatti, ho avuto due gatte meravigliose nella vita, entrambe vissute 18 anni
mi manca il felino per casa, ma ora non voglio nulla che mi leghi e mi crei responsabilità, mi sento molto precaria, non sto bene fisicamente e per non mi sento stabile, nemmeno come abitazione.
Un gatto è uno di famiglia, è un impegno troppo grande per me ora, non potrei lasciarlo solo, se dovessi partire o stare peggio, nessuno lo guarderebbe. Mi sento troppo precaria per tutto.
Ora sono drogata di analgesici e mi sento più calma, ma è tutto finto.
 

Carola

Utente di lunga data
Eli io ho un gatto
Se vai via e non pupi portarlo con te ci sarà ben qualcuno che può dargli del cibo
Diversamente trasportino e via
E pieno di gatto al fatto le che starebbero.certo meglio Von te anche se ti dovessi assentare qualche giorno e sai il calore che ti danno
Ora il mio è qui che fa fusa a tutto andare

Altrimenti occuparti do aiutate qualcuno ci sono associazioni anche leggere nel.senso non ospedali ecc come aiutare bimbi con situazuini economiche difficili.i nei compiti
Aiutare può servire ad aiutarsi sai

fai qualcosa che ti distrugga e dia senso

Pensaci
Ti prego essere giù peggiora qualsiasi patologia oltretutto
Un abbraccio
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
amare è diventata una malattia!

malattie vere ne ho, e sono altra cosa
Eledriel...ti sto leggendo...e più ti leggo più ho la sensazione che questa situazione abbia smosso molto altro, che non è soltanto lui ma è prima di lui...

amare non è una malattia...stai massacrando e punendo te stessa...non c'entra niente con l'amore ma c'entra tutto con il rifiuto di te...

serve cambiare specchio Eledriel...
 

Ryoga74

Utente sperduto
Eledriel...ti sto leggendo...e più ti leggo più ho la sensazione che questa situazione abbia smosso molto altro, che non è soltanto lui ma è prima di lui...

amare non è una malattia...stai massacrando e punendo te stessa...non c'entra niente con l'amore ma c'entra tutto con il rifiuto di te...

serve cambiare specchio Eledriel...
Quoto. Dovrebbe cominciare innanzitutto a non punirsi continuamente e cercare qualcosa che le faccia ritrovare un po' di rispetto di se stessa...
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Quoto. Dovrebbe cominciare innanzitutto a non punirsi continuamente e cercare qualcosa che le faccia ritrovare un po' di rispetto di se stessa...
Probabilmente, prima di questo, sarebbe bene accettare che si sta punendo...già questo porterebbe un po' di quiete e riposo...il resto piano piano, con calma...
 

bettypage

Utente acrobata
Buonasera Eledriel,
sono colpita dal pathos che trasudano le tue parole. È un lutto quello che stai vivendo e ha bisogno di esser rielaborato e metabolizzato. Ora è il momento del dolore ma devi comprendere che è una fase di passaggio da cui potrai uscirne cambiata in meglio se ci crederai. In passato ho avuto un esaurimento nervoso per la fine di una relazione, non tanto per la fine ma per le modalità della fine. Tra le varie cose mi ha aiutato anche la lettura di un libretto che se personalizzato offre molti spunti di riflessione. Il libro, forse lo conoscerai, è "Donne che amano troppo". Non sono verità rivelate quelle che troverai ma ripeto, a me ha dato molto in quel momento di totale smarrimento. Spero possa esser di aiuto anche per te.
 

LTD

Utente di lunga data
Io invece ho conosciuto persone con diverse forme depressive e si tratta di una malattia che va curata.
Curare una depressione significa fare uscire da una condizione che impedisce di affrontare la realtà del dolore con le capacità proprie di farvi fronte e di vivere il quotidiano.
Questa mia non è una diagnosi.
Ma se un persona zoppica, come è successo a me il maggio scorso, consigliare di andare da un ortopedico non è fare diagnosi.

Ele non puoi stare in questo stato. So tutti i sentimenti che si provano, ma non si può perdere la voglia di vivere.


Si può perdere la voglia di vivere. Eccome. E la si ritrova dentro di sè, attraverso la vita stessa. Solo così è vita vera.

sto molto male per motivi molto precisi, e poichè sono SANA e VIVA, soffro.
Sto affrontando delle situazioni pesantissime in trasformazione. Tutt'altro che definite e superate.
Ci vorrà tempo, fatica, lacrime, e non si sa affatto quale sarà l'esito.
La vita fa soffrire. Il dolore si incontra, non si elimina, si elude, si maschera, si sposta, e poi te lo ritrovi davanti, inevitabilmente, e più grande.
O si affronta, attraversandolo. Ti spezzi o cresci. Voglio uscirne con le mie forze, i miei tempi, i miei veri motivi. Voglio ritrovare la vera voglia di vivere, non sopravvivere.
Non importa quanto ci vorrà, e come succederà, non più.
 

