Come Vivian Mayer

Marjanna

Utente di lunga data
Ho sempre pensato sia più importante leggere cercando di capire, che non scrivere.
Ho sempre pensato ci debbano essere delle motivazioni, delle forti motivazioni, sia per scrivere, sia per fotografare ed è per questo che per molti anni ho fatto foto, perchè sentivo l'esigenza inderogabile di fissare qualcosa della mia vita. Poi queste motivazioni sono venute meno, si sono assopite, e non ho più ripreso in mano la fotocamera, perchè non ho niente da dire, per ora.
La domanda cruciale è sempre il perchè si fanno queste cose. Per se stessi o per essere riconosciuti dagli altri? E cosa significa in sostanza farlo per se stessi?
Hai mollato quando il digitale ha preso il sopravvento? Io non me lo sono mai chiesta, è stato un percorso da quando sono nata in un certo senso. Quando mi capita di fare foto non penso a me, neppure ad altri. Ci sono senza esserci.
 

spleen

utente ?
Hai mollato quando il digitale ha preso il sopravvento? Io non me lo sono mai chiesta, è stato un percorso da quando sono nata in un certo senso. Quando mi capita di fare foto non penso a me, neppure ad altri. Ci sono senza esserci.
No, ho mollato quando nel gruppo di cui facevo parte è cominciata a prevalere la discussione sulla tecnica e sulla qualità a discapito dei contenuti.
Ho sempre pensato alla fotografia come qualcosa di profondamente diverso dall' estetica sola, o meglio, che comprenda anche l'estetica ma che in definitiva sia qualcosa di molto più ampio.
E' come dire che tutte le fiat sono auto ma non tutte le auto sono fiat, non so se mi sono spiegato....
Un sistema innanzi tutto per comunicare, un sistema personale per dire qualcosa di non banale.
Da qual momento ho deciso che avrei ripreso in mano la fotocamera solo per un progetto preciso, non fare foto solo per fare.
Non ho alcun interesse ad immortalare un tramonto, ne ho ad immortalare i "fantasmi di pietra" che incontro girando in campagna ad esempio.
L'ultimo vero lavoro organico che ho fatto è una serie di foto scattate dentro la struttura di un capannone industriale messa in piedi anni fa e poi abbandonata alla natura, dove i pilastri di sostegno si alternano ad alberi cresciuti nel frattempo e dove il cielo è attraversato dalla trama delle travi di sostegno, un mondo ibrido e distopico. Al di là della suggestione ho trovato fosse rappresentativo della storia del paesaggio della zona dove vivo.
Ho pensato che per me (non mi sogno minimamente di estendere agli altri questo mio sentire) sia opportuno "dire" qualcosa solo quando provo la necessità di farlo.
In un momento storico che con l'avvento del digitale ha concesso la possibilità a milioni di persone di scattare e conservare milioni di immagini digitali, ho fatto una scelta diversa ed in controtendenza.
Che poi, giusto per dire, tante persone oggidì scattano talmente tante foto che non sapranno, dopo un po', nemmeno quello che hanno fatto, impossibilitati dalla mole di materiale, di rivedere, di autocriticarsi e di scegliere.
Ecco.
 
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spleen

utente ?
Non voglio parlare di fotografia, ma nemmeno di letteratura...
Avete mai pensato di scrivere?
Leggendo “il vincente“ ho pensato a quanto lui stia narrandosi una possibile avventura, un amore, una vita alternativa che noi vediamo bene che è irrealizzabile.
Però tutti abbiamo desideri, aspirazioni, sogni, fantasie, avete mai pensato di narrarle?
Se si prende in mano la penna o si comincia a digitare con l’idea di scrivere un’opera pubblicabile, non solo ci si sete inadeguati, ma si pensa che bisognerebbe cambiare troppe cose per non mettere particolari segreti o rendere riconoscibili gli altri.
Invece scrivere ho scoperto recentemente che è un atto molto liberatorio e che serve anche a vedere a una distanza leggibile, per miopi e presbiti della propria vita, certi vissuti con nitidezza.
Del resto tutti coloro che scrivono qui lo fanno.

