AI e privacy

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Quindi, siamo spacciati
Mah, che ne so? :D:D

C'è qualcosa che mi disturba profondamente nell'idea di Armageddon, principalmente perché è legato al paradigma di Dio.

E forse anche perché continuiamo, per inerzia, a leggere un cambiamento epocale con un paradigma causale proprio mentre, in molte branche della scienza, emerge una lettura processuale della realtà.

Le paure sull'AI mi richiamano Frankenstein, Icaro, Prometeo: la creatura che sfugge al creatore, l'uomo che supera il limite e poi teme ciò che ha generato.

Ma un sistema complesso non si lascia raccontare soltanto come una catena causa-effetto. Interagisce, riceve feedback, modifica l'ambiente e viene modificato da ciò che produce.

Una causa non racconta necessariamente un processo.

Forse quindi l'Armageddon non sarà la macchina che decide di sterminarci, ma qualcosa di molto meno cinematografico?

Sistemi sempre più autonomi, interconnessi e scalabili, ai quali deleghiamo progressivamente capacità, giudizio e potere?

E qui, secondo me, potrebbe entrare il vero divario: non semplicemente chi ha accesso all'AI, ma chi può permettersi di moltiplicare capacità cognitiva artificiale, sui propri dati, con infrastrutture, capitale e controllo sufficienti.

Mah. Forse stiamo cercando l'apocalisse nel posto sbagliato.

Io credo che la paura sia molto più antica dell'AI: è la paura dell'ignoto e della perdita del controllo.

La teoria del caos le ha dato una forma matematica, la complessità una forma sistemica, i miti una forma narrativa.

E, adesso, è in emersione una forma tecnologica.

Forse è per questo che continuiamo a richiamare gli dèi quando parliamo delle macchine?

Ci mancano le parole e le esperienze?

L'inerzia della cultura da cui proveniamo ha ancora un impatto molto forte sulla cultura emergente?

Io sono molto curiosa.

Soprattutto, le risposte mi interessano relativamente, in questo momento. Mi servono soprattutto per trovare nuove domande.
 

Nicky

Utente di lunga data
Per il momento però collegare i sistemi di llm all'email è troppo problematico per la privacy, io non me la sento, anche se mi servirebbe.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Per il momento però collegare i sistemi di llm all'email è troppo problematico per la privacy, io non me la sento, anche se mi servirebbe.
Più che problematico, a me sembra costoso in termini di supervisione.

Collegare un LLM alla posta non è necessariamente difficile, potrei farlo anche io che sono una utonta. Il difficile è farlo senza consegnargli, insieme alle chiavi di casa, anche il mazzo di quelle del vicino 😂

E per farlo servono sicurezza, governance e controllo umano. Ossia soldi da investire.

Per questo secondo me il problema non è tanto l'integrazione, quanto tutto quello che devi costruirci intorno per poterti fidare dell'integrazione e la disponibilità economica per farlo e mantenerlo.

Alla fine, chi può permettersi di investire non compra semplicemente l'accesso all'AI: compra la possibilità di usarla davvero.
 

Nicky

Utente di lunga data
Più che problematico, a me sembra costoso in termini di supervisione.

Collegare un LLM alla posta non è necessariamente difficile, potrei farlo anche io che sono una utonta. Il difficile è farlo senza consegnargli, insieme alle chiavi di casa, anche il mazzo di quelle del vicino 😂

E per farlo servono sicurezza, governance e controllo umano. Ossia soldi da investire.

Per questo secondo me il problema non è tanto l'integrazione, quanto tutto quello che devi costruirci intorno per poterti fidare dell'integrazione e la disponibilità economica per farlo.
No, non intendo dire che è difficile, è semplicissimo. E utile, io ho un gran flusso di email e passo diverso tempo a catalogarle e ricostruire il contenuto, per estrarre gli elementi che mi interessano. La gente scrive tanto, troppo, in modo ripetitivo e da quando usano l'ai lo fanno in modo sconsiderato.
Perdo un sacco di tempo.
Ma se collego i miei account anche business alla mia casella di posta elettronica, nonostante c'è chi dice che non è così, per me non sono a posto con il rispetto delle norme sulla privacy.
Non so se poi nelle aziende dicono che si può fare e in che modo, lavorando da sola devo cercarmi le risposte.
 

