Cosa prova per la moglie il mio amante?

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Però non ti devi preoccupare di ricordarti a chi hai mostrato un passaporto falso. Per tornare all'esempio di @Arcistufo. Che poi... Se lo faccio (ne faccio proprio una questione QUANTITATIVA) per metà del mio tempo, e l'altra metà la passo "in rientro" ... Cioè... Va bene sapere che si è tutto questo. Ma tutto questo per me sarebbe ingestibile pure sapendo bene di essere sempre io. Non ci sarebbe nessun automatismo. In me. Capisco che se tu sei tu così il tuo automatismo e' probabile che funzioni diversamente dal mio. Ma è una modalità che mi e' inconcepibile. Perché comporta una assunzione su di sé della responsabilità di quel massimo egoriferimento di cui spesso Arcistufo parla.
Per carità: basta "solo" essere fermi in sé stessi, e lasciare che siano gli altri a muoversi. Non riuscirei ad avere un mondo così.

Io dubito, mi correggerà @Arcistufo, che intendiate la stessa cosa con passaporto falso.
Non penso fosse casuale clark kent e superman.
Clark kent e superman sono la stessa persona.
Non ci sono divisioni interne fra l'uno e l'altro.

Semplicemente uno va bene in alcuni contesti e l'altro in altri.
Si compenetrano internamente. E scambiano internamente l'uno nell'altro.

Credo che neanche lui debba ricordare, nel senso che mi pare tu intenda.
Lui è se stesso in ogni contesto, non c'è nulla da ricordare.
Non è che quando è amante recita il ruolo dell'amante come su un palcoscenico e quindi si deve ricordare cose che caratterizzano quel personaggio.
Quando è amante è amante. E quindi fluisce in quell'essere con le stesse caratteristiche essenziali che ha anche come marito.

Perchè quelle caratteristiche rispecchiano lui. Allo stesso modo in cui è lui al lavoro o il lui a casa o il lui in qualche locale. Uguale in sostanza, diverso nella forma.

Che poi quelle caratteristiche come marito non le possa agire per vincoli di visione e accettazione e aspettative della moglie non dipende da lui.
Da lui dipende se accettare o meno i vincoli della moglie e la loro gestione.

Non è nascondere non dare quel che l'altro non vuole.
Dare quel che l'altro non vuole è sprecare quel che si da. Perdendolo e tradendo se stessi.
Limitare, schiacciare, ignorare quel che si desidera dare perchè l'altro non lo comprende (in termini spaziali proprio) è di nuovo sprecare e togliere a se stessi. Fustigandosi dal mio punto di vista.

Sapere quel che si ha da dare e decidere se darlo, non darlo, in che contesto darlo e a chi darlo è cosa diversa.

Ed è qui che entra in gioco la validazione esterna o quella interna.

La validazione esterna riguarda i dover essere.

E per me validazione esterna e non interna riguarda anche il tradire e poi, scoperti, strisciare alla ricerca del perdono dell'altro (che altro non è che richiesta di validazione). SMentendosi nella propria essenza che si esprime nel proprio fare.

Se G. mi tradisse e poi, beccato, mi propinasse cose tipo "ero confuso, non volevo, non capisco"...minchia. Sarebbe davvero inferno. In cui lui scomparirebbe.
Se G. mi tradisse e poi, beccato, mi dicesse semplicemente "volevo farlo, per questo e questo motivo. Volevo perchè la tua visione di me non mi bastava. Volevo perchè volevo sperimentare" potremmo discutere. Perchè nn perderebbe essenza. Sarebbe stato autentico verso se stesso nel tradirmi. E questo mi lascerebbe spazio alla comprensione. Non cercherebbe da me la validazione di una suo comportamento e di una sua scelta, che riconoscerebbe come sua.
Anche se averla agita comporterebbe l'essere uno stronzo.

Se non è imbecille, lo sa che è uno stronzo. Mica si racconta le favolette per aggiustarsi dentro.
Se è degno di me, non ha paura di essere stronzo, non rinnega se stesso e le sue esigenze per aggiustare. A costo di perdere me.
Non ha paura del mio dolore, in buona sostanza.
E non aver paura del mio dolore mi dice chi è come uomo e dice della considerazione di me come donna.

