Rubo l'idea del titolo di un altro 3d perché mi è successo di mettermi in una situazione "uguale e contraria"...
Una relazione partita da un'amicizia già di per sé non tanto alla pari...
Lui un uomo più giovane, con qualche problematica... ma come tutti ne hanno, alla fine.
Io quella "solida" che tentava di sostenere e far vedere il positivo (in realtà io lo vedevo veramente in lui e volevo con tutte le mie forze rimandarglielo).
Un certo squilibrio comunque c'era.
Uno squilibrio di forze, direi.
Restava però tutto nell'ambito dell'amicizia, fino a quando... fino a quando, dopo molti segnali stupidamente ignorati da me (e visti invece da un'altra persona a me molto vicina e che tentava con delicatezza di farmi "vedere", restando però a sua volta non vista in questo), il senso di "inferiorità" e "indegnità" che lui provava per "una come me" mi fu talmente intollerabile da sentirmi attratta e v
oler dimostrare che invece "una come me", che non aveva nulla in più di lui, poteva averla eccome.
E così il corpo, i corpi, sono entrati nella nostra relazione.
Mia intenzione era essere un mezzo per aprirgli porte, fargli capire che era degno di chiunque volesse, aprire in un certo senso la "gabbia" in cui si sentiva imprigionato per potersi sentire sereno di sperimentarsi in altre relazioni.
Invece... forse il rimedio è stato peggiore del male.. perché ora lui non è affatto libero, è imprigionato in una specie di dipendenza di cui sono altamente responsabile...
Io..gli voglio bene, ma non lo amo.. però ho messo il corpo e...ora devo avere cura di questa situazione e limitare i danni...
Quindi, parafrasando la domanda finale dell'altro 3d, chiedo anch'io "che potere ha o avrebbe acquisito il corpo (concesso o negato in tutto o in parte nelle forme preesistenti) in tutto questo?"
Mi scuso per aver rubato le parole, se devo pagare dei diritti d'autore fatemelo sapere