Apparente normalità

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O

Old matilde

Guest
Direi piuttosto esplicativa, potresti produrre un esempio di come nascano, si evolvano e possano concludersi queste teorie esistenziali che hai espopsto sulla situazione di b.d.?
Insomma una proiezione di quello che dati determinati presupposti (anche caratteriali) ne sia l'evoluzione e si possa quindi arrivare, con determinato accorgimenti ed attenzioni, ad una fipotetica positiva o alla peggio negativa conclusione della situazione.
Una specie di panoramica che dia traccia di quanto possibile e perseguibile in questi frangenti e conduzioni.
Direi alla fine una falsariga di quanto hai esposto ma con in aggiunta la proiezione fattiva delle analisi riferite.
Bruja
arrivo eh... raccolgo materiale..
 

La Lupa

Utente di lunga data
sarà che sei l'unica a lavorare con uomini

ma il tuo umorismo è pressochè arrogante e di difficile comprensione per noi della comunità donnine Punto e Croce
Dai ragazze! Per domenica organizziamo una gara di crostate?
 
O

Old matilde

Guest
Direi piuttosto esplicativa, potresti produrre un esempio di come nascano, si evolvano e possano concludersi queste teorie esistenziali che hai espopsto sulla situazione di b.d.?
Insomma una proiezione di quello che dati determinati presupposti (anche caratteriali) ne sia l'evoluzione e si possa quindi arrivare, con determinato accorgimenti ed attenzioni, ad una fipotetica positiva o alla peggio negativa conclusione della situazione.
Una specie di panoramica che dia traccia di quanto possibile e perseguibile in questi frangenti e conduzioni.
Direi alla fine una falsariga di quanto hai esposto ma con in aggiunta la proiezione fattiva delle analisi riferite.
Bruja
premessa: Sempre se la mia analisi è corretta, sono ancora alla ricerca di comprendere ma soprattutto ricerco quel clik che non faccia disunire, se mai lo troverò, in ogni caso da un certo punto in poi sarò sicuramente limitata o confusa.

l'assunzione di responsabilità oltre la misura possibile è indicativo come segno di sfiducia verso il compagno ma soprattutto insicurezza personale; oltre se stessi nessuno sa "fare al meglio" diventa un dilagare in proiezione verso il partner, il successivo passo è farsi carico "al meglio" di responsabilità anche superficiali (che sò.. il pane che compro io è di sicuro il più buono). Chi esercita al meglio si sente rassicurato solo da se stesso e vorrebbe implicitamente che questa fatica fosse riconosciuta;
è una comunicazione errata perchè nella normalità ognuno da l'apporto possibile alla coppia di sicuro con buona volontà, ma se non è mai sufficiente la reazione è: fai da solo e senza gratificazione perchè il solo farlo da te ti gratifica, nella peggiore situazione al compagno viene tolta la libertà di scelta in ogni frangente con motivazioni anche assurde pur di avere il controllo della situazione, creando insicurezza. Questo dominio se all'inizio da alla persona che lo esercita da sensazione di libertà, nella realtà si crea una gabbia di doveri e insoddisfazione tale che l'unica via di uscita è il disunirsi, una schizzofrenia.
La difficoltà è che non ammettere il proprio limite o comunque non chiedere aiuto, chi è così difficilmente fa un passo indietro e ammette a se stesso il limite: c'è qualche similitudine con all'autostima ipertrofica.

Prendi questa diagnosi solo con moderazione.
"Episodio maniacale: Sebbene l’umore del soggetto possa risultare inizialmente contagioso per l’osservatore non coinvolto, esso viene riconosciuto come eccessivo da parte di coloro che conoscono bene la persona. La qualità espansiva dell’umore è caratterizzata da un entusiasmo incessante e indiscriminato per le interazioni interpersonali, sessuali o occupazionali. Ad esempio, la persona può iniziare spontaneamente conversazioni complesse con estranei in luoghi pubblici, oppure un agente di vendita può telefonare a casa di estranei al mattino presto per iniziare le vendite. Sebbene l’umore elevato sia considerato il sintomo caratteristico, il disturbo predominante dell’umore può essere l’irritabilità, particolarmente quando i desideri della persona vengono ostacolati. Frequentemente si osserva labilità dell’umore (per es., alternanza di euforia e irritabilità).
È tipicamente presente un’autostima ipertrofica, che va dalla fiducia in sé stesso priva di critica alla grandiosità marcata e può raggiungere proporzioni deliranti. "