Io credo di aver tradito moltissimo me stessa e il mio ex quando l'ho considerato un cane che abbandonavo sull'autostrada. Quando ho avuto paura del suo dolore.
Lì, ho deciso di lasciarlo.
Per tutelare me. E anche lui.
Era l'ultima conferma al fatto che la nostra non fosse una relazione fra adulti e che avesse parecchie falle patologiche.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
A mio avviso, quel riversarsi del dover nascondere o essere o fare, emerge proprio nella ricerca della validazione esterna (che si fa bisogno interno, a volte) che prima citava @ipazia.
Se ti lasci fluire o vai a corrente (espressione che ho sentito usare a volte) non devi nulla che non sia essere, vederti e lasciarti vedere nella misura in cui tu vuoi e gli altri possono. È il contrario di nascondere in un certo senso.

Ciao :)

Esattamente. Ti ringrazio per la chiarezza.

Fluendo in sè, in accettazione di sè, che è anche accettazione di quel che non si desiderebbe di sè ma è lì e non si può sfuggire a prescindere che lo si trovi piacevole o meno - e qui si aprirebbe un grosso, grossissimo OT su quel trovare piacevole da dove viene esattamente, io ritengo venga dalla storia relazionale con le validazioni esterne - nascondere diviene non essere sè nelle diverse declinazioni di chi si è.

Imporre all'altro una visione di sè che l'altro non ha, non può, non vuole avere, diviene vessazione e ricerca di riconoscimento esterno.

La scelta a mio parere riguarda i compromessi necessari e non.

Una scala di priorità collocata nel tempo e nello spazio in cui si vive.

Un amico mi diceva che cosa importante sarebbe stata imparare ad essere me, internamente interamente me, sia con gli anfibi sia col tacco 12 e relazionare quell'essenza di me adeguatamente a me e ai contesti in cui mi sarei trovata.
Aveva ragione.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
già. E cosa ancora più importante, non se ne appropria. In nessun modo.

Credo che uno dei fulcri sia qui.

Se ho paura del dolore, della delusione, del tradimento che posso arrecare all'altro in quella che sono, medaglia intera, l'autenticità decade e diventa copione.

E compiacenza. :scared::scared:

Sul lavoro non vado in pigiama mica perchè ho paura che mi licenzino. O perchè ho paura che possano criticarmi.
Sul lavoro non vado in pigiama perchè io decido che quel lavoro per x, y,z motivi è il mio lavoro. Mi ci riconosco e quindi non andarci in pigiama non è una imposizione a cui supinamente mi adeguo, non subisco una regola.

Cosa diversa dal discorso che feci da ragazzina con un docente che vedendomi col piercing al naso mi rimbrottò sulla mia adeguatezza come studente. E io feci partire una polemica riguardo al fatto che il piercing al naso non cambiava quel che avevo nel cervello e quindi bocciarmi per il piercing o interrogarmi era una decisione che riguarda la sua etica e la sua deontologia. Cercavo validazione esterna, fondamentalmente.

Adesso non lo farei.
Se decido di andare in un posto e c'è un dress code, non rompo il cazzo per il dress code.
O uso il dress code, o semplicemente cambio posto.
Sono ormai serena nell'essere me a prescindere da quel e da chi mi circonda.

Non mi interessa più, come allora, una validazione esterna.
 

isabel

Utente di lunga data
Ciao :)

Esattamente. Ti ringrazio per la chiarezza.

Fuendo in sè, in accettazione di sè, che è anche accettazione di quel che non si desiderebbe di sè ma è lì e non si può sfuggire a prescindere che lo si trovi piacevole o meno - e qui si aprirebbe un grosso, grossissimo OT su quel trovare piacevole da dove viene esattamente, io ritengo venga dalla storia relazionale con le validazioni esterne - nascondere diviene non essere sè nelle diverse declinazioni di chi si è.

Imporre all'altro una visione di sè che l'altro non ha, non può, non vuole avere, diviene vessazione e ricerca di riconoscimento esterno.

La scelta a mio parere riguarda i compromessi necessari e non.

Una scala di priorità collocata nel tempo e nello spazio in cui si vive.