LTD

Utente di lunga data
Buonasera Eledriel,
sono colpita dal pathos che trasudano le tue parole. È un lutto quello che stai vivendo e ha bisogno di esser rielaborato e metabolizzato. Ora è il momento del dolore ma devi comprendere che è una fase di passaggio da cui potrai uscirne cambiata in meglio se ci crederai. In passato ho avuto un esaurimento nervoso per la fine di una relazione, non tanto per la fine ma per le modalità della fine. Tra le varie cose mi ha aiutato anche la lettura di un libretto che se personalizzato offre molti spunti di riflessione. Il libro, forse lo conoscerai, è "Donne che amano troppo". Non sono verità rivelate quelle che troverai ma ripeto, a me ha dato molto in quel momento di totale smarrimento. Spero possa esser di aiuto anche per te.

"Donne che amano troppo", letto nel'92, avevo l'ulcera per mobbing
ne ho letti molti altri su quel genere

anche "la ferita dei non amati" è interessante
 

LTD

Utente di lunga data
Eledriel...ti sto leggendo...e più ti leggo più ho la sensazione che questa situazione abbia smosso molto altro, che non è soltanto lui ma è prima di lui...

amare non è una malattia...stai massacrando e punendo te stessa...non c'entra niente con l'amore ma c'entra tutto con il rifiuto di te...

serve cambiare specchio Eledriel...
vero, verissimo



lui è arrivato quando troppi danni erano già stati fatti,










gli specchi sono tutti rotti



spero che DIO mi ascolti
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Si può perdere la voglia di vivere. Eccome. E la si ritrova dentro di sè, attraverso la vita stessa. Solo così è vita vera.

sto molto male per motivi molto precisi, e poichè sono SANA e VIVA, soffro.
Sto affrontando delle situazioni pesantissime in trasformazione. Tutt'altro che definite e superate.
Ci vorrà tempo, fatica, lacrime, e non si sa affatto quale sarà l'esito.
La vita fa soffrire. Il dolore si incontra, non si elimina, si elude, si maschera, si sposta, e poi te lo ritrovi davanti, inevitabilmente, e più grande.
O si affronta, attraversandolo. Ti spezzi o cresci. Voglio uscirne con le mie forze, i miei tempi, i miei veri motivi. Voglio ritrovare la vera voglia di vivere, non sopravvivere.
Non importa quanto ci vorrà, e come succederà, non più.
L'ho fatto anch'io quindi so come ci si sente.
Conosco anche l'orgoglio di voler uscirne passandoci in mezzo, ma non stavo così. Quando si sta come te è diverso. Gli analgesici li prendi.
Devi trovare un medico che ti sia fiducia. Chiamami e ti racconto delle cose.
 

Anonimo1523

Utente di lunga data
"Donne che amano troppo", letto nel'92, avevo l'ulcera per mobbing
ne ho letti molti altri su quel genere

anche "la ferita dei non amati" è interessante
Già. Io mi sono sentito non amato e la ferita che provoca lascia cicatrici indelebili. Ma sono vivo e sto bene Ele ... e che cavolo. Anche nel dolore, per quanto ognuno possa sentire quello che lo colpisce, vi è una gradazione di intensità che parte dalla oggettività delle cose. Hai bisogno di uno scossone.
 

Diletta

Utente di lunga data
Io invece ho conosciuto persone con diverse forme depressive e si tratta di una malattia che va curata.
Curare una depressione significa fare uscire da una condizione che impedisce di affrontare la realtà del dolore con le capacità proprie di farvi fronte e di vivere il quotidiano.

Questa mia non è una diagnosi.
Ma se un persona zoppica, come è successo a me il maggio scorso, consigliare di andare da un ortopedico non è fare diagnosi.

Ele non puoi stare in questo stato. So tutti i sentimenti che si provano, ma non si può perdere la voglia di vivere.

D'accordissimo.
Per me curarmi è stato un grande aiuto perché mi ha permesso, prima, di sopravvivere, e poi, di ricominciare a vivere nel senso che intendiamo tutti.
Poi, col tempo, gli effetti sono andati scemando, ma mi sento, comunque, più forte e un po' più centrata.
Ora sto scalando i farmaci perché costretta dalle mie analisi che non sono buone, ma l'avrei fatto lo stesso perché voglio e devo camminare con le mie gambe.
Però, ripeto, al tempo, sono stati la mia salvezza.
Oltre a depressione, avevo anche un disturbo ossessivo e indovina quali potevano essere le mie ossessioni...
L'importante è riuscire a capire, possibilmente prima che dopo, quanto sia poco dignitoso perdere il cervello, nel vero senso della parola, per fatti che non dipendono da noi e che hanno commesso altri, e adottare le "contromisure".
Quanto sia assurdo questo spreco di energie mentali e spirituali, ha ragione Disi che non ne vale proprio la pena.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
vero, verissimo



lui è arrivato quando troppi danni erano già stati fatti,


Se sei ancora viva, significa che non sono troppi e li puoi tollerare...e significa anche che puoi averne cura...certi danni non si possono riparare, restano come ferite...e si tratta di aver Cura del processo di cicatrizzazione, con calma e chiedendo, tutto ciò che serve...

