Eh, ma c'è poco da discutere temo.no, perchè fioravanti nega bologna nonostante sia stato condannato e abbia 8 (credo) ergastoli comunque
Eh, ma c'è poco da discutere temo.no, perchè fioravanti nega bologna nonostante sia stato condannato e abbia 8 (credo) ergastoli comunque
L'impatto della strage di Bologna fu fortissimo, forse il più forte tra tutti, probabilmente perchè dai media arrivarono immagini come forse non era mai successo prima, terribili. Alcune credo siano state rese di dominio pubblico solo in un secondo momento.io non ci arrivo, me lo puoi spiegare?
Sul piano della logica assoluta le cose sono proprio messe così: o sono credente o non lo sono; o sono ateo o non lo sono. Essere ateo o meno non ha a che vedere con "quale" divinità rifiuto, ha a che vedere solo con il fatto che io rifiuto la divinità, non ci credo, quale che essa sia. E dunque un ateo non è cristiano, non è mussulmano, non è buddhista... Questo sul piano di una logica che si presenta come assoluta e neutra....me la spieghi?
Per come l ho capita io non ha senso questa frase.
Un ateo non è cristiano.
Un ateo non è musulmano.
È ateo.
Non c è cultura religiosa credibile a prescindere.
Che non essistesse l'ateismo nella antica Grecia non sono sicura. Alcibiade è stato il Charlie H. del V secolo a C. Ci devo pensare e rispolverare vecchi studi. Miei. Vecchi del millennio scorso[emoji17]Sul piano della logica assoluta le cose sono proprio messe così: o sono credente o non lo sono; o sono ateo o non lo sono. Essere ateo o meno non ha a che vedere con "quale" divinità rifiuto, ha a che vedere solo con il fatto che io rifiuto la divinità, non ci credo, quale che essa sia. E dunque un ateo non è cristiano, non è mussulmano, non è buddhista... Questo sul piano di una logica che si presenta come assoluta e neutra.
Senonché per pensare una logica assoluta abbiamo bisogno di una storia che va da Aristotele, almeno, sino ai giorni nostri. In altre parole questa logica assoluta non è assoluta per niente ma è relativa a noi. Solo a noi. O meglio: solo a noi che poi, a forza di fucilate, la abbiamo imposta come colonizzatori all'intero mondo, compresa quella parte del mondo che combatte l'occidente.
E' possibile pensare l'ateismo, che so? nell'antico Israele? No: lì o sei dalla parte di Yhwh, e allora hai diritto alla terra, o sei dalla parte di Mlkm o Ishtr e allora non hai diritto alla terra. Analogamente, nella Grecia antica: o hai gli dei greci, e sei greco per questi, oppure non li hai e allora sei persiano. Se gli dei sono il modo con cui i Greci pensano il mondo, avere altri dei significa avere un mondo diverso. Idem a Roma ove gli dei non sono nemmeno personali (un po' come la nostra Giustizia che campeggia nei tribunali): anche qui non si pone la questione di "credere" agli dei: non c'è nulla da credere (non è che chi va in tribunale "crede" alla Giustizia) ma c'è solo ca condividere un modo di pensare la realtà. E quando Roma conquista altri popoli non ha problemi ad assimilare altri dei: se la realtà cambia cambiano anche i modi di pensarla e dunque possono essere utili altri dei. Ma questo non significa che i Romani "credono" a Juppiter o a Iside, ponendosi la questione: "Juppiter o Iside esistono davvero?". Significa che Juppiter mi serve per dire una cosa e Iside, dopo la conquista dell'Egitto, un'altra.
Poi arriva il cristianesimo che pone la questione di quale dio sia vero: è una questione tutta cristiana. Qui nasce il problema se sia vero Juppiter (e giù tutti a ridere) oppure Dio (e qui ridono solo i romani che pensano che i cristiani siano scemi). Il cristianesimo vince e impone le sue categorie. Ad esempio le impone all'Islam che non è pensabile senza il cristianesimo. Soprattutto le impone all'universo intero tramite la colonizzazione e i vari popoli che prima non avevano nessun dio cui credere sono costretti ad accettare le interpretazioni occidentali (il linguaggio dell'occidente) per poter discutere con i colonizzatori, per trovare una voce.
