La scelta

Jim Cain

Utente di lunga data
Nemmeno io.
Non mostra complicità alcuna e sembra quasi che abbia paura di lasciarsi andare.
Sentimenti, emozioni, intimità... Niente.
Spero sia solo una maschera ad uso professionale.
Ribadisco che se il dolore e le delusioni ti rendono cosi cinica significa che non hai capito niente.

È una corazza ?
Può essere.
Non mi suscita nè empatia, nè tenerezza.
 

danny

Utente di lunga data
Ribadisco che se il dolore e le delusioni ti rendono cosi cinica significa che non hai capito niente.

È una corazza ?
Può essere.
Non mi suscita nè empatia, nè tenerezza.
Non deve suscitarla in noi, ma in chi si riconosce nelle sue parole.
Un target lo ha.
Non siamo noi.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Non deve suscitarla in noi, ma in chi si riconosce nelle sue parole.
Un target lo ha.
Non siamo noi.
Avresti ragione se si rivolgesse in privato ad un ristretto numero di persone.
Poiché ai suoi scritti (vabbè, scritti) hanno accesso tutti la critica mi pare lecita.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ciao a tutti, vi aggiorno un po’ sulle ultime.

Dopo il mio rientro a metà febbraio, i primi giorni sono continuati sulla falsa riga precedente: zero comunicazione, quasi astio. Poi c’è stata la prima seduta di psicoterapia di coppia. Io inizialmente ero uscito molto stanco (sono esausto dopo ogni seduta, ma allora non lo sapevo ancora) e avevo interpretato quella stanchezza come sconforto, quasi con la tentazione di sospendere.

Nei giorni immediatamente successivi però mia moglie è cambiata radicalmente: una mattina si alza e finalmente a colazione parla, è gentile con le bambine e con me. Ha iniziato anche a cercare un riavvicinamento tra noi, dicendomi una sera quanto fosse dispiaciuta di quello che ha fatto, che è stata una cosa orribile e che vuole mettercela tutta per riparare – la terapia le ha dato una speranza.
Tra noi è tornata anche una forte attrazione fisica, con grande intensità: c’erano di nuovo quella tensione tra di noi, gli sguardi, il desiderio di cercarsi. Inizialmente è stata lei a dirmi che lo voleva molto, ma io mi sono fermato: non volevo che il corpo corresse troppo avanti rispetto alla testa e al cuore. Poi mi sono lasciato andare e ritrovarsi nel sesso è stato molto intenso.

Tuttavia, mentre da un lato ci riavvicinavamo quasi “come se niente fosse”, dentro di me sentivo crescere sempre di più il grande nodo, l’“elefante nella stanza”: il tradimento e tutto quello che ancora non sapevo.

Una sera ho provato ad affrontare l’argomento fuori dalla terapia. Volevo farle capire quanto per me fosse importante la trasparenza e quanto fosse necessario dedicare energie specifiche alla riparazione del danno. Quella conversazione però è finita male. Lei ha vissuto il tutto come una pressione e la discussione è deragliata anche sul tema della separazione legale, che per lei rimane un grande ostacolo. Siamo finiti molto distanti e quella sera c’era parecchia tensione tra noi. Abbiamo quindi deciso di lasciare alla terapia le questioni spinose, almeno per ora. Nei giorni successivi la tensione è passata e siamo stati ancora molto bene insieme su tanti piani.

La seconda seduta è stata molto intensa, anche se preferisco non entrare troppo nei dettagli perché sono momenti molto personali. Posso dire però che è stata una seduta emotivamente molto forte, in cui il mio dolore è venuto fuori in modo molto evidente.

È emersa anche una dinamica che probabilmente ci accompagna da tempo. Io nelle relazioni e nella vita in generale tendo a dare molto, spesso al 120%: mi attivo, faccio, dimostro, mi prendo carico delle cose quasi in anticipo. È proprio un mio modo di stare nel rapporto e nella vita, che ho sempre dato per scontato, ma quando mi e’ stato mostrato come eccessivo mi ha sorpreso, come se per me fosse semplicemente normale, il modo in cui stanno tutti. Il problema è che davanti a questa intensità lei spesso si spegne e si ritrae. In terapia è venuto fuori che dietro questo c’è un forte senso di non essere abbastanza: come se la mia continua attivazione le facesse sentire di non riuscire mai a stare allo stesso livello o a ricambiare davvero. Quando percepisce di non riuscirci, scatta l’inadeguatezza e tende a chiudersi ancora di più.

