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Old Wired
Guest
Ciao a tutti,
leggo da un po questo forum, devo dire all'inizio l'ho trovato googlando quasi per caso. Poi ho iniziato a leggerlo ed ho scoperto che c'è molto di più oltre al “semplice” tradimento: c’è molta realtà e storie vissute, pensieri quasi sempre semplici e chiari, niente "massimi sistemi" e filosofia fine a se stessa, molta concretezza. Devo dire che al di la del tradimento in sè, questo forum mi piace molto, complimenti a tutti voi che l’avete creato.
Arrivo ai fatti: Torino, 4 anni insieme, il rapporto a dire il vero non era il massimo, lei era sempre troppo assente, sempre presa "da altro" (lavoro, palestra, mammà) sia fisicamente che mentalmente. Mi sentivo sempre messo in disparte, sempre sacrificabile in mezzo a cose che non potevano mai esserlo. Per darvi una idea, abitiamo nella stessa città (ognuno a casa sua), ma è capitato più volte che non ci vedesse per settimane intere, senza un preciso motivo, solo “aveva da fare in ufficio fino a tardi, era stanca, era nervosa, non era la sera giusta, ecc. e quindi stava a casa sua. E questo sin dall’inizio. Siamo riusciti si e no dieci volte in tutta la nostra storia a passare un week end intero insieme e ovviamente questo era sempre dovuto alla sua scarsissima disponibilità di tempo.
Ma ha sempre continuato a ripetermi "ti amo, sei tu l'uomo della mia vita, non ne trovo un altro come te, dobbiamo solo trovare un modo per riuscire a stare di più insieme … anche quando non ci vediamo ti penso sempre … mi manchi". E fantasticava sempre di matrimonio, figli, casa insieme…e io mi chiedevo: “ma se abbiamo un rapporto da 14enni … da gelato la domenica … come fai a parlarmi di matrimonio???”. Ma quelle (poche) volte che si riusciva a stare bene insieme, stavamo bene davvero, eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, sorridevo e sorrideva solo guardandola/mi negli occhi, quel sorriso che ti nasce da dentro. Ci si capiva, si facevano mille cose insieme per il semplice piacere di farle insieme, avrei fatto tutto con lei al mio fianco e così anche lei. Questo mi ha fatto andare avanti tutto questo tempo, perché in fondo ero convinto che raschiando via quel non so che che la rendeva spesso svampita altrove, potevamo vivere un grande rapporto, di quelli che ti danno cose che raramente trovi.
Nonostante mi facessi ammaliare dalle sue parole, a queste comunque raramente seguivano dei fatti, giusto i due/tre giorni o la settimana dopo le sempre più numerose volte (soprattutto ultimamente) che minacciavo di volerla lasciare. Caso strano, se minacciavo di lasciarla i suoi numerosissimi impegni svanivano nel nulla, ci si vedeva tutte le sere, si faceva sesso come degli opossum, salvo poi ricadere tempo pochi giorni nella solita solfa (non posso, sono stanca, ho da fare in ufficio, ecc).
Negli ultimi mesi ero arrivato al punto di essere molto frustrato, e quasi sempre semi-incazzato con lei per questa situazione, avevo come un astio strisciante nei suoi confronti, che ovviamente per un nonnulla veniva fuori. E questo non mi piaceva, ci faceva discutere per tutto, ma forse era il mio istinto che mi parlava, e aveva ragione.
Ho scoperto da poco che è da oltre un anno che vede quello che chiama "un suo amico" un ex collega di lavoro. Negli anni passati (almeno due), quando lavoravano ancora insieme, ho capito che lui era la causa di molti suoi atteggiamenti. Ovviamente non mi aveva mai parlato espressamente del loro rapporto, solo qualche vago accenno impersonale.
So per certo che anche dopo che un anno fa lei ha cambiato lavoro, hanno continuato a sentirsi (e si sentono tuttora) pressoché giornalmente. Lei gli dedica “il primo messaggio della giornata”, lui le manda sms equivoci (ma non espliciti), lei tiene cimeli di lui (come bigliettini da visita, foto, ecc) tra le sue cose.
Non sapevo nulla di questo rapporto morboso, non sapevo che si sentivano e che si vedevano (ovviamente di nascosto), nulla di nulla.
