Ho appena letto la storia di Giuma e mi sento male per lei. Quando leggo queste vicende, mi viene naturale chiedermi: farò la stessa fine? L'altra sera ero in un momento di bassa - già perché, come aveva acutamente profetizzato Daniele mesi fa - io ho smarrito il mio equilibrio e vivo perennemente fra alti e bassi, cioé fra momenti in cui penso che ce la faremo a risollevarci e altri in cui ho l'impressione di avere messo in atto una specie di accanimento terapeutico che tiene in vita artificiosamente la nostra vita di coppia pesantemente e forse irrimediabilmente malata. Dunque, dicevo, l'altra sera ero in un momento di bassa, perché da diversi giorni vedevo mia moglie solo presa dalle sue vicende di lavoro e dalla sua smania di tirarsi prima di recarsi in ufficio, e allora le ho detto chiaro e tondo, e non è certo la prima volta, che se ha intenzione di trovarsi un altro, di iniziare un'altra vita, lontano da questa famiglia così opprimente che la distrae dalla vocazione di dedicare al lavoro e a quell'ambiente (dove ricordo che gira anche il suo ex amante) il 100% delle sue energie, basta che me lo dica subito, perché a 40 anni, e a 6 mesi dall'aver saputo quello che aveva combinato alle mie spalle giusto a partire da un anno fa, quando era stata via una settimana con il suo collega - che bella ricorrenza da festeggiare ogni anno! - , io mi sentirei la forza per iniziare a vivere da solo, riorganizzare la vita. Certo, questo sarebbe devastante per le nostre 2 piccole, ma che si può fare con una persona che considera la famiglia come una specie di peso? Viceversa credo che sarebbe molto più difficile fra 10 o 15 anni. Insomma, se morte deve essere, meglio subito che non dopo un'interminabile agonia! Risposta sua: a differenza di me, che ritenevo di aver centrato gli obbiettivi della mia vita, salvo poi il dramma del tradimento e trutto quello che ne sta seguendo, lei non ha le idee chiare; capirebbe, però, se io avessi un'altra. Ok, allora, ottenuto l'avvallo di mia moglie, dovrei anch'io costruirmi una vita parallela, ma allo stesso tempo non vuole lasciarmi. Io non so cosa ci sia di più bello che tornare a casa la sera e trovare 2 bimbe che ti corrono incontro ad abbracciarti mentre esclamano: "Papa!" o "Mamma!". Talvolta penso che il nostro caso costituisca una sorta di applicazione ai sentimenti del paradosso del valore di Adam Smith: in tale ottica, traslata dall'economia, mia moglie darebbe poca importanza all'amore che provo per lei (inclusa la passione, tutt'altro che sopita da parte mia) e all'affetto che la circonda, da lei ricambiato in modo alterno e discontinuo, perché questi sentimenti, benché alla base della felicità di ogni persona, esistono in grande abbondanza nella sua vita, tanto da darli per scontati e persino come fonte di "stufia", come si dice dalle mie parti. Forse dovrebbe tornare a casa la sera e non trovare più nessuno per poterli apprezzare, in quanto, secondo quella teoria, è la scarsezza di un bene che ne fa alzare il valore ... sono certo, le testimonianze di tanti sul forum sono univoche (esemplare quella di Tinkerbell) che anche a essere finalmente libera di fare l'amante di un uomo a sua volta non libero si stuferebbe e questa finta libertà non le darebbe la felicità. Questo, da perona intelligente, credo che lo sappia anche lei, ma, non avendolo ancora provato sulla propria pelle, nutre l'aspirazione verso quel tipo di vita, come Ulisse e suoi armigeri che venivano incantati dal canto delle sirene, tentazione bella, ma fatale. Qui credo che sia la stessa cosa.
Chiedo scusa se giro e rigiro la stessa minestra. Mi sfogo come posso e scrivere qui mi aiuta a scaricare un po' il malumore.