Sentirsi traditi senza il cazzo nella topa

danny

Utente di lunga data
Eh ma continua il festival dell'incomprensione, perché mi devi spiegare come faccio a "dire" una sensazione che non c'è

Io parlo di "sentire".. "sensazioni"..

Tu parli di fatti

Io, la sensazione la so dire quando mi si manifesta, non quando NON c'è

Tu.. che tra 2 mesi sarai innamorata persa di Pippo (che oggi manco conosci, ad esempio) me la sai dire OGGI la straordinaria sensazione che provi quando Pippo ti tocca il culo?

Penso di no. O sbaglio?
Skorpio, stiamo parlando di qualcosa che ti riguarda o di massimi sistemi?
Sai che non si capisce molto, eh.
 

danny

Utente di lunga data
Non faccio questioni di trovare il colpevole, ma di "libera espressione" di una "sensazione"

Peraltro l'esempio che ho fatto della casa a me pare comprensibile

Se ne possono fare altri eh.. a centinaia

Metti che io e te si decide di mandare nostro figlio a una scuola particolare, è un progetto nostro, condiviso, la scuola è scomoda e costosa, però ci si crede entrambi

Io pagherò le rette e mi occupo di portarlo e riprenderlo, tu terrai i contatti coi professori e lo seguirai nel percorso di studio.

L'obiettivo è farlo uscire dalla scuola con la specializzazione in tasca

Benissimo

Dopo un po' tu hai inquietudini su una materia, o sei entusiasta di un colloquio con un professore

Me lo dici, resto indifferente o quasi, io ho i "miei cazzi" che lunedì devo pagare la retta, e domattina devo fare 20 km per portarlo a scuola

Vedremo in fondo al corso di studi .. per ora io sto sul mio e te sul tuo, senza "connessione" emotiva

Non ti sentiresti un po' sola da questo mio eventuale atteggiamento?
Hai mai visto i film di Antonioni?
Tu stai trattando il tema dell'incomunicabilità.
 

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danny

Utente di lunga data
leggendovi tutti mi chiedo : cosa non va nel mia matrimonio ?
Rispondo che tolto il sesso va tutto alla grande quindi vi leggo e rimango sconcertato , vi fate delle menate che non vi dico .
Forse le fate tanto per parlare , se è così non vi capisco credo che Brunetta l'abbia detto molte volte parlate perchè le relazioni vanno bene se c'è dialogo e volontà di risolverle .
Quindi direte voi , tu perchè ci sei se manca quello, non me lo fate ripetere:mad:?
Che ve devo dì una mancanza non fa primavera:p si può soprassedere, dalla mia ho l'età e le cose conquistate insieme.
Meditate gente meditate
:up:
 
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Skorpio

Utente di lunga data
Per me hai scelto un esempio che non capisco.
Ma davvero non ti capisco quasi mai.
Sono contenta, per te, che altri ti capiscano.
Poi io ho partecipazione emotiva anche per chi è in fila alla cassa del supermercato. Solo che non mi sembra che ci siano problemi negli esempi che fai. Può essere che sia perché parli di un distacco che non conosco.
Non ho parlato di "problemi" ma di sensazioni ..
La sensazione di solitudine non è x forza un problema, c'è chi ci ha costruito sopra fortune immense, trasformandola in arte espressiva

Dalla musica alla pittura, etc...

Poi ognuno prova solitudine in modo diverso, un mio amico provava solitudine se era "solo fisicamente"

Non mangiava neanche da solo, quando i suoi partivano per le vacanze, andava al ristorante e chiacchierava con quello dei tavolini accanto

O andava a mangiare a casa della sorella grande
 

Skorpio

Utente di lunga data
Skorpio, stiamo parlando di qualcosa che ti riguarda o di massimi sistemi?
Sai che non si capisce molto, eh.
Certo che stiamo parlando di qualcosa che mi riguarda: una mia personale sensazione di solitudine

Tu quando è che invece ti senti "solo"?
 

danny

Utente di lunga data
Certo che stiamo parlando di qualcosa che mi riguarda: una mia personale sensazione di solitudine

Tu quando è che invece ti senti "solo"?
Quando sono con persone a cui non interessa niente di me, o che non sono in grado di trasmettermi alcun senso di legame.
La solitudine è una condizione esistenziale di privazione dell'appartenenza a un gruppo, a una coppia.
Se si è innamorati non si è soli.
Se si è in bella compagnia, si ride e ci si diverte o si condividono o provano emozioni non si è mai soli.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non ho parlato di "problemi" ma di sensazioni ..
La sensazione di solitudine non è x forza un problema, c'è chi ci ha costruito sopra fortune immense, trasformandola in arte espressiva

Dalla musica alla pittura, etc...

