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Old giobbe
Guest
cazzo rispondi a fare che poi mi trascini per i capelli le contestazioni e non voglio perdere tempo con te....
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allora:
1)Fino ad ora potevi invocare la buonafede, non sapendo di seguire i falsi profeti perche' ignorando l'abc, non supponevi in tutti questi anni che quel versetto incriminato fosse riferito anche a te e quindi ti si ritorce contro......mo' lo hai scoperto e se ti pentirai, forse il Signore avra' pieta' di te...
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2)ma tu che cazzo di evangelista sei se affermi che i comandamenti siano solo 10?Sui 650 non ti risulta???e che siano per giunta indivisibili perche' fanno parte di un tutt'uno?
comunque....
quindi questo lo ignori?
"Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra"
Ehi scienziato peccato che questo fosse il secondo, ma perche' secondo te la tua chiesetta lo ha cassato??? Il circo non sarebbe stato piu' sobrio secondo te, alla stregua degli ebrei e mussulmani che vietano l'idolatria?
" la situazione divento' insostenibile nei secoli, perche' fomentava l'idolatria e la superstizione e tra il 730 e il 787 ci fu così a Costantinopoli un primo periodo di iconoclastia, “distruzione delle immagini” (da eikon, “immagine”, e klaein, “rompere”), quando gli imperatori bizantini Leone III e Costantino V bandirono le immagini sacre, accusandole appunto di fomentare l’idolatria. Il Concilio di Ieria del 754, ovviamente non riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, confermò il bando, ma il Secondo Concilio di Nicea del 787 lo rimosse, con la seguente disposizione:
Come la Santa Croce si trova dovunque come simbolo, così le immagini di Gesù Cristo, della Vergine Maria, dei santi angeli, e anche dei santi e di altri pii uomini, devono211 essere usate nella manifattura di sacri arredi, tappeti, paramenti, eccetera, ed esibite sui muri delle chiese, nelle case, e in ogni luogo cospicuo, lungo la strada e dovunque, perché siano riverite da tutti coloro che le vedano. Perché più esse sono contemplate, più esse muovono alla fervente memoria dei loro prototipi."
Peccato che all'inizio del cristianesimo il suo simbolo fosse il pesce e non la croce...ma e' una storia lunga la simbologia del "tuo" pesce...e pertanto smazzatelo da solo...![]()
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3)ma infatti e' la nuova chiave di lettura che e' stata data e che ha fatto abolire il limbo, in quanto in contrasto la "cattiveria" di dio che li lasciava a marcire per l'eternita' con l'infinito suo amore che si profonde nel concederti il suo stato di grazia...
ao' pero' metteteve d'accordo...
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io nel frattempo me ne vo a durmi'...per stasera me so rotto...
ciao evangelista...
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Il Vangelo dice solo state attenti ai falsi profeti, non seguiteli, li riconoscerete dai loro frutti.
Mica promette punizioni per quelli che li seguono (che non avrebbero nessuna colpa).
E sinceramente non ho ancora capito come fai a qualificare i vescovi cattolici come falsi profeti.
Perché esista successione apostolica è necessario che gli apostoli abbiano nominato i vescovi che a loro volta ne abbiano nominati altri fino ad arrivare a Benedetto XVI e ai vescovi attuali.
Questo si è verificato con certezza, la prima comunità cristiana di Roma era direttamente legata agli apostoli.
L'unico dubbio potrebbe nascere sulla supremazia del vescovo di Roma rispetto agli altri vescovi. La prova più chiara è che dai documenti emerge che quando il vescovo di Roma comandava, gli altri obbedivano. Probabilmente obbedivano perché della comunità di Roma hanno fatto parte Pietro e Paolo.
Esistono prove inconfutabili che Pietro sia stato a Roma? No.
Esistono prove certe che Pietro non sia stato a Roma? No.
Esistono solo prove non inconfutabili che Pietro sia vissuto e morto a Roma.
E per questo dubbio del cavolo, risolvibile solo facendo uso della macchina del tempo, devo avere la piena coscienza di star seguendo dei falsi profeti?
Se è per quello non ho nemmeno la prova inconfutabile dell'esistenza storica di Pietro o dello stesso Gesù.
I comandamenti sono 10. Gesù è riuscito a riassumerli in un comandamento solo. Non ho mai sentito parlare di 650 comandamenti. Esistono i 613 precetti della Torah che fanno parte dell'ebraismo e non c'entrano nulla con la religione cristiana.
La Chiesa Cattolica non ha abolito il secondo comandamento, il frammento da te citato fa parte del primo comandamento (fa parte del secondo comandamento nella religione ebraica).
Il primo comandamento è questo:
Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile.
Non avere altri dei di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.
Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.
In problema non sta nella costruzione e nella venerazione delle immagini ma nella loro adorazione.
L'adorazione è degna solo di Dio, significa riconoscere Dio come creatore di tutte le cose.
L'idolatria è adorare una creatura al posto del Creatore.
Se io venero la foto di mia madre, baciandola per esempio, non attribuisco nessun potere soprannaturale alla carta fotografica su cui è stampata. La foto mi ricorda mia madre e l'amore che nutro per lei.
Nessun cattolico guarda le immagini della Madonna o dei santi pensando che quelle immagini siano Dio. L'immagine fa venire alla mente la persona e l'esempio positivo della sua vita.
Esistono anche casi di abuso in cui sono attribuiti poteri soprannaturali a immagini e è oggetti?
È chiaro che esistono. Ma l'abuso non toglie l'uso (abusus non tolit usum: questa l'ho scritta per Emmanuelle Arsan). E l'abuso va contro gli insegnamenti della Chiesa.
