Ho letto un po' di commenti sparsi.
Due cose mi viene da precisare:
I matrimoni per interesse economico sono tipici delle classi dominanti. Dubito che gli schiavi, i servi della gleba e in seguito i braccianti si sposassero in base a logiche di potere. Ma ne so poco, se qualcuno ne sa di più mi corregga.
In ogni caso, siete sicuri che oggi non ci si sposi secondo dinamiche socio-economiche, in ultima analisi di classe? Ho i miei dubbi. Sotto un'apparente libertà, subiamo pressioni ancora più forti. Sicuramente mi tirerete fuori esempi di muratori stagionali che sposano figlie di ricchi industriali...ma non prendiamoci in giro. Ci sono, di sicuro, ma la mobilità sociale nei matrimoni mi pare alquanto debole.
Riguardo alla normalità delle corna: per quanto ne so, erano accettate da parte degli uomini. Ma le donne non direi...erano duramente punite e spesso non solo moralmente.
Poi la rivoluzione sessuale e il femminismo hanno mescolato un po' le carte.
Ma invece di rivendicare più libertà per tutti, le donne hanno chiuso gli uomini nella stessa gabbia nella quale erano state chiuse loro per secoli: possessività, controllo, giudizio...e condanna, oggi per mezzo di cause matrimoniali.
Letta la polemica che ne è scaturita, vorrei precisare: un conto è la condizione della donna; quella ha condizionato il matrimonio con maiali in dote della nonna di Sbri e delle nonne e zie ricordate da altri qui, non mi pare nobili o altolocate, se ho capito bene.
Un conto sono le dinamiche familiari che si sovrappongono alla svalutazione della donna come essere dotato di mente. Spesso i due fenomeni vanno abbracciati, nel senso che laddove le donne non sono libere e autonome e rispettate come Persone, ci sono anche dinamiche di imposizione familiare che non dipendono dallo status sociale, ma riguardano qualsiasi donna di qualsiasi certo.
Però è vero che i matrimoni combinati riguardano, almeno in Europa, le fanciulle di estrazione borghese o nobile, come dimostra perlatro anche la storia de "I promessi sposi", dove Lucia e Renzo si amano.
Non ho invece molto da correggere sulle altre due riflessioni.
Sulla prima : vedo moltissimi esempi di matrimoni classisti attorno a me. Non è che dubiti che manchi il sentimento, magari c'è anche, ma, data anche l'estrema libertà sessuale che c'è in giro, il matrimonio è sempre più considerato un affare dai contraenti stessi (e in seconda battuta dalle loro famiglie, quando sono famiglie "forti", o perché unite, o perché molto molto ricch e potenti): il fatto è che non esiste pressoché più nessuna mobilità sociale VERSO L'ALTO, anzi, ne esiste una verso il basso, per cui i figli di solito, invece che diventare più affermati e più ricchi dei genitori, diventano socialmente meno rilevanti e sicuramente più poveri rispetto ai loro genitori. Questo sono dati sociologici. E siccome non sono certamente né la scuola né il lavoro a fare da ascensori socoali, ecco che il matrimonio, o lo scambio sesso contro denaro o contro lavoro, per alcuni diventa il solo ascensore sociale percorribile. Molti matrimoni somigliano a delle SpA.
E la regressione dei diritti delle donne e della cultura in termini di considerazione delle stesse per se stesse e del mondo intero per loro è sicuramente intrecciata a queste dinamiche regressive.