Ripenso a quante volte mi abbia molto probabilmente mentito … mi sembra che i tasselli del puzzle ora si ricompongano … ripenso agli ultimi mesi in cui ancora loro lavoravano insieme e quasi tutte le sere lei mi diceva che doveva far tardi in ufficio (e a volte in ufficio avevo la conferma che lei c’era veramente … ma avevo anche la conferma che era con lui, ma allora pensavo fosse solo per lavorare …). Penso alle molte sere in cui … puff … spariva da cellulare e telefono di casa per ricomparire a mezzanotte chiamandomi da casa sua e dicendomi che era semplicemente andata a farsi un giro al centro commerciale … e che non aveva sentito il cellulare … oppure che aveva voglia di farsi due passi … da sola, di sera e in pieno inverno … mah
Non mi è ancora dato sapere quante volte si siano visti l’anno scorso, ossia da quando hanno smesso di lavorare insieme, anche solo per farmene una idea. Questo per il semplice motivo che lei dice di non ricordarselo, neppure in linea di massima … 5? … 10? … 100? La sua risposta è sempre “Boh, si ci siamo visti qualche volta, ma non ricordo quante, neanche sommariamente”. Salvo che prima che scoprissi tutto mi aveva guardato negli occhi e mi aveva giurato che si erano solo scambiati gli auguri di natale via sms.
Come su questo, su molte altre cose è tutto un “non lo so”, “non mi ricordo” seguito rapidamente da una (sua) incazzatura che chiude ogni discorso perché “odio sentirmi sotto processo”.
Nonostante la situazione desse adito a più di un sospetto, io le credevo, non l’avrei mai pensata una persona capace di mentirmi così spudoratamente. Tutto, ma questo no. Anche se ultimamente i sospetti sono diventati sempre più reali, fino al patatrac finale, alla scoperta della loro relazione.
Ora la situazione è questa: quando ho avuto le prove di questa frequentazione, mi sono sentito preso in giro, ferito, tradito, l’ho lasciata.
Ovviamente quando ho scoperto la cosa, da parte sua è stato tutto un ”mi dispiace” “ho sbagliato” “aspetta che ti spiego”, che è durato giusto un paio di giorni, non di più. Poi si è limitata solo a degli sms abbastanza neutri, giustificati dal fatto che “in questo momento sei troppo arrabbiato per ragionare e comunque non mi crederesti”.
Lei continua a ripetermi che lui è solo un amico, che non c’è mai stato nulla di fisico tra di loro ma che con lui sta bene, riesce a parlare e ad aprirsi, cosa che con me non riusciva a fare. Sul tradimento fisico non so se crederle, forse è vero che non si sono mai neanche baciati, o forse è l’ennesima balla, visto che credo che lei si renda perfettamente conto che se mi confessasse un loro rapporto fisico (oltre che mentale, che ormai è assodato) mi perderebbe per sempre, mentre ora c’è ancora un filo tenue che ci tiene legati.
Le due/tre volte che siamo riusciti a parlare mi ha fatto un discorso che faccio fatica a capire fino in fondo: “con te non riuscivo a parlare, con lui si. Cerca di capire che con te non riuscivo ad aprirmi, a confidarmi, se solo riuscissimo ad avere più feeling mentale potremmo creare le premesse per rimetterci insieme, cosa che io voglio fortemente, ma non voglio farti ancora del male, quindi ci sto riflettendo”.
Ora, anche ammesso che il motivo sia che tra noi non c’era dialogo (vista la situazione che si era creata non mi sembra così strano), ma chiedersi anche solo per un attimo se la responsabilità fosse solo mia o almeno da dividere in due no? No, ogni volta sembra che la cosa sia stata causata esclusivamente da un mio comportamento, e da nient’altro, dimenticandosi delle volte che la cercavo sere intere mentre lei era in ufficio o chissà dove e non rispondeva, delle volte che io facevo la spesa per due e lei mi diceva “tanto la settimana prossima sono straimpegnata, quindi non credo ci vedremo”, di tutte le volte in cui aspettavo il momento di vederla o di passare del tempo con lei e lei all’ultimo mi diceva “non posso, devo lavorare, dai se vuoi esci / vai in vacanza da solo”. Non credo che questo predisponga una persona al dialogo e alla comprensione dei comportamenti dell’altra.
