Adozione da parte di coppie dello stesso sesso

Martoriato

Utente di lunga data
100% favorevole. E sono una persona tutt'altro che tollerante, ma ho molti amici gay che sarebbero dei genitori fantastici. Inutile dirlo invece si vedono certi genitori biologici a cui non avrei affidato nemmeno un criceto e che figliano come fossero conigli. Sono persone che considero un livello appena piu' su della bestia, solo perche' camminano eretti e si esprimono a parole.

Lo diceva anche il buon Andrea Gallo che " un figlio cresce bene se e' cresciuto con amore, tutto il resto sono chiacchiere".
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Non si spiega il motivo di tanta devozione
Ho chiesto a mia moglie e mi ha risposto: con tutti i sacrifici che hanno fatto per noi permettendoci di studiare, il minimo che potevamo fare come figlie è stato esserci curati di loro fin da quando abbiamo potuto. Effettivamente, la famiglia di mia moglie, tedesca, non era certo di origini nobili o di ceto medio eppure ha permesso a tutti e 5 figli di laurearsi.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
100% favorevole. E sono una persona tutt'altro che tollerante, ma ho molti amici gay che sarebbero dei genitori fantastici. Inutile dirlo invece si vedono certi genitori biologici a cui non avrei affidato nemmeno un criceto e che figliano come fossero conigli. Sono persone che considero un livello appena piu' su della bestia, solo perche' camminano eretti e si esprimono a parole.

Lo diceva anche il buon Andrea Gallo che " un figlio cresce bene se e' cresciuto con amore, tutto il resto sono chiacchiere".
concordo con te anche se non mi sento di dire meglio un genitore gay che un genitore bestia.
il mio pensiero è meglio due genitori e basta, a prescindere dalla loro sessualità.
 

Ginevra65

Moderator
Staff Forum
Ho chiesto a mia moglie e mi ha risposto: con tutti i sacrifici che hanno fatto per noi permettendoci di studiare, il minimo che potevamo fare come figlie è stato esserci curati di loro fin da quando abbiamo potuto. Effettivamente, la famiglia di mia moglie, tedesca, non era certo di origini nobili o di ceto medio eppure ha permesso a tutti e 5 figli di laurearsi.
A loro modo, senza tanti e sdolcina menti, hanno pensato al futuro dei figli dando un istruzione che permettesse loro un futuro migliore.
 

oriente70

Utente di lunga data
Questo articolo è una prova di quante cose diano da riflettere. A parte il riconoscimento delle adozioni straniere da parte dell'Italia, se restiamo nel nostro paese le coppie gay, così come i single (famosa è una sentenza della Cassazione se non vado errata del 2019, che ha concesso a una single ultrassessantenne l'adozione di una figlia disabile) possono adottare nei cd. "casi particolari", tra cui appunto rientrano le patologie.

E fa riflettere perché - coppie, o individui non ritenuti "idonei", o "il meglio" nei casi di adozione di bimbi senza problemi di salute - idonei vengono diversamente riconosciuti nei casi che richiederebbero maggior.... idoneità (non è la parola giusta, ma passatemela) ;)
Per me è discriminazione? Una vota che apri la possibilità ad adottare perché porre dei vincoli??
 

Skorpio

Utente di lunga data
Se qualcuno un giorno dovesse indire un altro referendum inutile e costoso sul tema in oggetto, voi votereste a favore o contro?
Io assolutamente a favore.
Poi magari ad insulti inoltrati, argomenteremo meglio ma dubito sia necessario.
Io a favore, ma con gli stessi controlli serrati e le stesse cautele e procedure di accertamento di serietà che ci sono attualmente per una richiesta di adozione di una coppia etero.

Perché non è che perché sono due finocchi a chiederlo, allora gli si deve dare seduta stante un figliolo in affido, sennò si passa per omofobi.