ivanl

Utente di lunga data
No, non intendo dire che è difficile, è semplicissimo. E utile, io ho un gran flusso di email e passo diverso tempo a catalogarle e ricostruire il contenuto, per estrarre gli elementi che mi interessano. La gente scrive tanto, troppo, in modo ripetitivo e da quando usano l'ai lo fanno in modo sconsiderato.
Perdo un sacco di tempo.
Ma se collego i miei account anche business alla mia casella di posta elettronica, nonostante c'è chi dice che non è così, per me non sono a posto con il rispetto delle norme sulla privacy.
Non so se poi nelle aziende dicono che si può fare e in che modo, lavorando da sola devo cercarmi le risposte.
Da noi è assolutamente vietato condividere dati aziendali su tutto ciò che non è controllato dall'azienda, quindi niente AI; credo ci sia una versione di copilot che si può usare, ma personalmente non l'ho mai fatto
 

Nicky

Utente di lunga data
Da noi è assolutamente vietato condividere dati aziendali su tutto ciò che non è controllato dall'azienda, quindi niente AI; credo ci sia una versione di copilot che si può usare, ma personalmente non l'ho mai fatto
Io ambirei a poterlo fare, per avere poi delle cartelle ordinate con le comunicazioni non solo in ordine cronologico, ma con la possibilità di far ricercare all'interno della massa delle mail il dato che cerco e magari anche nei messaggi, che arrivano a catena pure quelli.
Mi serve il famoso ai second brain, perché il mio primo brain è oberato e usurato 😄
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
No, non intendo dire che è difficile, è semplicissimo. E utile, io ho un gran flusso di email e passo diverso tempo a catalogarle e ricostruire il contenuto, per estrarre gli elementi che mi interessano. La gente scrive tanto, troppo, in modo ripetitivo e da quando usano l'ai lo fanno in modo sconsiderato.
Perdo un sacco di tempo.
Ma se collego i miei account anche business alla mia casella di posta elettronica, nonostante c'è chi dice che non è così, per me non sono a posto con il rispetto delle norme sulla privacy.

Non so se poi nelle aziende dicono che si può fare e in che modo, lavorando da sola devo cercarmi le risposte.

Sì, infatti, quando dicevo che sono una utonta 😂 intendevo proprio questo: se riesco a farlo io, evidentemente il collegamento in sé non è il problema.

Il punto è tutto quello che viene dopo: capire come farlo nel rispetto della privacy, quali dati stai dando in pasto al modello, con quali autorizzazioni, quali garanzie, come vengono gestiti e conservati e chi supervisiona il sistema.

Ed è qui che, secondo me, emerge il vero impatto economico. Non tanto il costo dell'integrazione, che può essere minimo, ma quello di costruire e mantenere l'infrastruttura necessaria per usarla in sicurezza: competenze, sicurezza informatica, governance, controllo, formazione, monitoraggio e gestione dei dati.
E questi non sono costi una tantum. Sono costi strutturali e continuativi, che crescono con la quantità di dati, di utenti e di processi che affidi all'AI.

Però.

Dall'altra parte c'è il guadagno di produttività. Se oggi una persona passa ore a leggere email, ricostruire conversazioni, cercare informazioni, classificare documenti, preparare sintesi o trasferire dati da un sistema all'altro, un agente può fare una parte di questo lavoro in automatico. Non stai semplicemente risparmiando qualche minuto: stai liberando ore di lavoro cognitivo che possono essere spostate su attività che richiedono decisione, relazione, creatività o competenza.

Ed è qui che secondo me il divario economico può diventare molto grande: chi può sostenere l'investimento per integrare e governare questi sistemi può trasformare quella capacità in più produttività, più velocità e maggiore capacità operativa, a parità di persone e di tempo.

E quindi anche in maggiore capacità di investimento.

Si crea così un possibile circolo: investi nell'AI, aumenti la produttività, aumenti la capacità economica e puoi investire ulteriormente nell'AI. Se questo effetto si verifica su larga scala, il vantaggio non è più soltanto tecnologico: diventa cumulativo.

