Arrivederci Woke

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
A proposito, ma lì com'è? Ti considerano una specie di sciamano guaritore da venerare, o si sono già adeguati e ti trattano a pesci in faccia come se fosse tutto loro dovuto e loro clienti profumatamente paganti come gli ita?
Diciamo che il 90% delle volte devi parlare al telefono con un intermediario o con Google translate. Quindi la vedo dura controbattere😆 comunque i Bangla sono tutti cardiopatici infartati con bypass a 40-50 anni e soprattutto diabetici. Ad alcuni prescrivi le cose e tornano senza aver fatto nulla. Per ora nessun problema.
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Ieri era venuto un paziente che siccome ha avuto una sera il mal di testa allora voleva le analisi per il tifo. Poi mi ha mostrato la pasticca miracolosa che gli hanno dato al suo paese, leggo: Tachipirina.
 

Brunetta

Utente di lunga data
No dico solo che qui è stato scritto che sono attratti dai nostri valori occidentali...ma quando mai? Le donne girano col burqua e non so manco se è legale, mi pare di no. Allo studio vengono sempre i mariti e parlano loro...
Parlano i mariti perché sono arrivati prima e al lavoro hanno imparato l’italiano, più o meno.
Accadeva anche presso i nostri immigrati che continuavano a parlare italiano (si fa per dire, prevalentemente il dialetto) quelli di prima generazione.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Del burqua non commenti?
I primi burqa li vidi a Londra nel 81. Ignorante come una capra, avevo cercato di fotografare questa fila di donne irriconoscibili. Venni redarguita/minacciata dalle guardie del corpo. Erano evidentemente mogli e parenti di qualche emiro. Non faceva una piega nessuno. I ricchi vengono sempre rispettati.
In tempi più recenti ne ho viste in Egitto, una esigua minoranza. Una aveva attaccato bottone con me, sedute fuori da un sito archeologico, parlando un inglese migliore del mio.
In Italia ne ho vista una sola, completa di guanti, in una attività di volontariato. Essendo tutte donne, si era tolta tutti i veli. Maleducata come poche, avevo commentato con una marocchina, che stava meglio coperta.
È noto che si può vestire come si vuole (se no dove sta la libertà individuale?) ma che bisogna rendersi riconoscibili, se richiesto.

Recentemente ho riso con un egiziano delle foto ricordo davanti alle piramidi di donne “invisibili“.

Culturalmente la donna non conta un cazzo Brunetta. È risaputo.
Sei giovane e non hai parlato con le donne italiane dell’età delle tue nonne.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mia nonna del 21 è morta nel 2010. Oggi siamo nel 2026 e viviamo tutti il presente.
Era per dire che con il tempo le cose cambiano.
Anche tu sarai meno prevenuta quando i tuoi futuri figli sposeranno stranieri.
 

Brunetta

Utente di lunga data

perplesso

Administrator
Staff Forum
Infatti, ci vuole il limite definito.
Credo però che il nostro substrato culturale conservi un'attrattività, nonostante appaia vecchio e in crisi.
è il tuo stato sociale che attrae compreso il SSN, mica la cultura. quella è ciò che alimenta il radicalismo
 

Klavier

Utente di lunga data
Sei giovane e non hai parlato con le donne italiane dell’età delle tue nonne.
Vi racconto un episodio. Alcuni anni fa a Istanbul. Io e mia moglie eravamo in autobus e ad una fermata sale una donna in burka integrale. Discretamente gli uomini si sono allontanati. Ad un certo punto il bus fa una frenata e questa donna stava per cadere ed io da buon italiano stavo per sorreggerla ma (stavolta ci vuole MA) mia moglie mi blocca dicendomi che è meglio che cada è non che venga toccata da un uomo anche se per necessità perché impuro per loro. Al limite può toccarla una donna. Incredibile, vero? Però poi mi ha raccontato altro molto meno puro. Alcune di queste donne non hanno nulla sotto il burka perché anche se sposate hanno le loro tresche e non portando nulla sotto gli incontri con gli amanti che devono spesso essere veloci vengono facilitati. Sollevano il burka e....lo abbiamo capito
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Ho viaggiato tanto in paesi islamici e sono convinta che ci sia una profonda spaccatura, non è detto che il radicalismo prevalga per sempre.
bisogna vedere anche cosa ne hai capito. ci sono almeno 7 scuole principali per l'Islam sunnita, 3 per quello sciita, poi ci sono Ibaditi in Oman e Sufiti sparsi qua e là. qui in genere le moschee che ricevono finanziamenti sono quelle che professano il wahabismo che mi pare derivi dalla scuola malikita o come si scrive.

certo che ci sono spaccature. ma di fronte ai Dhimmi, le spaccature si ricompongono. e soprattutto loro anche quando sono qui fanno 2-3 figli. ed il futuro è in mano a chi ci sarà
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
I primi burqa li vidi a Londra nel 81. Ignorante come una capra, avevo cercato di fotografare questa fila di donne irriconoscibili. Venni redarguita/minacciata dalle guardie del corpo. Erano evidentemente mogli e parenti di qualche emiro. Non faceva una piega nessuno. I ricchi vengono sempre rispettati.
In tempi più recenti ne ho viste in Egitto, una esigua minoranza. Una aveva attaccato bottone con me, sedute fuori da un sito archeologico, parlando un inglese migliore del mio.
In Italia ne ho vista una sola, completa di guanti, in una attività di volontariato. Essendo tutte donne, si era tolta tutti i veli. Maleducata come poche, avevo commentato con una marocchina, che stava meglio coperta.
È noto che si può vestire come si vuole (se no dove sta la libertà individuale?) ma che bisogna rendersi riconoscibili, se richiesto.
Ma non erano le femministe che parlavano di qualcosa di interiorizzato? Sottolineando come sia difficile scindere la "libera scelta" dal condizionamento culturale? Ammesso, non concesso, che non si tratti di vera e propria coercizione familiare o del gruppo di appartenenza, violenta o psicologica tipo la minaccia di emarginazione, se una donna sceglie autonomamente di coprirsi perché ha interiorizzato l'idea che il proprio corpo esposto sia fonte di peccato o di vergogna, il confine tra convinzione personale e indottrinamento patriarcale non diventa estremamente labile? Contrordine compagne?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma non erano le femministe che parlavano di qualcosa di interiorizzato? Sottolineando come sia difficile scindere la "libera scelta" dal condizionamento culturale? Ammesso, non concesso, che non si tratti di vera e propria coercizione familiare o del gruppo di appartenenza, violenta o psicologica tipo la minaccia di emarginazione, se una donna sceglie autonomamente di coprirsi perché ha interiorizzato l'idea che il proprio corpo esposto sia fonte di peccato o di vergogna, il confine tra convinzione personale e indottrinamento patriarcale non diventa estremamente labile? Contrordine compagne?
Certo che si interiorizza l’oppressione.
Ma se ne esce con una presa di coscienza, non con l’imposizione.
Per questo c’è chi “liberamente“ sceglie anche il semplice velo, perché è una esplicita affermazione di appartenenza e disponibilità.
 

Brunetta

Utente di lunga data
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