Stesse rigidità, stesso iter e stesse indagini e istruttorie

Uguali a quegli altri
 

Foglia

utente viva e vegeta
Per me è discriminazione? Una vota che apri la possibilità ad adottare perché porre dei vincoli??
A me più che la discriminazione preoccupano i criteri che piovono dalle leggi. Ho conosciuto una coppia che è stata scartata (all'ultimo "step") fondamentalmente perché in lei (che non poteva avere figli) prevaleva il desiderio di mettere una toppa sopra alla sua impossibilità. Giusto eh, ma abbastanza indicativo della stringenza di determinati criteri.... @Brunetta : corretto ciò che dici anche in punto di dichiarazione della disponibilità ad adottare bimbi con handicap. Però nel caso delle cd. adozioni in casi particolari molti criteri che definirei oggettivi (tipo differenza di età tra adottante e adottato o stato di famiglia per i single e le coppie gay) vengono semplicemente bypassati. E allora mi domando se PER UNO STATO CIVILE (che non è quello dell'adottante 😂) bimbi con PIÙ PROBLEMI DEGLI ALTRI possano essere adottati da chi (SEMPRE PER QUELLO STATO) risulta a valle nemmeno idoneo a partecipare al primo "step", nel caso delle altre adozioni. Spero che si capisca ciò che voglio dire. È fa riflettere. Tante volte in passato (prima di avere mio figlio) mi dicevo che un figlio con problemi sarebbe stato una disgrazia da sperare di poter "risolvere. Che insomma fosse un bene saperlo prima per ovviare :(
Dopo che sono diventata madre, ma anche nel durante, se pure non fossi stata fortunata, non avrei ovviato più, come ora non ovvierei. Che uno stato mi dica che io, in quanto single (e largamente inidonea alle adozioni standard) potrei adottare un bambino che avrebbe bisogno di tante volte tanto cure e affetto.... fa riflettere sicuramente me, in ordine ai miei bisogni. Ma altrettanto mi dà da pensare a come vengano visti questi bambini e ai criteri di idoneità che attualmente vigono in tema adozioni. Mia amica (e suo dichiarato bisogno di maternità) in primis.... Perché qui il discorso mi pare quello del tipo: "non hai i requisiti?". E allora ti prendi i bambini CHE NESSUNO VUOLE". E niente.... a me monta un groppo in gola.
 

oriente70

Utente di lunga data
Perché qui il discorso mi pare quello del tipo: "non hai i requisiti?". E allora ti prendi i bambini CHE NESSUNO VUOLE". E niente.... a me monta un groppo in gola.
Un groppo è poco 😎 chi attua certi ragionamenti non sta bene.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Perché qui il discorso mi pare quello del tipo: "non hai i requisiti?". E allora ti prendi i bambini CHE NESSUNO VUOLE". E niente.... a me monta un groppo in gola.
Un groppo è poco 😎 chi attua certi ragionamenti non sta bene.
Eh, ma si tratta della legge in vigore in Italia. E' vero che alcune leggi sono fatte coi piedi, però mi viene da pensare che questa recepisca, in gran parte, il pensiero dei più di fronte all'argomento della adozione. Si parla tanto di "diritti": della mia amica e del marito a cui è stato risposto di "no", dei single, dei gay, degli attempati. Ed è così che tutto segue un iter per poter soddisfare quei diritti, delle "graduatorie" (come fosse un concorso pubblico), da cui se sei "scartato" hai comunque la possibilità di ricorrere a una scelta meno ambita, ma più facile. Mentre se si partisse dai diritti degli adottati (e non degli adulti) cosa ne ricaveremmo? Forse ne ricaveremmo che i più "bravi", i più alti in graduatoria, vedrebbero loro assegnati i bambini con i maggiori problemi. E' un discorso un pò semplicistico, il mio, eh. Ma è giusto per capire. Come siamo noi, e come sono le leggi che in un certo senso ci rispecchiano. Il single, o la coppia gay (che non è unita da MATRIMONIO.... matrimonio :), per dire che nemmeno due etero non convolati a MATRIMONIO :rolleyes: possono adottare) sono inidonei a valle rispetto all'adozione, ma davanti a un bimbo invalido diventano tutti magicamente idonei (almeno sotto il profilo dei requisiti per così dire oggettivi, eh). E allora cosa conta, dal punto di vista dei diritti di un bambino?