È emerso anche chiaramente che per lei parlare del tradimento è estremamente difficile, dice per senso di colpa e vergogna. A un certo punto pero’ ha anche detto una frase che mi ha ferito molto: ha definito quella storia “una cosa sua”.

Mi ha ferito perché’ io sento il bisogno opposto: per poter restare in questa relazione ho bisogno di capire. Sia i dettagli, ma soprattutto il senso di quello che è successo: cosa ha rappresentato per lei, come è stato possibile, che posto occupa oggi dentro di lei.

Dentro di me convivono due immagini molto diverse della stessa persona, ed è come se ci fossero due animali che lottano.
Uno è quello che vede la donna che amo, la madre delle mie figlie, la persona con cui ho costruito la mia vita e con cui sento ancora una connessione molto forte.
L’altro è quello che vede la persona che mi ha mentito e tradito, e che in quei mesi ha fatto delle scelte che ai miei occhi appaiono meschine, quasi disgustose / spregevoli, difficili da conciliare con tutto il resto.
Finché questi due animali restano in lotta dentro di me, io non trovo pace.

Verso la fine della seduta la terapeuta ci ha chiesto di scrivere su un foglio quale emozione proviamo quando pensiamo al tradimento.
Io ho scritto “devastazione”, lei “paura”.
Mi è rimasto molto impresso questo contrasto. Io sono immerso nel dolore di quello che è successo, mentre lei sembra soprattutto spaventata da quello che ha fatto e dalle conseguenze. Forse è proprio in questo spazio tra devastazione e paura che dovremo lavorare nei prossimi mesi.

Alla fine torno sempre allo stesso punto: il vero nodo per me non è solo quello che è successo, ma cosa ha significato davvero per lei. Solo capendo questo potrò sapere se quei due animali possono convivere.

Nel frattempo continuiamo la terapia, la giudiziale ci attende e io cerco di rimanere il più possibile nel presente, sapendo che per ora non ho elementi per prendere nessuna decisione. Non è facile, perché il sistema dentro di me è molto attivo e spesso in allerta. Ma in questo momento mi sembra che l’unica cosa sensata da fare sia dare tempo ai fatti di mostrarsi.
 

Delfi1999

Utente di lunga data
Forse le risposte che cerchi le troverai continuando la terapia e te lo auguro di cuore. Stanno anche saltando fuori aspetti che tu neanche immaginavi, che forse hanno contribuito a creare quello che è successo.
 

Warlock

Utente di lunga data
Pensieri sparsi... sto guardando su raiplay Amore Criminale che parla di femminicidi e di come molte donnne, dopo le prime avvisaglie non riescano a capire la gravità delle violenze (fisiche o psicologiche) irretite dalla richiesta di perdono e di promesse di non farlo più.
Poi su faccialibro mi capita un video di c'è posta per te dove la moglie ha tradito 3 volte il marito e chiede perdono dicendo che ha capito lo sbaglio commesso dopo aver toccato il fondo, con la Maria nazionale che spinge lui al perdono più totale.
E lì ho visto le assonanze fra l'egoismo del tradimento e l'egoismo del maltrattamento sulle donne, solo che nel primo ti spingono a lasciare correre nel secondo ti dicono scappa.
Io @PrimaVoce dopo aver letto la tua storia e dopo aver letto come si sta comportando tua moglie anche adesso, vado controccorente e ti dico SCAPPA
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
E lì ho visto le assonanze fra l'egoismo del tradimento e l'egoismo del maltrattamento sulle donne, solo che nel primo ti spingono a lasciare correre nel secondo ti dicono scappa.
Io @PrimaVoce dopo aver letto la tua storia e dopo aver letto come si sta comportando tua moglie anche adesso, vado controccorente e ti dico SCAPPA
Assolutamente, l'assonanza tra la violenza e il tradimento la avevo approfondita anche in post precedenti e la trovo molto calzante.
Al momento non riesco a scappare, ma solo a continuare la terapia e cercare di capire, per arrivare alla scelta "fly or fight" con consapevolezza.
Pero' l'opzione di scappare c'e', non mi sento di escluderla e capisco il tuo suggerimento da dove arriva e su cosa si fonda.
 