In ogni caso, io sono anche disposto a prendermi le mie colpe, ma non ora e non di fronte ad una persona che mi ha mentito spudoratamente per anni e che mi ha preso in giro in questo modo. Visto quello che mi ha fatto, forse il suo primo pensiero dovrebbe essere quello di farmi capire che ha realizzato di aver fatto una enorme cazzata, di essersi comportata male, prima di dirmi cosa non andava in me ed esclusivamente in me.
Forse dovrebbe chiedersi perché non ha mai cercato seriamente un dialogo con me prima di cercarlo altrove, e in un modo molto facile, visto che se non si è coinvolti sentimentalmente e seriamente con una persona (ergo fidanzati/sposati) è molto facile fare gli amiconi comprensivi, farti prendere la metropolitana da sola a mezzanotte tutte le sere senza nessuna preoccupazione, dire “segui pure i tuoi hobby e realizzati nel tuo lavoro, anche se questo ti porta via il 90% del tuo tempo” tanto io ho la mia vita e questa non ne viene intaccata. Questo, senza contare che magari hai anche un “tornaconto sessuale”, ma su questo, ripeto, non ho certezze.
E comunque, pur nella profonda incertezza su me stesso in cui questo discorso mi ha fatto cadere, continuo ad avere conferme sul fatto che in tutte le relazioni passate e/o con le amiche/amici ho sempre avuto reazioni diametralmente opposte, sono sempre stato quello che si cerca quando si ha bisogno di un consiglio o di fare due chiacchiere, sono sempre stato una persona aperta e socievole, non una persona con la quale è difficile parlare, ho molti difetti ma questo non me lo aveva mai dichiarato nessuno.
So che vi starete chiedendo: ma perché non si mette con lui e la fa finita? Mah, in questo forse pesa il fatto che lui è sposato con due figli piccoli o forse c’è solo una attrazione come amico e nient’altro. Non lo so, non so più niente.
In ogni caso, tanta incoerenza, oscurità e stronzaggine non le avevo mai viste tutte insieme, ma comunque non riesco sinceramente a darmi delle risposte, anche solo per mettermi l’anima in pace. Ed eccomi qui.
A voi la palla.
Grazie
leggo da un po questo forum, devo dire all'inizio l'ho trovato googlando quasi per caso. Poi ho iniziato a leggerlo ed ho scoperto che c'è molto di più oltre al “semplice” tradimento: c’è molta realtà e storie vissute, pensieri quasi sempre semplici e chiari, niente "massimi sistemi" e filosofia fine a se stessa, molta concretezza. Devo dire che al di la del tradimento in sè, questo forum mi piace molto, complimenti a tutti voi che l’avete creato.
Arrivo ai fatti: Torino, 4 anni insieme, il rapporto a dire il vero non era il massimo, lei era sempre troppo assente, sempre presa "da altro" (lavoro, palestra, mammà) sia fisicamente che mentalmente. Mi sentivo sempre messo in disparte, sempre sacrificabile in mezzo a cose che non potevano mai esserlo. Per darvi una idea, abitiamo nella stessa città (ognuno a casa sua), ma è capitato più volte che non ci vedesse per settimane intere, senza un preciso motivo, solo “aveva da fare in ufficio fino a tardi, era stanca, era nervosa, non era la sera giusta, ecc. e quindi stava a casa sua. E questo sin dall’inizio. Siamo riusciti si e no dieci volte in tutta la nostra storia a passare un week end intero insieme e ovviamente questo era sempre dovuto alla sua scarsissima disponibilità di tempo.
Ma ha sempre continuato a ripetermi "ti amo, sei tu l'uomo della mia vita, non ne trovo un altro come te, dobbiamo solo trovare un modo per riuscire a stare di più insieme … anche quando non ci vediamo ti penso sempre … mi manchi". E fantasticava sempre di matrimonio, figli, casa insieme…e io mi chiedevo: “ma se abbiamo un rapporto da 14enni … da gelato la domenica … come fai a parlarmi di matrimonio???”. Ma quelle (poche) volte che si riusciva a stare bene insieme, stavamo bene davvero, eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, sorridevo e sorrideva solo guardandola/mi negli occhi, quel sorriso che ti nasce da dentro. Ci si capiva, si facevano mille cose insieme per il semplice piacere di farle insieme, avrei fatto tutto con lei al mio fianco e così anche lei. Questo mi ha fatto andare avanti tutto questo tempo, perché in fondo ero convinto che raschiando via quel non so che che la rendeva spesso svampita altrove, potevamo vivere un grande rapporto, di quelli che ti danno cose che raramente trovi.
