Leggo qui, e ascolto fuori.
E sento di un sacco di gente che incontra stronzi e stronze.
Io di esperienze ne ho avute parecchie (e per non rifinire nella questione quantità, sottolineo il parecchie per rimandare al fatto che non sto parlando di cinque, sei o dieci esperienze, mi riferisco ad un campione abbastanza rappresentativo da connettere al mai) eppure di stronzi non ne ho mai incontrati.
Ma mai eh.
ho incontrato persone per cui dentro di me si sono attivati meccanismi che mi portavano al dolore, ho incontrato persone da cui mi aspettavo cose che non ho poi ritrovato nella realtà, ho incontrato persone e ci sono stata senza riuscire a vederle per davvero.
Ma non ho mai incontrato stronzi.
Eppure dai racconti...sembra che il mondo ne sia pieno.
Mi ha trattato così...stronzo
Mi ha trattato così...narcisista (adesso va parecchio di moda il narcisista)
Quando ero supponente, credevo di essere furba io. Che non mi si potesse fregare.
E questo mi legava strutturalmente. Un legame interno che portava debolezza alla mia struttura.
Legame per cui mi trovavo a dimostrare tutta una serie di cose a me stessa.
Adesso che non sono supponente mi rendo conto che non sono furba io.
Ma semplicemente, anche quando facevo la supponente, mi assumevo la mia quota di responsabilità nelle azioni.
E le risposte al mio sentire non le cercavo fuori, ma dentro.
Per cui se quello da cui mi aspettavo X mi dava y, era ed è poco interessante X o Y (e il loro conto sulla bilancia del giusto e dello sbagliato, del buono e del cattivo), ma è molto più interessante per me lo scarto fra X e Y perchè mi parla di me e del mio modo di vedere o non vedere l'altro.
Le aspettative deluse, non sono mica responsabilità dell'altro, le aspettative sono una creazione mia. Di cui sono io responsabile.
E qui entra in gioco il discorso per cui corre una bella differenza fra "debolezza", ossia un legame che mina la struttura e le impedisce di evolvere e apprendere dall'esperienza (come siamo programmati a fare), e "fragilità" ossia il riconoscere le proprie inclinazioni, i propri bisogni e desideri discendenti, i propri pregi e difetti, un legame che sostiene la struttura e crea le possibilità di evoluzione e apprendimento dall'esperienza.
Io sono fragilissima.
Ma delle mie fragilità sono responsabile io.
Sono mie risorse dedicate a me e alla mia crescita.
E le posso condividere anche. Senza troppi problemi. Se dall'altra parte ne vedo cura ovviamente.
E' roba preziosa che non darei a chiunque tanto per.
Quindi non penso di essere furba, o indistruttibile. (una bella liberazione...è roba che pesa quando si scolletta)
Semplicemente mi fido abbastanza di me stessa da sapere che non cercherò fuori di me risposte che stanno in me.
E so che non giro intorno alle mie responsabilità nei confronti di me stessa.
Se questo è essere padroni di se stessi (non solo del proprio corpo), beh allora sono padrona di me stessa.
E mi sento umilmente molto diversa da chi per ogni situazione insoddisfacente, deludente, dolorosa cerca la colpa e il colpevole su cui scaricare la propria quota di responsabilità.
Che è poi il motivo per cui di stronzi non ne ho mai incontrati.
Stronzi contro di me intendo.
E' un delirio di onnipotenza che ho lasciato indietro un bel po' di anni fa.
E per rispondere, credo che la discrimine stia esattamente nella differenza fra "debolezza" e "fragilità".
Da cui discende il prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Ovunque portino.
Assumersi le proprie scelte anche quando le conseguenze sono francamente pesanti.