Ma il padre dov'è?
Perché tanto persone quando parlano dei genitori fanno riferimento solo alla madre?
Non è mammismo, è matriarcato, quello a cui fai riferimento, nel quale la figura del maschio viene cresciuto ed educato solo da donne, che diventano il suo unico punto di riferimento (situazione che si perpetuera' quando sposandosi sceglierà una moglie mamma virginale, tradendola prima o poi con la 'puttana', operando una scissione sacro profano).
Il padre dà le sberle (metaforico).
È colui che stabilisce le regole.
Ma si.... comunque una frequentazione femminile (a partire da mamme eccessivamente premurose,sorelle solidali e coccolose,zie compiacenti, compagne di scuola innamorate e magari poi colleghe di lavoro empatiche e disponibili) molto "morbida" , crea il mito dell'uomo conquistatore latino, che non deve chiedere,che ha la strada spianata col sesso femminile.
Io, oltre ad avere avuto in rapporto molto "scandinavo" con mia madre, non ho sorelle, ho frequentato tutta la scuola in classi maschili e, la mia unica zia non era certo il tipo ch e viziasse i bambini. L'unica con cui mi vedevo molto di rado nell'adolescenza era una cugina di secondo grado ,con la quale sarebbe potuto succedere qualcosa,mq non successe. Al dottore avrò giocato un paio di volte con bambine vicine di casa , nella preadolescenza.
Questo per dire che una mia certa rigidità scambiabile per misoginia, ha avuto certamente un ruolo negativo negli approcci. Eppure ,non sono assolutamente violento con le donne o possessivo . Non nego che un maggior contatto col mondo femminile mi avrebbe giovato nel definire una capacità di ascolto maggiore e di interpretazione delle donne; ma vedo che anche che chi è molto avvezzo fa fatica il più delle volte a decifrarle...