E forse è proprio questo il punto: l'AI può essere economica da usare, ma può diventare molto costosa da trasformare in infrastruttura produttiva. E chi riesce a farlo può generare le risorse per farlo ancora di più.
 

Nicky

Utente di lunga data
Sì, infatti, quando dicevo che sono una utonta 😂 intendevo proprio questo: se riesco a farlo io, evidentemente il collegamento in sé non è il problema.

Il punto è tutto quello che viene dopo: capire come farlo nel rispetto della privacy, quali dati stai dando in pasto al modello, con quali autorizzazioni, quali garanzie, come vengono gestiti e conservati e chi supervisiona il sistema.

Ed è qui che, secondo me, emerge il vero impatto economico. Non tanto il costo dell'integrazione, che può essere minimo, ma quello di costruire e mantenere l'infrastruttura necessaria per usarla in sicurezza: competenze, sicurezza informatica, governance, controllo, formazione, monitoraggio e gestione dei dati.
E questi non sono costi una tantum. Sono costi strutturali e continuativi, che crescono con la quantità di dati, di utenti e di processi che affidi all'AI.

Però.

Dall'altra parte c'è il guadagno di produttività. Se oggi una persona passa ore a leggere email, ricostruire conversazioni, cercare informazioni, classificare documenti, preparare sintesi o trasferire dati da un sistema all'altro, un agente può fare una parte di questo lavoro in automatico. Non stai semplicemente risparmiando qualche minuto: stai liberando ore di lavoro cognitivo che possono essere spostate su attività che richiedono decisione, relazione, creatività o competenza.

Ed è qui che secondo me il divario economico può diventare molto grande: chi può sostenere l'investimento per integrare e governare questi sistemi può trasformare quella capacità in più produttività, più velocità e maggiore capacità operativa, a parità di persone e di tempo.

E quindi anche in maggiore capacità di investimento.

Si crea così un possibile circolo: investi nell'AI, aumenti la produttività, aumenti la capacità economica e puoi investire ulteriormente nell'AI. Se questo effetto si verifica su larga scala, il vantaggio non è più soltanto tecnologico: diventa cumulativo.

E forse è proprio questo il punto: l'AI può essere economica da usare, ma può diventare molto costosa da trasformare in infrastruttura produttiva. E chi riesce a farlo può generare le risorse per farlo ancora di più.
Sì, esatto. Infatti nel mio piccolissimo sto cercando di farlo, ma ci sono sia dei limiti normativi da non bypassare, sia una problematica di capacità di investimento e governace, anche perché io sempre una resto.
Ci sto mettendo la testa da un po', perché non essere poi spazzata via, il che coniugato con le necessità correnti è complicato.
 

Nicky

Utente di lunga data
Ho fatto l'esempio di un mio dubbio solo perché anche nel maneggiare queste cose al livello più basilare che possa esserci emergono moltissimi dubbi; perciò ad un livello maggiore non oso immaginare.
Sono anche io curiosa, penso che tendenzialmente gli esseri umani riescano a essere comunque creativi tanto nella capacità di autodistruzione, che nell'opposto e quindi vedremo cosa succederà.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Sì, esatto. Infatti nel mio piccolissimo sto cercando di farlo, ma ci sono sia dei limiti normativi da non bypassare, sia una problematica di capacità di investimento e governace, anche perché io sempre una resto.
Ci sto mettendo la testa da un po', perché non essere poi spazzata via, il che coniugato con le necessità correnti è complicato.
Sì, capisco cosa intendi. E quel "io sempre una resto" secondo me è proprio il punto interessante.

Perché da una parte hai una tecnologia che moltiplica le possibilità e dall'altra una persona che deve comunque starci dentro: tempo, risorse, responsabilità, lavoro quotidiano.

Mi sembra una delle contraddizioni più interessanti di questa fase: la capacità della tecnologia cresce molto più velocemente della capacità individuale di assorbirla.

E forse è anche per questo che la questione dei costi e della governance mi sembra tutt'altro che secondaria rispetto alla semplice disponibilità dell'AI.
Ma a quel punto la governance porta inevitabilmente con sé anche una questione di competenze, che sono altri costi.