Un amico mi diceva che cosa importante sarebbe stata imparare ad essere me, internamente interamente me, sia con gli anfibi sia col tacco 12 e relazionare quell'essenza di me adeguatamente a me e ai contesti in cui mi sarei trovata.
Aveva ragione.
Ciao :)

E' vessatorio verso l'altro, concordo.
Quando io ho inconsapevolmente vessato in quel modo nella coppia ho sentito in me frustrazione.
La necessità interiore di validazione esterna la trovo pericolosa; può trasformarsi in un rialzo continuo per "mostrarsi".
Con una buona dose di ostinazione, masochismo e inconsapevolezza si rischia non poco.

Nel grassetto, un aspetto che ho rilevato soltanto una decina di anni fa, intorno ai 30 anni. Pischella (esclusivamente) dentro :D
 

Marjanna

Utente di lunga data
Bisognerebbe sentire coloro ai quali accade..

Io posso dirti che nei ruoli si spendono parti diverse

Una mia amica recentemente, parlando proprio di questo, mi ha raccontato di come da giovane, in gita x una rappresentazione teatrale con altri giovani, si era trovata a dover recitare una parte che inizialmente spettava a un'altra ragazza

Di là c'era un ragazzo che lei considerava antipaticissimo e stronzo

La recita era di due coniugi che cercavano conciliazione, dopo tanti dissapori

Mi ha detto che in quel "ruolo" si trovò benissimo.. e con quel ragazzo in QUEL recitare, scoprì che aveva una sintonia

E dopo quelle prove, iniziarono a parlarsi e confidarsi, e stavano abbracciati da soli a parlare alla sera

Questi sono i ruoli

Fanno "uscire" parti di noi

E riservano sorprese, a volte

Non sempre positive
In questo forum si parla molto di ruoli.
Mi pare però che tutti abbiano una loro idea di ruoli, o di ciò che determini come ruolo una parola (per dire le infinite declinazioni che son emerse quando ho chiesto chi fosse il traditore seriale, era chiaro per tutti prima di porre la domanda, quasi che fosse inutile porla, eppure poi ognuno ne aveva una sua idea).
In un altro topic ho letto alcuni post sui ruoli di marito e moglie. Potremmo dire che il marito di [MENTION=6868]Ginevra65[/MENTION] dopo essersi sposato ed essersi piazzato sul divano, sia tranquillo e sereno nel suo ruolo, che trovi la pienezza di se in quel ruolo, per come lui lo concepisce. Se mezzo forum dice alla moglie di tirargli vasetti di marmellata in testa lui potrebbe dire che è problema dei forumisti, perchè lui nel suo ruolo è sereno.
[E [MENTION=6868]Ginevra65[/MENTION] dove la mettiamo? Doveva "addestrare" il marito come un cane?]
Se nel ruolo di genitore rientra una comune idea di porsi talvolta in modo autoritario per te vorrebbe dire di insegnare e fare apprezzare ad un tuo figlio imparare e gestire la propria camera e le sue cose in modo autonomo, per Mario potrebbe dire riempire di cazzotti il figlio.
Se prima non ci si dichiara ciò che corrisponde alla propria idea di ruolo possono nascere casini.
Le persone prima di essere ruoli in un qualche contesto sono INDIVIDUI.
Individui che interagiscono con altri individui.
Dunque se un pedofilo è perfetto nel suo ruolo di volontario all'interno di oratorio, ed è pienamente in pace con se stesso in quel ruolo, io se mi permetti, del ruolo, me ne frego anche.
L'amante di [MENTION=9553]Ginevrat[/MENTION] che le scrive che si è scaricato il cellulare proprio la sera di San Valentino a me arriva come una persona che vede nel ruolo di amante delle sfumature di una cerebrolesa. E se questo non è stato dichiarato prima potrebbero sorgere dei problemi.
Da fuori lei stessa non ha alcun problema nel riconoscere l'amante della moglie di [MENTION=5392]danny[/MENTION] come stronzo, ma a fronte di questo (scusa del cellulare scarico) la scambia per "paura di ferire l'amante" (paura di ferire lei).
Quindi inverte totalmente un gesto egoistico e lo fa diventare quasi altruismo.
 

danny

Utente di lunga data
Bene. Se nella vita non avete visto un dirigente di una multinazionale correre nudo facendo volare un aquilone non avete idea delle pieghe inaspettate che può fornire la conoscenza delle persone.
 