Nicky

Utente di lunga data
Pensieri sparsi... sto guardando su raiplay Amore Criminale che parla di femminicidi e di come molte donnne, dopo le prime avvisaglie non riescano a capire la gravità delle violenze (fisiche o psicologiche) irretite dalla richiesta di perdono e di promesse di non farlo più.
Poi su faccialibro mi capita un video di c'è posta per te dove la moglie ha tradito 3 volte il marito e chiede perdono dicendo che ha capito lo sbaglio commesso dopo aver toccato il fondo, con la Maria nazionale che spinge lui al perdono più totale.
E lì ho visto le assonanze fra l'egoismo del tradimento e l'egoismo del maltrattamento sulle donne, solo che nel primo ti spingono a lasciare correre nel secondo ti dicono scappa.
Io @PrimaVoce dopo aver letto la tua storia e dopo aver letto come si sta comportando tua moglie anche adesso, vado controccorente e ti dico SCAPPA
Perdonami, ma si mettono in guardia le persone dalle violenze fisiche perchè è dimostrato che, se non ci sono interventi forti, possono aumentare di intensità, fino a che il violento uccide la vittima.
Perciò direi che il paragone lascia il tempo che trova.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Perdonami, ma si mettono in guardia le persone dalle violenze fisiche perchè è dimostrato che, se non ci sono interventi forti, possono aumentare di intensità, fino a che il violento uccide la vittima.
Perciò direi che il paragone lascia il tempo che trova.
Per esperienza personale comunque il dolore e' cosi intenso che, se mi dovessi ritrovare dopo tutto questo dolore e intensità', magari dopo anni, a scoprire di essere solo stato preso in giro, non e' come essere uccisi pero' non e' neanche cosi distante.

Per questo dico che per potermi davvero riavvicinare, dovrei essere sicuro che l'altra persona ha compreso la gravita' del comportamento e capito davvero che non e' una modalita' utilizzabile.

Questo e' analogo: prima di riavvicinarsi a una persona che ha utilizzato violenza, bisogna essere sicuri della stessa cosa.
 

feather

Utente tardo
ma soprattutto il senso di quello che è successo: cosa ha rappresentato per lei, come è stato possibile, che posto occupa oggi dentro di lei.
Imho, non lo saprai mai. Perché è "una cosa sua". Non saprai mai davvero cosa prova o ha provato una persona.
Secondo me faresti bene più a capire cosa ha significato per te, che quello che ha significato per lei..
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Imho, non lo saprai mai. Perché è "una cosa sua". Non saprai mai davvero cosa prova o ha provato una persona.
Secondo me faresti bene più a capire cosa ha significato per te, che quello che ha significato per lei..
E ma non posso capirlo essendo all'oscuro di tutto.
Le due cose vanno insieme, come posso sapere cosa significa per me se non so: cosa l'ha spinta, cosa si e' detta per autorizzarsi, come si e' sentita con quest'altra persona, come ha fatta a portarla cosi avanti se le sembrava sbagliato farlo, e' una cosa che considera sbagliata nei suoi valori, cosa le piaceva di lei nel tradimento, e tante altre domande che mi scrivo (sono tutte nel mio diario) e portero' in terapia.

Devo capire cosa ho davanti per sapere cosa significa per me.
Al momento non so cosa ho davanti: solo qualche fatto che ho scoperto da solo.

Ma il fatto in se' e' quasi irrilevante, e' la motivazione che c'e' dietro che svela tutto, rivela la persona.
E quindi solo allora potro' capire cosa significa per me questa parte della persona che ho di fronte.

Infatti anche la psicoterapeuta ci ha detto che bisognera' parlarne assolutamente, quando avremo un vocabolario comune - ma e' il motivo per cui siamo in terapia, altrimenti la decisione era gia' stata presa.
 
Ultima modifica:

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
E ma non posso capirlo essendo all'oscuro di tutto.
Le due cose vanno insieme, come posso sapere cosa significa per me se non so: cosa l'ha spinta, cosa si e' detta per autorizzarsi, come si e' sentita con quest'altra persona, come ha fatta a portarla cosi avanti se le sembrava sbagliato farlo, e' una cosa che considera sbagliata nei suoi valori, cosa le piaceva di lei nel tradimento, e tante altre domande che mi scrivo (sono tutte nel mio diario) e portero' in terapia.

