Come Vivian Mayer

Brunetta

Utente di lunga data
E per fortuna che ho proposto io la scena 🤦‍♀️

Tu parli di capacità di analisi di una situazione tanto da riuscire ad inserirla in un ambiente totalmente diverso, con personaggi diversi, senza "lo sfondo"?
Io parlo di una cosa più semplice. Parlo di copiare.
Copiare è facile.
Gli sceneggiatori lo fanno spessissimo, molto bene da professionisti.
Se pensiamo alle parodie di Topolino lo vediamo tutti.
Poi io mi rendo conto di cosa sto rivelando di me e posso decidere, come ho fatto, di modificare la storia per rivelare meno, se penso di fare leggere quello che scrivo, come in questo caso, come esempio. Ovviamente si finisce sempre per rivelarsi ugualmente.
Ma il suggerimento era di fare qualcosa di non controllato e liberatorio.
 

Lostris

Utente Ludica
Io parlo di una cosa più semplice. Parlo di copiare.
Copiare è facile.
Gli sceneggiatori lo fanno spessissimo, molto bene da professionisti.
Se pensiamo alle parodie di Topolino lo vediamo tutti.
Poi io mi rendo conto di cosa sto rivelando di me e posso decidere, come ho fatto, di modificare la storia per rivelare meno, se penso di fare leggere quello che scrivo, come in questo caso, come esempio. Ovviamente si finisce sempre per rivelarsi ugualmente.
Ma il suggerimento era di fare qualcosa di non controllato e liberatorio.
Ci si rivela solo a chi sa e vuole avere un determinato sguardo nella lettura.

E non credo siano molti.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Io parlo di una cosa più semplice. Parlo di copiare.
Copiare è facile.
Gli sceneggiatori lo fanno spessissimo, molto bene da professionisti.
Se pensiamo alle parodie di Topolino lo vediamo tutti.
Poi io mi rendo conto di cosa sto rivelando di me e posso decidere, come ho fatto, di modificare la storia per rivelare meno, se penso di fare leggere quello che scrivo, come in questo caso, come esempio. Ovviamente si finisce sempre per rivelarsi ugualmente.
Ma il suggerimento era di fare qualcosa di non controllato e liberatorio.
Prima però avevi parlato dello sfondo.
Cosa dice Topolino?
 

Marjanna

Utente di lunga data
Ci si rivela solo a chi sa e vuole avere un determinato sguardo nella lettura.

E non credo siano molti.
Vedo che te capisci cosa vuole dire @Brunetta. Me lo spieghi te che son tre pagine che ci provo? :ROFLMAO:
Immagino ti sia chiarissimo anche il riferimento a Topolino.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Prima però avevi parlato dello sfondo.
Cosa dice Topolino?
Riescono a trasformare tutti personaggi in topi e paperi più qualche gatto, cane, cavallo o mucca.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Prima però avevi parlato dello sfondo.
Cosa dice Topolino?
Ho fatto un esempio molto ridotto.
La scelta dello sfondo può essere importante. Nell‘esempio ho scelto uno sfondo/ambiente che non mi coinvolge, proprio perché restasse un esempio.
 

danny

Utente di lunga data
Non voglio parlare di fotografia, ma nemmeno di letteratura...
Avete mai pensato di scrivere?
Leggendo “il vincente“ ho pensato a quanto lui stia narrandosi una possibile avventura, un amore, una vita alternativa che noi vediamo bene che è irrealizzabile.
Però tutti abbiamo desideri, aspirazioni, sogni, fantasie, avete mai pensato di narrarle?
Se si prende in mano la penna o si comincia a digitare con l’idea di scrivere un’opera pubblicabile, non solo ci si sete inadeguati, ma si pensa che bisognerebbe cambiare troppe cose per non mettere particolari segreti o rendere riconoscibili gli altri.
Invece scrivere ho scoperto recentemente che è un atto molto liberatorio e che serve anche a vedere a una distanza leggibile, per miopi e presbiti della propria vita, certi vissuti con nitidezza.
Del resto tutti coloro che scrivono qui lo fanno.

Ah cosa c’entra Vivian Mayer? Beh anche lei cercava di mettere a fuoco la sua vita e il suo contesto, senza l’ambizione di essere capita. Anche se poi oggi ci sembra straordinaria.
Io scrivo con le immagini.
Vivian Mayer non è una fotografa di eccellenza, ma le sue foto acquistano valore come documento storico e personale.
Amo fotografare le persone, ma non solo.
 

danny

Utente di lunga data
No, ho mollato quando nel gruppo di cui facevo parte è cominciata a prevalere la discussione sulla tecnica e sulla qualità a discapito dei contenuti.
Ho sempre pensato alla fotografia come qualcosa di profondamente diverso dall' estetica sola, o meglio, che comprenda anche l'estetica ma che in definitiva sia qualcosa di molto più ampio.
E' come dire che tutte le fiat sono auto ma non tutte le auto sono fiat, non so se mi sono spiegato....
Un sistema innanzi tutto per comunicare, un sistema personale per dire qualcosa di non banale.
Da qual momento ho deciso che avrei ripreso in mano la fotocamera solo per un progetto preciso, non fare foto solo per fare.
Non ho alcun interesse ad immortalare un tramonto, ne ho ad immortalare i "fantasmi di pietra" che incontro girando in campagna ad esempio.
L'ultimo vero lavoro organico che ho fatto è una serie di foto scattate dentro la struttura di un capannone industriale messa in piedi anni fa e poi abbandonata alla natura, dove i pilastri di sostegno si alternano ad alberi cresciuti nel frattempo e dove il cielo è attraversato dalla trama delle travi di sostegno, un mondo ibrido e distopico. Al di là della suggestione ho trovato fosse rappresentativo della storia del paesaggio della zona dove vivo.
Ho pensato che per me (non mi sogno minimamente di estendere agli altri questo mio sentire) sia opportuno "dire" qualcosa solo quando provo la necessità di farlo.
In un momento storico che con l'avvento del digitale ha concesso la possibilità a milioni di persone di scattare e conservare milioni di immagini digitali, ho fatto una scelta diversa ed in controtendenza.
Che poi, giusto per dire, tante persone oggidì scattano talmente tante foto che non sapranno, dopo un po', nemmeno quello che hanno fatto, impossibilitati dalla mole di materiale, di rivedere, di autocriticarsi e di scegliere.
Ecco.
Scrivi per il presente.
Leggi per il passato.
Noi fotografiamo oggi.
Altri ci leggeranno, forse, in un futuro.
Non ha importanza ciò che accumuli, ciò che resta, ma ciò che fai ora, ciò che fotografi, fosse anche lo stesso soggetto.
Chi fotografa ha bisogno di scrivere con le immagini, chi scrive con le parole.
Non lo fa per rileggersi.
Questo spetta sempre agli altri.
 

ivanl

Utente di lunga data
Io con l'avvento dei cellulari con fotocamera, ormai odio le foto, soprattutto subirle..al massimo faccio una foto ad un panorama ma poi tanto so che dopo qualche tempo la cancellerò perchè non mi dice piu' niente...con mia moglie è una seccatura, sta sempre lì a rompere a tutti per fare delle foto, ormai riceve un 'NO!' sincrono da me e mio figlio ogni volta che chiede 'facciamo una foto?'
 
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