Di una relazione di coppia

Pincopallino

Utente di lunga data
L' argomento sulla formazione del muro comunicativo è stato trattato da diversi punti di vista, ne convengo.

Però, si chiude il confronto senza affrontare quali siano gli effetti della creazione e del consolidamento di quel muro all' interno della coppia.

Forse basta concludere che la coppia che ha costruito, nel tempo, quel "muro" ha semplicemente preso coscienza di non essere più coppia ma due individualità condividenti uno stesso tetto.

E a quel punto, uno dei partner ha deciso che che sia meglio che ciascuno viva in una propria casa.

Può deludere, ma trovo che sia una scelta da rispettare.
Anche senza corna, ovviamente.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Bisogna anche ricordare che in effetti non si può non comunicare.
Il muro comunicativo non è un vuoto, non è un'assenza. Al contrario, è una forma di comunicazione eclatante, ad alto volume e a volte violenta. Quel silenzio, quel distacco da autodifesa e/o rassegnazione e/o distanza, sta comunicando costantemente qualcosa. Sta dicendo: "Non mi fido più" o "Non hai più accesso a me", o, in definitiva, '
"Le trattative sono chiuse". E il punto è che il muro è spesso un messaggio unilaterale che non ammette repliche, e proprio perché privo di parole costringe l'altro ad interpretare, o a venire a chiedere pareri a 4 stronzi su un forum. E sotto quel muro, quasi sempre, l'altro leggerà orgoglio o disprezzo dove in realtà magari c'erano solo paura o stanchezza. Il muro comunica tutto, ma non risolve niente, anche perché, forse non c'è più niente da risolvere.
Tirare su il muro è il carico da 11 sulla situazione che se aveva il 3% di possibilità di risolversi, diventa definitivamente irrisolvibile.
 
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