"Chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Io non ritengo di non essere un "peccatore".
Sono un uomo imperfetto, non riesco ad affermare che sarei in grado di resistere a una situazione come quella che ho descritto.
Per questo mi riesce impossibile tirare le pietre.
Forse mi hai frainteso, mi accorgo comunque che quello che scrivo o come lo scrivo può risultare con tono accusatorio. Non è nelle mie intenzioni.
Intanto la famosa frase che citi è sempre tronca, per non dire strumentalizzata. Perché poi termina dicendo:
“Neanch’io ti condanno:
va’ e d’ora in poi non peccare più”.
Volente o nolente la stessa contiene comunque un giudizio, perché include un tacito e lecito patto.
Poi, se vogliamo, possiamo fermarci come sempre accade alla sola prima parte applicando, perdonami, il metro
qualunquista di chi se ne esce alla prima occasione proprio con quell'estratto.
Quello che mi preme dire è che il mio punto di vista è quello di un "non traditore", o, se vogliamo dargli un tono, "diversamente traditore". Nel senso che so che le mie debolezze sono assimilabili a quelle altrui, tanto patetiche quanto comuni. E non tento di elevarmi sfruttando la spinta degli errori altrui, nemmeno ne ho bisogno di elevarmi, cosa che è palesemente un idiozia, utile solo a chi nel suo contesto ne ha bisogno.
Ma se parliamo di DANNI procurati al prossimo, io non solo ti giudico, ti prendo pure a calci se posso. Perché se è vero che siamo tutti fatti della stessa materia, è ancora più vero che non dimostriamo la medesima sensibilità quando ci relazioniamo. E se ci relazioniamo si da per scontato che si siano stabiliti dei patti bilaterali.
Chi è, e cosa sarebbe, il primo che li infrange?
Io non lo so, so solo che in qualche modo si agisce in modi a volte molto differenti se non diametralmente opposti. Applicheresti le stesse teorie ad un omicida?
Citare quella frase, presa come un ritornello, e troncarla soprattutto, è uno scempio.
"Errare humanum est, perseverare diabolicum", se vogliamo possiamo strumentalizzare anche questa, il bello è che potrebbe farlo chiunque prendendo la parte che più sente confacente.
In tutto questo la mia risposta al tuo quesito era "NO". Risposta che avvalora la tua tesi, universalmente ed umanamente riconosciuta direi, ma avalla anche la mia dove, per la mia parte, posso dire che i presupposti per cui possa manifestarsi una condizione del genere io non li ho mai creati. Se andiamo sul concreto questa è una cosa che, seppur limitata, ha un suo valore. Non me ne frega niente di lanciare sassi a nessuno, ma se procuri danni di cui solo tu sei stato capace, allora non ci meritiamo lo stesso metro di misura.
Danny io la tua lingua la comprendo perfettamente, tra l'altro la tua storia è una delle poche di cui mi ricordo con un certo trasporto. Dimmi quello che vuoi ma quello che ti successe in quel parcheggio, tanto per prendere uno dei passi che mi è rimasto impresso, non ha alcun senso se non quello di dimostrare che quello che hai subito è una becera espressione di azioni umane senza controllo o ritegno. Il che, dal mio punto di vista, non è uno giudicare a zero ad altezza d'uomo, ma è piuttosto il mio parere sulle incapacità umane che fanno da discernimento tra le persone.