A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente

Divì

Utente senza meta
http://www.vita.it/it/article/2016/08/05/a-che-cosa-serve-luomo-in-svezia-non-serve-a-niente/140360/

Era il paradiso del welfare, la meta di ogni sogno di liberazione. Che cosa è successo alla Svezia? Nel suo ultimo documentario, l'autore di Videocracy Erik Gandini racconta un Paese in cui le persone vivono isolate, sempre più donne single scelgono la fecondazione artificiale e molti anziani muoiono da soli, dimenticati da tutti. E con 80 euro vi spediscono anche il kit per la fecondazione artificiale a domicilio


«Nell'inverno del '72, un gruppo di politici ebbe una visione rivoluzionaria del futuro. Era giunto il momento di liberare le donne dagli uomini, gli anziani dai figli, gli adolescenti dai genitori». Venne scritto anche un manifesto, La famiglia del futuro. A volerlo, fu la sezione femminile del partito socialdemocratico allora guidato dal primo ministro Olof Palme.


Che cosa prevedeva il documento? Ce lo spiega Erik Gandini, regista bergamasco autore di Videocracy, che in Svezia vive e lavora. Lo spiega in un documentario importante, di cui si è parlato poco o, comunque, non abbastanza in Italia: La teoria svedese dell'amore. Andato in onda nelle scorse settimane sulla Rai per Doc3. Il lavoro di Gandini sarà presto nelle sale cinematografiche, in versione integrale.


Ogni individuo dovrà essere considerato come autonomo, non come l'appendice di qualcun altro. È dunque necessario creare le condizioni economiche e sociali che ci renderanno finalmente individui indipendenti
Manifesto del Partito Socialdemocratico svedese, 1972
Olof Palme, pilastro della socialdemocrazia svedese, voleva modernizzare il Paese. Riformò il sistema pensionistico, stabilì sussidi e forme di sostegno, edificò il paradiso del welfare attorno a un'idea non così scontata, quando si parla di Stato e diritti sociali: l'autonomia individuale. L'indipendenza degli individuio. L'indipendenza della donna dall'uomo, dei figli dai padri, della madri dai figli. In qualche modo, la distopia immaginata dal grande drammaturgo svedese August Strindberg nella riscrittura post-amletica del Padre, ma senza più ossessioni per la solitudine.


Oggi, in Svezia il 50% dei cittadini vive solo. Una vita senza l'altro e una morte che non è da meno: 1 cittadino su 4 muore in solitudine, abbandonato dai figli. È la teoria svedese dell'amore: un'idea talmente assoluta di indipendenza che porta a considerare che l'amore autentico può esistere solo tra estranei. O tra sconosciuti. O tra sé e sé: la relazione è un peso che sempre meno svedesi sembrano disposti a sopportare. Non serve. Nemmeno per avere figli


In Svezia va per la maggiore la fecondazione fai da te. Una gran parte delle donne svedesi - svela Gandini - acquista sperma per corrispondenza. Lo fa dalla Cryos, una società danese fondata da Ole Schou. «La banca del seme più grande del mondo», alimentata da donatori che dichiarano di «volere il bene dell'umanità» e disponibile per tutti e per tutte le tasche. Lo sperma in Europa arriva con corriere espresso, conservato in ghiaccio secco e pronto all'uso (vengono fornite delle apposite fiale/siringhe fai da te). I tempi di consegna vanno da 1 a massimo 2 giorni.

Il prezzo va da 63 euro per 1 fiala/siringa ai 12mila euro per il "donatore esclusivo". Si possono poi consultare i dati ex post, con le fotografie dei bambini, il loro - testuale - «profilo di intelligenza emotiva e il campione vocale». Si può pure scegliere - anche qui: testuale - la razza: caucasica, africana, medio orientale. Più della metà dei clienti della Cryos sono donne single.


«Ho pensato che fosse meglio avere un figlio da sola, ed evitarmi la fatica di trovare un partner», dichiara una donna.