La novità del cristianesimo è la questione della fede e della scelta in coscienza. Qui o dici si o dici no. Fuori dal cristianesimo (fuori dalla cristianizzazione forzata imposta a fucilate) è possibile porre questa questione? E' possibile porla nel buddhismo, che non ammette l'esistenza dell'io (aggregato di "skanda", elementi) e che comunque punta sull'intelligenza/consapevolezza e non certo sulla fede? E' nota la questione: quanti dei ci sono nell'induismo? 23-24 milioni oppure l'induismo è monoteista? La risposta, in termini di politeismo/monoteismo rivela solo la comicità che risulta dal voler imporre categorie nostre agli altri. E, naturalmente, anche l'impossibilità di pensare l'ateismo tra gli Indiani dell'India (almeno prima dell'arrivo degli arabi).
Il fatto che noi si sia i "vincitori" non dovrebbe farci scambiare le nostre verità, la nostra logica, come se fossero gli unici modi di pensare la realtà e l'unica logica possibile. Analogamente il riconoscere le nostre verità come relative non dovrebbe indurci a ritenere che sono solo farfalle, per cui le possiamo tranquillamente abbandonare per assumerne altre. Possiamo essere atei (e forse l'ateismo è lo sviluppo coerente del cristianesimo inteso come cultura) ma non possiamo essere buddhisti. O meglio: possiamo essere buddhisti solo trasformando il buddhismo in un bene di consumo: c'è chi preferisce dash, chi preferisce dixan e chi preferisce buddha...
Ecco, adesso devo approfondirla questa. Devo dire che l'ultima volta che ne abbiamo discusso sei stato tremendamente convincente: devi avermi fatto scattare qualcosa in testa, ed è ancora lì che lavora...e forse l'ateismo è lo sviluppo coerente del cristianesimo inteso come cultura
Inteso come rigetto della cultura cattolica?Ecco, adesso devo approfondirla questa. Devo dire che l'ultima volta che ne abbiamo discusso sei stato tremendamente convincente: devi avermi fatto scattare qualcosa in testa, ed è ancora lì che lavora...
Mio caro piccolo e dolce Zod...Io non capisco perchè dovremmo credere in Dio e non dovremmo credere in Babbo Natale.
La religione è l'oppio dei poveri. Certo è consolante pensare che esista una giustizia divina, un aldilà, qualcuno che ci può giudicare per come siamo realmente. Mi domando quanti uomini si sentano meritevoli dell'inferno in punto di morte, e quanti agiscano nella piena consapevolezza di fare del male e quindi qualcosa di oggettivamente sbagliato.
Ci sono tantissimi punti in comune nelle religioni, al punto che è evidente che siano la stessa cosa interpretata secondo una cultura diversa, ovvero lo stesso bisogno di dare un senso e un seguito alla vita.
Io grazie a Dio sono ateo.
:up::up::up::up::up::up::up:Sul piano della logica assoluta le cose sono proprio messe così: o sono credente o non lo sono; o sono ateo o non lo sono. Essere ateo o meno non ha a che vedere con "quale" divinità rifiuto, ha a che vedere solo con il fatto che io rifiuto la divinità, non ci credo, quale che essa sia. E dunque un ateo non è cristiano, non è mussulmano, non è buddhista... Questo sul piano di una logica che si presenta come assoluta e neutra.
Senonché per pensare una logica assoluta abbiamo bisogno di una storia che va da Aristotele, almeno, sino ai giorni nostri. In altre parole questa logica assoluta non è assoluta per niente ma è relativa a noi. Solo a noi. O meglio: solo a noi che poi, a forza di fucilate, la abbiamo imposta come colonizzatori all'intero mondo, compresa quella parte del mondo che combatte l'occidente.
E' possibile pensare l'ateismo, che so? nell'antico Israele? No: lì o sei dalla parte di Yhwh, e allora hai diritto alla terra, o sei dalla parte di Mlkm o Ishtr e allora non hai diritto alla terra. Analogamente, nella Grecia antica: o hai gli dei greci, e sei greco per questi, oppure non li hai e allora sei persiano. Se gli dei sono il modo con cui i Greci pensano il mondo, avere altri dei significa avere un mondo diverso. Idem a Roma ove gli dei non sono nemmeno personali (un po' come la nostra Giustizia che campeggia nei tribunali): anche qui non si pone la questione di "credere" agli dei: non c'è nulla da credere (non è che chi va in tribunale "crede" alla Giustizia) ma c'è solo ca condividere un modo di pensare la realtà. E quando Roma conquista altri popoli non ha problemi ad assimilare altri dei: se la realtà cambia cambiano anche i modi di pensarla e dunque possono essere utili altri dei. Ma questo non significa che i Romani "credono" a Juppiter o a Iside, ponendosi la questione: "Juppiter o Iside esistono davvero?". Significa che Juppiter mi serve per dire una cosa e Iside, dopo la conquista dell'Egitto, un'altra.
