premessa: Sempre se la mia analisi è corretta, sono ancora alla ricerca di comprendere ma soprattutto ricerco quel clik che non faccia disunire, se mai lo troverò, in ogni caso da un certo punto in poi sarò sicuramente limitata o confusa.
l'assunzione di responsabilità oltre la misura possibile è indicativo come segno di sfiducia verso il compagno ma soprattutto
insicurezza personale; oltre se stessi nessuno sa "fare al meglio" diventa un dilagare
in proiezione verso il partner, il successivo passo è farsi carico "al meglio" di responsabilità anche superficiali (che sò.. il pane che compro io è di sicuro il più buono). Chi esercita al meglio si sente
rassicurato solo da se stesso e vorrebbe implicitamente che questa
fatica fosse riconosciuta;
è una comunicazione errata perchè nella normalità ognuno da l'apporto possibile alla coppia di sicuro con buona volontà, ma se non è mai sufficiente la reazione è: fai da solo e senza gratificazione perchè il solo farlo da te ti gratifica, nella peggiore situazione al compagno viene tolta la libertà di scelta in ogni frangente con motivazioni anche assurde pur di avere il controllo della situazione, creando insicurezza.
Questo dominio se all'inizio da alla persona che lo esercita da sensazione di libertà, nella realtà si crea una gabbia di doveri e insoddisfazione tale che l'unica via di uscita è il disunirsi, una schizzofrenia.
La difficoltà è che non ammettere il proprio limite o comunque non chiedere aiuto, chi è così difficilmente fa un passo indietro e ammette a se stesso il limite: c'è qualche similitudine con all'autostima ipertrofica.
Prendi questa diagnosi solo con moderazione.
"Episodio maniacale: Sebbene l’umore del soggetto possa risultare inizialmente contagioso per l’osservatore non coinvolto, esso viene riconosciuto come eccessivo da parte di coloro che conoscono bene la persona. La qualità espansiva dell’umore è caratterizzata da un entusiasmo incessante e indiscriminato per le interazioni interpersonali, sessuali o occupazionali. Ad esempio, la persona può iniziare spontaneamente conversazioni complesse con estranei in luoghi pubblici, oppure un agente di vendita può telefonare a casa di estranei al mattino presto per iniziare le vendite. Sebbene l’umore elevato sia considerato il sintomo caratteristico, il disturbo predominante dell’umore può essere l’irritabilità, particolarmente quando i desideri della persona vengono ostacolati. Frequentemente si osserva labilità dell’umore (per es., alternanza di euforia e irritabilità).
È tipicamente presente un’autostima ipertrofica, che va dalla fiducia in sé stesso priva di critica alla grandiosità marcata e può raggiungere proporzioni deliranti. "
Quando si disunisce cerca quella semplicità di sentimenti, quell'approvazione, il fascino della semplice conquista come sollevamento dalle responsabilità quotidiane, un dimenticare la gabbia.. fin qui è abbastanza comune, non è equilibrato quando la persona non ammette a se stesso che questa gabbia se la crea da solo, quando il suo comportamento che lo fa ricercare "leggerezza" lo rende RESPONSABILE di ciò che non voleva creare: aggiunta di problemi invece che risoluzione.
Sono persone che dimenticano o sottovalutano la loro stessa reazione al disunirsi per il "tutto al meglio", diventano ambivalenti e MAI ammetteranno di aver sbagliato, se lo fanno incolpano la persona che li mette di fronte alla realtà, un'altra proiezione.
Loro non POSSONO sbagliare.
Il fiume: quando il capo/razionalità vede la coda/sensazione nelle persone disunite è motivo di irritazione forte: la razionalità condita al perfezionismo non può ammettere l'emozionalità o la giustifica minimizzandola con se stesso addirittura cancellando comportamenti scomodi sgorgati dall'irrazionale, ma se razionalmente si rapporta con un dolore causato ad altri la rabbia è furiosa, è far vedere negli occhi il fallimento.
Pur di negare il fallimento con se stesso ne scaturisce violenza, negazione della realtà anche evidente.. è disposto a tutto, TUTTO.
Chi è così sente comunque una triste infelicità non risolvibile, che appaga temporaneamente ma mai completamente, si auto assolve nelle cazzate ma la macchia resta, quel punto disgiunto è la causa e l'effetto...
La soluzione? Se le persone così vogliono interagire a livello non superficiale, la prima cosa è lasciare che la proiezione venga eseguita ma che la stessa non soffochi la propria autostima. Ottenere che ci sia una ragionevole e graduale ammissione della causa principale "l'insicurezza" è delicato ma si può partire chiarendo le debolezze passo passo che causano questo circolo vizioso, piccoli tasselli che devono andare al loro posto per far visualizzare la dinamica che si chiude a cerchio perfetto nella loro mente ma che crea scompensi in modalità diversa a tutti, perchè il cerchio è composto da due semicerchi non uniti (disunito appunto) e vivere con linearità di intenti è impossibile.
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Altre soluzioni:
Pensare che una valvola di sfogo è normale, non approfondirne i contenuti e fare della frase "sono così" una semplice accettazione.
Cambiare partner. Se un carattere così incontra una persona che si "volta dall'altra parte" nella conduzione di vita che è prevaricata dal semicerchio disgiunto (è pur sempre una vita alternata) ed è molto appagata dalla parte di semicerchio "tutto al meglio" la vita scorre serena (forse)
Ho iniziato a fare ricerca per capire l'autostima ipertrofica, continuo nella mia ricerca nelle proiezioni fattive e allego un testo