Ciao a tutti, sono nuovo e vedo questo forum come un mio possibile sfogo con persone a me "lontane"...Vi riporto la mia esperienza partita sei mesi fa, il mio percorso fatto di tanta sofferenza:
sei mesi fa si affaccia nella mia vita un'altra donna, lo ha fatto in un momento di grande fragilità mia, il mio matrimonio cominciava ad avere delle falle, apparentemente eravamo la famiglia felice, non ci mancava niente, ma dentro di me covavo una grande insoddisfazione, le mie certezze vacillavano.
Provavo amore, ma più probabilmente grande affetto per mia moglie ma non il genere di sentimento che un uomo dovrebbe provare per sua moglie, ero cambiato e non riuscivo più a entrare in sintonia, si era interrotta la comunicazione tra di noi come coppia.
Apparentemente genitori irreprensibili ma amanti gelidi e poco più che amici affettuosi, mi sono detto che era normale, che forse dopo tanti anni il rapporto vive un mutamento naturale, che la passione finisce, ma col tempo ho capito che mi stavo mentendo, non poteva essere così e comunque non lo accettavo, volevo di più.
Ho iniziato questa relazione perchè ho capito subito che poteva esserci qualcosa di speciale, non cercavo sesso ma le sensazioni dell'innamoramento, quello sfarfallio nello stomaco alla sola idea di vederla, di stare un pò insieme, di sentire la sua voce al telefono.
Non mi mancava l'essere amata ma amare, desideravo fortemente sentirmi vivo, sentivo la necessità di condividere interessi o anche la più banale delle discussioni con quell'interesse sincero verso l'altro.
Ho portato pazienza, cercavo di convincermi che era una crisi momentanea che sarebbe passata, non si può gettare una lunga relazione al primo scricchiolio, sfasciare una famiglia.
Ho continuato vigliaccamente la relazione con l'altra, chissà forse volevo la conferma che fosse un'infatuazione passeggera, ma non é stato così. Ho continuato a frequentare ancora questa donna, ho iniziato progressivamente a respingere mia moglie, non riuscivo più a vivere l'intimità con lei, non riuscendo a dargli la mia testa anche il corpo si ribellava.
Quando mia moglie che pazientemente mi ha aspettata al varco e mi ha chiesto di fare una scelta abbiamo pensato inizialmente di continuare a vivere da separati in casa per tutelare nostro figlio dall'impatto emotivo che una separazione avrebbe provocato, ma col tempo mi sono reso conto che non era la soluzione ma un rimandare il naufragare del nostro rapporto, era prendere ancora altro tempo e fondamentalmente mancanza di coraggio.
Nei mesi abbiamo fatto di tutto per vederci, viaggi, aerei, hotel erano i nostri compagni quotidiani, ma ad un certo punto sono uscito di casa per stare in hotel per un mese. Poi un attimo di sbandamento mi ha riportato ad un riavvicinamento e ad un ritorno a casa per il bene del piccolino ma la cosa è durata pochi giorni. Ho trovato un appartamento in affitto in un'altra città, tutto era iniziato bene, tutto filava apparentemente liscio con mia moglie, con il piccolino e con lei che mi veniva a trovare quotidianamente e che già cominciava a portare le sue cose, ma ad un tratto qualcosa dentro di me si è rotto. Preso da un irreprensibile senso di colpa e di angoscia per aver tradito la moglie e aver voluto gettare 10 anni di vita insieme ho mollato la nuova compagna e sono tornato a casa dalla mia famiglia. Ora sono 10gg che sono ritornato ma provo un sentimento diverso da quello che speravo...nn riesco a essere libero mentalmente, amo ancora profondamente l'altra donna il che mi preclude l'essere presente mentalmente in famiglia.
A un certo punto bisogna trovare il coraggio di ammettere prima di tutto a noi stessi che un amore é finito e avere il coraggio di cambiare rotta ma è davvero tutto troppo complicato...