Nonostante mi facessi ammaliare dalle sue parole, a queste comunque raramente seguivano dei fatti, giusto i due/tre giorni o la settimana dopo le sempre più numerose volte (soprattutto ultimamente) che minacciavo di volerla lasciare. Caso strano, se minacciavo di lasciarla i suoi numerosissimi impegni svanivano nel nulla, ci si vedeva tutte le sere, si faceva sesso come degli opossum, salvo poi ricadere tempo pochi giorni nella solita solfa (non posso, sono stanca, ho da fare in ufficio, ecc).
Negli ultimi mesi ero arrivato al punto di essere molto frustrato, e quasi sempre semi-incazzato con lei per questa situazione, avevo come un astio strisciante nei suoi confronti, che ovviamente per un nonnulla veniva fuori. E questo non mi piaceva, ci faceva discutere per tutto, ma forse era il mio istinto che mi parlava, e aveva ragione.
Ho scoperto da poco che è da oltre un anno che vede quello che chiama "un suo amico" un ex collega di lavoro. Negli anni passati (almeno due), quando lavoravano ancora insieme, ho capito che lui era la causa di molti suoi atteggiamenti. Ovviamente non mi aveva mai parlato espressamente del loro rapporto, solo qualche vago accenno impersonale.
So per certo che anche dopo che un anno fa lei ha cambiato lavoro, hanno continuato a sentirsi (e si sentono tuttora) pressoché giornalmente. Lei gli dedica “il primo messaggio della giornata”, lui le manda sms equivoci (ma non espliciti), lei tiene cimeli di lui (come bigliettini da visita, foto, ecc) tra le sue cose.
Non sapevo nulla di questo rapporto morboso, non sapevo che si sentivano e che si vedevano (ovviamente di nascosto), nulla di nulla.
Ripenso a quante volte mi abbia molto probabilmente mentito … mi sembra che i tasselli del puzzle ora si ricompongano … ripenso agli ultimi mesi in cui ancora loro lavoravano insieme e quasi tutte le sere lei mi diceva che doveva far tardi in ufficio (e a volte in ufficio avevo la conferma che lei c’era veramente … ma avevo anche la conferma che era con lui, ma allora pensavo fosse solo per lavorare …). Penso alle molte sere in cui … puff … spariva da cellulare e telefono di casa per ricomparire a mezzanotte chiamandomi da casa sua e dicendomi che era semplicemente andata a farsi un giro al centro commerciale … e che non aveva sentito il cellulare … oppure che aveva voglia di farsi due passi … da sola, di sera e in pieno inverno … mah
Non mi è ancora dato sapere quante volte si siano visti l’anno scorso, ossia da quando hanno smesso di lavorare insieme, anche solo per farmene una idea. Questo per il semplice motivo che lei dice di non ricordarselo, neppure in linea di massima … 5? … 10? … 100? La sua risposta è sempre “Boh, si ci siamo visti qualche volta, ma non ricordo quante, neanche sommariamente”. Salvo che prima che scoprissi tutto mi aveva guardato negli occhi e mi aveva giurato che si erano solo scambiati gli auguri di natale via sms.
Come su questo, su molte altre cose è tutto un “non lo so”, “non mi ricordo” seguito rapidamente da una (sua) incazzatura che chiude ogni discorso perché “odio sentirmi sotto processo”.
Nonostante la situazione desse adito a più di un sospetto, io le credevo, non l’avrei mai pensata una persona capace di mentirmi così spudoratamente. Tutto, ma questo no. Anche se ultimamente i sospetti sono diventati sempre più reali, fino al patatrac finale, alla scoperta della loro relazione.
Ora la situazione è questa: quando ho avuto le prove di questa frequentazione, mi sono sentito preso in giro, ferito, tradito, l’ho lasciata.
Ovviamente quando ho scoperto la cosa, da parte sua è stato tutto un ”mi dispiace” “ho sbagliato” “aspetta che ti spiego”, che è durato giusto un paio di giorni, non di più. Poi si è limitata solo a degli sms abbastanza neutri, giustificati dal fatto che “in questo momento sei troppo arrabbiato per ragionare e comunque non mi crederesti”.
