La scelta

Nicky

Utente di lunga data
Per esperienza personale comunque il dolore e' cosi intenso che, se mi dovessi ritrovare dopo tutto questo dolore e intensità', magari dopo anni, a scoprire di essere solo stato preso in giro, non e' come essere uccisi pero' non e' neanche cosi distante.
Non è una questione di intensità del dolore, che è sempre soggettiva.
L'aggressività, che sfocia nella violenza fisica, ha dinamiche, ambientali e biologiche, completamente diverse e quindi non ha a che vedere con l'impegno o il perdono.
Sinceramente se non si conosce l'argomento si fa una grande confusione su un tema molto grave.
 

hammer

Utente di lunga data
È vero, bisognerebbe sempre considerare una quota incognita nelle altre persone, come noi abbiamo una quota di incognito per loro. Ma mentre tutti sono potenzialmente capaci di tradire anche senza alcun motivo logico, non tutti su comportano da stronzi allo stesso modo se sgamati.
Concordo.
Le scelte di restare o chiudere vanno valutate anche e proprio in base a come l’altro si comporta quando viene scoperto.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Non sto dicendo che eri disperato. Il senso della mia frase era che alla fine una donna, che comunque vi piace e con cui avete avuto un vissuto, anche se vi fa un torto è normale che se ve la pone poi su un piatto d‘argento fate fatica a dire di no.
Oh si, già la prima volta è stato molto difficile fermarsi. Vivendo insieme, sentendosi desiderati e con la vicinanza e il dialogo riaperto direi che per me dire di no. era diventato quasi impossibile.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Tu non consideri il disorientamento dato dalla dissonanza cognitiva tra ciò che si credeva che fosse l’altra persona e ciò chi si è rivelata.
Mica è sempre così.
Succede quando si parte da un presupposto SBAGLIATO, ovvero che quella persona non sarà mai capace di fare quella determinata cosa.
L'errore è il tuo.
 

Etta

Utente di lunga data
Oh si, già la prima volta è stato molto difficile fermarsi. Vivendo insieme, sentendosi desiderati e con la vicinanza e il dialogo riaperto direi che per me dire di no. era diventato quasi impossibile.
Esatto era proprio questo il senso.

E anche oggi a luoghi comuni...🙄
Comune o non comune pero’ e’ la verità come vedi.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Non è una questione di intensità del dolore, che è sempre soggettiva.
L'aggressività, che sfocia nella violenza fisica, ha dinamiche, ambientali e biologiche, completamente diverse e quindi non ha a che vedere con l'impegno o il perdono.
Sinceramente se non si conosce l'argomento si fa una grande confusione su un tema molto grave.
Sul biologico sono particolarmente in disaccordo, come fai a dire che ci sono ragioni biologiche nella violenza?

Riguardo alle dinamiche, sono d'accordo con te che la violenza è una cosa completamente diversa: anche perché non deve essere scoperta, quindi è ancora più grave in quanto il ferire l'altro è automatico, non può essere ignorato (come spesso avviene nel tradimento, dove la speranza di non essere scoperti funge come scudo principale per non confrontarsi col proprio atto).

Però nel tradimento, vedo il rispondere con un atto comunque di inganno e alle spalle dell'altro, molto forte e molto grave, quindi una risposta a determinati stati d'animo sbagliata e che si dovrebbe evitare, lasciando posto alla sincerità.

L'analogia sta solo nel fatto di dire: mi sento in questo modo non posso rispondere con violenza (tradimento) , la violenza (il tradimento) non è una risposta accettabile, perché sto facendo male (e ingannando) un'altra persona.

Altra analogia sta nella sofferenza che provoca e in certe dinamiche dove la persona ferita fa fatica ad allontanarsi.

Tutta lì, niente di più, poi sono dinamiche completamente diverse.
 

Gaia

Utente di lunga data
Io mi chiederei non tanto ciò che fa o prova lei in questa fase.
Io mi chiederei se riuscirei a vivere serenamente senza covare un rancore e un sospetto immanente.
Alla fine conta la tua felicità. Se pensi di poter perdonare e tirare una linea netta bene.
E in questo lei ha poco margine di movimento ne’ tantomeno può vivere in punta di piedi.
Stessa cosa tu.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Io mi chiederei non tanto ciò che fa o prova lei in questa fase.
Io mi chiederei se riuscirei a vivere serenamente senza covare un rancore e un sospetto immanente.
Alla fine conta la tua felicità. Se pensi di poter perdonare e tirare una linea netta bene.
E in questo lei ha poco margine di movimento ne’ tantomeno può vivere in punta di piedi.
Stessa cosa tu.
Concordo, però questo lo potrò dire in fondo a un lungo percorso di comprensione. Dove sono adesso non ha senso rispondere
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Perché ti interessano i dettagli?
Non basta il senso?
I dettagli servono come "preliminare" per ricostruire la fiducia, sapere che uno ti sta dicendo la verità: quando è iniziata, come s i è sviluppata, come e quando la hai terminata, perché hai scelto di terminarla, cosa ti ha spinto, come ti sentivi, etc....

