La scelta

Jim Cain

Utente di lunga data
Dipende: magari visto che è sempre stata accudita e scaccolata da lui, pensa che provocandolo con la possibilità di un nuovo scaccolatore, invece che del maschio-col-pisello-più-lungo-del-tuo lo avrebbe fatto tornare. Sia chiaro, lei non vuole lui, vuole uno che gli faccia da campo base per fare come vuole lei.
Ma non avete letto che ogni volta che provano a formalizzare dei paletti, lei scappa?
Comunque a mio avviso rimane un comportamento da perfetti imbecilli.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
quello di entrambi?
Non credo si possano mettere sullo stesso piano le due situazioni e liquidare entrambi come 'imbecilli'.
Da una parte c’è una persona che ha subito un tradimento e che, nonostante tutto, ha persino cercato un confronto, un chiarimento, un possibile componimento.
Ovviamente mi pare evidente che con l'arma della giudiziale concomitante era difficile ottenere un componimento positivo, ma tutti qui, nessuno escluso, gli abbiamo consigliato di procedere in tal senso, pur facendogli notare la contraddittorietà di una situazione del genere.
Dall’altra c’è chi ha tradito e continua a comportarsi in maniera irresponsabile e immatura.

Al massimo si può dire che il primo abbia commesso un errore di valutazione iniziale nei confronti della seconda, abbia riposto fiducia nella persona sbagliata o abbia sottovalutato certi segnali.
Ma questo non equivale affatto al comportamento di chi tradisce e persevera poi in atteggiamenti da perfetto imbecille.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
O anche da bimba viziata. E sul viziata si deve fare domande anche il viziatore, cioè lui
Si può anche discutere del fatto che lui abbia contribuito a creare certe dinamiche, magari tollerando troppo, idealizzando o 'viziando' la signora.
Ma questo non porta automaticamente a mettere sullo stesso piano chi ha subito il tradimento e chi invece ha scelto di tradire e continua a comportarsi in modo immaturo e irresponsabile.

Un errore di valutazione o un eccesso di disponibilità non equivalgono alla totale mancanza di rispetto.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Si può anche discutere del fatto che lui abbia contribuito a creare certe dinamiche, magari tollerando troppo, idealizzando o 'viziando' la signora.
Ma questo non porta automaticamente a mettere sullo stesso piano chi ha subito il tradimento e chi invece ha scelto di tradire e continua a comportarsi in modo immaturo e irresponsabile.

Un errore di valutazione o un eccesso di disponibilità non equivalgono alla totale mancanza di rispetto.
Certo che no, ci si fa le domande mica per "recuperare", ma per, se possibile, stare più attenti in futuro
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non credo si possano mettere sullo stesso piano le due situazioni e liquidare entrambi come 'imbecilli'.
Da una parte c’è una persona che ha subito un tradimento e che, nonostante tutto, ha persino cercato un confronto, un chiarimento, un possibile componimento.
Ovviamente mi pare evidente che con l'arma della giudiziale concomitante era difficile ottenere un componimento positivo, ma tutti qui, nessuno escluso, gli abbiamo consigliato di procedere in tal senso, pur facendogli notare la contraddittorietà di una situazione del genere.
Dall’altra c’è chi ha tradito e continua a comportarsi in maniera irresponsabile e immatura.

Al massimo si può dire che il primo abbia commesso un errore di valutazione iniziale nei confronti della seconda, abbia riposto fiducia nella persona sbagliata o abbia sottovalutato certi segnali.
Ma questo non equivale affatto al comportamento di chi tradisce e persevera poi in atteggiamenti da perfetto imbecille.
il giudizio morale non mi interessa, lo sai. Mi piace valutare i comportamenti in base all'efficacia dei risultati. Alla fine la decisione la prenderà il giudice.
Quello che contesto a lui, anche perché con lei non abbiamo mai avuto il piacere, è di aver cercato un componimento. Sarebbe stato più proficuo fare in assalto la giudiziale con addebito e levarle pure le mutande, per quanto possibile e sbatterla fuori di casa, invece di cercare "un componimento".
 