A 40 anni dal manifesto Familjen i framtiden - en socialistisk familjepolitik l'utopia svedese si è rivelata una desolante emancipazione regressiva. Si nasce soli, si vive soli, si muore soli. Come nota Gandini nel Docu-film: “Ognuno va per la propria strada ma non c'è nulla che li tenga insieme”. Quest’ultimo fenomeno è talmente aumentato negli ultimi anni che lo Stato svedese ha dovuto creare uffici appositi che si occupano di tutte le incombenze legali e burocratiche legate alla scoperta di un morto senza legami, nel disinteresse di figli e parenti.
 

perplesso

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l'imbarbarimento del nord europa prosegue
 

danny

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"«La nostra società si sta sviluppando verso un individualismo che non deve essere necessariamente interpretato in senso negativo», spiega Lars Tornstam, professore di Sociologia presso l'Università di Uppsala. E continua: «In certe nazioni, si è costretti a convivere con altri componenti della famiglia per ragioni di dipendenza economica e non di rado tale convivenza viene interpretata come mancanza di libertà per il singolo che deve sempre comportarsi in modo conforme alle esigenze degli altri. Qua da noi, chi vive da solo ha spesso una vasta rete di conoscenze e di amicizie che lo rende molto più libero di scegliere i contatti sociali che preferisce».

La percentuale più alta di single si riscontra fra i trentenni di ambo i sessi, spesso reduci da esperienze matrimoniali fallite. «Ma in quella fascia di età si riscontra anche il più elevato numero di utenti di ogni forma di comunicazione elettronica - continua Lars Tornstam -: da Facebook, a Twitter, alle e-mail e tutte le possibilità offerte da Internet. In questo, la Svezia è all'avanguardia mondiale in ogni campo, dai telefonini agli Iphone4. Inoltre, se uno lavora tutto il giorno in mezzo a tanta gente, può trovare rilassante distendersi in solitudine». (La Stampa)

"Non te lo aspetteresti, se conosci Stoccolma e passi qualche ora a passeggiare giorno o sera nel centro, tra mille locali di tendenza affollati da una gran bella gioventù. Ragazze e ragazzi sorridenti, dall'aria felice, quietamente edonista e insieme colta, poliglotta, elegante, sportiva, curiosa del mondo, aperta al nuovo. Eppure è così. 'Cool but indebted', bravi e 'fighetti' e trendy ma altamente indebitati: è l'identikit della gioventù della prima potenza del grande nord. Indebitati per molte ragioni. A cominciare dal costo dell'abitazione, soprattutto nella splendida capitale Stoccolma. Dove un monolocale di 45 metri quadri arriva a costare in fitto minimo l'equivalente di 890 euro al mese. Molti, per un giovane che ancora studia e non è quindi integrato nel mercato del lavoro.

Trovare lavoro, dopo gli studi in università eccellenti a rating spesso di livello anglosassone, e gratuite perché non si pagano tasse universitarie, è facile. L'economia svedese tira, crescita attuale del prodotto interno lordo al 4,2 per cento. Con metà del pil che viene dall'export di eccellenze." (Repubblica)
 

danny

Utente di lunga data
Erik Gandini porta avanti sempre i suoi prodotti cinematografici a tesi.
La solitudine svedese fu affrontata anche da Sordi in "Il diavolo".
E' un paese difficilmente confrontabile con il nostro.
 
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Divì

Utente senza meta
Erik Gandini porta avanti sempre i suoi prodotti cinematografici a tesi.
Non è la verità.
La solitudine svedese fu affrontata anche da Sordi in "Il diavolo".
E' un paese difficilmente confrontabile con il nostro.
Scusa Danny, ma dissento. Sordi ci ha fatto un film. Gandini fa documentari e ci vive, in Svezia.