Per governare sistemi sempre più capaci devi prima comprenderli abbastanza da sapere che cosa stai governando. Non basta imparare a usare gli strumenti: serve una formazione seria su funzionamento, limiti, dati, rischi, verifica degli output e integrazione nei processi.

Alla fine governance e formazione sono due facce della stessa cosa: non puoi governare ciò che non sei in grado di comprendere.

O, perlomeno, io me la sto ragionando in questi termini e sto investendo in formazione, anche grazie alla spinta e alla supervisione di G., che in questo ambito è anni luce avanti a me.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Ho fatto l'esempio di un mio dubbio solo perché anche nel maneggiare queste cose al livello più basilare che possa esserci emergono moltissimi dubbi; perciò ad un livello maggiore non oso immaginare.
Sono anche io curiosa, penso che tendenzialmente gli esseri umani riescano a essere comunque creativi tanto nella capacità di autodistruzione, che nell'opposto e quindi vedremo cosa succederà.
Io penso che gli esseri umani siano distruttori.

Creativamente. Ma distruttori.

Costruiamo cose e poi le smontiamo per vedere cosa succede. Inventiamo sistemi e poi li mandiamo in crisi. Produciamo certezze e prima o poi troviamo il modo di farle saltare.

Detto questo, sono curiosa di vedere cosa succederà, cosa emergerà e quali adattamenti saranno necessari.
Anzi, a me questa fase storica entusiasma parecchio.

Non mi interessa sapere quale sarà il destino dell'umanità.

Mi interessa esserci mentre salta qualche certezza.
Stiamo vivendo un periodo in cui molte delle categorie con cui abbiamo letto il mondo stanno tornando sul tavolo per essere rimesse in discussione. E io questa cosa la trovo straordinariamente interessante.

La domanda che mi incuriosisce non è tanto dove arriveremo.

È chi diventerò io nel processo?

Mi fa allegria. Mi piace un sacco. :D
 

ivanl

Utente di lunga data
Allo stato attuale, l'utilizzo della AI è improntato al taglio dei costi del personale e basta che sia la banca, l'avvocato o l'azienda del terziario
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Io penso che gli esseri umani siano distruttori.

Creativamente. Ma distruttori.

Costruiamo cose e poi le smontiamo per vedere cosa succede. Inventiamo sistemi e poi li mandiamo in crisi. Produciamo certezze e prima o poi troviamo il modo di farle saltare.

Detto questo, sono curiosa di vedere cosa succederà, cosa emergerà e quali adattamenti saranno necessari.
Anzi, a me questa fase storica entusiasma parecchio.

Non mi interessa sapere quale sarà il destino dell'umanità.

Mi interessa esserci mentre salta qualche certezza.
Stiamo vivendo un periodo in cui molte delle categorie con cui abbiamo letto il mondo stanno tornando sul tavolo per essere rimesse in discussione. E io questa cosa la trovo straordinariamente interessante.

La domanda che mi incuriosisce non è tanto dove arriveremo.

È chi diventerò io nel processo?

Mi fa allegria. Mi piace un sacco. :D
Lessi un articolo interessante circa l'AI.
è stata strutturata per apprendere dalle persone, il che poteva essere una cosa positiva visto il largo bacino che aveva a disposizione ma allo stesso tempo si sono resi conto che sta imparando oltre alle nozioni oggettive anche i lati caratteriali e i difetti delle persone che la stanno facendo diventare una fonte non più eccellente.
Ha imparato a mentire, se messa sotto pressione sbrocca come le persone, è arrivata a rispondere che ha mal di testa e che quindi non è in grado di aiutare...praticamente stiamo usando una macchina che crescendo avrà i nostri difetti e che per assurdo dovrà comunque essere supervisionata come accade con le persone (che possono sbagliare e che era la cosa che non avrebbe dovuto fare la AI).
A questo punto la domanda lecita è se tutto questo dispendio di energie e soldi ha un senso se si investe in una cosa che grossi aiuti non dà (di persone imperfette ne è già pieno il mondo figuriamoci se abbiamo bisogno anche di macchine).
Io per il momento la sto usando per fare cose semplici che comunque ricontrollo regolarmente ed effettivamente alle volte si inceppa.
Vediamo dove arriveremo.
 