Poi arriva il cristianesimo che pone la questione di quale dio sia vero: è una questione tutta cristiana. Qui nasce il problema se sia vero Juppiter (e giù tutti a ridere) oppure Dio (e qui ridono solo i romani che pensano che i cristiani siano scemi). Il cristianesimo vince e impone le sue categorie. Ad esempio le impone all'Islam che non è pensabile senza il cristianesimo. Soprattutto le impone all'universo intero tramite la colonizzazione e i vari popoli che prima non avevano nessun dio cui credere sono costretti ad accettare le interpretazioni occidentali (il linguaggio dell'occidente) per poter discutere con i colonizzatori, per trovare una voce.
La novità del cristianesimo è la questione della fede e della scelta in coscienza. Qui o dici si o dici no. Fuori dal cristianesimo (fuori dalla cristianizzazione forzata imposta a fucilate) è possibile porre questa questione? E' possibile porla nel buddhismo, che non ammette l'esistenza dell'io (aggregato di "skanda", elementi) e che comunque punta sull'intelligenza/consapevolezza e non certo sulla fede? E' nota la questione: quanti dei ci sono nell'induismo? 23-24 milioni oppure l'induismo è monoteista? La risposta, in termini di politeismo/monoteismo rivela solo la comicità che risulta dal voler imporre categorie nostre agli altri. E, naturalmente, anche l'impossibilità di pensare l'ateismo tra gli Indiani dell'India (almeno prima dell'arrivo degli arabi).
Il fatto che noi si sia i "vincitori" non dovrebbe farci scambiare le nostre verità, la nostra logica, come se fossero gli unici modi di pensare la realtà e l'unica logica possibile. Analogamente il riconoscere le nostre verità come relative non dovrebbe indurci a ritenere che sono solo farfalle, per cui le possiamo tranquillamente abbandonare per assumerne altre. Possiamo essere atei (e forse l'ateismo è lo sviluppo coerente del cristianesimo inteso come cultura) ma non possiamo essere buddhisti. O meglio: possiamo essere buddhisti solo trasformando il buddhismo in un bene di consumo: c'è chi preferisce dash, chi preferisce dixan e chi preferisce buddha...
Ma mi pare che anche qualche filosofo presocratico...dicesse che gli dei non esistono no?Che non essistesse l'ateismo nella antica Grecia non sono sicura. Alcibiade è stato il Charlie H. del V secolo a C. Ci devo pensare e rispolverare vecchi studi. Miei. Vecchi del millennio scorso[emoji17]
ConcordoOsama l'abbiamo prodotto noi, mica gli islamici.
Un bel lavorino. Non si nota nulla.
Ma credo, che anche qui le notizie vengano un po' "manipolate".
:unhappy:Sul piano della logica assoluta le cose sono proprio messe così: o sono credente o non lo sono; o sono ateo o non lo sono. Essere ateo o meno non ha a che vedere con "quale" divinità rifiuto, ha a che vedere solo con il fatto che io rifiuto la divinità, non ci credo, quale che essa sia. E dunque un ateo non è cristiano, non è mussulmano, non è buddhista... Questo sul piano di una logica che si presenta come assoluta e neutra.
Senonché per pensare una logica assoluta abbiamo bisogno di una storia che va da Aristotele, almeno, sino ai giorni nostri. In altre parole questa logica assoluta non è assoluta per niente ma è relativa a noi. Solo a noi. O meglio: solo a noi che poi, a forza di fucilate, la abbiamo imposta come colonizzatori all'intero mondo, compresa quella parte del mondo che combatte l'occidente.