Io sto parlando di uno Stato, il nostro, e di un diritto (e mi pare un pò più logico parlare del diritto dei bambini a crescere all'interno di una famiglia, ove possibile). Altrimenti continueremo a dire che i disabili, sì, poveretti loro, è già tanto se trovano qualcuno disposto ad adottarli. Che è una triste verità, allo stato attuale, in cui si parla spesso di diritto alle adozioni come di un diritto del mondo adulto, con graduatorie e preferenze al seguito. E conforme sì o no al diritto dei bambini adottabili l'allargamento di una maglia? Chi si dichiara disponibile all'adozione, e lo fa per le vie più "complicate" (quindi con un matrimonio di almeno tre anni, con non più di tot anni, coppia etero e via dicendo) può (o meglio: è conforme al diritto dei minori) scegliere chi adottare e chi non adottare?

Io risposte non ne ho eh. Solo tristezza davanti a certe evidenze, perplessità davanti a una legge che pare fatta sempre pensando ai diritti dei grandi, e la certezza che a cambiare punto di vista verrebbero più o meno fuori altrettanti "casini". Coi grandi, eh (ma come: sono il più idoneo, e mi vogliono dare il figlio malato?). Sento tante eco, mentre scrivo questo.
 

oriente70

Utente di lunga data
Eh, ma si tratta della legge in vigore in Italia. E' vero che alcune leggi sono fatte coi piedi, però mi viene da pensare che questa recepisca, in gran parte, il pensiero dei più di fronte all'argomento della adozione. Si parla tanto di "diritti": della mia amica e del marito a cui è stato risposto di "no", dei single, dei gay, degli attempati. Ed è così che tutto segue un iter per poter soddisfare quei diritti, delle "graduatorie" (come fosse un concorso pubblico), da cui se sei "scartato" hai comunque la possibilità di ricorrere a una scelta meno ambita, ma più facile. Mentre se si partisse dai diritti degli adottati (e non degli adulti) cosa ne ricaveremmo? Forse ne ricaveremmo che i più "bravi", i più alti in graduatoria, vedrebbero loro assegnati i bambini con i maggiori problemi. E' un discorso un pò semplicistico, il mio, eh. Ma è giusto per capire. Come siamo noi, e come sono le leggi che in un certo senso ci rispecchiano. Il single, o la coppia gay (che non è unita da MATRIMONIO.... matrimonio :), per dire che nemmeno due etero non convolati a MATRIMONIO :rolleyes: possono adottare) sono inidonei a valle rispetto all'adozione, ma davanti a un bimbo invalido diventano tutti magicamente idonei (almeno sotto il profilo dei requisiti per così dire oggettivi, eh). E allora cosa conta, dal punto di vista dei diritti di un bambino?

Io sto parlando di uno Stato, il nostro, e di un diritto (e mi pare un pò più logico parlare del diritto dei bambini a crescere all'interno di una famiglia, ove possibile). Altrimenti continueremo a dire che i disabili, sì, poveretti loro, è già tanto se trovano qualcuno disposto ad adottarli. Che è una triste verità, allo stato attuale, in cui si parla spesso di diritto alle adozioni come di un diritto del mondo adulto, con graduatorie e preferenze al seguito. E conforme sì o no al diritto dei bambini adottabili l'allargamento di una maglia? Chi si dichiara disponibile all'adozione, e lo fa per le vie più "complicate" (quindi con un matrimonio di almeno tre anni, con non più di tot anni, coppia etero e via dicendo) può (o meglio: è conforme al diritto dei minori) scegliere chi adottare e chi non adottare?

Io risposte non ne ho eh. Solo tristezza davanti a certe evidenze, perplessità davanti a una legge che pare fatta sempre pensando ai diritti dei grandi, e la certezza che a cambiare punto di vista verrebbero più o meno fuori altrettanti "casini". Coi grandi, eh (ma come: sono il più idoneo, e mi vogliono dare il figlio malato?). Sento tante eco, mentre scrivo questo.
Dovrebbe funzionare a sorte 😎, d'altronde quando una resta incinta scopre tutto pian piano.
 