Devo capire cosa ho davanti per sapere cosa significa per me.
Al momento non so cosa ho davanti: solo qualche fatto che ho scoperto da solo.

Ma il fatto in se' e' quasi irrilevante, e' la motivazione che c'e' dietro che svela tutto, rivela la persona.
E quindi solo allora potro' capire cosa significa per me questa parte della persona che ho di fronte.
Se inizi una ricerca a ritroso di questo tipo probabilmente non finisce più, perchè, ad esempio, a quando ti basta risalire? Ad appena prima del fattaccio non basta, perchè evidentemente era già predisposta in qualche modo, ma allora occorre andare ancora più a ritroso per capire quando il piano della relazione fra voi 2 si è inclinato e la pallina ha cominciato a rotolare verso il basso e come si fa a trovare il punto di partenza? Uno strizzacervelli potrebbe risalire fino a improbabili e/o insondabili conflitti da bambina con i genitori o ai dinosauri e che te ne faresti di queste spiegazioni, ammesso ma assolutamente non concesso, che la catena di cause/effetto sia verosimile??

Intanto però una valutazione concreta la puoi fare: ti ha tradito e ti ha preso per il culo, quindi era capacissima potenzialmente di farlo (come tutti più o meno), ma soprattutto ha valutato che in un suo bilancio interno costi/benefici il gesto le era di tutta convenienza, probabilmente anche in caso di sgamo visto come si è comportata poi, altrimenti se ne sarebbe guardata dal farlo. Quindi prova a guardarti come voce nel suo bilancio interno e chiediti piuttosto che significato hai tu per lei da quel momento in poi, che ruolo hai assunto nella commedia, perchè quello di prima è andato. Se questo nuovo ruolo ti va bene allora non avrai problemi a proseguire.
 
Ultima modifica:

Jim Cain

Utente di lunga data
Perdonami, ma si mettono in guardia le persone dalle violenze fisiche perchè è dimostrato che, se non ci sono interventi forti, possono aumentare di intensità, fino a che il violento uccide la vittima.
Perciò direi che il paragone lascia il tempo che trova.
Vero.
Ma è anche vero - almeno, secondo me - che una certa incultura che non mi degno neanche di chiamare femminista, e che invece assomiglia sempre di più ad uno scontro fra bande, arriva ad essere ogni giorno che passa sempre più tollerante e lungimirante nei confronti di certi comportamenti, ovviamente quelli nei quali la componente femminile è quella 'colpevole'.
 

Nicky

Utente di lunga data
Vero.
Ma è anche vero - almeno, secondo me - che una certa incultura che non mi degno neanche di chiamare femminista, e che invece assomiglia sempre di più ad uno scontro fra bande, arriva ad essere ogni giorno che passa sempre più tollerante e lungimirante nei confronti di certi comportamenti, ovviamente quelli nei quali la componente femminile è quella 'colpevole'.
Sì, ma forse lo valuterei proprio sul piano della violenza, da cui neppure le donne sono immuni.
 

Brunetta

Utente di lunga data
@PrimaVoce mi sembra che la terapia stia procedendo bene.
Credo che sia normale uscirne esausti.
State scavando nelle vostre ferite.
Lo scopo non è riconciliarvi, ma capirvi.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Se inizi una ricerca a ritroso di questo tipo probabilmente non finisce più, perchè, ad esempio, a quando ti basta risalire? Ad appena prima del fattaccio non basta, perchè evidentemente era già predisposta in qualche modo, ma allora occorre andare ancora più a ritroso per capire quando il piano della relazione fra voi 2 si è inclinato e la pallina ha cominciato a rotolare verso il basso e come si fa a trovare il punto di partenza? Uno strizzacervelli potrebbe risalire fino a improbabili e/o insondabili conflitti da bambina con i genitori o ai dinosauri e che te ne faresti di queste spiegazioni, ammesso ma assolutamente non concesso, che la catena di cause/effetto sia verosimile??

