Io ho amato molto mio marito e penso di amarlo ancora, anche se non nello stesso modo. Dopo che è nata la mia prima figlia, lui si è fatto prendere da una gelosia morbosa, è stato un padre inadeguato nei primi tre anni della sua vita, e mi ha lasciata emotivamente sola. In quel periodo mi sono infatuata di un collega, che ha provato a portarmi a letto senza riuscirci. Nonostante mi sentissi anni luce da mio marito, non sono riuscita nemmeno a baciare un altro uomo, anche se le pressioni erano molte... l'ho allontanato senza pensarci troppo. Per me tradire la fiducia di mio marito, anche se mi aveva delusa, era inconcepibile.
Dopo essere stata tradita, le cose sono cambiate. Non solo non credo che riuscirò mai più a darmi totalmente a mio marito come facevo prima, anima e corpo, ma, anche se non mi infastidisce (anzi, abbiamo un rapporto molto vivo da ogni punto di vista, sessuale e intellettuale), c'è una parte di me che periodicamente si allontana da lui e va in cerca di altro.
In questo contesto, mi è capitato di tradirlo.
Cosa sia questo impulso che mi spinge oltre non lo so. Sto facendo terapia proprio per scoprirlo. Nel frattempo lui sa bene a che punto mi trovo e soffre molto, per questo. Ma a questo siamo arrivati.
Cosa dovrei fare più di quello che faccio? Non lo so. Cerco di essere onesta, con me stessa e con lui, anche se a volte mi ritrovo a raccontare bugie e a concedere troppo spazio ad altri uomini.
Più che analizzarmi e cercare di capire non riesco a fare.
A volte i traditori non sono esseri senza scrupoli che agiscono in modo superficiale e infantile, ma persone alla prese con se stesse. Io non mi sento di appartenere alla categoria, ma questo è quello che penso.