Quando si disunisce cerca quella semplicità di sentimenti, quell'approvazione, il fascino della semplice conquista come sollevamento dalle responsabilità quotidiane, un dimenticare la gabbia.. fin qui è abbastanza comune, non è equilibrato quando la persona non ammette a se stesso che questa gabbia se la crea da solo, quando il suo comportamento che lo fa ricercare "leggerezza" lo rende RESPONSABILE di ciò che non voleva creare: aggiunta di problemi invece che risoluzione.
Sono persone che dimenticano o sottovalutano la loro stessa reazione al disunirsi per il "tutto al meglio", diventano ambivalenti e MAI ammetteranno di aver sbagliato, se lo fanno incolpano la persona che li mette di fronte alla realtà, un'altra proiezione.
Loro non POSSONO sbagliare.

Il fiume: quando il capo/razionalità vede la coda/sensazione nelle persone disunite è motivo di irritazione forte: la razionalità condita al perfezionismo non può ammettere l'emozionalità o la giustifica minimizzandola con se stesso addirittura cancellando comportamenti scomodi sgorgati dall'irrazionale, ma se razionalmente si rapporta con un dolore causato ad altri la rabbia è furiosa, è far vedere negli occhi il fallimento.
Pur di negare il fallimento con se stesso ne scaturisce violenza, negazione della realtà anche evidente.. è disposto a tutto, TUTTO.
Chi è così sente comunque una triste infelicità non risolvibile, che appaga temporaneamente ma mai completamente, si auto assolve nelle cazzate ma la macchia resta, quel punto disgiunto è la causa e l'effetto...

La soluzione? Se le persone così vogliono interagire a livello non superficiale, la prima cosa è lasciare che la proiezione venga eseguita ma che la stessa non soffochi la propria autostima. Ottenere che ci sia una ragionevole e graduale ammissione della causa principale "l'insicurezza" è delicato ma si può partire chiarendo le debolezze passo passo che causano questo circolo vizioso, piccoli tasselli che devono andare al loro posto per far visualizzare la dinamica che si chiude a cerchio perfetto nella loro mente ma che crea scompensi in modalità diversa a tutti, perchè il cerchio è composto da due semicerchi non uniti (disunito appunto) e vivere con linearità di intenti è impossibile.
....

Altre soluzioni:
Pensare che una valvola di sfogo è normale, non approfondirne i contenuti e fare della frase "sono così" una semplice accettazione.
Cambiare partner. Se un carattere così incontra una persona che si "volta dall'altra parte" nella conduzione di vita che è prevaricata dal semicerchio disgiunto (è pur sempre una vita alternata) ed è molto appagata dalla parte di semicerchio "tutto al meglio" la vita scorre serena (forse)

Ho iniziato a fare ricerca per capire l'autostima ipertrofica, continuo nella mia ricerca nelle proiezioni fattive e allego un testo
 

Bruja

Utente di lunga data
bene

premessa: Sempre se la mia analisi è corretta, sono ancora alla ricerca di comprendere ma soprattutto ricerco quel clik che non faccia disunire, se mai lo troverò, in ogni caso da un certo punto in poi sarò sicuramente limitata o confusa.