Skorpio

Utente di lunga data
In questo forum si parla molto di ruoli.
Mi pare però che tutti abbiano una loro idea di ruoli, o di ciò che determini come ruolo una parola (per dire le infinite declinazioni che son emerse quando ho chiesto chi fosse il traditore seriale, era chiaro per tutti prima di porre la domanda, quasi che fosse inutile porla, eppure poi ognuno ne aveva una sua idea).
In un altro topic ho letto alcuni post sui ruoli di marito e moglie. Potremmo dire che il marito di [MENTION=6868]Ginevra65[/MENTION] dopo essersi sposato ed essersi piazzato sul divano, sia tranquillo e sereno nel suo ruolo, che trovi la pienezza di se in quel ruolo, per come lui lo concepisce. Se mezzo forum dice alla moglie di tirargli vasetti di marmellata in testa lui potrebbe dire che è problema dei forumisti, perchè lui nel suo ruolo è sereno.
[E [MENTION=6868]Ginevra65[/MENTION] dove la mettiamo? Doveva "addestrare" il marito come un cane?]
Se nel ruolo di genitore rientra una comune idea di porsi talvolta in modo autoritario per te vorrebbe dire di insegnare e fare apprezzare ad un tuo figlio imparare e gestire la propria camera e le sue cose in modo autonomo, per Mario potrebbe dire riempire di cazzotti il figlio.
Se prima non ci si dichiara ciò che corrisponde alla propria idea di ruolo possono nascere casini.
Le persone prima di essere ruoli in un qualche contesto sono INDIVIDUI.
Individui che interagiscono con altri individui.
Dunque se un pedofilo è perfetto nel suo ruolo di volontario all'interno di oratorio, ed è pienamente in pace con se stesso in quel ruolo, io se mi permetti, del ruolo, me ne frego anche.
L'amante di [MENTION=9553]Ginevrat[/MENTION] che le scrive che si è scaricato il cellulare proprio la sera di San Valentino a me arriva come una persona che vede nel ruolo di amante delle sfumature di una cerebrolesa. E se questo non è stato dichiarato prima potrebbero sorgere dei problemi.
Da fuori lei stessa non ha alcun problema nel riconoscere l'amante della moglie di [MENTION=5392]danny[/MENTION] come stronzo, ma a fronte di questo (scusa del cellulare scarico) la scambia per "paura di ferire l'amante" (paura di ferire lei).
Quindi inverte totalmente un gesto egoistico e lo fa diventare quasi altruismo.
Ma non ci si dichiara quasi mai cosa corrisponde alla propria idea di ruolo

Anche perché molti, pur in età adulta, confondono ancora la visione di un individuo in UN RUOLO con la visione di un individuo NELLA SUA INTEREZZA ..

Che, x inciso (ma è un parere mio) resta una chimera inarrivabile anche ricorrendo a ogni marchingegno

Il pericolo del ruolo, è la cristallizzazione

Per cui se te sei quella che porta mangiare ai poveri alla sera, per me TE SEI QUELLA CHE PORTA MANGIARE AI POVERI LA SERA

e quando venissi a sapere che sei un troione reale oppure una che presta a strozzo, io resto a bocca aperta

Perché PER ME te sei quella che PORTA MANGIARE AI POVERI a SERA

nelle relazioni, questa è una buca dove si cade spesso

Restando a bocca aperta come dei tordelli che non ci hanno capito una sega

E assai spesso, dopo anni e anni, ancora si smoccola per la caviglia che duole

Senza capire che era la nostra visione ad essere inquinata e condizionata in partenza

Il passo per "superare" questo problema può essere:

voglio vedere qualcosa in più di te, a costo di perdere la mia favoletta della signora misericordiosa che porta mangiare ai poveri

Un passo che costa fatica, spesso.
E toglie sogni

E quindi quasi mai lo si fa, preferendo l'Addolorato stupore di un domani che per il momento non esiste
 
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Marjanna

Utente di lunga data
Ma non ci si dichiara quasi mai cosa corrisponde alla propria idea di ruolo

Anche perché molti, pur in età adulta, confondono ancora la visione di un individuo in UN RUOLO con la visione di un individuo NELLA SUA INTEREZZA ..