Intanto però una valutazione concreta la puoi fare: ti ha tradito e ti ha preso per il culo, quindi era capacissima potenzialmente di farlo (come tutti più o meno), ma soprattutto ha valutato che in un suo bilancio interno costi/benefici il gesto le era di tutta convenienza, probabilmente anche in caso di sgamo visto come si è comportata poi, altrimenti se ne sarebbe guardata dal farlo. Quindi prova a guardarti come voce nel suo bilancio interno e chiediti piuttosto che significato hai tu per lei da quel momento in poi, che ruolo hai assunto nella commedia, perchè quello di prima è andato. Se questo nuovo ruolo ti va bene allora non avrai problemi a proseguire.
Non e' proprio la mia visione del mondo quindi faccio fatica a risponderti, ma ci provo.
Dico che non lo e', ma non voglio dirti che non rispetto la tua, solo non mi ci ritrovo.

Tu parli di causa/effetto, ma io parlo di meccanismi di risposta che ti hanno portato a fare delle scelte.
Scelte che magari adesso vuoi rivedere, e i motivi sono fondamentali perché' io possa decidere se stare o andare.
Esempio sciocco: vuoi stare per amore / interesse nel progetto = resto, vuoi stare per comfort / quieto vivere = vado.

Se non vuoi rivedere le scelte o se i motivi per cui vuoi rivederle non sono compatibili con i miei, ci fermiamo qui.
Se invece le vuoi rivedere dobbiamo capire i tuoi meccanismi di risposta a determinate mancanze.
Quindi dobbiamo parlare delle mancanze: se sono cose che posso/voglio darti, lavoriamo sul colmare queste mancanze.

Oltre a identificare le mancanze, andiamo a parlare del meccanismo di risposta.
Riconosci che non e' un meccanismo di risposta che può' stare in questa relazione e come facciamo a cambiarlo, per farlo probabilmente dobbiamo risalire al perché (se e' nell'infanzia, arriviamo all'infanzia), ma quello che conta e' capire come eliminare questo meccanismo di risposta (andremo tanto a fondo quanto serve / siamo disposti ad andare prima di arrenderci).

E' tutto un po' semplificato ma penso possa spiegare il mio punto di vista.

Nel tuo, che e' legittimo, conta il fatto: hai fatto una cosa terribile, hai scelto di farla (ne' ci sara' mai una giustificazione - ed effettivamente non puo' esserci, il passato non si cambia), mai potrò' accettare il ruolo del cornuto nella commedia (almeno io e mi sembra anche tu), quindi vado.
Ed e' tutto perfettamente coerente e corretto, pero' molto definitivo e fisso.
Invece io dico: si puo' sbagliare, anche gravemente, pero' se si pensa di aver sbagliato, si capisce dove si puo' intervenire, allora si puo' riparare.
 
Ultima modifica:

Jim Cain

Utente di lunga data
Se inizi una ricerca a ritroso di questo tipo probabilmente non finisce più, perchè, ad esempio, a quando ti basta risalire? Ad appena prima del fattaccio non basta, perchè evidentemente era già predisposta in qualche modo, ma allora occorre andare ancora più a ritroso per capire quando il piano della relazione fra voi 2 si è inclinato e la pallina ha cominciato a rotolare verso il basso e come si fa a trovare il punto di partenza? Uno strizzacervelli potrebbe risalire fino a improbabili e/o insondabili conflitti da bambina con i genitori o ai dinosauri e che te ne faresti di queste spiegazioni, ammesso ma assolutamente non concesso, che la catena di cause/effetto sia verosimile??