Jim Cain

Utente di lunga data
il giudizio morale non mi interessa, lo sai. Mi piace valutare i comportamenti in base all'efficacia dei risultati. Alla fine la decisione la prenderà il giudice.
Quello che contesto a lui, anche perché con lei non abbiamo mai avuto il piacere, è di aver cercato un componimento. Sarebbe stato più proficuo fare in assalto la giudiziale con addebito e levarle pure le mutande, per quanto possibile e sbatterla fuori di casa, invece di cercare "un componimento".
Quando parlo di comportamento 'da 'imbecille' non sto esprimendo un giudizio morale sulla persona, ma una valutazione sull’efficacia e sulla coerenza dei comportamenti adottati.

È evidente che ci fosse una certa contraddittorietà nell’avviare una separazione giudiziale e, parallelamente, cercare un componimento attraverso la terapia di coppia.
Però quel tentativo, pur contraddittorio, mostra comunque la volontà di recuperare la situazione e di verificare se esistessero ancora margini per ricomporre il rapporto.
E questo, di per sé, non mi sembra affatto criticabile, soprattutto se dall’altra parte sembrava esserci almeno formalmente una disponibilità al componimento.

Il punto è che quella volontà conciliativa è stata poi regolarmente sputtanata da una serie di comportamenti successivi che hanno mostrato come, in realtà, quella disponibilità fosse inconsistente o comunque incompatibile con certe condotte.
E comunque, almeno lui, un tentativo di ricomposizione lo ha fatto davvero.
Poi si può discutere sull’opportunità, sull’efficacia o sulla coerenza strategica di quel tentativo, ma non sul fatto che ci abbia provato.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
È evidente che ci fosse una certa contraddittorietà nell’avviare una separazione giudiziale e, parallelamente, cercare un componimento attraverso la terapia di coppia.
In realtà non c'è nessuna contraddittorietà. È quello che qualsiasi divorzista avrebbe consigliato a uno nella sua situazione: fai ricorso, tenendo ben presente che, nelle more della giudiziale, c'è sempre modo per mettersi d'accordo. Andasse male, hai i tempi processuali a gestire il calendario. Tu non hai idea che danni fanno quelli che, per paura della reazione dall'altra parte traccheggia la depositare un ricorso per separazione consensuale o giudiziale i mesi che uno passa all'interno della casa senza mettere le cose in chiaro vanno sempre a detrimento poi del lavoro che deve fare l'avvocato.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
In realtà non c'è nessuna contraddittorietà. È quello che qualsiasi divorzista avrebbe consigliato a uno nella sua situazione: fai ricorso, tenendo ben presente che, nelle more della giudiziale, c'è sempre modo per mettersi d'accordo. Andasse male, hai i tempi processuali a gestire il calendario. Tu non hai idea che danni fanno quelli che, per paura della reazione dall'altra parte traccheggia la depositare un ricorso per separazione consensuale o giudiziale i mesi che uno passa all'interno della casa senza mettere le cose in chiaro vanno sempre a detrimento poi del lavoro che deve fare l'avvocato.
Continuo a ritenere che cercare contemporaneamente uno scontro giudiziario (perché la giudiziale quello è) e una riconciliazione crea inevitabilmente una situazione ambigua e parecchio contraddittoria.

Immagina la situazione concreta: da una parte va avanti la terapia di coppia, i colloqui, i tentativi di recupero, dall’altra procede la macchina della separazione giudiziale, che a un certo punto impone scelte nette e non più rinviabili.
Perché sai bene che in una giudiziale arriva il momento in cui devi decidere se affondare davvero il colpo oppure no.
Ad esempio se insistere nella richiesta di addebito, se contestare il diritto agli alimenti della moglie adultera, se sostenere fino in fondo che quel tradimento abbia avuto conseguenze giuridicamente rilevanti.
 