Che, x inciso (ma è un parere mio) resta una chimera inarrivabile anche ricorrendo a ogni marchingegno

Il pericolo del ruolo, è la cristallizzazione

Per cui se te sei quella che porta mangiare ai poveri alla sera, per me TE SEI QUELLA CHE PORTA MANGIARE AI POVERI LA SERA

e quando venissi a sapere che sei un troione reale oppure una che presta a strozzo, io resto a bocca aperta

Perché PER ME te sei quella che PORTA MANGIARE AI POVERI a SERA

nelle relazioni, questa è una buca dove si cade spesso

Restando a bocca aperta come dei tordelli che non ci hanno capito una sega

E assai spesso, dopo anni e anni, ancora si smoccola per la caviglia che duole

Senza capire che era la nostra visione ad essere inquinata e condizionata in partenza

Il passo per "superare" questo problema può essere:

voglio vedere qualcosa in più di te, a costo di perdere la mia favoletta della signora misericordiosa che porta mangiare ai poveri

Un passo che costa fatica, spesso.
E toglie sogni

E quindi quasi mai lo si fa, preferendo l'Addolorato stupore di un domani che per il momento non esiste
La propria idea di ruolo, qualora si parli del ruolo di un altro, è un ideale quindi.
Io non sposo te, sposo l'ideale a cui applico te nel ruolo di marito o moglie. Ti porto anche un ideale di me in quel ruolo, che non è detto negli anni e a fronte degli eventi rimanga tale. Già son 4 ideali che si mischiano, a cui poi se ne aggiungeranno altri 4, quello mio di me come madre, quello mio di te come padre, quello tuo di me come madre e quello tuo di te come padre. Un bel casino!
Però dal momento che poi, almeno in teoria, si vivrà vicini per gli anni a venire qualche dichiarazione potrebbe venire anche esposta. L'idea di interezza credo che ognuno provi a vagliarla. Se tu al lavoro sei un bastardo colossale (estremizzo per rendere l'idea più chiara), è una parte di te in quel ruolo. E io potrei chiedermi se in futuro potrei trovarmi un bastardo colossale nel ruolo di padre ad esempio, o nel ruolo di marito. Se tua madre leccava il pavimento ad ogni passaggio tuo, e io ne prendo visione, sarebbe opportuno per me assicurarmi che tu non creda che andrò a coprire quel tipo di interpretazione di ruolo.
In linea generale sono comunque d'accordo con te.
La cristallizzazione avviene, hai ragione. Però avviene anche perchè si smette di voler conoscere l'altro, si perde stupore di fronte all'altro. Se tu mi diventi complemento d'arredo tra il frigorifero e il televisore il rischio si corre.
Spesso per stress e problemi vari si perde proprio la voglia di osservare e di godere anche di quell'osservare. Così ti giri e potresti chiederti cosa cavolo è successo e dove è finita quella figa (o figo) con modo di fare dolce che girava per casa e chi sia quella persona con la tuta che sta urlando come una pazza a due ragazzini. Sto sempre estremizzando, in genere le persone si rendono conto che c'è un passaggio, e si fanno delle domande verso il coniuge e verso se stessi. Ma poi suona un telefono, un figlio chiama, la macchina si rompe e... the show must go on.
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
già. E cosa ancora più importante, non se ne appropria. In nessun modo.

Credo che uno dei fulcri sia qui.

Se ho paura del dolore, della delusione, del tradimento che posso arrecare all'altro in quella che sono, medaglia intera, l'autenticità decade e diventa copione.

E compiacenza. :scared::scared:

Sul lavoro non vado in pigiama mica perchè ho paura che mi licenzino. O perchè ho paura che possano criticarmi.
Sul lavoro non vado in pigiama perchè io decido che quel lavoro per x, y,z motivi è il mio lavoro. Mi ci riconosco e quindi non andarci in pigiama non è una imposizione a cui supinamente mi adeguo, non subisco una regola.

Cosa diversa dal discorso che feci da ragazzina con un docente che vedendomi col piercing al naso mi rimbrottò sulla mia adeguatezza come studente. E io feci partire una polemica riguardo al fatto che il piercing al naso non cambiava quel che avevo nel cervello e quindi bocciarmi per il piercing o interrogarmi era una decisione che riguarda la sua etica e la sua deontologia. Cercavo validazione esterna, fondamentalmente.