danny

Utente di lunga data
Se qualcuno un giorno dovesse indire un altro referendum inutile e costoso sul tema in oggetto, voi votereste a favore o contro?
Io assolutamente a favore.
Poi magari ad insulti inoltrati, argomenteremo meglio ma dubito sia necessario.
I miei vicini di casa gay comprarono un bambino negli Usa con 20.000 euro circa 13 anni fa.
La madre una poveraccia bionda, scelta per l'aspetto fisico su un catalogo. Il bambino in effetti col DNA dello sperma del mio vicino e quello della tizia in questione era un bel bimbo biondo, molto bianco di carnagione. Inizialmente fu accudito da loro due insieme a una loro coinquilina lesbica e un ragazzo adottato in Bielorussia residuo della precedente coppia etero di uno dei due (la ex moglie non si sa dove fosse finita) e con qualche problema psichiatrico (sembrava un po' un serial killer).
Non lo facevano giocare con nessun altro bimbo, erano genitori molto protettivi. Pur coetaneo di mia figlia lei non ha mai passato tempo con lui.
Non so più niente da qualche anno di loro.
Comunque non è che essere figli di coppie etero sia meglio. Tra genitori spacciatori, mamme prostitute etc. ho visto di tutto in questi anni. Si può essere teste di cazzo in qualsiasi caso.
Mi risulta comunque che si possano comprare uteri anche in altri paesi oltre agli Usa oggi.
I prezzi dovrebbero abbassarsi col tempo ed essere più accessibili, senza dover disporre di grandi cifre.
 

danny

Utente di lunga data
Io non sono informata su come siano i test a cui vengono sottoposte delle coppie per adottare. So, per sentito dire, che è concesso solo a coppie ricche (non benestanti, ricche) ma ho anche sentito di chi nelle condizione di benestare basta abbia l'amico psichiatra o il dottore X per avere più facilmente una firma quando serve. In poche parole, non so proprio niente, se non voci di corridoio.
In Italia non so quante persone risponderebbero ad un referendum simile al mio livello di conoscenza.
Banalizzando io sarei aperta all'adozione da parte di chiunque (dando per scontato che i test siano seri), pur di levare da condizioni pietose dei bambini (pare in alcuni paesi a causa del covid si sia incrementato il numero degli orfani). Magari non andranno a vivere in una famiglia modello (sempre ne esistano) ma sempre meglio che rischiare di cadere in brutti giri (purtroppo capita). Mi rendo conto però che il mio è un pensiero appunto banale.
Quindi mi andrei a informare.
In considerazioni così, da topic Pincopallista, rispetto a coppie dello stesso sesso mi viene più un pensiero che il bambino possa sentirsi non pienamente accettato dalla società, se prima non diviene il rapporto fra gay o lesbiche totalmente accettato dalla società, e magari vivere questo distacco come un trauma (dopo quello già subito dell'abbandono). Scrivo questo anche considerando che non ci sono solo neonati o bambini nei primi anni di vita da adottare.
Probabilmente (o probabilmente è una mia carenza) ancora mancano dei riferimenti di famiglia gay. Mi viene in mente quel simpatico telefilm che in Italia si chiama "Modern Family", di cui però ho visto solo alcune puntate di vecchie edizioni, dove tra le coppie c'era proprio una coppia gay che adottava una bimba. Purtroppo se ad esempio per prendere una casa in affitto, nessuno fa una piega se si presentano due ragazzi fidanzati, un uomo che si presentasse con il proprio compagno, potrebbe rischiare di venire scartato, per le brutte cose lercie che poi quei zozzoni farebbero. E sapendo questo, ci sono gay che devono "mascherarsi" da etero, ma per lavorare, per cose banali o semplicemente per non avere rotture per qualcuno con cui magari si rapportano mezz'ora.