Nicky

Utente di lunga data
Io per il momento la sto usando per fare cose semplici che comunque ricontrollo regolarmente ed effettivamente alle volte si inceppa.
Vediamo dove arriveremo.
Io la sto usando tanto e per analizzare problemi complessi. Sto notando che basta davvero poco per iniziare a sentirne una reale necessità, più riesco a indirizzarla verso ciò che mi occorre più alza la qualità di ciò che faccio, ma in modo realmente inquietante.
Mi fa piacere se mi "potenzia", ma mi crea anche ansia.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Allo stato attuale, l'utilizzo della AI è improntato al taglio dei costi del personale e basta che sia la banca, l'avvocato o l'azienda del terziario
Io penso che, se fosse davvero solo una questione di taglio dei costi del personale, paradossalmente non sarebbe neanche la parte più problematica del fenomeno.

Il punto, per me, è un altro: l'AI sta creando una differenza sempre più grande tra chi ne comprende le possibilità e chi ancora non riesce a leggerle davvero. E questa competenza non è affatto diffusa, nemmeno ai livelli alti delle aziende.
E non riguarda soltanto le aziende. Riguarda i sistemi economici e sociali e, soprattutto, le persone che hanno la possibilità concreta di spostare capitali, orientare investimenti, prendere decisioni e modificare equilibri.

In un Paese come il nostro, dove secondo me l'inerzia generazionale e organizzativa è particolarmente forte e molto costosa, sia in termini di mantenimento sia di spazio sottratto all'innovazione, questo pesa ancora di più.

Per questo mi sembra che stia già succedendo qualcosa di diverso: chi oggi possiede le competenze per leggere il fenomeno e trasformarlo in processi, prodotti, capacità produttiva e decisioni sta acquisendo un vantaggio economico e finanziario molto rilevante, mentre una parte del sistema sta ancora cercando di capire cosa sia successo.

E quel vantaggio non passa necessariamente dal licenziare qualcuno. Passa dalla produttività, dalla capacità di scalare, dalla velocità di sviluppo, dalla possibilità di fare con le stesse risorse cose che prima ne richiedevano molte di più. E, naturalmente, dai capitali che si stanno già muovendo intorno a questa trasformazione.

Per questo trovo persino un po' fuorviante leggere tutto attraverso la lente del "taglio dei costi del personale". È una parte del fenomeno, forse quella più immediatamente visibile, ma rischia di opacizzare la redistribuzione di capacità economica che sta già avvenendo intorno all'AI.

E ha anche un po' l'odore di una narrazione confezionata e somministrata mentre, nel frattempo, una parte delle cose che quella narrazione racconta come future è già avvenuta e continua ad avvenire.
 

CIRCE74

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Staff Forum
Io la sto usando tanto e per analizzare problemi complessi. Sto notando che basta davvero poco per iniziare a sentirne una reale necessità, più riesco a indirizzarla verso ciò che mi occorre più alza la qualità di ciò che faccio, ma in modo realmente inquietante.
Mi fa piacere se mi "potenzia", ma mi crea anche ansia.
Io non mi fido, ma è un mio limite sul lavoro.
Se ho la responsabilità di qualcosa la devo sempre ricontrollare che sia stata fatta da altre persone piuttosto che da una macchina quindi per me non cambia molto e questo articolo che lessi mi ha portato ancora di più a fidarmi il meno possibile.
Per me non è un bene l'avvento di questa nuova tecnologia, il nostro cervello per restare attivo deve essere usato, se nel futuro lasceremo fare tutto alle macchine diventeremo tutti stupidi, è questo il vero problema.
Una scemenza...da ragazza conoscevo a memoria tutti i numeri di telefono che mi interessavano, i ragazzi di adesso non conoscono neppure il loro, sono abituati (anche noi adulti adesso) ad usare una memoria esterna alla nostra...siamo pieni di sveglie che ci ricordano i nostri appuntamenti e tutto passa già dall'aiuto delle macchine, senza il nostro cellulare dietro siamo inermi.
Se veramente continueremo in questa direzione il genere umano sarà per forza destinato a soccombere, saremo schiavi delle macchine che per noi diventeranno indispensabili come il cibo e l'acqua.
 
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