Adesso non lo farei.
Se decido di andare in un posto e c'è un dress code, non rompo il cazzo per il dress code.
O uso il dress code, o semplicemente cambio posto.
Sono ormai serena nell'essere me a prescindere da quel e da chi mi circonda.

Non mi interessa più, come allora, una validazione esterna.
però mi manca un pezzo . messa così mi pare che nella relazione tra te e il tuo Boyfriend non ci sia spazio per una sana Battaglia di manipolazione. Sai che avrei problemi a rispettare qualcuno che non cerchi di fregarmi? Lo considero una basilare dimostrazione di intelligenza.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
In questo forum si parla molto di ruoli.
Mi pare però che tutti abbiano una loro idea di ruoli, o di ciò che determini come ruolo una parola (per dire le infinite declinazioni che son emerse quando ho chiesto chi fosse il traditore seriale, era chiaro per tutti prima di porre la domanda, quasi che fosse inutile porla, eppure poi ognuno ne aveva una sua idea).
In un altro topic ho letto alcuni post sui ruoli di marito e moglie. Potremmo dire che il marito di [MENTION=6868]Ginevra65[/MENTION] dopo essersi sposato ed essersi piazzato sul divano, sia tranquillo e sereno nel suo ruolo, che trovi la pienezza di se in quel ruolo, per come lui lo concepisce. Se mezzo forum dice alla moglie di tirargli vasetti di marmellata in testa lui potrebbe dire che è problema dei forumisti, perchè lui nel suo ruolo è sereno.
[E [MENTION=6868]Ginevra65[/MENTION] dove la mettiamo? Doveva "addestrare" il marito come un cane?]
Se nel ruolo di genitore rientra una comune idea di porsi talvolta in modo autoritario per te vorrebbe dire di insegnare e fare apprezzare ad un tuo figlio imparare e gestire la propria camera e le sue cose in modo autonomo, per Mario potrebbe dire riempire di cazzotti il figlio.
Se prima non ci si dichiara ciò che corrisponde alla propria idea di ruolo possono nascere casini.
Le persone prima di essere ruoli in un qualche contesto sono INDIVIDUI.
Individui che interagiscono con altri individui.
Dunque se un pedofilo è perfetto nel suo ruolo di volontario all'interno di oratorio, ed è pienamente in pace con se stesso in quel ruolo, io se mi permetti, del ruolo, me ne frego anche.
L'amante di [MENTION=9553]Ginevrat[/MENTION] che le scrive che si è scaricato il cellulare proprio la sera di San Valentino a me arriva come una persona che vede nel ruolo di amante delle sfumature di una cerebrolesa. E se questo non è stato dichiarato prima potrebbero sorgere dei problemi.
Da fuori lei stessa non ha alcun problema nel riconoscere l'amante della moglie di [MENTION=5392]danny[/MENTION] come stronzo, ma a fronte di questo (scusa del cellulare scarico) la scambia per "paura di ferire l'amante" (paura di ferire lei).
Quindi inverte totalmente un gesto egoistico e lo fa diventare quasi altruismo.
Ammazza che mischione...
 

Skorpio

Utente di lunga data
La propria idea di ruolo, qualora si parli del ruolo di un altro, è un ideale quindi.
Io non sposo te, sposo l'ideale a cui applico te nel ruolo di marito o moglie. Ti porto anche un ideale di me in quel ruolo, che non è detto negli anni e a fronte degli eventi rimanga tale. Già son 4 ideali che si mischiano, a cui poi se ne aggiungeranno altri 4, quello mio di me come madre, quello mio di te come padre, quello tuo di me come madre e quello tuo di te come padre. Un bel casino!

La propria idea di ruolo, qualora si parli del ruolo di un altro, è un ideale quindi.
Io non sposo te, sposo l'ideale a cui applico te nel ruolo di marito o moglie. Ti porto anche un ideale di me in quel ruolo, che non è detto negli anni e a fronte degli eventi rimanga tale. Già son 4 ideali che si mischiano, a cui poi se ne aggiungeranno altri 4, quello mio di me come madre, quello mio di te come padre, quello tuo di me come madre e quello tuo di te come padre. Un bel casino!
Ma non è così?