Ah cosa c’entra Vivian Mayer? Beh anche lei cercava di mettere a fuoco la sua vita e il suo contesto, senza l’ambizione di essere capita. Anche se poi oggi ci sembra straordinaria.
Ho pensato che anche scrivere nel forum può essere terapeutico... a ben pensarci.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho pensato che anche scrivere nel forum può essere terapeutico... a ben pensarci.
Infatti lo è.
Ma ci sono aspetti intimi che è più facile scandagliare attraverso un personaggio o una forma metaforica.
Del resto è noto che in analisi viene data grande importanza ai sogni. In realtà i sogni sono più confusi e frammentati di come poi li ricordiamo. Nel raccontarli, anche solo a noi stessi, operiamo integrazioni e creiamo legami logici che ci rivelano il nostro modo di leggere noi stessi e la realtà.
Le forme letterarie di cui parlo hanno la funzione delle fotografie di cui dicevi. Tu sei affascinato da questo intreccio tra natura e manufatti e di questo riappropriarsi da parte della natura delle opere umane e come tali culturali. Ma questo sei tu! È ovvio che chi invece è teso a trovare un senso attraverso un equilibrio formale ed estetico, non riesca a vedere il senso dei tuoi prodotti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Se mi dite un film o una scena, vi faccio un esempio, almeno ci provo.
 

Marjanna

Utente di lunga data
No, ho mollato quando nel gruppo di cui facevo parte è cominciata a prevalere la discussione sulla tecnica e sulla qualità a discapito dei contenuti.
Ho sempre pensato alla fotografia come qualcosa di profondamente diverso dall' estetica sola, o meglio, che comprenda anche l'estetica ma che in definitiva sia qualcosa di molto più ampio.
E' come dire che tutte le fiat sono auto ma non tutte le auto sono fiat, non so se mi sono spiegato....
Un sistema innanzi tutto per comunicare, un sistema personale per dire qualcosa di non banale.
Da qual momento ho deciso che avrei ripreso in mano la fotocamera solo per un progetto preciso, non fare foto solo per fare.
Non ho alcun interesse ad immortalare un tramonto, ne ho ad immortalare i "fantasmi di pietra" che incontro girando in campagna ad esempio.
L'ultimo vero lavoro organico che ho fatto è una serie di foto scattate dentro la struttura di un capannone industriale messa in piedi anni fa e poi abbandonata alla natura, dove i pilastri di sostegno si alternano ad alberi cresciuti nel frattempo e dove il cielo è attraversato dalla trama delle travi di sostegno, un mondo ibrido e distopico. Al di là della suggestione ho trovato fosse rappresentativo della storia del paesaggio della zona dove vivo.
Ho pensato che per me (non mi sogno minimamente di estendere agli altri questo mio sentire) sia opportuno "dire" qualcosa solo quando provo la necessità di farlo.
In un momento storico che con l'avvento del digitale ha concesso la possibilità a milioni di persone di scattare e conservare milioni di immagini digitali, ho fatto una scelta diversa ed in controtendenza.
Che poi, giusto per dire, tante persone oggidì scattano talmente tante foto che non sapranno, dopo un po', nemmeno quello che hanno fatto, impossibilitati dalla mole di materiale, di rivedere, di autocriticarsi e di scegliere.
Ecco.
I fantasmi di pietra sono le case coloniche abbandonate?
Anche a me a volte capita di arrivare ad un punto di saturazione nelle discussione fotografiche rispetto alla tecnica, anche se la tecnica è fondamentale per fermare quello che vedi come tu lo vedi.
I giudici più spietati però alla fine siamo noi.

Se mi dite un film o una scena, vi faccio un esempio, almeno ci provo.
Scena :)


oppure


Scegli tu.
 
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spleen

utente ?
Infatti lo è.
Ma ci sono aspetti intimi che è più facile scandagliare attraverso un personaggio o una forma metaforica.
Del resto è noto che in analisi viene data grande importanza ai sogni. In realtà i sogni sono più confusi e frammentati di come poi li ricordiamo. Nel raccontarli, anche solo a noi stessi, operiamo integrazioni e creiamo legami logici che ci rivelano il nostro modo di leggere noi stessi e la realtà.
Le forme letterarie di cui parlo hanno la funzione delle fotografie di cui dicevi. Tu sei affascinato da questo intreccio tra natura e manufatti e di questo riappropriarsi da parte della natura delle opere umane e come tali culturali. Ma questo sei tu! È ovvio che chi invece è teso a trovare un senso attraverso un equilibrio formale ed estetico, non riesca a vedere il senso dei tuoi prodotti.
Nono, il senso di quello che ho fatto ti garantisco che lo hanno capito in molti... :)
 

spleen

utente ?
I fantasmi di pietra sono le case coloniche abbandonate?
Anche a me a volte capita di arrivare ad un punto di saturazione nelle discussione fotografiche rispetto alla tecnica, anche se la tecnica è fondamentale per fermare quello che vedi come tu lo vedi.
I giudici più spietati però alla fine siamo noi.