l'assunzione di responsabilità oltre la misura possibile è indicativo come segno di sfiducia verso il compagno ma soprattutto insicurezza personale; oltre se stessi nessuno sa "fare al meglio" diventa un dilagare in proiezione verso il partner, il successivo passo è farsi carico "al meglio" di responsabilità anche superficiali (che sò.. il pane che compro io è di sicuro il più buono). Chi esercita al meglio si sente rassicurato solo da se stesso e vorrebbe implicitamente che questa fatica fosse riconosciuta;
è una comunicazione errata perchè nella normalità ognuno da l'apporto possibile alla coppia di sicuro con buona volontà, ma se non è mai sufficiente la reazione è: fai da solo e senza gratificazione perchè il solo farlo da te ti gratifica, nella peggiore situazione al compagno viene tolta la libertà di scelta in ogni frangente con motivazioni anche assurde pur di avere il controllo della situazione, creando insicurezza. Questo dominio se all'inizio da alla persona che lo esercita da sensazione di libertà, nella realtà si crea una gabbia di doveri e insoddisfazione tale che l'unica via di uscita è il disunirsi, una schizzofrenia.
La difficoltà è che non ammettere il proprio limite o comunque non chiedere aiuto, chi è così difficilmente fa un passo indietro e ammette a se stesso il limite: c'è qualche similitudine con all'autostima ipertrofica.

Prendi questa diagnosi solo con moderazione.
"Episodio maniacale: Sebbene l’umore del soggetto possa risultare inizialmente contagioso per l’osservatore non coinvolto, esso viene riconosciuto come eccessivo da parte di coloro che conoscono bene la persona. La qualità espansiva dell’umore è caratterizzata da un entusiasmo incessante e indiscriminato per le interazioni interpersonali, sessuali o occupazionali. Ad esempio, la persona può iniziare spontaneamente conversazioni complesse con estranei in luoghi pubblici, oppure un agente di vendita può telefonare a casa di estranei al mattino presto per iniziare le vendite. Sebbene l’umore elevato sia considerato il sintomo caratteristico, il disturbo predominante dell’umore può essere l’irritabilità, particolarmente quando i desideri della persona vengono ostacolati. Frequentemente si osserva labilità dell’umore (per es., alternanza di euforia e irritabilità).
È tipicamente presente un’autostima ipertrofica, che va dalla fiducia in sé stesso priva di critica alla grandiosità marcata e può raggiungere proporzioni deliranti. "

Quando si disunisce cerca quella semplicità di sentimenti, quell'approvazione, il fascino della semplice conquista come sollevamento dalle responsabilità quotidiane, un dimenticare la gabbia.. fin qui è abbastanza comune, non è equilibrato quando la persona non ammette a se stesso che questa gabbia se la crea da solo, quando il suo comportamento che lo fa ricercare "leggerezza" lo rende RESPONSABILE di ciò che non voleva creare: aggiunta di problemi invece che risoluzione.
Sono persone che dimenticano o sottovalutano la loro stessa reazione al disunirsi per il "tutto al meglio", diventano ambivalenti e MAI ammetteranno di aver sbagliato, se lo fanno incolpano la persona che li mette di fronte alla realtà, un'altra proiezione.
Loro non POSSONO sbagliare.

Il fiume: quando il capo/razionalità vede la coda/sensazione nelle persone disunite è motivo di irritazione forte: la razionalità condita al perfezionismo non può ammettere l'emozionalità o la giustifica minimizzandola con se stesso addirittura cancellando comportamenti scomodi sgorgati dall'irrazionale, ma se razionalmente si rapporta con un dolore causato ad altri la rabbia è furiosa, è far vedere negli occhi il fallimento.
Pur di negare il fallimento con se stesso ne scaturisce violenza, negazione della realtà anche evidente.. è disposto a tutto, TUTTO.
Chi è così sente comunque una triste infelicità non risolvibile, che appaga temporaneamente ma mai completamente, si auto assolve nelle cazzate ma la macchia resta, quel punto disgiunto è la causa e l'effetto...

La soluzione? Se le persone così vogliono interagire a livello non superficiale, la prima cosa è lasciare che la proiezione venga eseguita ma che la stessa non soffochi la propria autostima. Ottenere che ci sia una ragionevole e graduale ammissione della causa principale "l'insicurezza" è delicato ma si può partire chiarendo le debolezze passo passo che causano questo circolo vizioso, piccoli tasselli che devono andare al loro posto per far visualizzare la dinamica che si chiude a cerchio perfetto nella loro mente ma che crea scompensi in modalità diversa a tutti, perchè il cerchio è composto da due semicerchi non uniti (disunito appunto) e vivere con linearità di intenti è impossibile.
....