Chi non ha un ideale, abbiamo un Ideale di casa, di vacanza, di orario di lavoro, come si può non avere un ideale di compagno/a?

Poi.. si sa, il mio ideale era bionda, ma la bionda non c'è stata, ho preso la mora.. ma insomma..

E ci sono anche ideali futuri, certo (sarà un ottimo padre)

E poi ci siamo noi, con le nostre "interpretazioni del ruolo" di marito, padre, etc.. etc..

Che l'errore che si fa è scambiare "interpretazione" con "finzione"

Io sono marito. Io NON fingo, SONO

È la mia ipotetica amante che casualmente o intenzionalmente mi "vede" da marito e non ci capisce più una sega

Perché nella sua prospettiva c'è quello che la tromba x 3 ore di fila senza pietà

E va fuori di testa perché "vede" il ME marito a casa a guardare la TV con mia moglie in collo e dice che sono una merda

(E a rovescio ovviamente)
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Io sono marito. Io NON fingo, SONO
Il marito di un'altra, aggiungerei.
Comunque io continuo a non capire come mai una marea di maschi non utilizzano la più banale delle difese: mettere i paletti. Io non ci credo che una come Ginevra non abbia dato segnali preoccupanti di accollo fino a che non ha letto la chat whatsapp.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
In questo forum si parla molto di ruoli.
Mi pare però che tutti abbiano una loro idea di ruoli, o di ciò che determini come ruolo una parola (per dire le infinite declinazioni che son emerse quando ho chiesto chi fosse il traditore seriale, era chiaro per tutti prima di porre la domanda, quasi che fosse inutile porla, eppure poi ognuno ne aveva una sua idea).
In un altro topic ho letto alcuni post sui ruoli di marito e moglie. Potremmo dire che il marito di [MENTION=6868]Ginevra65[/MENTION] dopo essersi sposato ed essersi piazzato sul divano, sia tranquillo e sereno nel suo ruolo, che trovi la pienezza di se in quel ruolo, per come lui lo concepisce. Se mezzo forum dice alla moglie di tirargli vasetti di marmellata in testa lui potrebbe dire che è problema dei forumisti, perchè lui nel suo ruolo è sereno.
[E [MENTION=6868]Ginevra65[/MENTION] dove la mettiamo? Doveva "addestrare" il marito come un cane?]
Se nel ruolo di genitore rientra una comune idea di porsi talvolta in modo autoritario per te vorrebbe dire di insegnare e fare apprezzare ad un tuo figlio imparare e gestire la propria camera e le sue cose in modo autonomo, per Mario potrebbe dire riempire di cazzotti il figlio.
Se prima non ci si dichiara ciò che corrisponde alla propria idea di ruolo possono nascere casini.
Le persone prima di essere ruoli in un qualche contesto sono INDIVIDUI.
Individui che interagiscono con altri individui.
Dunque se un pedofilo è perfetto nel suo ruolo di volontario all'interno di oratorio, ed è pienamente in pace con se stesso in quel ruolo, io se mi permetti, del ruolo, me ne frego anche.
L'amante di [MENTION=9553]Ginevrat[/MENTION] che le scrive che si è scaricato il cellulare proprio la sera di San Valentino a me arriva come una persona che vede nel ruolo di amante delle sfumature di una cerebrolesa. E se questo non è stato dichiarato prima potrebbero sorgere dei problemi.
Da fuori lei stessa non ha alcun problema nel riconoscere l'amante della moglie di [MENTION=5392]danny[/MENTION] come stronzo, ma a fronte di questo (scusa del cellulare scarico) la scambia per "paura di ferire l'amante" (paura di ferire lei).
Quindi inverte totalmente un gesto egoistico e lo fa diventare quasi altruismo.
forse l'errore è essere troppo me stessa. Io mi arrabbio poco, le mie litigate durano solo la sfuriata del momento.
Non sono rancorosa e questo gioca a mio sfavore.
Il ruolo si costruisce in base alla propria indole.
Non sono gli altri stronzi, sono io che commetto l'errore di permetterglielo.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Il marito di un'altra, aggiungerei.
Comunque io continuo a non capire come mai una marea di maschi non utilizzano la più banale delle difese: mettere i paletti. Io non ci credo che una come Ginevra non abbia dato segnali preoccupanti di accollo fino a che non ha letto la chat whatsapp.
cosa intendi
 

