Un segreto non è mai un segreto, ma una convenzione sul silenzio
Un segreto non è mai un segreto, ma una convenzione sul silenzio, e allo stesso tempo un'eccezione senza regola.
Così non fosse, i segreti sarebbero pensieri da dimenticare.
Sono mesi che leggo sul forum storie tese, avrei voluto dire la mia in qualche occasione, ma mi sono limitato a leggere. Penso che molti che vi hanno scritto parlino per esperienza diretta, e altri no. Credo che sia una questione di forma e sostanza.
Nella forma il subire un tradimento è lo stesso per tutti, nella sostanza ha delle variabili. Dipendono da quanto tempo la coppia sta insieme, dai figli se ce né, e da tutte una serie di circostanze che si vengono a creare, e soprattutto da molti fattori esterni che vengono ad influenzare la vita di queste persone. Io e mia moglie stiamo insieme da 30 anni e siamo sposati da 23. Un anno fa, mi ha tradito. Chi tradisce cerca di dare una giustificazione plausibile a se stesso e al compagno raccontandosi e raccontando le stesse menzogne tante di quelle volte fino a farle diventare indiscutibili verità. Una donna al di sopra di ogni sospetto, moglie e madre perfetta, degna di tutto il mio Amore e di tutta la mia fiducia, responsabile oltre ogni pensiero. La crisi coniugale arriva come una malattia virale, con l’adolescenza dei figli, con le difficoltà economiche-lavorative, con una grave malattia ad una persona cara, e si tende ad andare in confusione se non peggio nella depressione. L’altro/a non capisce, pensa che sia menefreghismo, qualunquismo, a me diceva che la davo per scontata. E a questo punto arriva “lui”, si illude e la illude che possa darle quello che non ha, la seduce, la plagia, si fa breccia nelle sue ansie e paure, con bugie e falsità. Solitamente il mentecatto ha un complice all’interno, nel mio caso la sorella di lei, (spesso è un amico/a di famiglia) seduce anche lei con parole mielose fatte di promesse, e di frasi fatte, e con la forza di persuasione che hanno queste persone, la fa diventare sua complice: “vado a trovare mia sorella”. Per antonomasia si tradisce con il collega di lavoro, il compagno/a dell’amico/a, insomma con qualcuno vicino alla coppia, qualcuno che pensa di dare dapprima un aiuto per poi insinuarsi nelle sue mutande. Ci si trasforma in biechi bugiardi, per un’infatuazione dovuta alla necessità di avere comprensioni su aspetti che solo la quotidianità può far comprendere, e non quei pochi momenti di falso romanticismo. Ho combattuto per tenere in piedi il nostro matrimonio, e dopo un anno stiamo ancora insieme.
Vivo nel dolore, anzi convivo con questo peso nell’anima, ogni giorno.
Una volta che si conoscono i dettagli è più facile analizzare, capire, confrontarsi con se stessi, e infine affrontare personaggi veramente effimeri. Poi qui uno si sfoga, se riuscirò vorrei spiegarvi nei dettagli la vicenda, perché sono i dettagli a fare la differenza in sostanza.