Esatto. A meno che certi segnali non siano plateali (chessò, mio marito torna a casa un giorno si e un giorno no alle 4 di notte, pur finendo di lavorare alle 19, lindo e profumato pur facendo il muratore...) autoinfliggersi la pena del sospetto lo trovo malsano. Appigliarsi al fatto che un giorno non ti ha detto "salute" dopo che hai starnutito, e cominciare a voler vivere di sospetti e paranoie, mi sembra ridicolo. Idem iniziare a farlo perché lo (o la) si nota più "presente" e questo deve per forza significare che qualcosa bolle in pentola. Classico è il pensiero "lo trovo diverso... è cambiato". Mai che qualcuno si pogga il dubbio "lo trovo diverso, sarò cambiato/a?".
Ad ogni modo, se sto bene, la vita di coppia è serena, tutto fila liscio, perché diamine devo andare a frugare nell suo cellulare? Nel suo computer? Nel suo portafoglio o nelle sue tasche? Perché? Per trovare un indizio... e cominciare a imitare le gesta di Sherlock Holmes (che sarebbe più divertente imitare quelle di John)? Sembrerò psicopatica, ma secondo me tutto si riconduce alla questione tradito/coglione. Perché poi, venuta fuori la verità, se esce dalle mura domestiche, ci sono loro... amici, parenti... le serpi... "ma non ci poooooosso credere. ......ma...... tu........ NON AVEVI COLTO ALCUN SEGNALE? Io credo che lo capirei subito". Che ci leggi tra le righe? "sei un coglione!". Sta di fatto, che se anche il segnale lo cogli (o te lo inventi), se ti deve tradire, ti tradisce (a meno che, forte dei segnali, non lo incateni al tavolo). Se lo devi venire a sapere, lo vieni a sapere. Quindi, perché non aspettare di vedere il sangue, prima di fasciarsi sta benedetta testa?
Bene, è finita la mia ora d'aria, l'infermiera mi aspetta col se...se....sedadavo!