@misia
Il problema è che tu gli sei GIA' stata infedele, cioè, per dirla piatta e brutta "la frittata è fatta" e queste sono cose da cui NON SI TORNA INDIETRO. Quindi, smettila coi sensi di colpa, che sono inopportuni, immàginati come una che HA GIA' SBAGLIATO e non credere di riverginarti, perché non è possibile. Hai perso tutta l'innocenza e la purezza. TUTTA.
Hai davanti un'alternativa sola: se non vuoi tradire ulteriormente il tuo compagno, devi parlargli di quest'altro e domandare il suo perdono. Oppure lo devi lasciare, che sarebbe la soluzione più saggia.
Se invece non te la senti, allora non farti menate IPOCRITE. Tieni entrambi e separa bene gli ambiti, facendo un discorso molto chiaro a questo altro e per favore non parlare d'amore con nessuno dei due.
Auguri.
Ho letto varie cose assennate. Quoto questa per comodità.
Che la mia purezza sia andata, è certezza. Ma il mio compagno non ha mai voluto e cercato la "purezza" in me. Ha sempre amato anche il mio lato più frivolo, ben sapendo che non sono mai stata una capace di andare a letto con chiunque, anzi. Ne abbiamo discusso qualche tempo fa, in un periodo di difficoltà sessuali tra noi, e mi ha confessato che ultimamente gli manca questo mio aspetto. La non gravidanza mi ha resa più insicura, chiusa (oltre che tendenzialmente più triste) e questo si vede nel mio rapporto con gli altri, oltre che con lui.
Questo per dire che non mi lascerebbe per un tradimento, ne sono certa. Come non lo farei mai io.
Ci siamo però sempre ripromessi di non raccontarci eventuali scappatelle, perchè entrambi crediamo profondamente nell'individualità anche all'interno di una coppia. E perchè pensiamo che non servirebbe a nulla se non ad alimentare insicurezze e rancori inutili. Immagino che a molti questo sembri assurdo, ma siamo semplicemente razionali, credo. Sappiamo che la vita riserva delle sorprese, ché altrimenti sarebbe anche abbastanza noiosa.
Alla luce di tutto ciò, io sono fermamente convinta che lui non vorrebbe mai che gli confessassi questa storia. Lo farebbe infuriare il desiderio di scaricarsi la coscienza. D'altronde, nei suoi panni sarebbe così anche per me.
Lascialo, dite. Ci ho pensato, ci penso. Il punto è che io credo ancora nella nostra vita insieme. Credo ancora che lui sia la persona con cui voglio invecchiare, passare i miei giorni, divertirmi, piangere, ridere ecc. Purtroppo la questione non-figlio ha in qualche modo bloccato il nostro rapporto: dobbiamo riprogrammare la nostra vita insieme perchè non è facile per nessuna coppia al mondo trovare stimoli sempre diversi dopo tanti anni, figuriamoci quando viene a mancare il concetto di famiglia.
Resta il fatto che a me manca il maledetto brivido. E l'
altro è sempre stato lì in agguato, pronto a darmelo. Solo che non riesco a farmelo bastare, ma non per il sentimento nei suoi confronti (sì, sono innamorata di lui, ma non lo amo. Sono due cose per me ESTREMAMENTE diverse. Quello che provo per lui è dovuto esclusivamente al fatto che non abbiamo mai avuto la possibilità di esaurire la carica sessuale che c'è tra noi, ne sono consapevole), bensì perchè si limita ad essere un brivido virtuale. Paradossalmente - e qui butto via l'ipocrisia e mi candido di sicuro al premio di utentessa più insultata del giorno - se si riuscisse a farsi due scopate l'anno, per me andrebbe più che bene.
Il problema è che lui è un vigliacco e preferisce tenermi legata mettendosi a parlare di amore e di fantasie di coppia in cui non credo io e sicuramente non crede nemmeno lui. Discorsi che, però, mi turbano assai.