Intanto però una valutazione concreta la puoi fare: ti ha tradito e ti ha preso per il culo, quindi era capacissima potenzialmente di farlo (come tutti più o meno), ma soprattutto ha valutato che in un suo bilancio interno costi/benefici il gesto le era di tutta convenienza, probabilmente anche in caso di sgamo visto come si è comportata poi, altrimenti se ne sarebbe guardata dal farlo. Quindi prova a guardarti come voce nel suo bilancio interno e chiediti piuttosto che significato hai tu per lei da quel momento in poi, che ruolo hai assunto nella commedia, perchè quello di prima è andato. Se questo nuovo ruolo ti va bene allora non avrai problemi a proseguire.
Hai mai fatto psicoterapia?
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Intanto però una valutazione concreta la puoi fare: ti ha tradito e ti ha preso per il culo, quindi era capacissima potenzialmente di farlo (come tutti più o meno), ma soprattutto ha valutato che in un suo bilancio interno costi/benefici il gesto le era di tutta convenienza, probabilmente anche in caso di sgamo visto come si è comportata poi, altrimenti se ne sarebbe guardata dal farlo. Quindi prova a guardarti come voce nel suo bilancio interno e chiediti piuttosto che significato hai tu per lei da quel momento in poi, che ruolo hai assunto nella commedia, perchè quello di prima è andato. Se questo nuovo ruolo ti va bene allora non avrai problemi a proseguire.
A te capita soesso di leggere certe vicende come se fossero sempre il frutto di un calcolo lucido e consapevole, quasi come se chi agisce avesse già messo in conto gesto, conseguenze e convenienza, o come se certi rapporti funzionassero secondo una meccanica di azione e reazione, quasi chimica.
Ma in realtà, certe volte, accade semplicemente che molte persone fanno anche danni enormi dentro dinamiche più confuse, impulsive e contraddittorie, senza avere davvero previsto fino in fondo quello che stavano facendo.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Nel tuo, che e' legittimo, conta il fatto: hai fatto una cosa terribile, hai scelto di farla (ne' ci sara' mai una giustificazione - ed effettivamente non puo' esserci, il passato non si cambia), mai potrò' accettare il ruolo del cornuto nella commedia (almeno io e mi sembra anche tu), quindi vado.
Ed e' tutto perfettamente coerente e corretto, pero' molto definitivo e fisso.
Invece io dico: si puo' sbagliare, anche gravemente, pero' se si pensa di aver sbagliato, si capisce dove si puoi' intervenire, allora si puo' riparare.
È questa la giusta lettura, secondo me.
Nessuno dovrebbe accettare il ruolo di cornuto della commedia se, dall'altra parte, non c'è una reale consapevolezza del male arrecato unita ad una concreta volontà di recupero.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Non e' proprio la mia visione del mondo quindi faccio fatica a risponderti, ma ci provo.
Dico che non lo e', ma non voglio dirti che non rispetto la tua, solo non mi ci ritrovo.

Tu parli di causa/effetto, ma io parlo di meccanismi di risposta che ti hanno portato a fare delle scelte.
Scelte che magari adesso vuoi rivedere, e i motivi sono fondamentali perché' io possa decidere se stare o andare.
Esempio sciocco: vuoi stare per amore / interesse nel progetto = resto, vuoi stare per comfort / quieto vivere = vado.

Se non vuoi rivedere le scelte o se i motivi per cui vuoi rivederle non sono compatibili con i miei, ci fermiamo qui.
Se invece le vuoi rivedere dobbiamo capire i tuoi meccanismi di risposta a determinate mancanze.
Quindi dobbiamo parlare delle mancanze: se sono cose che posso/voglio darti, lavoriamo sul colmare queste mancanze.

Oltre a identificare le mancanze, andiamo a parlare del meccanismo di risposta.
Riconosci che non e' un meccanismo di risposta che può' stare in questa relazione e come facciamo a cambiarlo, per farlo probabilmente dobbiamo risalire al perché (se e' nell'infanzia, arriviamo all'infanzia), ma quello che conta e' capire come eliminare questo meccanismo di risposta (andremo tanto a fondo quanto serve / siamo disposti ad andare prima di arrenderci).

E' tutto un po' semplificato ma penso possa spiegare il mio punto di vista.
Nel tuo, che e' legittimo, conta il fatto: hai fatto una cosa terribile, mai potro' accettare il ruolo del cornuto nella commedia (almeno io e mi sembra anche tu), quindi vado.
Ho tirato in ballo il tema causa/effetto proprio per dire che non credo molto a queste catene ricostruite a posteriori, soprattutto quando si risale indietro all’infinito con il senno di poi. Il mio punto non è morale del tipo ‘hai fatto una cosa terribile’, non è quello che sto dicendo. Sto semplicemente guardando le uniche cose davvero osservabili: i fatti, il modo in cui il tradimento è stato messo in atto e soprattutto le reazioni successive allo sgamo, che secondo me rivelano molto più della trombata in sé. Quando si entra nel circuito mancanza/compensazione temo che si rischi di non uscirne più, perché diventa una prova continua: se manca qualcosa, se non si colma abbastanza, se si ripresenta la stessa dinamica… e non so tu, ma io personalmente non riuscirei a vivere in una relazione camminando costantemente sulle uova. Quello che cerco di capire, con gli elementi che ho davanti, è quale posto occupo adesso nella sua scala di valori reale. Non a parole, ma nei fatti.
 
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