Ai tempi di Mosè il popolo ebraico viveva schiavo in Egitto dove era comune l'adorazione di statue di animali. Gli egiziani pensavano che quelle statue avessero poteri soprannaturali. È idolatria, è adorare come se fosse un dio una cosa che non lo è.
Dio non è contrario alle immagini, è contrario alla loro adorazione. Comanda a Mosè di costruire l'arca dell'alleanza per conservare le tavole dei comandamenti e ordina di adornarla con due cherubini d'oro. L'arca era il segnale visibile della presenza di Dio in mezzo al suo popolo, era quanto di più sacro si potesse immaginare. Se Dio fosse assolutamente contrario alle immagini sacre non avrebbe certo ordinato di metterle nell'arca.
La Bibbia dice che nel tempio di Salomone c'erano molte immagini: cherubini, persone in piedi, leoni e parecchi buoi.
Durante la fuga dell'Egitto il popolo d'Israele attraversa il deserto, è infedele e Dio manda i serpenti.
Perché le persone morse dai serpenti non muoiano più Dio ordina a Mosè di costruire un serpente di bronzo e di innalzarlo su un legno (chiaro riferimento a Gesù innalzato sulla croce).
Chiunque morso da un serpente guarderà il serpente di bronzo non morirà.
Il popolo di Israele sapeva bene che chi curava era Dio e non il serpente di bronzo.
Questo serpente di bronzo è stato conservato per molti secoli ed è stato poi distrutto da un profeta quando il popolo ha cominciato ad attribuire caratteristiche soprannaturali a questa statua.
Una volta hanno chiesto a Gesù “Mostraci il Padre”. Lui ha risposto “Chi vede me, vede il Padre”.
Gesù stesso era una “immagine” di Dio.
Eresia iconoclasta. Copio e incollo da wikipedia.
Le icone potevano essere raffigurazioni sacre di qualsiasi genere: dalle miniature dei codici alle pitture murali. [ ...] Naturalmente, per la religiosità popolare, questa distinzione sfumava e l'immagine stessa finiva per diventare oggetto taumaturgico. Anzi, tale era la tendenza a considerare le icone veri e propri oggetti animati che le si usava per assistere battezzandi o cresimandi in qualità di padrino. Altri raschiavano la vernice dei quadri e mescolavano quanto ottenuto nel vino della messa, ricercando in tal modo una comunione con il santo raffigurato. Era, insomma, corrente l'opinione secondo cui l'icona fosse effettivamente un luogo nel quale poteva agire il santo o, comunque, l'entità sacra che vi era rappresentata.
Un chiaro esempio di idolatria, di adorazione delle immagini. Questo non giustifica la conseguente distruzione di un patrimonio artistico importantissimo.
Sul pesce vado di copia e incolla:
Quando minacciati dai Romani, nei primi secoli dopo Cristo, i Cristiani marcavano posti di riunioni e tombe con il classico segno del pesce e anche per distinguere amici da nemici. Secondo una storia antica, quando un cristiano incontrava uno straniero per strada,
Greci, Romani e altri pagani usavano il simbolo del pesce prima dei Cristiani. Perciò il simbolo del pesce, piuttosto che quello della croce, attraeva poco sospetto, facendo del segno del pesce un perfetto simbolo segreto per i credenti perseguitati.
Anche sul limbo vado di copia e incolla.
Dal momento che la Rivelazione non ci dice nulla riguardo alla sorte dei bambini morti senza battesimo, nel corso del tempo si sono presentate varie ipotesi teologiche, nessuna delle quali approvate in un concilio come verità di fede. Il limbo è stata appunto una ipotesi teologica, insegnata nel Catechismo di San Pio X, ma in quanto ipotesi teologica non è verità di fede. Il problema teologico si basa sul fatto che il peccato originale è una condizione di peccato mortale, quindi il bambino nasce privo della grazia santificante che preclude l'ingresso al Paradiso e dunque alla visione beatifica di Dio. D'altra parte il bambino non ha commesso alcun peccato personale. Nel Concilio di Lione del 1274, ribadita dal Concilio di Firenze del 1439, si afferma come verità di fede che "le anime di coloro che muoiono in condizione di peccato mortale attuale o di solo peccato originale tosto vanno all'inferno".
È proprio in tale contesto che emerge la necessità della ipotesi teologica del limbo, ossia di un luogo di felicità naturale in cui però si rimane privi della visione beatifica di Dio. L'attuale Catechismo, che ha una formulazione assai più precisa sulle verità di fede, ha abbandonato tale ipotesi teologica ma, pur lasciando ampie speranze in merito ai bambini morti senza battesimo, non offre ulteriori precisazioni: "Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro.
In riferimento a questi problemi teologici, collegati anche strettamente (come abbiamo visto) alla realtà di oggi, il Papa Giovanni Paolo II ha chiesto una approfondita riflessione teologica.
"Secondo il Pontefice la teologia deve «lavorare» sulla questione della sorte dei bambini morti senza battesimo. «Non si tratta semplicemente - ha spiegato - di un problema teologico isolato». Una dottrina di origine medioevale colloca i bambini morti senza aver commesso colpe, ma anche senza battesimo, e quindi con la colpa del peccato originale, nel limbo, ossia in un luogo senza tormenti, ma lontano da Dio, che alla fine dei secoli deciderà sulla loro sorte. Secondo il Papa, infatti, «tanti altri temi fondamentali si intrecciano intimamente con questo: la volontà salvifica universale di Dio, la mediazione unica e universale di Gesù Cristo, il ruolo della Chiesa, sacramento universale di salvezza, la teologia dei sacramenti, il senso della dottrina sul peccato originale».