Scena :)

Si, anche. (Ma non solo). Ho utilizzato volutamente il titolo di un romanzo di Mauro Corona che ho letto, forse uno dei suoi migliori.

E' vero che la tecnica è fondamentale, io non ho mai rinnegato la tecnica, anzi. Solo ho trovato una grande quantità di fotografi che parlano solo di quello, che non hanno in pratica la minima intenzione di spendersi sul benchè minimo banco dei contenuti. E questo a me non interessa, non so se mi spiego...

Non a caso a me interessano grandemente le narrazioni, ad esempio in fotografia mi piacciono molto i lavori di Salgado, giusto per citarne uno famoso...
 
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Brunetta

Utente di lunga data
I fantasmi di pietra sono le case coloniche abbandonate?
Anche a me a volte capita di arrivare ad un punto di saturazione nelle discussione fotografiche rispetto alla tecnica, anche se la tecnica è fondamentale per fermare quello che vedi come tu lo vedi.
I giudici più spietati però alla fine siamo noi.



Scena :)


oppure


Scegli tu.
Bello! Però domani mattina
 

Brunetta

Utente di lunga data

Allora lo schema è classico ripetuto infinite volte e funziona sempre.
Un singolo con spirito ribelle contrasta una regola e dà il via a una presa di coscienza o a una rivolta.
È simile a “Oh capitano, mio capitano “ de L’attimo fuggente, ma pure a Babe di Dirty Dancing o Viva la pappa col pomodoro e tantissimi altri.
A questo punto si può immaginare una situazione che si considera oppressiva o bloccata oppure una regola sociale.
Mi sembra evidente che l’empatia che proviamo per questi personaggi e il senso di liberazione sia un po’ infantile/adolescenziale e che nel trovare una situazione alternativa seguendo lo schema riveleremmo non oppressioni reali,perché nessuno di noi è in un ospedale psichiatrico o in un rigido collegio o in villaggio vacanze perbenista, ma noi stessi.
Allora penso che potrei...
 

Brunetta

Utente di lunga data
L’insegnante di danza stava facendo ripetere per l’ennesima volta lo stesso esercizio, bambine e bambini eseguivano diligentemente cercando di fare del loro meglio, nonostante la noia.
Solo Silvia era seduta in disparte e guardava con aria assente.
Era arrivata in ritardo ed era in punizione, secondo le regole della scuola.
Finalmente l’insegnante stava finendo la fase degli esercizi preparatori e di mosse verso il registratore per avviare il consueto pezzo musicale per la fase di prova per il saggio.
Toccò il tasto play e si diffuse una musica inaspettata...
Silvia aveva manomesso il registratore.
Dopo un attimo di esitazione tutti gli allievi scattarono a ballare disordinatamente sulla musica di Lady Gaga con Silvia in mezzo a loro che rideva felice.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Si, anche. (Ma non solo). Ho utilizzato volutamente il titolo di un romanzo di Mauro Corona che ho letto, forse uno dei suoi migliori.

E' vero che la tecnica è fondamentale, io non ho mai rinnegato la tecnica, anzi. Solo ho trovato una grande quantità di fotografi che parlano solo di quello, che non hanno in pratica la minima intenzione di spendersi sul benchè minimo banco dei contenuti. E questo a me non interessa, non so se mi spiego...

Non a caso a me interessano grandemente le narrazioni, ad esempio in fotografia mi piacciono molto i lavori di Salgado, giusto per citarne uno famoso...
Nella "mia" campagna rimane ben poco, per questo ho pensato alle case coloniche.
Nonostante ciò, nel poco, rimane ancora tanto rispetto ad altri posti che conosco con un territorio simile. Ci sono ancora parecchi alberi e stradine sterrate e sentieri dove poter fare una passeggiata, anche se di anno in anno qualcosa viene un poco mangiato via. Un esperto di flora come te però noterebbe una certa povertà di specie, specialmente per quanto riguarda le fioriture.
Ci anche degli edifici abbandonati, che penso potrebbero essere interessanti per fare qualche scatto. Quest'anno mi sono trovata per caso nel retro di un ex istituto/ospedale, e stavo per partire in esplorazione quando mi sono vista venirmi incontro un Fiat Fiorino vecchio modello, e mi è parso opportuno levare i tacchi alla svelta. In seguito ho controllato se ci fosse un'entrata, qualche stradina, ma i cancelli erano tutti chiusi con lucchetti ricoperti di polvere e ragnatele.

