Vedi è proprio questo che più mi urta, il pensare che non mi ha condizionato, se avessi saputo dei fatti non mi sarei spostato ma magari l'avrei contunuata ad usare sessualemente così come ha fatto lei, domando in tal caso sarebbe stato giusto?
Per cui il tuo lamento sarebbe sul destino cinico e baro che ti avrebbe offerto "carte truccate"? Non credo che esista qualcuno che almeno una volta nella vita non abbia ricevuto una "mano" di carte truccate .. possono essere dovute a situazioni di diversa gravità .. perdite di congiunti anzitempo, malattie, dipendenze , incidenti , perdita di lavoro improvvisa , etc..
Tutti , tutti siamo sottoposti a questo, con diversa rilevanza certo, ma quello che conta è saper "giocare" con le carte che hai in mano, non con varie ed eventuali che esistono solo nella tua testa..
ORA questo hai in mano, queste carte qui che la vita ti ha servito dopo cinquant'anni senza troppi altri scossoni mi sembra. E questo non puoi cambiarlo, puoi solo fartene una ragione e "giocare" con quello che hai, non permettendo a rabbia e dietrologie di distruggere la tua vita.
Impara a gestire la rabbia e mettere una fine a tutto questo, altrimenti ti consumerà da dentro, tutto ciò di negativo che non sai gestire è destinato a consumarti , a modificare in peggio la tua vita.
Cerca altre situazioni, interessi, in cui indirizzare e sfogare i tuoi sentimenti negativi , fa che portino frutto nella tua vita.. azioni nuove , pensieri nuovi.. spazi nuovi per te.. se non ne sei capace molla tutto.
Se fossi stato un vigliacco l'avrei lasciata decenni fà dopo il suo incidente, ma non l'ho fatto anzi le sono di grande supporto ma non per pietà, come ho già scritto quando andiamo a visita molti medici gli dicono che deve ritenersi fortunata perchè spesso in tali situazioni i compagni scappano! quello che lamento è stata la mancata sincerità e rispetto nei mie sentimenti ed opinioni nonche dela possibiltà di fare a mia volta una scelta.
Quindi tua moglie è da decenni che sta così, mi sembra che la sua parte di sfiga pure lei l'abbia avuta.. e sinceramente il tuo atteggiamento in cui il malato dovrebbe essere solo colmo di gratitudine è un po' urtante.. anche se le dinamiche tra caregiver e malato sono complesse e a volta denotano complicate spirali tossiche tra affetto, riconoscenza, mal sopportazione della dipendenza , e rabbia per la condizione del malato.. sono condizioni molto delicate e non voglio entrarci.. a mio vedere però un percorso terapeutico insieme sarebbe stato sicuramente utile.
Si è esatto, ho chiesto chiarezza, ma trovo reticenza e difficoltà di interloquire ed ogni volta escono particolari nuovi, un goccia a goccia estenuante. Capisco che lei abbia paura di un mio allontanamento ma questo comportamento gli giova? Non mi rende ancora più rancoroso e disgustato?
Tu non pensi che le priorità in una persona affetta da disabilità da anni possano cambiare? Che le possa non vedere più alcuni "argomenti" come essenziali nella propria vita? .. vita che ogni tanto scambia con la tua , a causa proprio del complesso rapporto che si è creato tra voi?
Dopo un cambiamento drammatico nella propria vita e dopo anni in una nuova e dolorosa condizione può succedere di rimodulare le precedenze secondo la nuova vita?
Io credo che dovresti dialogare con lei , ma non solo sullo specifico fatto.. ma più a 360 gradi..
A meno che tu non stia rimpiangendo di non averla lasciata all'epoca dell'incidente .. facendoti l'idea che se tu avessi saputo prima certi fatti, forse non saresti rimasto come un perfetto marito devoto.