Non so neppure se adottare debba corrispondere, come ho sempre sentito, al grande desiderio di avere un bambino e non poterlo avere. Perchè non so cosa voglia dire "grande desiderio". Nella sostanza si decide di dedicarsi ad una creatura, che ha subito un trauma (è stato abbandonato), e si prova a recuperare come si può per fargli avere una vita migliore di quella che avrebbe senza nessuno. Percui trovo sia diverso dall'avere un proprio figlio, è un poco recuperare una bestiola selvatica e ferita, e potrebbe mordere e graffiare mi sa...
Una nostra amica ha adottato 3 bambini in sudamerica. Madre prostituta. Spegneva le sigarette sui bimbi, per dire. Molti traumi in questi 3 fratelli. Non potevano essere divisi, per cui occorreva prenderli tutti assieme. Tanti viaggi in sudamerica prima di arrivare a completare l'adozione, iter lunghissimi. Ci vogliono soldi e tempo. E molta molta forza, perché adottare bambini come questi con tanti problemi alle spalle richiede un impegno incredibile e non è alla portata di tutti.
Più che di parlare genericamente di coppie gay, parlerei di persone in grado di affrontare situazioni molto impegnative, che richiedono forza d'animo e capacità di superare tutte le difficoltà che inevitabilmente si presentano. Questa donna che conosciamo è infatti eccezionale, una forza d'animo e un"intelligenza e una sensibilità superiori alla media. Adesso i bimbi sono adolescenti e in un caso si presenta il problema di identità familiare, che ritorna, malgrado tutto. Non è paragonabile l'adozione a una maternità. In nessun modo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Purtroppo c'è chi si dichiara disponibile ad adottare un bambino con disabilità perché sopraffatto dal desiderio di avere un figlio.
“Naturalmente “ niente garantisce che un figlio non abbia disabilità o che non la acquisisca nel tempo. È una cosa che non ci si augura e si fanno controlli e poi vaccinazioni ecc perché non avvenga. Chi accetta un figlio disabile in adozione, accetta un grave problema a vita. Non oso pensarne nulla, se non un pizzico di sopravvalutazione di sé.
 

Brunetta

Utente di lunga data
A me più che la discriminazione preoccupano i criteri che piovono dalle leggi. Ho conosciuto una coppia che è stata scartata (all'ultimo "step") fondamentalmente perché in lei (che non poteva avere figli) prevaleva il desiderio di mettere una toppa sopra alla sua impossibilità. Giusto eh, ma abbastanza indicativo della stringenza di determinati criteri.... @Brunetta : corretto ciò che dici anche in punto di dichiarazione della disponibilità ad adottare bimbi con handicap. Però nel caso delle cd. adozioni in casi particolari molti criteri che definirei oggettivi (tipo differenza di età tra adottante e adottato o stato di famiglia per i single e le coppie gay) vengono semplicemente bypassati. E allora mi domando se PER UNO STATO CIVILE (che non è quello dell'adottante 😂) bimbi con PIÙ PROBLEMI DEGLI ALTRI possano essere adottati da chi (SEMPRE PER QUELLO STATO) risulta a valle nemmeno idoneo a partecipare al primo "step", nel caso delle altre adozioni. Spero che si capisca ciò che voglio dire. È fa riflettere. Tante volte in passato (prima di avere mio figlio) mi dicevo che un figlio con problemi sarebbe stato una disgrazia da sperare di poter "risolvere. Che insomma fosse un bene saperlo prima per ovviare :(
Dopo che sono diventata madre, ma anche nel durante, se pure non fossi stata fortunata, non avrei ovviato più, come ora non ovvierei. Che uno stato mi dica che io, in quanto single (e largamente inidonea alle adozioni standard) potrei adottare un bambino che avrebbe bisogno di tante volte tanto cure e affetto.... fa riflettere sicuramente me, in ordine ai miei bisogni. Ma altrettanto mi dà da pensare a come vengano visti questi bambini e ai criteri di idoneità che attualmente vigono in tema adozioni. Mia amica (e suo dichiarato bisogno di maternità) in primis.... Perché qui il discorso mi pare quello del tipo: "non hai i requisiti?". E allora ti prendi i bambini CHE NESSUNO VUOLE". E niente.... a me monta un groppo in gola.
La priorità è collocare i bambini in una famiglia. Per un bambino con disabilità mi pare ovvio che non si richieda la famiglia perfetta, visto che l’alternativa è molto più imperfetta. Per gli altri bambini c’è maggior richiesta e si può scegliere maggiormente.
Mi sembra una normale legge di “mercato“ ma vale anche per prendere moglie /marito.
 

Vera

Moderator
Staff Forum
“Naturalmente “ niente garantisce che un figlio non abbia disabilità o che non la acquisisca nel tempo. È una cosa che non ci si augura e si fanno controlli e poi vaccinazioni ecc perché non avvenga. Chi accetta un figlio disabile in adozione, accetta un grave problema a vita. Non oso pensarne nulla, se non un pizzico di sopravvalutazione di sé.
Lo so bene.
Non si è mai consapevoli delle problematiche future. Oltre a chi affronta, fin da subito, cè chi sottovaluta e chi nasconde a sé stesso la verità.
 