Delfi1999

Utente di lunga data
Sinceramente se mintrovassi in una siruazione così cercherei una separazione tranwuilla, senza addebiti, perchè, constatata l'impossibilita dinuna riconciliazione, vorrei fare la mia vita in fretta e mettere le mie energie su altro.
Infatti, se ho ben capito, anche lui conterebbe di arrivare ad un accordo consensuale entro 1 mese e 1/2.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
In realtà non c'è nessuna contraddittorietà. È quello che qualsiasi divorzista avrebbe consigliato a uno nella sua situazione: fai ricorso, tenendo ben presente che, nelle more della giudiziale, c'è sempre modo per mettersi d'accordo. Andasse male, hai i tempi processuali a gestire il calendario. Tu non hai idea che danni fanno quelli che, per paura della reazione dall'altra parte traccheggia la depositare un ricorso per separazione consensuale o giudiziale i mesi che uno passa all'interno della casa senza mettere le cose in chiaro vanno sempre a detrimento poi del lavoro
Continuo a ritenere che cercare contemporaneamente uno scontro giudiziario (perché la giudiziale quello è) e una riconciliazione crea inevitabilmente una situazione ambigua e parecchio contraddittoria.

Immagina la situazione concreta: da una parte va avanti la terapia di coppia, i colloqui, i tentativi di recupero, dall’altra procede la macchina della separazione giudiziale, che a un certo punto impone scelte nette e non più rinviabili.
Perché sai bene che in una giudiziale arriva il momento in cui devi decidere se affondare davvero il colpo oppure no.
Ad esempio se insistere nella richiesta di addebito, se contestare il diritto agli alimenti della moglie adultera, se sostenere fino in fondo che quel tradimento abbia avuto conseguenze giuridicamente rilevanti.
Poteva depositare un ricorso senza chiedere l'addebito, tanto alla fine è solo una perdita di tempo e se il giudice deve decidere non so quanto vada ad incidere realmente sulle condizioni economiche
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Continuo a ritenere che cercare contemporaneamente uno scontro giudiziario (perché la giudiziale quello è) e una riconciliazione crea inevitabilmente una situazione ambigua e parecchio contraddittoria.

Immagina la situazione concreta: da una parte va avanti la terapia di coppia, i colloqui, i tentativi di recupero, dall’altra procede la macchina della separazione giudiziale, che a un certo punto impone scelte nette e non più rinviabili.

Perché sai bene che in una giudiziale arriva il momento in cui devi decidere se affondare davvero il colpo oppure no.

Ad esempio se insistere nella richiesta di addebito, se contestare il diritto agli alimenti della moglie adultera, se sostenere fino in fondo che quel tradimento abbia avuto conseguenze giuridicamente rilevanti.
E io ti dico che il paradosso è solo apparente. E su questo parlo da addetto ai lavori. In civile puoi sempre conciliare fino a mezz'ora prima che la sentenza è scritta. Quindi prima si deposita il ricorso e poi si tratta.

Se tu per paura di indispettire la controparte, e non sai le volte che mi è capitato questo specifico caso, ti prendi del tempo tenendo il freno a mano tirato all'avvocato mentre cerchi di conciliare per salvare qualcosa, stai facendo una cazzata.

E lo dico proprio in senso materiale.

Mi capita almeno una volta al mese una delle due parti che vive nel terrore che l'altra persona si indispettisca perché oddio che potrebbe fare. Sempre alla prova dei fatti, invece quando dall'altra parte hai qualcuno che prende sul serio la situazione e non sottostà più a quel lessico condiviso che poi era sempre rigorosamente storto da una parte sola, a beneficio di uno dei due e a detrimento dell'altro, spesso e volentieri la persona concilia.

Altro discorso fondamentale in una separazione che tutti quanti quelli che ci sono passati conoscono, normalmente si gioca tutto quanto in vista della prima udienza dove il presidente dai provvedimenti per i figli la casa eccetera, e poi si fanno 5 anni di causa in cui si arriva a una sentenza definitiva Dove quasi sempre viene deciso l'addebito, in quel mentre ci stanno le organizzazioni varie a livello economico, cinghia che si stringe, figli che crescono e cambiano posizione, famiglie che si organizzano menage che si stabilizzano, grandi problemi che si sgonfiano e problemi reali che prendono l’importanza del percepito, come magari avere uno stipendio da €2000 al mese e 1800€ di mutuo.