Poi il senso arriva dopo, viene costruito sulla base dei dettagli
 

Rebecca89

Sentire libera
I dettagli servono come "preliminare" per ricostruire la fiducia, sapere che uno ti sta dicendo la verità: quando è iniziata, come s i è sviluppata, cosa ti ha spinto, come ti sentivi, etc....

Poi il senso arriva dopo, credo.
Mica lo so se qualunque sua spiegazione vada bene.
L ha fatto.
Tu vuoi capire i motivi, ma il punto è che l' ha fatto. Oggi può raccontarti una cosa pensandone un' altra. Quello che deve ascoltarsi in questo percorso sei tu, non tu lei. Secondo me.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
I dettagli servono come "preliminare" per ricostruire la fiducia, sapere che uno ti sta dicendo la verità: quando è iniziata, come s i è sviluppata, come e quando la hai terminata, perché hai scelto di terminarla, cosa ti ha spinto, come ti sentivi, etc....

Poi il senso arriva dopo, viene costruito sulla base dei dettagli
Per questo ha paura, una sola affermazione potrebbe fare saltare tutto.
Essere sinceri implica aprire quella parte che ti ferirebbe e ti farebbe sorgere il dubbio che possa ricapitare.
Da qui è una cosa sua,non credo dirà mai la verità.Sa che sarebbe troppo per te
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Mica lo so se qualunque sua spiegazione vada bene.
L ha fatto.
Tu vuoi capire i motivi, ma il punto è che l' ha fatto. Oggi può raccontarti una cosa pensandone un' altra. Quello che deve ascoltarsi in questo percorso sei tu, non tu lei. Secondo me.
Ma senza capire cosa ha fatto e perché lo ha fatto come posso ascoltarmi riguardo a una cosa che non capisco?

Se non so chi ho davanti, se non integro cosa ha fatto (l'animale nero) con la persona che ha dimostrato di amarmi in questi anni (l'animale bianco) come posso rimanere?

E per integrarlo dovrò pur sapere "cosa e, soprattutto, perché". Non è che posso rimanere solo con un atto di fede, ci dovrà essere anche quello, ma la base deve essere solida: chiarire quello che è successo, perché è successo, concordare che si vuole entrambi che non succeda più, dimostrare con l'impegno e la costanza che si sta lavorando in quella dimostrazione e infine tornare a essere felici ed avere nuovamente fiducia.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Ciao a tutti, vi aggiorno un po’ sulle ultime.

Dopo il mio rientro a metà febbraio, i primi giorni sono continuati sulla falsa riga precedente: zero comunicazione, quasi astio. Poi c’è stata la prima seduta di psicoterapia di coppia. Io inizialmente ero uscito molto stanco (sono esausto dopo ogni seduta, ma allora non lo sapevo ancora) e avevo interpretato quella stanchezza come sconforto, quasi con la tentazione di sospendere.

Nei giorni immediatamente successivi però mia moglie è cambiata radicalmente: una mattina si alza e finalmente a colazione parla, è gentile con le bambine e con me. Ha iniziato anche a cercare un riavvicinamento tra noi, dicendomi una sera quanto fosse dispiaciuta di quello che ha fatto, che è stata una cosa orribile e che vuole mettercela tutta per riparare – la terapia le ha dato una speranza.
Tra noi è tornata anche una forte attrazione fisica, con grande intensità: c’erano di nuovo quella tensione tra di noi, gli sguardi, il desiderio di cercarsi. Inizialmente è stata lei a dirmi che lo voleva molto, ma io mi sono fermato: non volevo che il corpo corresse troppo avanti rispetto alla testa e al cuore. Poi mi sono lasciato andare e ritrovarsi nel sesso è stato molto intenso.

Tuttavia, mentre da un lato ci riavvicinavamo quasi “come se niente fosse”, dentro di me sentivo crescere sempre di più il grande nodo, l’“elefante nella stanza”: il tradimento e tutto quello che ancora non sapevo.

Una sera ho provato ad affrontare l’argomento fuori dalla terapia. Volevo farle capire quanto per me fosse importante la trasparenza e quanto fosse necessario dedicare energie specifiche alla riparazione del danno. Quella conversazione però è finita male. Lei ha vissuto il tutto come una pressione e la discussione è deragliata anche sul tema della separazione legale, che per lei rimane un grande ostacolo. Siamo finiti molto distanti e quella sera c’era parecchia tensione tra noi. Abbiamo quindi deciso di lasciare alla terapia le questioni spinose, almeno per ora. Nei giorni successivi la tensione è passata e siamo stati ancora molto bene insieme su tanti piani.

La seconda seduta è stata molto intensa, anche se preferisco non entrare troppo nei dettagli perché sono momenti molto personali. Posso dire però che è stata una seduta emotivamente molto forte, in cui il mio dolore è venuto fuori in modo molto evidente.