Lei continua a ripetermi che lui è solo un amico, che non c’è mai stato nulla di fisico tra di loro ma che con lui sta bene, riesce a parlare e ad aprirsi, cosa che con me non riusciva a fare. Sul tradimento fisico non so se crederle, forse è vero che non si sono mai neanche baciati, o forse è l’ennesima balla, visto che credo che lei si renda perfettamente conto che se mi confessasse un loro rapporto fisico (oltre che mentale, che ormai è assodato) mi perderebbe per sempre, mentre ora c’è ancora un filo tenue che ci tiene legati.
Le due/tre volte che siamo riusciti a parlare mi ha fatto un discorso che faccio fatica a capire fino in fondo: “con te non riuscivo a parlare, con lui si. Cerca di capire che con te non riuscivo ad aprirmi, a confidarmi, se solo riuscissimo ad avere più feeling mentale potremmo creare le premesse per rimetterci insieme, cosa che io voglio fortemente, ma non voglio farti ancora del male, quindi ci sto riflettendo”.
Ora, anche ammesso che il motivo sia che tra noi non c’era dialogo (vista la situazione che si era creata non mi sembra così strano), ma chiedersi anche solo per un attimo se la responsabilità fosse solo mia o almeno da dividere in due no? No, ogni volta sembra che la cosa sia stata causata esclusivamente da un mio comportamento, e da nient’altro, dimenticandosi delle volte che la cercavo sere intere mentre lei era in ufficio o chissà dove e non rispondeva, delle volte che io facevo la spesa per due e lei mi diceva “tanto la settimana prossima sono straimpegnata, quindi non credo ci vedremo”, di tutte le volte in cui aspettavo il momento di vederla o di passare del tempo con lei e lei all’ultimo mi diceva “non posso, devo lavorare, dai se vuoi esci / vai in vacanza da solo”. Non credo che questo predisponga una persona al dialogo e alla comprensione dei comportamenti dell’altra.
In ogni caso, io sono anche disposto a prendermi le mie colpe, ma non ora e non di fronte ad una persona che mi ha mentito spudoratamente per anni e che mi ha preso in giro in questo modo. Visto quello che mi ha fatto, forse il suo primo pensiero dovrebbe essere quello di farmi capire che ha realizzato di aver fatto una enorme cazzata, di essersi comportata male, prima di dirmi cosa non andava in me ed esclusivamente in me.
Forse dovrebbe chiedersi perché non ha mai cercato seriamente un dialogo con me prima di cercarlo altrove, e in un modo molto facile, visto che se non si è coinvolti sentimentalmente e seriamente con una persona (ergo fidanzati/sposati) è molto facile fare gli amiconi comprensivi, farti prendere la metropolitana da sola a mezzanotte tutte le sere senza nessuna preoccupazione, dire “segui pure i tuoi hobby e realizzati nel tuo lavoro, anche se questo ti porta via il 90% del tuo tempo” tanto io ho la mia vita e questa non ne viene intaccata. Questo, senza contare che magari hai anche un “tornaconto sessuale”, ma su questo, ripeto, non ho certezze.
E comunque, pur nella profonda incertezza su me stesso in cui questo discorso mi ha fatto cadere, continuo ad avere conferme sul fatto che in tutte le relazioni passate e/o con le amiche/amici ho sempre avuto reazioni diametralmente opposte, sono sempre stato quello che si cerca quando si ha bisogno di un consiglio o di fare due chiacchiere, sono sempre stato una persona aperta e socievole, non una persona con la quale è difficile parlare, ho molti difetti ma questo non me lo aveva mai dichiarato nessuno.
So che vi starete chiedendo: ma perché non si mette con lui e la fa finita? Mah, in questo forse pesa il fatto che lui è sposato con due figli piccoli o forse c’è solo una attrazione come amico e nient’altro. Non lo so, non so più niente.
In ogni caso, tanta incoerenza, oscurità e stronzaggine non le avevo mai viste tutte insieme, ma comunque non riesco sinceramente a darmi delle risposte, anche solo per mettermi l’anima in pace. Ed eccomi qui.
A voi la palla.
Grazie