Poi ognuno prova solitudine in modo diverso, un mio amico provava solitudine se era "solo fisicamente"

Non mangiava neanche da solo, quando i suoi partivano per le vacanze, andava al ristorante e chiacchierava con quello dei tavolini accanto

O andava a mangiare a casa della sorella grande
Quando sono con persone a cui non interessa niente di me, o che non sono in grado di trasmettermi alcun senso di legame.
La solitudine è una condizione esistenziale di privazione dell'appartenenza a un gruppo, a una coppia.
Se si è innamorati non si è soli.
Se si è in bella compagnia, si ride e ci si diverte o si condividono o provano emozioni non si è mai soli.
Io ho un forte senso di appartenenza alla comunità.
Non mi ricordo di aver percepito la solitudine, pur essendo spesso da sola, pure per scelta.
Attacco bottone con tutti e non per solitudine.
I miei figli hanno fatto un tormentone della volta che mi hanno trovato a conversare in Egitto con una col burqa.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Certo che stiamo parlando di qualcosa che mi riguarda: una mia personale sensazione di solitudine

Tu quando è che invece ti senti "solo"?
Se invece mi sentissi non considerata in coppia, ma anche solo da un’amica, lascerei proprio perdere.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Skorpio io mi impegno per capire, ma la maggior parte delle questioni che poni non le capisco.
Mi sembrano prevalentemente delle formulazioni diverse di un atteggiamento infantile del tipo “guardami mamma!” quello che gridano i bambini mentre saltano da un gradino o lanciano la palla contro il muro. Ovvero una attività di nessuna particolare difficoltà se non in senso evolutivo.
In realtà la maggior parte delle mamme e genitori e adulti non ha nessuna partecipazione emotiva perché per un adulto il salto del gradino o la palla contro il muro sono atti semplici e si entusiasmerebbero solo se assistessero a un tuffo con avvitamento o un canestro all’ultimo minuto della finale olimpica.
Però il tuffatore e il campione di basket sono partiti da quei piccoli atti che la mamma, o chi per lei, ha guardato e apprezzato e incoraggiato.
Non dubito che invece chi non abbia vissuto la sacrosanta gratificazione per il saltino o la palla al muro resti con una fame insaziabile di ricevere gratificazione per aver fatto la traccia nel muro, che era il compito che si era assunto.
Però fare carico agli altri dei propri bisogni senza averne consapevolezza e senza esplicitarlo aspettando di essere compresi, nelle proprie esigenze intime, non può che portare frustrazioni.
Però ribadisco.
Il desiderio di essere capiti senza parole è infantile.
Per carità, tutti tendiamo ad avere desiderio di soddisfazioni infantili, ma non bisogna esagerare.
Uno che si immusonisce perché non è stato capito e ha più di 10 anni, io lo manderei a quel paese.
 

danny

Utente di lunga data
Io ho un forte senso di appartenenza alla comunità.
Non mi ricordo di aver percepito la solitudine, pur essendo spesso da sola, pure per scelta.
Attacco bottone con tutti e non per solitudine.
I miei figli hanno fatto un tormentone della volta che mi hanno trovato a conversare in Egitto con una col burqa.
Conversare a caso con qualcuno che non si conosce non è appartenere a una comunità, però.
E' spesso solo curiosità
In termini affettivi è praticamente ininfluente.
Per quella donna col burka sei una qualsiasi turista come tante altre: la sua comunità, quella a cui è legata, è un'altra.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Conversare a caso con qualcuno che non si conosce non è appartenere a una comunità, però.
E' spesso solo curiosità
In termini affettivi è praticamente ininfluente.
Per quella donna col burka sei una qualsiasi turista come tante altre: la sua comunità, quella a cui è legata, è un'altra.
Erano due affermazioni a parte.
C’era anche il punto a capo.
E poi io parlavo di me.
So che tanti mi percepiscono come stramba o invadente, ma non cambio.
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Erano due affermazioni a parte.
C’era anche il punto a capo.
E poi io parlavo di me.
So che tanti mi percepiscono come stramba o invadente, ma non cambio.
Tranquilla, io faccio amicizia anche con i sassi.
 

