Infatti, ci vuole il limite definito.
Credo però che il nostro substrato culturale conservi un'attrattività, nonostante appaia vecchio e in crisi.
Anche io penso che la conservi, ma sono necessarie riflessioni, e infatti arriva il momento come questo che queste riflessioni si attivano.
E la domanda si rinnova… per cosa io voglio risultare attraente, come società, oggi?
Queli sono gli elementi che devono fare pensare un cittadino oggi: “cazzo, questa società in cui vivo mi piace!”
La riflessione principale è quanto di mai attuale e di prospettiva ci possa essere: in che tipo di società io desidero vivere oggi?
Che riconosce quali priorità? Che mette davanti quali problemi rispetto ad altri? Che destina prioritariamente i propri sforzi e le proprie risorse verso cosa? Che difende con la lama tra i denti quali diritti rispetto ad altri?
Porsi queste domande significa avere la bussola della propria presenza quotidiana nella società (e non nel proprio giardino striminzito, per quanto fiorito e meraviglioso possa essere) e avere idea dell’orizzonte che si vuole avere davanti, come società.
Ecco.. i segnali di questo periodo e le prese di distanza, uniti ai cambiamenti reali e profondi che nel frattempo hanno trasfigurato la nostra società rispetto a 30 anni fa, significano secondo me che inizia a entrare la consapevolezza che quella bussola si è un po' persa.
Che tanti diritti molti importanti, strada facendo, sono stati semplicemente dimenticati.. che ci muoviamo per le strade tra facchini di deliveroo che sfrecciano su bici elettriche per un euro l’ora senza nessuna tutela e nel totale menefreghismo generale, o girando alla larga da certi giardini pubblici progettati per famiglie e bambini, perché ufficialmente territorio di spacciatori e ladri h24, e lì non ci si può mettere piede.
E sotto sotto ci rassegnamo..
perché alla fine le cose vanno così…
E.. tutto sommato c’è pure di peggio, perché sai.. in certi posti non si vota (sai che mi frega, io non voto da 20 anni) oppure non c’è la libertà di manifestare in piazza (sai che mi fotte, io di manifestazioni ne ho fatte un paio 40 anni fa).