Skorpio

Utente di lunga data
La cristallizzazione avviene, hai ragione. Però avviene anche perchè si smette di voler conoscere l'altro
Non è che si smetta proprio di voler conoscere l'altro, secondo me

È che il riferimento di conoscenza e' diventato il ruolo

Spesso la conoscenza vera non c'è mai stata, quella aperta, intendo

Dopo.. c'è il contratto, l'impegno, la fedeltà, la coerenza. Tutti riferimenti riferiti alla specifica relazione

A volte la chiamano maturità
Altre volte serietà

Per me , molto più gelidamente è "prospettiva"

Se te oggi mi affitti casa tua, io da oggi sono tuo inquilino

La nostra "relazione" è questa, e da oggi mi conoscerai IN questa relazione

Se tutti i mesi io ti pago sull'unghia puntuale come un orologio, io sono una persona SERIA

Un uomo affidabile

Non vuoi vedere altro di me, a che ti serve sapere che sono una merda di prima categoria, in altri contesti?

Che ti importa che mi inculo i fornitori e non pago gli operai, e Truffo i clienti, nella mia vita di imprenditore?

Cosa vuoi sapere di ME?

Che curiosità hai di ME oltre all'affitto, alla nostra RELAZIONE?

Nulla.. io sono una persona seria, un uomo affidabile, probabilmente un marito meraviglioso e un padre da sogno

Sarebbero solo rotture di coglioni sapere qualcosa in più di me
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Intendo dire che il passaggio che non mi è chiaro è che non riesco a capire se sia lei che non ha messo bene in chiaro le cose, oppure lui che ci abbia marciato millantando l'abbandono della moglie.
Nel senso io tutti questi maschioni che non hanno le palle di dire subito mettendo in chiaro che loro la moglie non hanno la minima intenzione di lasciarla Non è che ne conosco tantissimi.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Intendo dire che il passaggio che non mi è chiaro è che non riesco a capire se sia lei che non ha messo bene in chiaro le cose, oppure lui che ci abbia marciato millantando l'abbandono della moglie.
Nel senso io tutti questi maschioni che non hanno le palle di dire subito mettendo in chiaro che loro la moglie non hanno la minima intenzione di lasciarla Non è che ne conosco tantissimi.
Io..io ce l’ho....io, io !!!
Però il problema è che se anche metti in chiaro ma ti comporti con l’amante come se ci fossi mezzo fidanzato...poi a lei il dubbio che :
A) lui l’abbia detto per non illuderla ma che volendo farebbe subito lo switch con la legittima
B) che abbia cambiato idea perché lei è super trouper, ma si sia scordato di dirlo ...
C) varie ed eventuali ....

Viene ...
sai..quelle elucubrazioni lì un po’ da femmine
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Intendo dire che il passaggio che non mi è chiaro è che non riesco a capire se sia lei che non ha messo bene in chiaro le cose, oppure lui che ci abbia marciato millantando l'abbandono della moglie.
Nel senso io tutti questi maschioni che non hanno le palle di dire subito mettendo in chiaro che loro la moglie non hanno la minima intenzione di lasciarla Non è che ne conosco tantissimi.
ben pochi chiariscono le loro intenzioni, soprattutto se l'amante è single.
I maschioni non dichiarano che sono stanchi della routine, ma si fanno passare spesso per infelici.
In questo caso è evidente che lei si è fatta un castello.
Tant'è che quando lei parla della moglie lui si raffredda, non a caso.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Io..io ce l’ho....io, io !!!
Però il problema è che se anche metti in chiaro ma ti comporti con l’amante come se ci fossi mezzo fidanzato...poi a lei il dubbio che :
A) lui l’abbia detto per non illuderla ma che volendo farebbe subito lo switch con la legittima
B) che abbia cambiato idea perché lei è super trouper, ma si sia scordato di dirlo ...
C) varie ed eventuali ....

Viene ...
sai..quelle elucubrazioni lì un po’ da femmine
Definendole elucubrazioni di femmine , stai dando grosso modo uno schiaffo in faccia alle donne vere.
Se uno ha messo in chiaro la situazione, e poi non è un pezzo di merda che si svuota le palle si fa una doccia e se ne va, non è che la colpa sia di lui.

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