Sentire parlare sempre e solo di tecnica non è molto stimolante. Però tra le foto amatoriali (e anche moderne in generale), per chi le fa da anni, è raro provare quell'emozione "vergine". A me è capitato molti anni fa, e me lo ricordo bene, perchè ho pianto. Non per disperazione, ma per emozione.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Prima proposta.
Pensate a una esperienza giovanile importante, triste o allegra, e trovate un modo per raccontarla non riconoscibile.
Se era il saggio di danza da ragazzina trasformatelo nell’esordio in squadra di un calciatore o pallavolista o viceversa.
Quindi dovreste descrivere il pubblico, la vestizione, lo spogliatoio e il mettersi in gioco adeguato.
Immaginate come sarà simile l’emozione di infilare il collant o i calzettoni o le scarpette e gli scarpini...
Mi sembra un esercizio difficilissimo
Dimmi un film che hai visto 😁
Non hai svolto l'esercizio che avevi proposto.
Ergo quotiamo Lostris, non ci sei riuscita neppure tu 🤷‍♀️
Ahi, ahi, ahi che peccato, mi è caduta sul...

L’insegnante di danza stava facendo ripetere per l’ennesima volta lo stesso esercizio, bambine e bambini eseguivano diligentemente cercando di fare del loro meglio, nonostante la noia.
Solo Silvia era seduta in disparte e guardava con aria assente.
Era arrivata in ritardo ed era in punizione, secondo le regole della scuola.
Finalmente l’insegnante stava finendo la fase degli esercizi preparatori e di mosse verso il registratore per avviare il consueto pezzo musicale per la fase di prova per il saggio.
Toccò il tasto play e si diffuse una musica inaspettata...
Silvia aveva manomesso il registratore.
Dopo un attimo di esitazione tutti gli allievi scattarono a ballare disordinatamente sulla musica di Lady Gaga con Silvia in mezzo a loro che rideva felice.
O continuo a non capire cosa volevi dire....
A me da quando hai scritto non arriva niente della danza, sono tutti annoiati, Silvia è in disparte dagli annoiati, è stata punita, è arrivata in ritardo, però ha avuto tempo di manomettere il registratore, nonostante sia in punizione... ma ecco il miracolo sulla musica di Lady Gaga...

Chiamimo @Vera a pronunciarsi, che ne sa di più.
 

Marjanna

Utente di lunga data
L’insegnante di danza stava facendo ripetere per l’ennesima volta lo stesso esercizio, bambine e bambini eseguivano diligentemente cercando di fare del loro meglio, nonostante la noia.
Solo Silvia era seduta in disparte e guardava con aria assente.
Era arrivata in ritardo ed era in punizione, secondo le regole della scuola.
Finalmente l’insegnante stava finendo la fase degli esercizi preparatori e di mosse verso il registratore per avviare il consueto pezzo musicale per la fase di prova per il saggio.
Toccò il tasto play e si diffuse una musica inaspettata...
Silvia aveva manomesso il registratore.
Dopo un attimo di esitazione tutti gli allievi scattarono a ballare disordinatamente sulla musica di Lady Gaga con Silvia in mezzo a loro che rideva felice.
Aspe mi sta venendo il dubbio che sia la versione della scena di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" :unsure: :rolleyes:😶
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non hai svolto l'esercizio che avevi proposto.
Ergo quotiamo Lostris, non ci sei riuscita neppure tu 🤷‍♀️
Ahi, ahi, ahi che peccato, mi è caduta sul...



O continuo a non capire cosa volevi dire....
A me da quando hai scritto non arriva niente della danza, sono tutti annoiati, Silvia è in disparte dagli annoiati, è stata punita, è arrivata in ritardo, però ha avuto tempo di manomettere il registratore, nonostante sia in punizione... ma ecco il miracolo sulla musica di Lady Gaga...

Chiamimo @Vera a pronunciarsi, che ne sa di più.
Io ho preso un esempio di ribellione e l’ho trasferito in altro ambiente, sesso e altra età.
La ribellione però che è uscita dal mio racconto non è ribellione alle regole, come nel film del Cuculo, ma alla applicazione disciplinata. Infatti io non sono trasgressiva, sono indisciplinata, non ho la costanza per l’applicarmi.
Questo è ciò che gli altri possono leggere.
Ma serve anche a me perché posso trovare disciplina, ad esempio, proprio nella scrittura.
Perché dici che non ho fatto ciò che proponevo? L’ho fatto. L’ho proposto io, so cosa intendevo.
Ho fatto un mini racconto e non mi sono lasciata andare nella descrizione e nemmeno nella evoluzione, proprio perché volevo che fosse un esempio.
 
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