Non fa confronti con il nostro Paese, racconta quel che vede.
 

danny

Utente di lunga data
Scusa Danny, ma dissento. Sordi ci ha fatto un film. Gandini fa documentari e ci vive, in Svezia.

Non fa confronti con il nostro Paese, racconta quel che vede.
Sì, ma cosa c'entra il welfare svedese con la (cronica) infelicità dei popoli del nord?
Sarebbero più felici se fossero costretti a vivere senza quel welfare?
 
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Divì

Utente senza meta
Sì, ma cosa c'entra il welfare svedese con la (cronica) infelicità dei popoli del nord?
Individualismo, diritti individuali, indipendenza economica. Questo è alla base del welfare svedese.

A me sembra che c'entri parecchio.

E' quello che hanno perseguito per decenni. Adesso ci sono.

Si nasce soli, si muore soli, e questo vale per tutti. Vivere pure soli, scusa, ma fa veramente pena.
 

danny

Utente di lunga data
Individualismo, diritti individuali, indipendenza economica. Questo è alla base del welfare svedese.

A me sembra che c'entri parecchio.

E' quello che hanno perseguito per decenni. Adesso ci sono.

Si nasce soli, si muore soli, e questo vale per tutti. Vivere pure soli, scusa, ma fa veramente pena.

Io non credo che il welfare sia la causa, ma la conseguenza.
Il carattere svedese (ma che è, in misura minore, tipico dei paesi nordici) è questo: individualista, indipendente, freddo.
Almeno secondo il nostro punto di vista.
La stessa freddezza nei rapporti di cui raccontava mia zia quando viveva in un paese fiammingo, per dire.
O un mio amico che lavorava in Norvegia.
Bassa densità abitativa, pochi luoghi dove andare a stare con altre persone, gente che si fa i cazzi suoi restando a casa propria (vorrei anche vedere, con le temperature di certe zone...).
Tu credi che se in Italia importassimo il modello welfare svedese potremmo diventare più freddi e individualisti come loro?
 
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perplesso

Administrator
Staff Forum
Io non credo che il welfare sia la causa, ma la conseguenza.
Il carattere svedese (ma che è, in misura minore, tipico dei paesi nordici) è questo: individualista, indipendente, freddo.
Almeno secondo il nostro punto di vista.
La stessa freddezza nei rapporti di cui raccontava mia zia quando viveva in un paese fiammingo, per dire.
O un mio amico che lavorava in Norvegia.
Bassa densità abitativa, pochi luoghi dove andare a stare con altre persone, gente che si fa i cazzi suoi restando a casa propria (vorrei anche vedere, con le temperature di certe zone...).
Tu credi che se in Italia importassimo il modello welfare svedese potremmo diventare più freddi e individualisti come loro?
nel mentre diventeremmo tutti più poveri
 

spleen

utente ?
E' più importante la libertà o la gioia di vivere?
 

spleen

utente ?
Ma la libertà è veramente la totale assenza di vincoli e legami?
Infatti, la libertà è adesione ad una idea. Il rifiuto di per se è un taglio un allontanamento una auto esclusione. La libertà per me è inclusione o per dirla con le parole di altri - partecipazione -.
 

Nocciola

Super Moderatore
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Marzullo a voi vi fa un bafffo :D
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Penso che un occhio esterno sia sempre interessante, ma per chi è guardato, non per chi guarda.

Io sono molto interessata a come ci vedono gli stranieri.
Però la maggior parte delle osservazioni ci fanno ridere.
Per alcune culture le nostre famiglie sono disgregate.
 

Divì

Utente senza meta
Penso che un occhio esterno sia sempre interessante, ma per chi è guardato, non per chi guarda.

Io sono molto interessata a come ci vedono gli stranieri.
Però la maggior parte delle osservazioni ci fanno ridere.
Per alcune culture le nostre famiglie sono disgregate.
Pure per la nostra, di cultura, le nostre famiglie sono disgregate ... tutte le analisi dicono questo.
 
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