In questo lasso di tempo si può sempre conciliare, magari con l'altra parte che in forza di un provvedimento giudiziario abbassa le penne e rompe meno il cazzo su diritti percepiti che poi fanno a cazzotti con la realtà.

C'è anche una cosa, che non salta all'occhio: molto spesso la gente non ha le palle anche quando ha ragione perché ha una percezione distorta del proprio valore, della propria autostima e dei propri diritti. Il doping di sentirsi dare ragione dal giudice e di sentirsi tutelati da un avvocato che ti para il culo, normalmente da anche a a dei sottoni matricolati, come secondo me è @PrimaVoce le palle di tenere botta mentre cerchi l'accordo, però dentro un perimetro stabilito dalla figura autorevole che non sei tu.

Quindi onestamente non ci vedo nessuna contraddittorietà, ci vedo una persona con del Sale in zucca che si è affidata ai consigli del suo avvocato invece di farsi mettere a pecora dall'emotività.

Poteva depositare un ricorso senza chiedere l'addebito, tanto alla fine è solo una perdita di tempo e se il giudice deve decidere non so quanto vada ad incidere realmente sulle condizioni economiche
E perché è una perdita di tempo?
Te lo tieni nel cassetto, esattamente per i motivi che dicevo sopra.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sinceramente se mintrovassi in una siruazione così cercherei una separazione tranwuilla, senza addebiti, perchè, constatata l'impossibilita dinuna riconciliazione, vorrei fare la mia vita in fretta e mettere le mie energie su altro.
Esattamente cosa cambia? Io l'addebito intanto te lo chiedo. Poi a conciliare facciamo sempre il tempo. Questo è l'atteggiamento mentale tipico di chi manda qualcuno a difenderlo con le armi spuntate
 

Nicky

Utente di lunga data
Esattamente cosa cambia? Io l'addebito intanto te lo chiedo. Poi a conciliare facciamo sempre il tempo. Questo è l'atteggiamento mentale tipico di chi manda qualcuno a difenderlo con le armi spuntate
Non dico che non sia un'opzione.
Dipende dalla situazione. Io ho spesso visto, nelle mie amicizie, che chi si sente in colpa per la responsabilità del tradimento e della rottura del matrimonio, nei primi tempi tende a non avanzare troppe richieste e, quindi, all'inizio chiude a condizioni ragionevoli.
Se passa il periodo iniziale, il senso di colpa sfuma, e diventa più difficile.
Certo occorre mostrarsi risoluti e avere chiaro in mente un orizzonte temporale entro cui chiudere, come in ogni trattativa, non permettere di temporeggiare troppo.
Poi dipende anche dalla situazione concreta, da ciò di cui si discute.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non dico che non sia un'opzione.
Dipende dalla situazione. Io ho spesso visto, nelle mie amicizie, che chi si sente in colpa per la responsabilità del tradimento e della rottura del matrimonio, nei primi tempi tende a non avanzare troppe richieste e, quindi, all'inizio chiude a condizioni ragionevoli.
Se passa il periodo iniziale, il senso di colpa sfuma, e diventa più difficile.
Certo occorre mostrarsi risoluti e avere chiaro in mente un orizzonte temporale entro cui chiudere, come in ogni trattativa, non permettere di temporeggiare troppo.
Poi dipende anche dalla situazione concreta, da ciò di cui si discute.
Sul fatto che il senso di colpa rompe il cazzo e cerca di portarla a casa sfondi una porta aperta.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Poteva depositare un ricorso senza chiedere l'addebito, tanto alla fine è solo una perdita di tempo e se il giudice deve decidere non so quanto vada ad incidere realmente sulle condizioni economiche
Non lo so, sai.
Mi pare che lui guadagni molto più di lei, quindi in questo caso la botta economica sarebbe stata notevole.
 
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