È emersa anche una dinamica che probabilmente ci accompagna da tempo. Io nelle relazioni e nella vita in generale tendo a dare molto, spesso al 120%: mi attivo, faccio, dimostro, mi prendo carico delle cose quasi in anticipo. È proprio un mio modo di stare nel rapporto e nella vita, che ho sempre dato per scontato, ma quando mi e’ stato mostrato come eccessivo mi ha sorpreso, come se per me fosse semplicemente normale, il modo in cui stanno tutti. Il problema è che davanti a questa intensità lei spesso si spegne e si ritrae. In terapia è venuto fuori che dietro questo c’è un forte senso di non essere abbastanza: come se la mia continua attivazione le facesse sentire di non riuscire mai a stare allo stesso livello o a ricambiare davvero. Quando percepisce di non riuscirci, scatta l’inadeguatezza e tende a chiudersi ancora di più.

È emerso anche chiaramente che per lei parlare del tradimento è estremamente difficile, dice per senso di colpa e vergogna. A un certo punto pero’ ha anche detto una frase che mi ha ferito molto: ha definito quella storia “una cosa sua”.

Mi ha ferito perché’ io sento il bisogno opposto: per poter restare in questa relazione ho bisogno di capire. Sia i dettagli, ma soprattutto il senso di quello che è successo: cosa ha rappresentato per lei, come è stato possibile, che posto occupa oggi dentro di lei.

Dentro di me convivono due immagini molto diverse della stessa persona, ed è come se ci fossero due animali che lottano.
Uno è quello che vede la donna che amo, la madre delle mie figlie, la persona con cui ho costruito la mia vita e con cui sento ancora una connessione molto forte.
L’altro è quello che vede la persona che mi ha mentito e tradito, e che in quei mesi ha fatto delle scelte che ai miei occhi appaiono meschine, quasi disgustose / spregevoli, difficili da conciliare con tutto il resto.
Finché questi due animali restano in lotta dentro di me, io non trovo pace.

Verso la fine della seduta la terapeuta ci ha chiesto di scrivere su un foglio quale emozione proviamo quando pensiamo al tradimento.
Io ho scritto “devastazione”, lei “paura”.
Mi è rimasto molto impresso questo contrasto. Io sono immerso nel dolore di quello che è successo, mentre lei sembra soprattutto spaventata da quello che ha fatto e dalle conseguenze. Forse è proprio in questo spazio tra devastazione e paura che dovremo lavorare nei prossimi mesi.

Alla fine torno sempre allo stesso punto: il vero nodo per me non è solo quello che è successo, ma cosa ha significato davvero per lei. Solo capendo questo potrò sapere se quei due animali possono convivere.

Nel frattempo continuiamo la terapia, la giudiziale ci attende e io cerco di rimanere il più possibile nel presente, sapendo che per ora non ho elementi per prendere nessuna decisione. Non è facile, perché il sistema dentro di me è molto attivo e spesso in allerta. Ma in questo momento mi sembra che l’unica cosa sensata da fare sia dare tempo ai fatti di mostrarsi.
e che ci fai con una giudiziale, se ancora non hai deciso cosa vuoi veramente
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Per questo ha paura, una sola affermazione potrebbe fare saltare tutto.
Essere sinceri implica aprire quella parte che ti ferirebbe e ti farebbe sorgere il dubbio che possa ricapitare.
Da qui è una cosa sua,non credo dirà mai la verità.Sa che sarebbe troppo per te
Ma devi dare all'altro anche la possibilità di andare via, mostrare quello che sei e se per l'altro non è compatibile col restare: non puoi trattenerlo con l'inganno.

A maggior ragione se "sa che sarebbe troppo per me" deve donarmi la verità e darmi la possibilità di accettarla o anche no.

Altrimenti vorrebbe dire fondare una relazione su una maschera, su un non detto o una menzogna: non è ciò che vorrei e non vorrei una persona che vuole una relazione così.

Penso di avere il diritto di decidere cosa è troppo per me o cosa no, è proprio questa la scelta se restare o andare.
 

Gaia

Utente di lunga data
Ma devi dare all'altro anche la possibilità di andare via, mostrare quello che sei e se per l'altro non è compatibile col restare non puoi trattenerlo con l'inganno.

A maggior ragione se "sa che sarebbe troppo per me" deve donarmi la verità e darmi la possibilità di accettarla o anche no.

Altrimenti vorrebbe dire fondare una relazione su una maschera, su un non detto o una menzogna: non è ciò che vorrei e non vorrei una persona che vuole una relazione così.
Mmh, con sta verità quante fisime.
La verità è che si è rotolata nel tuo letto con un altro.
Le ragioni effettive ti saranno per sempre sconosciute perché saranno sempre e solo un racconto impregnato delle cose che anche lei si racconta.
 

hammer

Utente di lunga data
Mmh, con sta verità quante fisime.
La verità è che si è rotolata nel tuo letto con un altro.
Le ragioni effettive ti saranno per sempre sconosciute perché saranno sempre e solo un racconto impregnato delle cose che anche lei si racconta.
@hammer avrebbe espresso esattamente lo stesso concetto con le stesse identiche parole.
 
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