Una vecchia utente aveva citato il Kintsugi...l'arte di colare oro nelle crepe...la trovo una prospettiva interessante...che le cicatrici sono segni di Vita, e non di Morte...





gli specchi sono tutti rotti


...lo so Eledriel...e non è necessariamente un male..fa male, ma non è necessariamente un male...



spero che DIO mi ascolti
...non farti scrupoli, e usa tutto quello che ti può servire per rendere Grazia a te stessa...
 

Falcor

Escluso
L'importante è riuscire a capire, quanto sia poco dignitoso perdere il cervello, nel vero senso della parola, per fatti che non dipendono da noi e che hanno commesso altri
Parole da incidere nella pietra. Una cosa è star male per cose che dipendono da noi, ma arrivare a toccare il fondo e sfiorare l'abisso per colpe di altri è assurdo. Peccato che dall'altro lato della barricata non potranno mai capire il male che hanno fatto. Io non credo ai pentimenti, specie di quelli beccati.
 

Spot

utente in roaming.
L'importante è riuscire a capire, possibilmente prima che dopo, quanto sia poco dignitoso perdere il cervello, nel vero senso della parola, per fatti che non dipendono da noi e che hanno commesso altri, e adottare le "contromisure".
Quanto sia assurdo questo spreco di energie mentali e spirituali, ha ragione Disi che non ne vale proprio la pena.
Parole da incidere nella pietra. Una cosa è star male per cose che dipendono da noi, ma arrivare a toccare il fondo e sfiorare l'abisso per colpe di altri è assurdo. Peccato che dall'altro lato della barricata non potranno mai capire il male che hanno fatto. Io non credo ai pentimenti, specie di quelli beccati.
...questo thread lo sto solo leggendo, ma mi permetto di dire che non credo sia una questione di dignità. Non c'è una dignità da conservare (a gli occhi di chi, poi?), c'è l'accettazione di un dolore che è tuo e non è nè giusto nè sbagliato. E' semplicemente un pezzo di te.
E che le energie mentali e spirituali devono essere sprecate, sì, anche, per avere a che fare col dolore. E poi per prendersene cura, il che non significa cercare spasmodicamente contromisure e armi per combatterlo.

Dal bassissimo del mio sentire, perchè ci sono cose nella storia di Eledriel che non posso avere la presunzione di capire o immaginare.
 

Diletta

Utente di lunga data
...questo thread lo sto solo leggendo, ma mi permetto di dire che non credo sia una questione di dignità. Non c'è una dignità da conservare (a gli occhi di chi, poi?), c'è l'accettazione di un dolore che è tuo e non è nè giusto nè sbagliato. E' semplicemente un pezzo di te.
E che le energie mentali e spirituali devono essere sprecate, sì, anche, per avere a che fare col dolore. E poi per prendersene cura, il che non significa cercare spasmodicamente contromisure e armi per combatterlo.

Dal bassissimo del mio sentire, perchè ci sono cose nella storia di Eledriel che non posso avere la presunzione di capire o immaginare.
Premetto che non parlavo della storia di Eledriel in particolare, ma era un discorso generale su noi traditi.

Invece, io intendo proprio poco dignitoso per NOI STESSI, non certo per qualcun'altro.
Rispettarsi per difendere la propria salute, mentale e fisica, perché quando ci si macera negli stessi pensieri che diventano ossessioni, e che sono lì che ti aspettano la mattina al risveglio per tormentarti l'intero giorno, si finisce per non avere rispetto per la nostra persona e i danni li conosciamo bene.
Finiamo per venire calpestati e abbruttiti nell'anima proprio dalle azioni del partner, perché quello che ha commesso è brutto e sporca anche noi, sporca la nostra mente.
Io ho sempre pensato che non ne valesse la pena consumarmi la mente per faccende che non mi appartengono per mia natura e dalle quali volevo restare fuori.
Non ho chiesto io di far parte di quel mondo "corrotto" perché chi tradisce lo è.
Mi indignavo con me stessa perché non riuscivo più a vivere la mia vita, ma vivevo la sua. I miei pensieri erano sempre rivolti a quello che aveva fatto lui e non c'era verso di stopparli, quando succedeva tornavano poi sempre lì.
Quindi, a vaso traboccato, ho preso appuntamento e ho cominciato a curarmi.
Ecco, intendevo questo per "contromisure", un aiuto esterno se, da soli, non ce la facciamo.
 

Diletta

Utente di lunga data
Parole da incidere nella pietra. Una cosa è star male per cose che dipendono da noi, ma arrivare a toccare il fondo e sfiorare l'abisso per colpe di altri è assurdo. Peccato che dall'altro lato della barricata non potranno mai capire il male che hanno fatto. Io non credo ai pentimenti, specie di quelli beccati.

...sono pentiti soltanto di non essere stati così accorti da non farsi beccare.
Questo è l'unico loro pentimento!
 
Stato
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