Brunetta

Utente di lunga data

danny

Utente di lunga data
Tranquilla, io faccio amicizia anche con i sassi.
Fare "conoscenza" però non comprende l'instaurarsi di un legame affettivo.
Conosco decine di persone, ma la sensazione di vuoto mi coglie quando non avverto in compagnia loro quello che io cerco, ovvero quel qualcosa di più che serve a dare valore a un legame.
Sono due cose molto diverse quelle di cui state parlando.
Posso trascorrere due ore della mia vita a parlare con una persona conosciuta al momento che non rivedrò mai più, ma a parte l'esperienza che posso anche considerare positiva non posso ritenere abbia lo stesso valore di una rapporto profondo e prolungato nel tempo con una persona con cui ho sincere affinità e nemmeno pensare che possa essere sostitutiva di una vera amicizia la conversazione con quelli che io chiamo semplici conoscenti.
E' come confrontare il sesso occasionale con quello muliebre.
Non sono la stessa cosa anche se prevedono dinamiche simili.
Io ho provato spesso quella sensazione di vuoto, soprattutto nel periodo della mia vita in cui conoscevo più persone e uscivo spesso, senza però arrivare mai a instaurare quel legame che io andavo cercando.
A un certo punto ho compreso cosa mi mancava: era la vicinanza con quelle persone o con anche una sola di esse.
Perché in fondo più passava il tempo meno mi fregava di loro e venivo ricambiato con lo stesso livello di sentimenti messi in gioco. Ci si usava: per uscire la sera, per fare cose, per passare il tempo. Mi sono sentito completo solo quando mi sono sposato.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Fare "conoscenza" però non comprende l'instaurarsi di un legame affettivo.
Conosco decine di persone, ma la sensazione di vuoto mi coglie quando non avverto in compagnia loro quello che io cerco, ovvero quel qualcosa di più che serve a dare valore a un legame.
Sono due cose molto diverse quelle di cui state parlando.
Posso trascorrere due ore della mia vita a parlare con una persona conosciuta al momento che non rivedrò mai più, ma a parte l'esperienza che posso anche considerare positiva non posso ritenere abbia lo stesso valore di una rapporto profondo e prolungato nel tempo con una persona con cui ho sincere affinità e nemmeno pensare che possa essere sostitutiva di una vera amicizia la conversazione con quelli che io chiamo semplici conoscenti.
E' come confrontare il sesso occasionale con quello muliebre.
Non sono la stessa cosa anche se prevedono dinamiche simili.
Io ho provato spesso quella sensazione di vuoto, soprattutto nel periodo della mia vita in cui conoscevo più persone e uscivo spesso, senza però arrivare mai a instaurare quel legame che io andavo cercando.
A un certo punto ho compreso cosa mi mancava: era la vicinanza con quelle persone o con anche una sola di esse.
Perché in fondo più passava il tempo meno mi fregava di loro e venivo ricambiato con lo stesso livello di sentimenti messi in gioco. Ci si usava: per uscire la sera, per fare cose, per passare il tempo. Mi sono sentito completo solo quando mi sono sposato.
Hai ragione, sono cose diverse.
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Fare "conoscenza" però non comprende l'instaurarsi di un legame affettivo.
Conosco decine di persone, ma la sensazione di vuoto mi coglie quando non avverto in compagnia loro quello che io cerco, ovvero quel qualcosa di più che serve a dare valore a un legame.
Sono due cose molto diverse quelle di cui state parlando.
Posso trascorrere due ore della mia vita a parlare con una persona conosciuta al momento che non rivedrò mai più, ma a parte l'esperienza che posso anche considerare positiva non posso ritenere abbia lo stesso valore di una rapporto profondo e prolungato nel tempo con una persona con cui ho sincere affinità e nemmeno pensare che possa essere sostitutiva di una vera amicizia la conversazione con quelli che io chiamo semplici conoscenti.
E' come confrontare il sesso occasionale con quello muliebre.
Non sono la stessa cosa anche se prevedono dinamiche simili.
Io ho provato spesso quella sensazione di vuoto, soprattutto nel periodo della mia vita in cui conoscevo più persone e uscivo spesso, senza però arrivare mai a instaurare quel legame che io andavo cercando.
A un certo punto ho compreso cosa mi mancava: era la vicinanza con quelle persone o con anche una sola di esse.
Perché in fondo più passava il tempo meno mi fregava di loro e venivo ricambiato con lo stesso livello di sentimenti messi in gioco. Ci si usava: per uscire la sera, per fare cose, per passare il tempo. Mi sono sentito completo solo quando mi sono sposato.
Certo, sono cose diverse. Nulla toglie che da una casuale conoscenza nasca una profonda amicizia. E spero non ci sia bisogno di sposarsi per sentirsi completi.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Mi è spesso capitato di sentirmi profondamente tradito, senza bisogno di scoprire chissà quali cose strane o "vietate"..

Un caso specifico è quello in cui condivido i
Un progetto ben definito, insieme pensato sentito e desiderato, dove nel suo ambito c'è anche una ripartizione di compiti definita

E poi.. nel "corso del progetto" perso quella che potrei chiamare "connessione"

L'altra parte non chiede del mio muovermi, non si informa o se lo fa si dimentica.
Non condivide più di tanto le sensazioni, di soddisfazione o di difficoltà, nel progetto

Ognuno.. in pratica, come una catena di montaggio, tira avanti il "suo" compito completamente disconnesso dall'altro, il "fare" prende lentamente il posto del "sentire".. che è stato il "motore" che ha fatto nascere il progetto insieme

Quando vedo che questo avviene.. io faccio passi indietro emotivamente, e prendo distanza

C'è chi ne fa avanti, magari si incazza e reclama connessione, potrei farlo anche io, ma.. non so come dire, dopo per me non conterebbe più

E mi sento realmente "tradito" e solo

A voi capitano queste sensazioni?
E come reagire emotivamente prima e materialmente poi, rispetto l'altro/a?
Pregasi rileggere il mio primissimo thread :rotfl:
 
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