E' possibile pensare l'ateismo, che so? nell'antico Israele? No: lì o sei dalla parte di Yhwh, e allora hai diritto alla terra, o sei dalla parte di Mlkm o Ishtr e allora non hai diritto alla terra. Analogamente, nella Grecia antica: o hai gli dei greci, e sei greco per questi, oppure non li hai e allora sei persiano. Se gli dei sono il modo con cui i Greci pensano il mondo, avere altri dei significa avere un mondo diverso. Idem a Roma ove gli dei non sonori nemmeno personali (un po' come la nostra Giustizia che campeggia nei tribunali): anche qui non si pone la questione di "credere" agli dei: non c'è nulla da credere (non è che chi va in tribunale "crede" alla Giustizia) ma c'è solo ca condividere un modo di pensare la realtà. E quando Roma conquista altri popoli non ha problemi ad assimilare altri dei: se la realtà cambia cambiano anche i modi di pensarla e dunque possono essere utili altri dei. Ma questo non significa che i Romani "credono" a Juppiter o a Iside, ponendosi la questione: "Juppiter o Iside esistono davvero?". Significa che Juppiter mi serve per dire una cosa e Iside, dopo la conquista dell'Egitto, un'altra.
Poi arriva il cristianesimo che pone la questione di quale dio sia vero: è una questione tutta cristiana. Qui nasce il problema se sia vero Juppiter (e giù tutti a ridere) oppure Dio (e qui ridono solo i romani che pensano che i cristiani siano scemi). Il cristianesimo vince e impone le sue categorie. Ad esempio le impone all'Islam che non è pensabile senza il cristianesimo. Soprattutto le impone all'universo intero tramite la colonizzazione e i vari popoli che prima non avevano nessun dio cui credere sono costretti ad accettare le interpretazioni occidentali (il linguaggio dell'occidente) per poter discutere con i colonizzatori, per trovare una voce.
La novità del cristianesimo è la questione della fede e della scelta in coscienza. Qui o dici si o dici no. Fuori dal cristianesimo (fuori dalla cristianizzazione forzata imposta a fucilate) è possibile porre questa questione? E' possibile porla nel buddhismo, che non ammette l'esistenza dell'io (aggregato di "skanda", elementi) e che comunque punta sull'intelligenza/consapevolezza e non certo sulla fede? E' nota la questione: quanti dei ci sono nell'induismo? 23-24 milioni oppure l'induismo è monoteista? La risposta, in termini di politeismo/monoteismo rivela solo la comicità che risulta dal voler imporre categorie nostre agli altri. E, naturalmente, anche l'impossibilità di pensare l'ateismo tra gli Indiani dell'India (almeno prima dell'arrivo degli arabi).
Il fatto che noi si sia i "vincitori" non dovrebbe farci scambiare le nostre verità, la nostra logica, come se fossero gli unici modi di pensare la realtà e l'unica logica possibile. Analogamente il riconoscere le nostre verità come relative non dovrebbe indurci a ritenere che sono solo farfalle, per cui le possiamo tranquillamente abbandonare per assumerne altre. Possiamo essere atei (e forse l'ateismo è lo sviluppo coerente del cristianesimo inteso come cultura) ma non possiamo essere buddhisti. O meglio: possiamo essere buddhisti solo trasformando il buddhismo in un bene di consumo: c'è chi preferisce dash, chi preferisce dixan e chi preferisce buddha...
No no. Esisteva.Che non essistesse l'ateismo nella antica Grecia non sono sicura. Alcibiade è stato il Charlie H. del V secolo a C. Ci devo pensare e rispolverare vecchi studi. Miei. Vecchi del millennio scorso[emoji17]
Si. Ma Alcibiade ne ha distrutto la statua di Ermete ( e gli ateniensi hanno avuto un attacco isterico l'hanno tolto il commando della flotta diretta a Siracusa e in sintesi hanno perso la guerra del Peloponesso). Chi era il più radicale? Zenone di Elea? Cavolo ho un buco nella memoria di decenni accidentiMa mi pare che anche qualche filosofo presocratico...dicesse che gli dei non esistono no?
Io ho trovato la scuola del "agnosticismo" che non è esattamente ateismo. Ma credo l'ateismo odierno sia proprio agnosticismo. Ma c'era uno proprio ateo, ne sono sicura.No no. Esisteva.
Mi sono appena andata a scoficchiare un paio di libri.
(Minchia se ero scema da giovane. Ho trovato un paio di foglietti dentro che...:unhappy:....)
Temo di no.Io ho trovato la scuola del "agnosticismo" che non è esattamente ateismo. Ma credo l'ateismo odierno sia proprio agnosticismo. Ma c'era uno proprio ateo, ne sono sicura.