Altre soluzioni:
Pensare che una valvola di sfogo è normale, non approfondirne i contenuti e fare della frase "sono così" una semplice accettazione.
Cambiare partner. Se un carattere così incontra una persona che si "volta dall'altra parte" nella conduzione di vita che è prevaricata dal semicerchio disgiunto (è pur sempre una vita alternata) ed è molto appagata dalla parte di semicerchio "tutto al meglio" la vita scorre serena (forse)

Ho iniziato a fare ricerca per capire l'autostima ipertrofica, continuo nella mia ricerca nelle proiezioni fattive e allego un testo
Molto argomentato ed esaustivo... grazie, leggerò con calma anche il testo del link.
Il problema adesso a mio avviso é come adattare le soluzioni possibili al loro rapporto di coppia, specie senza una guida, un aiuto che li possa accompagnare se non alla comprensione totale, almeno all'applicazione delle possibili soluzioni.
Per ora mi sto dando una grattatina in testa per conto terzi.. tipico gesto di perplessità e indecisione...

Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Chi si sente di dare troppo, di essere obbligato a dare in un rapporto mi irrita sempre molto.
Mi irrita perché il rapporto di coppia (e poi la famiglia) dovrebbe essere il luogo sicuro dove sentirsi liberi.
Bisogna fare solo quel che ci si sente di fare.
Certo questo non è in contrasto con la responsabilità e il dovere, per me, perché non vedo questi aspetti come un'imposizione, ma come il frutto spontaneo dell'amore, amche se non scevro da fatica.
Esemplifico: quando ci si alza la notte per i figli piccoli è certo una fatica, ma viene dall'amore per loro non da un obbligo. Così dev'essere nel rapporto di coppia.

Grazie Matilde delle cose che hai scritto
 
O

Old matilde

Guest
Chi si sente di dare troppo, di essere obbligato a dare in un rapporto mi irrita sempre molto.
Mi irrita perché il rapporto di coppia (e poi la famiglia) dovrebbe essere il luogo sicuro dove sentirsi liberi.
Bisogna fare solo quel che ci si sente di fare.
Certo questo non è in contrasto con la responsabilità e il dovere, per me, perché non vedo questi aspetti come un'imposizione, ma come il frutto spontaneo dell'amore, amche se non scevro da fatica.
Esemplifico: quando ci si alza la notte per i figli piccoli è certo una fatica, ma viene dall'amore per loro non da un obbligo. Così dev'essere nel rapporto di coppia.

Grazie Matilde delle cose che hai scritto
La ricerca è nata su me stessa e l'autostima, per eccesso c'è l'autostima ipertrofica....
Vero, talmente vero che mi diventa inconcepibile chi assume come senso del dovere situazioni che sinceramente non hanno nulla a che spartire con il buon senso: un lavaggio di coscenza fine a se stesso, sterile.
Classificherei come anaffettività, che come punto saldo usa razionalità e dovere in cambio di attenzioni... ma mai appagante e quindi..
 
O

Old matilde

Guest
Molto argomentato ed esaustivo... grazie, leggerò con calma anche il testo del link.
Il problema adesso a mio avviso é come adattare le soluzioni possibili al loro rapporto di coppia, specie senza una guida, un aiuto che li possa accompagnare se non alla comprensione totale, almeno all'applicazione delle possibili soluzioni.
Per ora mi sto dando una grattatina in testa per conto terzi.. tipico gesto di perplessità e indecisione...

Bruja


Mi piacerebbe capire assieme le soluzioni!
Parlando di BD non credo che il livello sia questo eh! Ho solo individuato il meccanismo, quando c'è una motivazione scatenante è "semplice" va sciolto il nodo prendendo la mira... ma il punto su cui fare centro è evidente, sempre che non si bari. Quando il mirino ti si sposta invece significa che il punto nodale di disunione è dettato da storia passata, famiglia, modalità di vita più "comoda" che propende verso questo comportamento. Autogonfiarsi di responsabilità per poi esplodere e attribuirne la causa ad al altro è come non guardarsi mai allo specchio.
 
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Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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