Foglia

utente viva e vegeta
La priorità è collocare i bambini in una famiglia. Per un bambino con disabilità mi pare ovvio che non si richieda la famiglia perfetta, visto che l’alternativa è molto più imperfetta. Per gli altri bambini c’è maggior richiesta e si può scegliere maggiormente.
Mi sembra una normale legge di “mercato“ ma vale anche per prendere moglie /marito.
Non so per quale strano percorso, ma sono arrivata a convincermi di essere favorevole alla adozione anche da parte di coppie gay :)
Ero un pò perplessa, prima, non perché ce l'abbia su con quelli di un orientamento sessuale differente dal mio, ma perché (oltre a un pò di retaggi, del tipo che per fare un figlio ci vogliono un uomo e una donna) a volte chi è collocato in un sistema differente viene un pò guardato comese fosse una bestia in uno zoo, non so come dire. Riflettendo (anche) sulle tue parole di adesso, sia pure in altro contesto, sono arrivata alla conclusione che se famiglia "imperfetta" deve essere, allora non è avere due madri o due padri, o direi anche un single ad incidere sulla serenità di un bambino. Quanto piuttosto le aspettative di "qualità" di vita che vengono a lui offerte. La mia amica "scartata" dall'adozione mi disse che riteneva crudele dire e ribadire a un bambino adottato (come mi ha riferito lei stessa che le sia stato detto durante il percorso) che lei non fosse "la vera madre". E questa cosa, che su due piedi sembrò crudele anche a me (ok a una certa età dirglielo, ma come lo spieghi a un bimbo di tre anni che tu non sei la sua mamma, e soprattutto PERCHE' non ha la sua vera mamma) mi fu in realtà smentita da un'altra persona che - con una forza immensa (perché il bimbo - filippino - aveva ricevuto traumi inimmaginabili, ed era arrivato in Italia a 7-8 anni.....) - aveva adottato. E mi parlò dell'importanza (al di là dell'evidenza: che ci sono casi che per colore della pelle o tratti somatici, mica puoi "camuffare") di non far scoprire, magari a 18 anni, un grande inganno.... Perciò, dal punto di vista del bambino, l'avere due genitori dello stesso sesso non è certo più traumatico che averne due etero comunque "non veri genitori". Credo che, se si tratti o meno di una questione di sola biologia, dipenda semplicemente dal sentirsi amati (e a volte è vero anche il contrario ;) ). Il resto (i condizionamenti e i giudizi della società, anche certe curiosità un pò morbose) tutto sommato sono collocabili in un contesto che non solo è destinato a normalizzarsi man mano che gli anni vanno avanti, ma che in ogni caso diventa secondario. Favorevole anch'io, e che vengano individuati controlli omogenei per tutti. Il resto del discorso che fai tu, è un discorso che capisco, ma il magone comunque resta ;)
 

Pincopallino

Utente di lunga data
I miei vicini di casa gay comprarono un bambino negli Usa con 20.000 euro circa 13 anni fa.
La madre una poveraccia bionda, scelta per l'aspetto fisico su un catalogo. Il bambino in effetti col DNA dello sperma del mio vicino e quello della tizia in questione era un bel bimbo biondo, molto bianco di carnagione. Inizialmente fu accudito da loro due insieme a una loro coinquilina lesbica e un ragazzo adottato in Bielorussia residuo della precedente coppia etero di uno dei due (la ex moglie non si sa dove fosse finita) e con qualche problema psichiatrico (sembrava un po' un serial killer).
Non lo facevano giocare con nessun altro bimbo, erano genitori molto protettivi. Pur coetaneo di mia figlia lei non ha mai passato tempo con lui.
Non so più niente da qualche anno di loro.
Comunque non è che essere figli di coppie etero sia meglio. Tra genitori spacciatori, mamme prostitute etc. ho visto di tutto in questi anni. Si può essere teste di cazzo in qualsiasi caso.
Mi risulta comunque che si possano comprare uteri anche in altri paesi oltre agli Usa oggi.
I prezzi dovrebbero abbassarsi col tempo ed essere più accessibili, senza dover disporre di grandi cifre.
Si, anche in Bielorussia.
Un mio conoscente dell’hinterland milanese con sua moglie sterile, lo hanno fatto un po’ di anni fa, hanno due gemelli.
 
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